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GUERRA ENERGETICA: I VERI COLPEVOLI di Leonardo Mazzei

«Chi intende battersi per fermare l’impoverimento delle classi popolari, ed il declino complessivo del nostro Paese, deve sapere che tutto ciò sarà possibile solo ponendo fine alla guerra contro la Russia. Scorciatoie non ce ne sono».

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Un milione e trecentomila proiettili di artiglieria da 155 millimetri, questo il regalo a Zelesky che sta svuotando gli arsenali della Nato. Ma la guerra non è fatta solo di bombe. Quella che l’Alleanza atlantica ha scatenato contro la Russia, inducendola ad entrare in Ucraina, è anche una guerra economica centrata sui flussi dei combustibili fossili. Erigere un muro energetico tra Russia ed Unione Europea, ed ancor più tra Russia e Germania, era uno degli scopi fondamentali di Washington. Questo obiettivo è stato raggiunto, ma la partita è tutt’altro che chiusa.

Certo, l’Ue ha supinamente accettato la linea americana, auto-infliggendosi così un enorme danno economico, ma la Russia non è affatto tracollata, anzi. Proprio per questo sono arrivate le nuove sanzioni occidentali. Che è come dire che la guerra deve continuare con tutti i mezzi a disposizione. L’idea è sempre la stessa: prima o poi la testa di Putin dovrà saltare, in modo da spolparsi il paese più grande del mondo per impossessarsi delle sue enormi risorse.

Da ieri, lunedì 5 dicembre, le importazioni di petrolio russo sono vietate in tutta l’Unione europea, con l’eccezione dell’Ungheria. Sempre da ieri è entrato in vigore un tetto al prezzo di quello stesso greggio bandito dal sacro territorio dell’Unione. Che senso ha imporre un tetto ad una merce che non si potrà più acquistare? Ovviamente un senso c’è: vietate le esportazioni verso l’Ue si vorrebbero così colpire anche quelle verso il resto del mondo, che alle sanzioni Nato-G7-Ue non ha proprio intenzione di aderire.

Il meccanismo è semplice. Poiché il petrolio russo diretto verso l’Asia (Cina ed India in particolare) dovrà almeno in parte viaggiare su petroliere noleggiate da armatori occidentali, poiché i carichi (ed i possibili danni) andranno assicurati prevalentemente in occidente, armatori ed assicuratori non potranno noleggiare ed assicurare se non con la certezza che il carico verrà venduto sotto i 60 dollari al barile.

Che un meccanismo del genere possa davvero funzionare è assai dubbio, ma quel fantasioso dispositivo sanzionatorio se da un lato mostra la forza dell’occidente (le navi e gli assicuratori stanno in larga misura da quella parte), dall’altro ne evidenzia invece la debolezza. Perché mettere un tetto al prezzo (price cap) e non un divieto tout-court? Il fatto è che, esattamente come per il gas, si vuol colpire l’economia russa ma non si può rinunciare del tutto al petrolio che da lì proviene.

Una contraddizione foriera di tante mosse, da ambedue i lati della barricata. Un dilemma così sintetizzato da Sissi Bellomo sul Sole 24 Ore del 3 dicembre:

«Lunedì scatta il divieto di prestare qualunque servizio all’export di barili russi: misura di cui persino gli Usa temono gli effetti collaterali, tanto da aver spinto la Ue a limitarla ad un periodo di 90 giorni e ad affiancare il meccanismo del price cap, sperando di colpire le finanze di Mosca evitando però di precuderle l’accesso al mercato. Senza i barili russi la domanda globale resterebbe insoddisfatta ed i prezzi si infiammerebbero. Il punto è che ci sono alte probabilità che non si riesca a salvare capra e cavoli».

In fondo è lo stesso problema del gas, quello per cui si proclama ai quattro venti la volontà di chiudere ogni rubinetto dalla Russia, ma nella speranza che questo non avvenga del tutto almeno per un po’.

Ecco allora le pittoresche contraddizioni della guerra energetica scatenata dall’occidente. Vediamone alcuni aspetti.

Primo. Viste le stime sugli sconti decisi a Mosca (la cui entità è tuttavia segreta), il tetto fissato al prezzo del petrolio è addirittura superiore a quello attualmente praticato dalla Russia. Si dirà che obbligare ad una politica di forti sconti è già un risultato per il blocco occidentale. Vero, ma solo in parte. Mentre il prezzo attuale è comunque più alto di quello di un anno fa, anche l’export russo è superiore a quello del 2021. Ragione per cui, ben lungi dal diminuire, le entrate petrolifere russe sono addirittura aumentate nell’ultimo anno.

Secondo. Come noto, la stessa cosa è avvenuta per il gas. In questo caso i volumi arrivati nell’Unione Europea via gasdotto sono effettivamente calati. Una diminuzione però più che compensata dall’esplosione dei prezzi. Risultato: gli introiti di Gazprom sono certamente saliti e di molto, anche se – vista la segretezza dei contratti – un calcolo più preciso è impossibile.

Terzo. La vicenda del gas mostra quale sia la possibile arma di Mosca per quanto riguarda il petrolio. Se il tentativo di utilizzare un centinaio di “petroliere ombra” per aggirare le sanzioni dovesse fallire, la Russia vedrebbe sì calare i volumi delle proprie esportazioni, ma il prezzo del greggio andrebbe alle stelle, magari a 150 se non a 200 dollari al barile. Facile capire chi guadagnerebbe e chi perderebbe in un simile scenario.

Quarto. Come prevedibile, alla diminuzione del flusso dai gasdotti corrisponde un aumento del metano importato tramite liquefazione e rigassificazione. Ma qual è – dopo il Qatar – il maggior esportatore di Gnl (Gas naturale liquefatto) in Europa? Molti penseranno certamente agli Usa. E invece no, piccola sorpresa! Come ci rivela Bloomberg, nel 2022 il secondo posto tra gli esportatori verso i paesi dell’Ue è stato conquistato dalla terribile Russia, che ha così incassato dal Gnl 12,5 miliardi di euro, contro i 2,5 del 2021.

Quinto. L’Ue discute senza costrutto di un limite di prezzo al gas dal marzo scorso. Ad ottobre i giornaloni italiani hanno festeggiato il ritorno in patria del grande salvatore Draghi, reduce secondo loro da un’epica vittoria in materia di price cap. Una balla colossale che nessuno ammetterà mai. Le cronache di queste settimane ci raccontano infatti tutta un’altra storia. Il price cap sul gas non c’è, né forse ci sarà mai, ma la cosa più significativa è che se anche venisse applicato ciò avverrebbe ad una soglia (275 €/Mwh per almeno due settimane, più altre condizioni di contorno) che non è stata raggiunta neppure nel momento di picco della crisi di fine agosto… Un segno inconfutabile di quel che ci si aspetta per i primi mesi del 2023.

Tutti questi dati di fatto concorrono a dirci una sola cosa: non è possibile espellere la Russia dal mercato energetico mondiale senza con ciò provocare danni economici di portata colossale. Del resto, l’aumento dei prezzi dell’ultimo anno è lì a dimostrarcelo.

Tuttavia, possiamo esserne certi, la guerra energetica alla Russia continuerà senza sosta. Con essa continueranno, probabilmente inasprendosi, le conseguenze sulle bollette di luce e gas. Un aumento dei prezzi che è il vero motore della grande impennata inflattiva del 2022, quella che sta falcidiando come mai i salari e le pensioni degli italiani.

Chi intende battersi per fermare l’impoverimento delle classi popolari, ed il declino complessivo del nostro Paese, deve sapere che tutto ciò sarà possibile solo ponendo fine alla guerra contro la Russia. Scorciatoie non ce ne sono.




LA DISTOPIA INDOTTA E LA DUPLICE REALTÀ di Massimo Giuliodori*

La realtà è ben diversa ma devono essere in pochi a percepirla, così pochi da essere descritti e visti come pazzi, visionari, pericolosi asociali che minano le ‘certezze’ imposte e indotte dal ‘Sistema’.

Una minoranza serve sempre, essa è funzionale alla narrazione del vivere in un ‘paese-stato’ che si vuol far credere come democratico per poter perpetuare l’autorità dei poteri ad esso conferiti ma di fatto espropriati da tempo immemore.

