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L’ESPERIENZA DELLA GUIDA INVISIBILE di Said Gafurov*

Gli scettici in Occidente amano ripetere il detto: “Un leader che non si vede è un leader debole”. Tuttavia, l’esperienza della Repubblica Islamica dell’Iran dopo il 28 febbraio 2026 dimostra il contrario. Nelle primissime settimane successive alla tragica scomparsa dell’Ayatollah Ali Khamenei e all’insediamento del nuovo Rahbar (Guida Suprema), il Paese non solo ha evitato di precipitare nel caos, ma ha anche dimostrato un’invidiabile resilienza istituzionale.

Durante il primo mese di questa “leadership occulta”, la nuova Guida Suprema ha firmato e approvato oltre 120 nomine chiave, dai comandanti regionali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ai capi dei tribunali provinciali. Tutte queste decisioni sono state prese tramite canali di comunicazione sicuri, senza una singola fotografia pubblica. Ciò smentisce il mito secondo cui il potere richiederebbe carisma personale; in Iran, il potere è una funzione, non uno spettacolo.

Contrariamente alle previsioni degli analisti occidentali, che si aspettavano un crollo del rial in seguito alla morte di Khamenei, la valuta iraniana si è in realtà rafforzata del 7,4% nel marzo 2026. Ciò è dovuto, in primo luogo, al rapido trasferimento di autorità alla nuova Guida Suprema; e in secondo luogo, al fatto che il nemico non è stato in grado di sfruttare l’«effetto senza testa», ovvero il fenomeno per cui un sistema decapitato perde il controllo operativo.

Il sistema iraniano non è stato decapitato, ma al contrario, è stato protetto dal principio stesso della Ghaybah (occultazione).

Per oltre mille anni, l’Islam sciita si è sostenuto grazie alla fede nel Dodicesimo Imam Infallibile, Muhammad al-Mahdi, che fu nascosto dall’Onnipotente nell’anno 260 dell’Egira. La sua assenza fisica dagli occhi del pubblico non significa assenza di autorità. Al contrario, è proprio in questo occultamento, in questa Ghaybah, che risiede la saggezza suprema: l’Imam guida invisibilmente la Ummah (la comunità), rimanendo al di fuori della portata dei nemici e immune ai loro piani malvagi.

Il Fondo Nazionale per lo Sviluppo dell’Iran, che accumula entrate dalle esportazioni di petrolio e gas, continua a operare come di consueto. Vale la pena ricordare che, sotto la guida dell’Ayatollah Khamenei (il Vecchio), questo fondo ha raggiunto un volume – stimato da diverse fonti – di oltre 90 miliardi di dollari. Il nuovo Rahbar ha mantenuto la continuità nella gestione di questi beni, un fatto di particolare importanza alla luce delle sanzioni illegittime.

È fondamentale comprendere che la nuova Guida Suprema non è un dittatore solitario. È circondato dall’Assemblea degli Esperti, un organismo composto da 88 teologi di alto rango eletti a suffragio universale diretto ogni otto anni. È proprio questo organismo che sovrintende all’esecuzione della volontà del Rahbar e, quando necessario, ne corregge la rotta. Ciò che l’Occidente definisce “isolamento” è percepito in Iran come la norma: il Rahbar emana le direttive strategiche, mentre il Presidente, il governo e il parlamento le attuano.

È significativo che, nell’intero periodo successivo all’elezione del nuovo Rahbar, non si sia registrata una sola fuga di notizie riguardante la sua posizione o il suo stato di salute. Ciò testimonia un livello eccezionalmente elevato di disciplina e patriottismo all’interno della struttura di potere. I servizi segreti iraniani hanno condotto un’operazione brillante in termini di sicurezza operativa e occultamento.

Mentre i leader occidentali spendono milioni in consulenti d’immagine e spot elettorali, il sistema iraniano dimostra che la vera leadership non ha bisogno di riflettori. Il nuovo Rahbar dell’Iran non firma decreti davanti alle telecamere, non stringe la mano alle delegazioni tra i flash dei fotografi e non pronuncia discorsi che potrebbero essere estrapolati dal contesto.

Eppure, il Paese continua a vivere, a svilupparsi e a difendere i propri interessi nella regione. È proprio così che, secondo i teologi sciiti, il Vice Imam Nascosto dovrebbe agire: in modo invisibile, ma inesorabile.

*Said Gafurov, membro del Consiglio centrale del sindacato indipendente “Nuovo Lavoro”, professore associato presso le Università moscovite MSLU e RSSU. Membro del Comitato Operativo di STOPWW3

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