È la finta ‘democrazia’ oleografica derivante dalla falsa percezione, come in certi racconti distopici, una dimensione puramente immaginaria lasciata alla facile creduloneria ingenua (ma anche bigotta) delle persone, convinte di essere ‘cittadini’ tutelati da diritti anziché schiavi consapevoli della loro condizione umana.

Come la ‘realtà aumentata’ del Metaverso, si crede di vivere rassegnati alla necessità delle privazioni, nella consapevolezza indotta della fine dei tempi, il catastrofismo scenografico del pianeta, fra emergenze climatiche (declinate come ‘climate change’ ovvero i perpetui cambiamenti climatici che sempre si sono verificati nel pianeta Terra, indipendentemente dalla presenza umana), pianificate pseudo pandemie infinite e sovrappopolamento ingigantito, destinati inesorabilmente all’inferno dantesco, traghettati dai Caronte mediatici verso l’apocalisse. Il tutto alimentato dall’ onnipresente e illimitato potere del circo mass-mediatico di controllo e addottrinamento sociale.

Strategie volte a disorientare, confondere l’opinione pubblica, non far mai percepire loro i veri obiettivi, le poste in gioco, i programmi dietro le guerre ibride che servono a destabilizzare equilibri economici e geostrategici esistenti, ad indebolire potenze descritte come ostili, a configurare ‘nemici’ programmati verso cui orientare l’odio delle masse e giustificare con ciò scelte sanguinarie sia militari che economiche e sociali.

Tutto ciò che serve per inculcare rassegnazione, senso di impotenza, accettazione fatalista, ineluttabilità di scelte e loro conseguenze economiche, che guarda caso premiano sempre il ‘capitale’(finanziario e di detenzione di potere) dei grandi burattinai del capitalismo finanziario globale.

Mentre le narrazioni destinate al popolo sono ormai totalmente impiantate nella psiche delle persone, i programmi del Great Reset – che è innanzitutto mentale – scavano come trivelle senza sosta perforando le esistenze peregrine dei comuni mortali e ogni loro aspetto del vivere.

Dalla nascita alla morte accompagnano e si infiltrano ovunque, pervasive ad ogni livello sia fisico che psicologico, avendo il capitalismo ipertrofizzato neoliberista occidentale, materialista e tecnoscientista, annullato ogni dimensione spirituale e animista dell’esistenza umana.

La realtà invero è molto diversa.

Per coglierla basta osservare come vivono le élite globali, se per suddetti potenti esistano e valgano le privazioni, le angosce, le paure, le difficoltà, le restrizioni che il loro ‘sistema’ ci descrive come necessarie e invitabili e vuol convincerci ad accettare.

Basterebbe vedere come i paradisi dorati delle caste e dei ricchi del pianeta (che sono decine di milioni) siano caratterizzati dalla assoluta abbondanza di tutto ciò che si può desiderare di materiale, come per costoro non valgano nessuna delle predizioni catastrofiche planetarie, non vi sia alcuna preoccupazione reale sulle sorti del pianeta, ne dell’umanità.

Perché per costoro semplicemente non esiste il concetto di ‘umanità’.

Per le élite l’umanità e solo un immenso parco buoi, uno strumento di sfruttamento e arricchimento, che nell’era della digitalizzazione e robotizzazione – la loro declamata ‘Quarta Rivoluzione de-Industriale’ – deve essere ridotta significativamente di numero, perché non più necessaria come fattore di moltiplicazione dei loro profitti. Come insetti parassiti nocivi di cui liberarsi, da sopprimere con mezzi che siano percepiti come salvifici e benevoli dalle masse, onde evitare pericolose rivolte e insurrezioni.

Le strategie in atto che stiamo vedendo disposte e portate avanti con assoluto controllo egemonico dei mezzi sono la conseguenza di tali volontà.

Nulla vi è di nuovo invero in queste modalità odierne di governo delle masse attraverso il giogo delle paure indotte e del terrore, il perenne ripetersi delle prassi dei strumenti di controllo egemone dei poteri sulle classi subalterne.

È la mancanza di consapevolezza e memoria storica dell’umanità che ne consente la prosecuzione e riproposizione, pur nella diversità di attualizzazione tecnologica di manipolazione e raffinazione delle metodologie applicate – benché in molti casi rozzamente esplicite agli occhi di chi ha un pò di dimestichezza con certe prassi di manipolazione e controllo sociale. Ciò ne impedisce la nemesi storica auspicabile consentendo il suo continuo reiterarsi nei tempi.

La questione ESSENZIALE ed ESISTENZIALE è quindi come recuperare la corretta visione della realtà, nella consapevolezza di essere e appartenere a minoranze dell’umanità.

In quanto queste capacità di lettura dei livelli di realtà opposte e relative costruzioni narrative distopiche indotte dai poteri e i loro sistemi di controllo totalizzanti, sono patrimonio di poche persone. Esse richiedono uno sforzo intellettuale superiore, un livello di coscienza (e conoscenza) e degli strumenti di analisi profonda della psiche umana e delle gabbie mentali nelle quali essa rimane abitualmente prigioniera.

È questa una GUERRA di liberazione innanzitutto interiore e SPIRITUALE da cui può sorgere una vita diversa e diversamente vissuta.

È la BATTAGLIA ESISTENZIALE, quella che ci separa dal vegetare in una condizione di schiavitù permanente, che ci restituisce la Dignità del vivere e di essere protagonisti del nostro destino.

Nota: La riflessione di cui sopra è scaturita anche dalla visione del breve video di presentazione di:  “Illuminati”, il primo lounge/bar di lusso negli Emirati Arabi Uniti, che ha aperto i battenti domenica 18 novembre 2022 al V Habtoor Hotel Shaikh Zayed Road – Dubai.

* attivista del CPT di Perugia di Liberiamo l’Italia




SENTENZA INFAME di Fronte del Dissenso

Così è deciso, ingiustizia è fatta! 

La gravità della pronuncia della Corte (In)Costituzionale che ha sostanzialmente avallato, convalidato e legittimato l’illegalità di quei provvedimenti che per anni hanno consumato, fino a svuotarla, la stessa titolarità e l’esercizio dei diritti e delle libertà individuali, non ha trovato sorpreso nemmeno chi, tra noi, ha saputo ostinarsi, fiducioso, in un sistema che non merita ormai alcun rispetto.

Non ci deve sorprendere che il più importante organo di garanzia, che presiede al controllo e alla conformità di ogni atto avente forza di legge della Repubblica Italiana alla sua Carta Costituzionale, resti di fatto intrappolato nella funzione di semplice servizio a un sistema di potere il cui epicentro è ben più vasto dei palazzi capitolini.

Non ci deve sorprendere che, per legittimare atti che non hanno tutelato né i diritti né la salute dei cittadini, la corte abbia accettato di pagare il costo di delegittimare alla radice proprio quei diritti fondamentali sui quali avrebbe dovuto invece esprimersi. Whatever it takes? Da copyright…®

Non ci deve sorprendere che in una fase di trasmutazione antropologica, se non di transizione o transumanesimo per i più arditi, gli interessi e le dinamiche dell’ultra capitalismo, del cyber capitalismo, del trans capitalismo, dettino l’agenda delle Corti, e le interpretazioni delle leggi che “governi governati” hanno voluto promulgare, perseguendo prima ancora che una asservita e orrenda globalizzazione di economie e  mercati d’elite, il progressivo smantellamento dell’identità biologica, sociale e culturale dell’essere umano.

Non ci deve sorprendere che l’asserito progresso scientifico “alla velocità della scienzah” si palesi, blaterando anche per bocca di una Corte che ha saputo financo negoziare la sicurezza di un farmaco sperimentale con la “proporzionalità” e la “ragionevolezza” del legislatore che ne ha imposto la somministrazione.

Non ci deve sorprendere che la moltitudine di studi scientifici, che pure dimostrano la pericolosità del farmaco, con incremento di eventi avversi seri e fortemente invalidanti quando non letali, ormai noti anche ai più refrattari, non abbiano ricevuto ascolto. Per ragioni procedurali o di merito, non cambia.

Non ci deve sorprendere che a un farmaco costruito al fine di barattare diritti e libertà, avanguardia di un controllo sociale sempre più capillare, secondo l’orrenda logica premiale che tutto sorveglia, sia stato consentito di valicare, e di violare, i confini della nostra integrità, della nostra dignità, del nostro corpo.

Dovremmo invece sorprenderci se, accanto all’inerzia delle istituzioni, seguisse la nostra!

Dovremo sorprenderci se davvero non capiremo che questo è solo un altro passo verso l’attuazione di quell’agenda globalista che ci vuole bisognosi di terapie inesistenti, ma disponibili a qualunque tipo di baratto. Che ci vuole soggiogati dal bisogno, impauriti e infine…vinti.
Invece, nessun attacco ci troverà sorpresi.

E che sia chiaro, consapevolezza e coscienza sono e resteranno vive, sane, salde e vitali.

I nostri corpi capaci, le nostre menti attente e tutrici amorevoli di quell’impegno politico senza il quale, la stessa Costituzione è, o rischierebbe di rimanere, solo un pezzo di carta ….




25/9: IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA di F. Doricchi*

Sono passati ormai più di due mesi dal voto del 25/9/2022 e, ormai a mente fredda, è doveroso soffermarci tanto sull’analisi delle cause più manifeste della débacle dei partiti presentatisi come anti-sistema, ovvero quelli che ambivano a raccogliere consenso nel mondo dei vessati degli ultimi due anni, quanto sulle dinamiche sviluppate susseguentemente alla tornata elettorale.

È importante sviluppare il ragionamento su due piani, quello qualitativo, che sfocia necessariamente nel mondo delle ipotesi, ma con radici che vogliono piantarsi salde nel terreno della logica, e quello quantitativo, con una più matematica e fattuale analisi dai numeri. Partiremo dal secondo dei due aspetti, per poi concludere con il primo.

Di seguito riportiamo un grafico che sintetizza in maniera inequivocabile la figura emersa e raramente riportata, ovvero il peso dei partiti e dell’astensione rispetto all’elettorato e non soltanto ai votanti.

Risulta lampante come ci si trovi dinanzi a due grandi blocchi: quello dell’astensione e quello composto da tutti i partiti saldamente incastonati nel sistema neoliberista e organici alle sue diverse manifestazioni, tra cui in primis l’europeismo, sebbene più o meno ipocritamente critico, e l’atlantismo, mai messo in discussione.

In questo scenario, che non esitiamo a definire catastrofico per coloro i quali rifiutano il totalitarismo neoliberista, si posizionano quei partiti, autodefinitisi “anti-sistema”, presentatisi alle elezioni cavalcando l’onda, ormai piatta, della battaglia alle misure politiche di gestione criminogena della pandemia e contrastando la partecipazione dell’Italia al conflitto russo-statunitense (per tramite ucraino ed europeo), aggiungendo un pizzico di antieuropeismo più doveroso che convinto. Le forze, se possiamo definirle tali, sono state votate, sommate, dal 3,3% dell’elettorato, che significa un 5% rapportandolo all’affluenza registrata il 25/9/2022. Quest’ultimo dato, seppur esiguo, avrebbe significato poter entrare nelle istituzioni e portare avanti un’azione politica. La scelta dei leader degli stessi partiti si è rivelata completamente miope e presuntuosa, in quanto è stato completamente sottovalutato l’effetto repulsivo della frammentazione nei confronti dell’elettorato: probabilmente, il cosiddetto mondo del dissenso, unito, avrebbe potuto raggiungere un risultato anche superiore al 5%, in quanto è facilmente intuibile che una maggiore possibilità di superare la soglia di sbarramento avrebbe prodotto due effetti moltiplicatori:

  1. Chiamare alle urne elettori che non avrebbero votato partiti di sistema, ma che hanno rinunciato al voto allontanati dalla lotta intestina tra i leader(ini) dei partiti(ni) anti-sistema
  2. “Rubare” una porzione di voti che sono andati a Fratelli d’Italia, in quanto partito percepito come il più anti tra quelli di sistema, essendosi collocato all’opposizione durante il Governo Draghi

Il risultato effettivo ottenuto è stato, pertanto, il seguente

La tabella fotografa la sintesi del fallimento e dell’irrilevanza di quei partiti personali, che, guidati da sedicenti leader, si sono percepiti molto più rilevanti di quanto realmente valgono presi singolarmente, in un esercizio di autocelebrazione ed esaltazione delle rispettive identità, tanto fiero quanto fallimentare.

I dati mostrano in maniera analitica e matematica come unire quelle basi che condividono larghissima parte della analisi e delle proposte debba rappresentare un primo, indispensabile e fondamentale passo, ma che poi necessariamente ne dovranno seguire altri. In primis, il mondo del dissenso dovrà iniziare a ragionare da mondo del dissenso, definire una sua visione del mondo alternativa a quella neoliberista, solida ideologicamente e sostenibile nell’applicazione, ricorrendo a tutte le migliori intelligenze e competenze a disposizione. In secondo luogo, dovrà dimostrare enorme maturità politica, accettando la sfida di creare un partito di massa, capace di accettare il dibattito interno, evidenziare le identità e le diversità, gestendole non con la frammentazione, ma con il dibattito e con la politica. È inevitabile tale passaggio per poter poi arrivare, solidi, credibili e risoluti, a convincere quell’elettorato, che per abitudine o mancanza di alternative, si trova a ogni elezione a scegliere tra partiti fondamentalmente identici, distinguibili solo per le loro posizioni in argomenti divisivi come quelli dei flussi migratori, dei diritti civili e dei temi etici. Anche su questi, chi ambisce a cambiare il mondo, non potrà esimersi da prendere una posizione propriamente argomentata: solo accettando la sfida di governare il presente, in tutti i suoi aspetti, con una lungimirante visione del futuro si potranno condurre le masse ad un benessere reale, differentemente dall’illusione impostaci negli ultimi 40 anni dal neoliberismo elitario, ipocrita, nemico dei popoli.

* Il Rosso di Sera Blog




MOLTI SARANNO I SOMMERSI, POCHI I SALVATI

MOLTI SARANNO I SOMMERSI, POCHI I SALVATI

Lettera ai cittadini a cura del Comitato Popolare Territoriale Liberiamo L’Italia di Lecce

CON L’OBBLIGO DELLA MEDICALIZZAZIONE DI MASSA È COMINCIATA UN’ERA DI MACELLERIA SOCIALE.

Senza darvi il tempo di capire, sfruttando cinicamente la paura, la disinformazione, la minaccia mediatica e clinica di pandemie incredibilmente previste e provocate, imponendo lo stato di emergenza continuo e obbligando gli stati europei ad una economia di guerra, i signori del governo mondiale, che occupano e dirigono illegittimamente il nostro sfortunato paese, stanno realizzando il loro progetto di asservimento dei corpi degli esseri umani nella più estesa forma di prigionia cibernetica mai creata prima. Da green pass alla schedatura elettronica e al guinzaglio digitale per tutti il passo è breve.

Il controllo telematico nel corpo e nella vita privata dei cittadini non è un semplice strumento di modernizzazione della rete dei rapporti sociali, come l’informazione di regime vorrebbe farci credere. Diminuendo sempre più la volontà decisionale dei cittadini nel controllo politico sulle istituzioni e abolendo i diritti di sovranità costituzionale si estingue di pari passo lo Stato di Diritto e tutte le garanzie di democrazia conquistate da secoli di civiltà e di lotte nella storia. Senza la reciprocità tra individuo e istituzioni viene meno il patto sociale che è alla base di ogni libertà. L’individuo cessa di essere una persona e diventa uno strumento di manipolazione genetica in totale asservimento di un potere invisibile e incontrollato.

Pochi padroni del mondo, dall’oscurità delle loro roccaforti finanziarie, intendono realizzare il dominio perfetto e irreversibile sul resto dell’umanità. A questo stato di asservimento disumano ci ha portato la logica criminale di una “razza eletta” che si autoproclama unica detentrice del potere di governare il nostro pianeta. Sono dei veri cannibali: si nutrono dei loro simili dopo averli oggettivati e ridotti in uno stato di servitù!

Per esemplificare la loro mistificazione: da una parte ci dicono che è necessario ridurre la crescita demografica, dall’altra ci inondano di milioni di africani deportati in Europa per abbattere il costo del lavoro e per stravolgere l’identità antropologica dei popoli.

LA VERITÀ È CHE HANNO SOLO BISOGNO DI SCHIAVI! NON DI CITTADINI LIBERI NÉ DI LAVORATORI ADEGUATAMENTE RETRIBUITI.

Non fanno mistero dei loro progetti e chiamano tutto questo con il nome di “Transumanesimo”, riforma strutturale dell’uomo e dei rapporti sociali. Niente sarà più come prima! Lo dicono apertamente. Attraverso l’emergenza del covid, l’obbligo di vaccino e le misure per “combattere” l’epidemia, ed ora con l’emergenza della guerra, stanno trasformando per sempre la nostra stessa identità di esseri umani. A cominciare dai nostri figli, già manipolati da tempo attraverso i videogiochi, i programmi televisivi, il distanziamento, la descolarizzazione e l’induzione di modelli sessuali indifferenziati.

Le nuove generazioni sono avviate a sviluppare condizioni biologiche e funzionali mutanti, senza avere neanche la possibilità di maturare una capacità critica per comprendere e per opporsi.

Mentre per gli anziani è prevista una prassi di obsolescenza programmata: piano piano, ma senza tanti riguardi, verranno fatti fuori. E con gli anziani se ne andrà la memoria di un diverso concetto di individuo umano protagonista della propria storia e della vita.

Non è più tempo di negare ciò che sta accadendo sotto i vostri occhi.

– Potete forse negare che i continui stati di emergenza stanno rapidamente instaurando un regime di obblighi contro ogni sovranità biologica, economica, politica e civile dei cittadini?

– Potete negare che le misure di allarme, di distanziamento e di isolamento sociale per imporre una politica di schedatura e vaccinazione di massa hanno fallito tutti gli obbiettivi producendo un peggioramento della situazione reale fino a delineare una vera e propria dittatura?

– Potete negare che sia stato totalmente abolito il concetto di “individuo sano” imponendo al suo posto l’idea paranoica che ciascun individuo asintomatico sia già pregiudizialmente un pericolo per gli altri, omo omini virus?

– Potete negare che i bambini siano stati catalogati alla stregua di “untori” e quindi costretti alla contenzione di mascherine, banchi per handicappati, allontanamento dai contatti affettivi e sociali con l’obbligo di essere telematizzati in tutti i loro processi formativi e cognitivi?

– Potete negare che già da tempo le nevrosi indotte dalla manipolazione mediatica abbiano introdotto artificialmente conflitti di genere, istigazione all’odio contro la paternità ed il maschile, esaltazione delle varianti alla norma sessuale come modelli da sostituire alla stessa normalità, affievolimento della potestà genitoriale a favore di una ingiustificata invadenza delle istituzioni nella famiglia?

– Potete negare che siano continuamente proposte e attuate misure di cancellazione dell’identità sessuale dei genitori nei documenti anagrafici ufficiali della popolazione (genitore uno, genitore due…, terzo sesso indifferenziato)?

– Potete negare che le nevrosi indotte sui bambini come conseguenza di queste misure di nevrotizzazione sociale siano state bollate da una asfissiante campagna diseducativa nelle scuole presentata come “bullismo”, cioè come sindrome del “bambino cattivo” da curare con la psichiatrizzazione e la somministrazione di psicofarmaci?

– E, contemporaneamente, potete negare che tutti i territori stiano subendo l’invasione di gigantesche antenne per la creazione di una rete 5G capace di penetrare all’interno delle abitazioni al fine di connettere tra loro cellulari, computer, strumenti elettronici, applicazioni di tracciamento personale e i microchip ormai presenti in ogni prodotto in attesa di essere impiantati anche nell’uomo?

– Potete negare che tutto questo stia avvenendo in deroga ad ogni garanzia di tutela della salute sui possibili effetti di esposizione a medio e lungo temine delle microonde sulla biologia umana?

– Potete negare che siano in atto programmi di creazione e consumo di prodotti artificiali Ogm nell’alimentazione umana fino al punto di produrre una enorme insorgenza di disturbi metabolici mentre si scoraggiano in tutti i modi le sane tradizioni alimentari tradizionali e, al loro posto, si introducono mangimi per animali?

– Potete negare che nei media e nelle dichiarazioni dei politici non si perda occasione per annunciare l’abolizione del possesso di contante, di beni e di risorse che non siano direttamente controllati dalle banche e da una fiscalità gestita dagli interessi della finanza multinazionale (di fatto abolizione della proprietà privata dei singoli cittadini e limiti nell’utilizzo dei propri beni monetari)?

Tutte queste misure vengono presentate come “riforme” necessarie all’ammodernamento dei circuiti sociali, come misura di contenimento della popolazione, come necessità produttive ed economiche, come risorse per fronteggiare il cambiamento climatico, per prefigurare i nuovi soggetti con “poteri speciali”, risorse da mandare sulla Luna o su Marte o da adibire a funzioni di controllo, difesa e ordine sociale. Ci parlano di alieni, di cyborg e di “turismo spaziale”.

Insomma vi stanno dicendo in tutti i modi che il loro programma sul destino di tutti noi umani è quello di una ibridazione forzata di massa tra uomo-animale-macchina! In realtà realizzano la loro necessità di possesso e controllo sulla specie umana. Intendono impedire che le enormi potenzialità di ricchezza, gratuità e benessere, che la tecnologia può finalmente offrire, possano affrancarci da ogni bisogno, da ogni miseria e da ogni necessità, com’era invece nel passato.

Al contrario, la libertà e la nostra indipendenza possono solo significare la fine di ogni potere oligarchico e dittatoriale su scala mondiale! Ed è proprio la ricchezza, conseguenza di un potenziale di benessere senza precedenti, che i padroni del mondo (They live; esistono veramente) ci vogliono espropriare in modo preventivo ed irreversibile!

O la tecnologia è usata a favore del genere umano, oppure per la nostra negazione, manipolazione e controllo. Davvero l’umanità ha bisogno di accessori di contenimento come museruole, guinzagli elettronici, microchip, castrazione, abuso di vaccini e medicalizzazione forzata?

Davvero permetteremo a questi vampiri criminali di trattare noi ed i nostri figli come se fossimo i loro cani? Hanno bisogno di schiavi, di robot di carne, non di esseri umani.

L’epidemia, l’induzione delle varianti con mutazioni genetiche attraverso vaccini sperimentali, resi di fatto obbligatori per tutti i sani, sono solo l’inizio dell’attuazione di questi programmi criminali. E intanto annunciano nuove minacce di pandemie e carestie da cui solo loro ci possono “salvare”.

Secondo la logica di questa “razza eletta” di vampiri non ci deve essere spazio per tutti sull’Arca del nuovo Eden sociale: molti saranno i sommersi, pochi i salvati!

Come potete affidarvi a individui che per decenni hanno costruito virus e antivirus per fini commerciali, che ora ammettono persino l’origine artificiale delle pandemie, e si propongono come produttori di antivirus per umani? Sono stati responsabili del cinico sfruttamento delle risorse del pianeta per soli fini di potere e accumulo di capitali, come possono essere la soluzione dei problemi che loro stessi hanno creato?

Chi non sa rispettare la macchina perfetta della natura e dell’uomo può solo distruggere, non può creare nulla di meglio né qui né altrove. E soprattutto NON DEVE GOVERNARE!

Pensateci, svegliatevi, informatevi e datevi da fare. Sostenete chi lotta per i diritti e la giustizia sociale.




GIOVENTÙ BRUCIATA (1) di Filippo Dellepiane*

INCHIESTA SUL POLIVERSO GIOVANILE

Che succede davvero tra i giovani? Tratteggiare con linee nette i confini tra diversi mondi non è facile, poiché spesso questi confini sono sfumatiti, e a volte si dissolvono. Una cosa tuttavia, parafrasando Mao, si può dire: c’è grande confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente.

In un intervento al Forum di Assisi, la scorsa estate, ho sottolineato la grande difficoltà di coniugare l’esperienza del movimento no gp ed il mondo giovanile (a parte l’ottima eccezione degli studenti contro il green pass). Avevo segnalato l’eterogeneità sociale e le contraddizioni interne al “blocco sociale” che animava quel movimento — eterogeneità e contraddizioni che erano una concausa della scarsa partecipazione giovanile al movimento no gp.

Cercherò di approfondire il tema in alcuni testi successivi, tuttavia qui mi vorrei concentrare, anche ma non solo, sui grandi esclusi (volenti o nolenti) di qualsiasi piazza e/o semenza politica. Per forza di cose parlerò quindi della grande indifferente maggioranza. Potrei utilizzare benissimo l’espressione leviana dei sommersi e dei salvati ma mi piacerebbe compiere un’azione ancora più sistematica e dettagliata.

I GIOVANI E I SOCIAL

Partiamo da qualche considerazione basilare per far capire il mondo giovanile ai cosiddetti “boomers”: facebook ormai da molto tempo non è più il social di riferimento dei giovani. Chi lo ha ancora o sono quei pochi che, o fanno politica, o ne hanno bisogno per qualche specifico motivo (gruppi, pagine che non ci sono altrove).

È instagram a fare da padrona. La motivazione è semplice: è un app ancora più istantanea rispetto a Facebook. in quest’ultima potevi creare delle sorte di comunità. Instagram, invece, è splendidamente liquida. Tutto questo è visibile grazie allo “scrolling”, all’introduzione dei video e delle storie. È velocissima, duttile, chiede una bassissima soglia di attenzione cognitiva. Riduce tantissimo l’attenzione all’altro, tutt’al più oggettificandolo.

Ma la vera nuova intuizione è BeReal (insieme al già noto TikTok). La cosa bizzarra, che sembra farla andare controtendenza rispetto agli altri social, è che ti palesa (già nel nome) la volontà di essere proprio diversa: “essere veri”. Brevemente ti permette di fare un selfie ed una foto del luogo in cui ti trovi, o delle persone che ti trovi di fronte, in pochissimi secondi. A confronto, insomma, Facebook era il “regno della socialità”.

Si perché questa app si basa tutta su foto ed espressioni facciali che imposti come reazioni alla foto degli altri. Non impieghi neanche più il tempo per commentare la foto di qualcun altro, bensì gli invii solo la tua reazione. È lo step successivo, la riduzione a Tempo 0 dell’elemento della scrittura e della socialità.

Questa è la grande patria degli esclusi da ogni dinamica di contestazione sociale sistemica. Fanno della vita sui social LA LORO VITA, attraverso una identificazione che davvero potrebbe finire sui manuali di psicologia. Menzione di onore, ma che tratterò prossimamente, è Onlyfans: un instagram sessuale a pagamento che sta spopolando dalla pandemia in poi fra i giovani e che è tanto sostenuto dalle femministe liberali con la “teoria della riappropriazione”.

La parola d’ordine: Velocità.

Nota a margine: a proposito di velocità, fa sempre riflettere come queste app si sviluppino davvero velocemente. Per i padroni di queste aziende deve essere un incubo vivere nel terrore di essere sorpassati da un momento all’altro da un competitor. Da qui, seguendo la logica, capiamo perché premono nella direzione di sistemi di indicizzazione tecnologica e reindirizzamento degli utenti (una delle svolte tecnologiche, neanche tanto minore, caldeggiata dai transumanisti): vogliono avere dati assolutamente certi sui flussi dei consumatori per capire se la loro azienda possa continuare a veleggiare con successo.

ELYSIUM

Li vedi giare per l’università con un altro piglio, sai che hanno un futuro roseo davanti a loro perché glielo leggi negli occhi. Giacca e cravatta, oppure più spesso irriconoscibili e mascherati sotto vestiti di tela che trasudano ideali di fluidità e inclusione. Sono i salvati tornando a Levi? Macché molto di più; sono come i coloni di Elysium che vivono al di sopra di tutto e tutti e possono vivere tranquilli!

E gli irriconoscibili, che ho tratteggiato sopra, sono anche peggio. Chiarisco, non è che se sei abbiente è colpa tua. Anzi, ti dà delle possibilità, a livello culturale, che tutti dovrebbero avere. No, non è questo il problema: il problema è che giocano a fare quelli che hanno rinnegato la propria famiglia e condizione sociale. Ma, capirete già, ne rimangono assolutamente nel solco. Usciti di lì, subitamente a 25 anni con fior fior di 30 e lode oppure con aiutino dei genitori, posto di lavoro da qualche parte e vita all’insegna del qui ed ora. Stabilità di qualsiasi tipo? Roba da anni 60 e da rigettare. Sai che noia lavorare per tutta la vita!

La politica, per queste persone, si riduce tutto a destra no sinistra si, diritti civili si oscurantismo no. È un dramma perché, grazie ad agganci e disponibilità di risorse, queste persone monopolizzano l’attenzione di tutto e tutti.

Non facciamoci illusioni, nessuna meritocrazia presunta: da qua esce la classe dirigente. Nel futuro non li vedremo neanche più nelle università “normali” (è ormai di dominio pubblico, anche per lo stesso ministero quando si parla di fondi, la denominazione di università di serie A e serie B), anzi una parte è già migrata da molto tempo altrove, in università private.

QUELLI CHE SE NE STRAFOTTONO DI TUTTO E TUTTI

Spaccato della società in cui c’è davvero qualunque cosa ed è davvero difficile dire qualcosa perché è un mare magnum di fenomeni e cause diverse. Ci sono cause economico sociali opposte: chi non se ne occupa perché non ne ha bisogno, non deve rivendicare nulla perché già tutto ha e chi invece non se ne può occupare dovendo sempre lavorare ed essendo i luoghi di lavoro sprovvisti di mezzi di lotta.

Ma ci sono anche cause di ordine psicologico e legato all’utilizzo di sostanze, giochi e stili di vita obnubilanti ed onnipervasivi. I raverini, i discotecari, i “fattoni buoni” (simpatici personaggi ma completamente anestetizzati che stanno tutta la sera a fumarsi le canne) ed anche chi, già in tenera età, ha problemi di alcolismo. È inutile dire che anche in questo caso ci sono forti condizionamenti dovuti al benessere economico di partenza. Da ascrivere a questa categoria il fenomeno dei maranza, che esprimono il loro briciolo di rabbia sociale muovendosi come branchi per le strade importunando turisti e vandalizzando i beni pubblici. Sono saliti alla ribalta della stampa come “baby gang”.

E poi chi ha capito che si vive meglio così perché prendere coscienza che le cose non vanno fa più male, ma te lo ammettono in attimi di sconforto. Mi lasciano sempre con l’amaro in bocca queste persone.

Non è inusuale provare dispiacere sincero nei confronti di questi, poiché spesso sono molto sofferenti. Decidono quindi di ritirarsi in piccoli e virtuosi gruppi di amicizia, un po’ come fossero dei filosofi ellenistici nella loro torre di sapienza dove possono coltivare le loro passioni.

Stesso giudizio morbido non si può dare a coloro i quali capiscono che le cose non vanno ma, giudicando troppo gravoso il compito di cambiare le cose, si allineano al sistema. È il caso dei frequenti e gravi tradimenti, anche politici, a cui si assiste di solito nella fascia 20-23 anni. È un fenomeno sempre presente, oggi forse meno numericamente parlando perché la gente fa meno politica in generale.

CHI NON HA GLI STRUMENTI

Qui mi verrebbe in mente la frase di Nenni, ovvero che il socialismo è fatto per portare avanti chi è rimasto indietro, ma voglio ritirarla subito come citazione altrimenti corro il rischio di dare l’impressioni di parlare di limiti intellettivi.

Chi sono queste persone? Sono coloro i quali non studiano perché non hanno possibilità di farlo oppure sono già gravati da altri problemi. Li ho messi in fondo per una questione simbolica ma questa è davvero una meta-categoria: c’è chi li ha persi questi strumenti, intontito dagli schermi, e chi proprio cresce così come i nascituri post mondiali 2006, per intenderci. Non senza amarezza dico che quella generazione è già persa in partenza e non vedo come rimetterla in piedi se non grazie ad uno shock di enorme portata.

Responsabili di questi ultimi e penultimi della società, anche se poi c’è sempre qualcuno di cui ci dimentichiamo che sta peggio di noi, sono principalmente le istituzioni scolastiche e del potere che hanno consciamente attuato un piano di rincoglionimento delle nuove leve.

Da chi ripartire? In sostanza da tutti e nessuno eccetto chi si è già salvato e non merita la nostra attenzione.

Ho voluto fare questa inquadratura generale nella speranza di dare una rappresentazione  schematica ma estremamente preoccupante della situazione giovanile in Italia, forse in tutto il mondo occidentale. I giovani presentano sempre forti polarizzazioni; spesso quest’ultime sono proprio il carburante di motori rivoluzionari. In questo caso, ma limitatamente a questo caso, sembra avverarsi la più classica teoria marxiana della completa polarizzazione in due grandi classi.

Nel prossimo testo approfondirò alcuni temi relativi al sesso, la cultura e la socialità fra i giovani della mia generazione, o meglio quelli che conosco o con cui ho avuto la possibilità di parlare.

[continua]

* Membro dell’Esecutivo nazionale del Fronte del Dissenso, tra i fondatori di Studenti Contro il Green Pass




QATAR: CYBERCONTROLLO MONDIALE

Allo stadio con identità biometrica digitale e scansione dell’iride

Il calcio e gli stadi sempre più laboratorio sociale e terreno di sperimentazioni tecno-digitali. Dopo la tessera del tifoso, una sorta di Green Pass ante-litteram, dopo i tifosi ‘virtuali’ come ologrammi sugli spalti vuoti per Covid e la sciarpa biometrico-intelligente, cioé col microchip per controllare le emozioni dei fans del Manchester United, il grande rest mette le mani pure sulla Coppa del Mondo FIFA 2022, tra le polemiche di ultras e addetti ai lavori al via domenica in Qatar, attesi 1,7 milioni tra spettatori e visitatori. “Scansione di documenti ID Smart Engines e dati biometrici dell’iride Pixsur integrati per la Coppa del Mondo“, riporta il sito Biometric Update.com.

In sostanza, al varco dei cancelli negli stadi dei mondiali ci sarà “la scansione di documenti di identità con zone leggibili dalla macchina (MRZ), integrate con lo scanner dell’iride portatile di Pixsur. Il risultato, affermano le società, è un dispositivo di scansione avanzato per verificare l’identità dei tifosi che entrano negli stadi“.

L’iniziativa, che supera di gran lunga il riconoscimento facciale del sistema di credito sociale cinese per avvicinarsi più all’Aadhaar indiana, sarà resa possibile grazie al fornitore di biometria Iris Shanghai Pixsur Smart Technology che ha stretto una partnership con Smart Engines.

Siamo entusiasti di iniziare la nostra partnership con Smart Engines. Le loro tecnologie ci consentono di soddisfare le diverse esigenze del mercato”, commenta il dott. Cheng Zhiguo, CEO di Shanghai Pixsur Smart Technology Co. “La combinazione delle tecnologie biometriche di Pixsur e delle precise tecnologie di lettura dei documenti di Smart Engines, fornisce le perfette funzioni di verifica dell’autenticità dei documenti ai nostri soluzione di identità biometrica e soddisfa pienamente le crescenti esigenze diversificate dei nostri clienti.” Smart Engines supporta fino a circa 2.200 tipi di documenti di identità, da 220 paesi e giurisdizioni in tutto il mondo.

Siamo davvero orgogliosi che le nostre soluzioni di scansione ID e MRZ entrino nel mercato cinese. Per noi, la collaborazione con Pixsur Smart Technology è un passo importante per la promozione delle nostre tecnologie di riconoscimento sicuro e di alta qualità in tutto il mondo“, afferma Vladimir Arlazarov, CEO di Smart Engines, PhD in Engineering Science.

Intanto in tutta Europa monta la protesta dei tifosi contro i Mondiali del Qatar. ‘Boicotta il Qatar‘ è la massima riportata negli striscioni esposti in queste settimane dagli ultras di molte curve in Germania, Italia, Norvegia. La protesta è per denunciare i diritti negati nel Golfo e lo stravolgimento della natura del calcio: mai prima d’ora un mondiale si era giocato a cavallo di Dicembre. “Contro il calcio del business“, la polemica dalla curva di Bologna. Ma in realtà, in linea coll’agenda globalista 2030, è il controllo sociale e il transumanesimo la nuova sfida ingaggiata dai potenti del pallone.

Klaus Schwab, teorico della Quarta Rivoluzione Industriale e guru del Forum Economico Mondiale intervenuto in Indonesia a Bali nel recente G20 insieme ai capi di Stato e Governo, è socio onorario del Bayern Monaco, i panzer della Bundesliga.

* Fonte: Oasisana




GOVERNO MELONI: TUTTO COME PRIMA di Liberiamo l’Italia

Pubblichiamo di seguito il documento di Liberiamo l’Italia sul governo Meloni.

La Legge di Bilancio varata dal governo Meloni è stata scritta a Roma, ma decisa a Bruxelles. Dall’incontro con la cupola eurista, avvenuto il giorno prima della riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato la Nadef, erano arrivati ordini chiari e secchi: dato che la guerra contro la Russia deve continuare, tutte le risorse derivanti dallo scostamento di bilancio autorizzato devono andare sulle bollette, per il resto non ci sono risorse. Dunque, ogni altra misura dovrà autofinanziarsi con nuovi tagli e/o nuove tasse. E così è stato. Altro che difesa dell’interesse nazionale!

Meloni ha obbedito alla lettera al Diktat dell’Ue, portando ad un impatto vicino allo zero ogni altro intervento, riducendo in polvere le stesse promesse elettorali della sua coalizione. Basti pensare alla micragnosa “quota 103”, che consentirà al massimo un pensionamento di 48mila lavoratori, o all’incremento delle pensioni minime arricchite di ben 7 euro: un’offesa alla povera gente che grida vendetta.

Ma c’è di peggio. Tutto l’impianto della Legge di Bilancio è ispirato ad un obiettivo di fondo, quello di tenere bassi i salari. Non solo non c’è nessun intervento teso al recupero del potere d’acquisto falcidiato dall’inflazione, non solo il taglio del cosiddetto “cuneo fiscale” è irrisorio, non solo non ci sono interventi strutturali sull’IVA, ma si attacca frontalmente il Reddito di cittadinanza, mettendo così alla fame centinaia di migliaia di famiglie. E questo mentre 5 milioni e 600mila persone vivono in povertà assoluta, un record storico certificato dall’Istat per il 2021. Un anno in cui le persone in condizione di povertà relativa sono arrivate a 8 milioni e 500mila, un milione in più rispetto al 2020.

Questo schiaffo ai poveri è ancora più grave nel momento in cui si trovano invece i soldi per inviare le armi contro la Russia e per aumentare le spese militari di 13 miliardi all’anno.

Possiamo discutere all’infinito sui limiti del Reddito di cittadinanza così come fu partorito dal governo gialloverde, ma esso rimane l’unico strumento concretamente esistente di contrasto alla povertà nel nostro Paese. Proprio per questo il governo Meloni, andando incontro ai desideri della Confindustria, lo vuole abolire. La ragione è semplice: senza il Reddito, milioni di persone saranno ancora più ricattabili e costretti alla precarietà estrema, al lavoro nero ed a salari da fame.

La questione salariale è infatti centrale. Secondo i dati Ocse, in Italia i salari reali sono più bassi di quelli del 2007 (-4%) ed addirittura di quelli del 1990 (-2,9%). Nello stesso periodo (dal 1990) i salari francesi sono cresciuti del 31,1%, quelli tedeschi del 33,7%. Miracoli della moneta unica! Ed è proprio per la volontà di restare nella gabbia dell’euro che il blocco dominante persegue con forza la svalutazione interna, dunque innanzitutto il taglio dei salari. E’ quello che avviene da anni, è il succo della cosiddetta “Agenda Draghi”, è ciò che sta proseguendo in forma particolarmente odiosa con il governo del centrodestra.

Il giudizio politico deve dunque essere netto. Abbiamo scritto per tempo che il governo Meloni sarebbe stato il “piano B” dei dominanti, e così è stato. La continuità con il governo Draghi è totale sulla politica estera (atlantismo ed europeismo servile, aggressività antirussa, ecc.), come sulla politica economica e sociale. Chi si era illuso sulla possibilità di un qualche cambiamento farà bene a chiarirsi le idee quanto prima.

Su questo siamo fiduciosi. Presto milioni di persone si accorgeranno dell’ennesima beffa. Presto si renderanno conto della natura antipopolare del governo uscito dalle urne del 25 settembre. Presto le stesse misure sulle bollette dell’energia si riveleranno insufficienti (gli stanziamenti della Legge di Bilancio coprono solo fino a marzo 2023!). Presto tutti dovranno fare i conti con nuovi sacrifici (a partire dall’aumento delle accise sui carburanti) chiesti per continuare la guerra contro la Russia.

L’interesse nazionale, inteso anzitutto come interesse del popolo lavoratore del nostro Paese, verrà calpestato ancor più che nel passato, mentre la stessa unità nazionale è già sotto attacco con il rilancio di un “regionalismo differenziato” che (se attuato) ridurrebbe l’Italia in coriandoli.

Ci attendono tempi duri. Una nuova opposizione dovrà sorgere. Non possiamo lasciare quel ruolo a Pd e M5s. La nuova opposizione dovrà essere apertamente anti-sistemica, rivendicando da subito l’uscita dalla guerra, dalla Ue e dalla Nato. La riconquista della sovranità nazionale, popolare e democratica è la premessa per farla finita con il neoliberismo, con il dominio delle oligarchie globaliste e con un sistema di oppressione che ognuno può vedere sempre più chiaramente con i propri occhi.

Abbiamo resistito per quasi tre anni alle misure liberticide basate sulla narrazione pandemica, ora si tratta di resistere al governo della guerra e della miseria per iniziare a costruire una vera alternativa!

Liberiamo l’Italia aderisce, ed invita a partecipare, allo sciopero generale dei sindacati di base del 2 dicembre.

Fonte: Liberiamo l’Italia




CINA: TRA COVID ZERO E RIVOLTE OPERAIE

Da alcuni giorni ingenti gruppi di operai della multinazionale taiwanese (sic!) FOXCONN sono in rivolta e si sono scontrati nei giorni scorsi con le forze di polizia — nei video si vedono migliaia e migliaia di operai inferociti che affrontano centinaia di poliziotti in tenuta…anti-covid. Dopo la fuga di migliaia di dipendenti dalla militarizzata fabbrica di Zhengzhou (300mila dipendenti, ma c’è chi dice il doppio) a causa delle durissime condizioni di lavoro, la direzione, dovendo aumentare la produzione in vista dei picchi di vendite in vista del Natale, è stata costretta ad assumere migliaia di giovani promettendo alte retribuzioni. I lavoratori last minute scopriranno invece, oltre a condizioni e ritmi disumani, che le retribuzioni reali sono molto più basse. Di qui uno dei motivi delle violente proteste. Proteste amplificate dalle durissime restrizioni anti-Covid (milioni le persone che vengono segregate nei quartieri, nei condomini, nelle abitazioni) che stanno causando per di più chiusure di aziende, uffici e negozi, perdita del posto di lavoro…

Pubblichiamo questo articolo che riteniamo utile per comprendere la attuale situazione in Cina a causa delle spietate misure anti-covid, malgrado il numero di casi sia irrisorio e, come ammesso dalle stesse autorità, essi siano il più delle volte  asintomatici.

*   *   *

SITUAZIONE INSOSTENIBILE

di Monica Dematté * 

«Non tamponi ma cibo, non lockdown ma libertà, non menzogne ma dignità, non [un’altra] rivoluzione culturale ma riforme, non capi ma votazioni; non schiavi ma [finalmente] cittadini»

Sono le parole scritte in grande su uno dei due striscioni appesi il 13 ottobre 2022 sul ponte di Sitong nel quartiere nordoccidentale Haidian a Beijing (Pechino). Sullo striscione di destra c’è addirittura un’accusa diretta al ‘leader maximo’: Sciopero a scuola e sul lavoro, rimuoviamo Xi Jingping, dittatore e traditore del paese! Solleviamoci se non vogliamo essere schiavi! Opponiamoci alla dittatura, all’autoritarismo! Salviamo la Cina con votazioni presidenziali aperte a ogni cittadino!

Il tutto accompagnato da un gran fumo nero emanato da un falò di copertoni e da slogan dello stesso tenore diffusi da altoparlanti. Un’azione compiuta da una persona vestita con un gilet fosforescente da operaio, che si intravede portato via su una delle auto della polizia accorse sul luogo. Il video dell’accaduto si diffonde a macchia d’olio via WeChat per tutta la Cina e all’estero, poi viene cancellato. Peng Zaizhou (pseudonimo della persona in questione, che sembra si chiami Peng Lifa, diventa l’eroe di milioni di persone, che pur ammirandolo e invidiandone il coraggio, sono ormai abituate a limitare l’ambito delle proprie azioni a un clic sugli insidiosi mezzi tecnologici.

Qualche giorno dopo a Shanghai due giovani (una ragazza e un ragazzo, entrambi con lunghe chiome) percorrono qualche centinaio di metri in mezzo alla strada tenendo uno striscione che cita quello pechinese senza ripeterne i contenuti, lasciando che sia il ‘non scritto’ a veicolarne il significato (non…ma, non…ma… ). Una scelta molto più in linea con il carattere e la cultura cinesi, che si esprimono tradizionalmente in maniera indiretta e allusiva. Dal 3 novembre circola su WeChat la foto di un giovane uomo che va a fare il tampone quotidiano anti-Covid (obbligatorio in molte città della Cina) a Guangzhou, nudo sotto un impermeabile trasparente. Si parla del ‘nuovo abito dell’imperatore’ laddove l’imperatore è il corrispettivo cinese del nostrano ‘re’.

Dopo la fine della ventesima Assemblea Generale del Partito Comunista Cinese, terminata da poco con l’auto-proclamazione a leader assoluto da parte di Xi Jingping, sono tantissimi i commenti scambiati ancora una volta via WeChat che contengono due ideogrammi: wandan, ‘è la fine’ (o ‘si fa una brutta fine’), tanto è vero che dopo poco tutti i messaggi contenenti questa e altre espressioni simili vengono bloccati. Sembra che circa 700.000 gruppi WeChat siano stati chiusi durante l’Assemblea nella settimana dal 16 al 23 ottobre 2022.

A Zhengzhou, capoluogo dello Henan (circa 10 milioni di abitanti rinchiusi in casa, impossibilitati in molti casi a procurarsi cibo e altri articoli di prima necessità) si sta svolgendo l’inquietante vicenda della fabbrica Foxconn che dà lavoro a più di 200.000 operai (a 350.000 secondo altre versioni), in maggioranza ragazzi nati negli anni Novanta e provenienti da varie località dello Henan (la provincia più popolosa della Cina). La fabbrica produce a livello mondiale un’alta percentuale degli iPhone più recenti, ed è molto importante per l’economia della regione. Ospita la mensa e i dormitori per gli operai, ma dopo che al suo interno hanno iniziato ad esserci dei positivi al Covid 19 è scoppiato il caos. Ogni mattina gli operai devono fare file lunghissime per raggiungere il tavolino dove farsi fare il tampone, gestito da una sola persona. E’ diventato molto difficile procurarsi il cibo (si vedono immagini di lavoratori che si spintonano per accedere a provvigioni portate all’interno dell’area dello stabilimento) e logisticamente molto complesso se non impossibile isolare i ‘positivi’.

La paura di essere infettati ha causato la fuga notturna di molti operai, che si sono avviati a piedi verso casa, distante anche centinaia di chilometri, trascinando dei trolleys – sembra di rivedere la vicenda analoga accaduta in India a molti precari, ma qui i lavoratori hanno un’apparenza molto più ‘presentabile’. Di giorno percorrono strade secondarie, di notte le superstrade. Gli abitanti dei centri abitati attraversati dai ragazzi lasciano loro cibo e bevande sulla strada. Il governo locale, per scongiurare altri episodi simili, ha ritenuto opportuno emettere un comunicato in cui cerca di rassicurare la gente sulla pericolosità del virus, definendolo una malattia che ‘guarisce da sola’. “Ma se non è una malattia grave” cominciano a chiedersi anche le persone più ingenue, che si sono fidate fino ad ora della benevolenza e avvedutezza dei diktat governativi, “perché regole e proibizioni così estreme?”

A Lanzhou, nel quartiere di Qilihe a maggioranza mussulmana Hui, un padre chiama l’ambulanza per il figlioletto di tre anni, ma dopo mezzora non è ancora arrivata e il bimbo muore. Vicini e parenti inferociti si assiepano al limite della zona accessibile (limitata dal lockdown all’immediata vicinanza dell’abitazione), e arriva di corsa un gruppo di militari in tenuta antisommossa, dotati di scudi, con sopravvesti bianche e mascherine. I cittadini si schierano dietro la transenna con i telefoni e filmano tutto; non mostrano l’intenzione di indietreggiare. Fanno commenti sulla velocità d’arrivo dei militari rispetto all’ambulanza, questi dopo qualche minuto si dileguano. Tutti i video diffusi vengono cancellati entro pochi minuti.

In Mongolia interna un gruppo di qualche centinaia di studenti universitari è su un treno apposito che li porta dalla capitale Huhehot a Baotou. All’interno del treno sono tutti bardati da capo a piedi con divise bianche anti-contagio. Arrivati alla stazione di Baotou si scopre che alcuni di loro sono positivi. Non viene quindi dato il permesso a nessuno di scendere dal treno, dove i ragazzi rimangono chiusi senza cibo, con difficile se non impossibile accesso al bagno, in condizioni disumane. Diffondono messaggi chiedendo aiuto e documentando la situazione, che verranno cancellati in tempo reale.

Sempre in Mongolia interna, a Huhehot, una donna rinchiusa in un edificio la cui entrata è sbarrata dall’esterno (durante il lockdown in molte aree i portinai e gli addetti alla ‘sicurezza’ sanitaria appongono sigilli agli edifici, diventando i carcerieri dei cittadini e impedendo loro di uscire per qualsivoglia motivo) si butta dalla finestra. La figlia adolescente, disperata, comincia a mandare messaggi al portinaio chiedendogli di aprire la porta e a lei si aggiungono gli altri inquilini, ma il portinaio temporeggia. Solo dopo parecchio tempo si vede che qualcuno è riuscito ad avvicinarsi al corpo disteso a terra, morto.

In tutta la Cina, con poche eccezioni, i lockdown durissimi stanno impedendo ai cittadini di uscire di casa, nel peggiore dei casi anche per andare a fare la spesa, nel migliore per lavorare, andare a scuola, fare due passi. L’acquisto del cibo si fa, per chi è pratico, su internet, con autentiche lotte virtuali di velocità per assicurarsi i generi disponibili. Si sono visti anche zelanti ‘controllori’ che percorrono le strade con l’altoparlante incitando le persone chiuse in casa a dormire di mattina, pomeriggio e sera, così da ingannare il tempo e la fame. Gli ascensori nei grattacieli vengono attivati solo per essere utilizzati nell’unico momento in cui si può/deve uscire dalla porta di casa, cioè per fare il tampone (ogni 24 ore nelle aree più ‘a rischio’). Le persone risultate positive, che durante il lockdown di Shanghai venivano portate via a forza e separate anche da bambini in età prescolare (in genere isolati con altri coetanei e non con i genitori), ora vengono invitate a recarsi da sole nei luoghi d’isolamento. Non c’è più abbastanza personale per occuparsene. A Lanzhou (Gansu) si sono concentrati i positivi perfino in un’area all’aperto, dove hanno dimorato per giorni con una temperatura inferiore ai 10°. Nella maggior parte dei casi non risulta peraltro che alle persone ammalate vengano somministrate cure.

Un artista di Yinchuan nel Ningxia, ormai esasperato, avendo qualche patologia di altro tipo prenota online una visita all’ospedale e questo gli permette di convincere il portinaio del suo compound a farlo uscire. In realtà il suo intento è di andare in studio; prima però passa per l’ospedale, disdice la visita e poi può raggiungere ‘legalmente’ lo studio; dove, impotente e angosciato, rimane a riflettere sulla situazione. Ogni qualvolta vorrà avere qualche ora di solitudine dovrà utilizzare questo stratagemma. Un gruppo di artisti riusciti a scampare al feroce lockdown di Zhengzhou, rifugiatisi in un villaggio quasi disabitato sulle pendici di un monte, per ‘far la vita meno amara’ scrivono una canzone accompagnata da video che inquadra inizialmente una testa di maiale assai allusiva, poi il fuoco che brucia sotto un pentolone. Il testo chiede con impazienza ‘quando la testa del maiale sia cotta’.

Non esistono più media non governativi in Cina, e le notizie non circolano nemmeno da provincia a provincia. Per conoscere la situazione nelle altre zone, ed eventualmente prendere le dovute precauzioni per non essere impreparati all’arrivo della prossima chiusura, bisogna avere amici altrove. L’inizio del lockdown viene generalmente annunciato dopo le 23, troppo tardi perché si riesca a fare rifornimenti adeguati di cibo o altri articoli di prima necessità. I cittadini cinesi apprendono dall’estero, su internet, anche molte notizie importanti riguardanti il loro stesso paese, ma accedere ai canali ‘proibiti’ sta diventando sempre più difficile. L’operazione si chiama ‘saltare il muro’, e ogni persona con una certa dimestichezza informatica, un minimo senso critico e la necessità di difendersi dall’indottrinamento onnipresente, lo ha installato da anni (VPN e simili), ma ora il controllo è più stringente.

Come si spiega che mentre nel resto del mondo i lockdown sono ormai diventati un triste ricordo (indimenticabile, peraltro), e nonostante la malattia indotta dalle ultime versioni del cosiddetto Covid-19 sia ormai considerata una comune influenza, in Cina le chiusure più selvagge si sono verificate quest’anno? A cominciare da Shanghai, unanimemente considerata la città più civile e avanzata del paese, i cui cittadini hanno affrontato con incredulità, frustrazione, fra enormi incongruenze e violenze gratuite e inutili ben due mesi di chiusura che hanno lasciato strascichi profondi a livello psicofisico. E come mai proprio prima e durante lo svolgimento dell’annuale assemblea generale dei vertici del partito comunista, che quest’anno era più importante per l’intenzione – poi realizzatasi – di Xi Jingping di proseguire l’opera di accentrare tutto il potere nelle mani sue e dei suoi seguaci più fedeli, le chiusure sono diventate sempre più diffuse e più severe, superando ogni ragionevole limite di sopportazione?

* Fonte: LuogoComune




MANIFESTAZIONE PER LA PACE – Assisi 27 novembre

SULLE ORME DI ALDO CAPITINI

ASSISI, Piazza del Comune (non più Santa CHiara)

DOMENICA 27 NOVEMBRE ORE 16:00

MANIFESTAZIONE PER LA PACE

Il 24 settembre  del 1961, sessantadue anni fa, ideata e promossa dall’umbro Aldo Capitini, si svolgeva la prima Marcia della Pace Perugia Assisi.

Erano gli anni della crisi dei missili a Cuba, i giorni in cui si rischiava la guerra nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica, dopo che quest’ultima aveva dichiarato di schierare i sui missili a Cuba, a 200 km dalla Florida.

Oggi a parti invertite si rischia la terza guerra mondiale perché gli Stati Uniti, vogliono far entrare l’Ucraina nella NATO e quindi piazzare missili nucleari… a zero km dalla Russia.

Assisi, città natale di San Francesco, è città simbolo della pace e della fratellanza tra i popoli.

Sulle orme di Aldo Capitini, proprio ad Assisi, si svolgerà domenica 27 novembre, dalle ore 16:00, nella splendida cornice di Piazza del Comune, promossa dal Fronte del Dissenso e dai Movimenti di Resistenza Costituzionale dell’Umbria, una manifestazione per la pace.

Chiediamo che l’Italia cessi immediatamente l’invio di armi all’Ucraina. Le risorse vanno piuttosto utilizzate per la giustizia sociale e per aiutare cittadini che soffrono e le imprese italiane che rischiano di chiudere.

Chiediamo la fine delle sanzioni alla Russia, unica vera soluzione per contrastare l’aumento dei prezzi dell’energia, e così evitare il disastro sociale ed economico.

Chiediamo la neutralità dell’Ucraina e quindi un armistizio immediato tra i belligeranti.

Chiediamo che l’Italia esca dalla NATO e diventi, assieme alla Chiesa di Roma, protagonista di una vera politica di pace e di amicizia tra i popoli.

Basta con la Russofobia, per un sistema mondiale multipolare basato sul rispetto di tutte le nazioni.