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CATALOGNA, IL DILEMMA: STACCARSI DALLA SPAGNA PER RESTARE NELLA GABBIA OLIGARCHICA DELLA UE?

[ 7 gennaio ]


si è addirittura dimesso da deputato.


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Patrocinio a spese dello Stato per i disoccupati involontari di Marco Mori

[ 7 gennaio ]

Patrocinio a spese dello Stato per i disoccupati involontari che fanno causa per chiedere il necessario per vivere dignitosamente.

La Costituzione è, come tristemente ha compreso chi segue questo sito, una triste dimenticata.
Tra le tante norme violate da un legislatore ormai apertamente contrario a perseguire gli interessi dei suoi cittadini vi è certamente l’art. 38 Cost. Una norma di una chiarezza cristallina, la cui applicazione, metterebbe fine alla drammatica sequenza di suicidi per ragioni economiche che vediamo nel nostro Paese.
“I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.
Lo Stato ha pacificamente l’obbligo di assistere economicamente e materialmente i disoccupati involontari. Nonostante la chiarezza, la norma non è rispettata, la legge non tutela i disoccupati, siano essi lavoratori dipendenti che lavoratori autonomi, che purtroppo hanno dovuto chiudere la propria attività per la crisi. In particolare i dipendenti hanno garanzie e tutele  temporalmente limitate e poi vengono abbandonati a se stessi a prescindere dal recupero di un lavoro, gli autonomi invece non hanno neppure questa minima tutela.
th987654645Non era dunque difficile immaginare e redigere un atto di citazione per l’introduzione di una causa civile diretta a richiedere, in favore di un disoccupato involontario, il risarcimento del danno alla Presidenza del Consiglio ed al Ministero del Lavoro per il mancato rispetto di questa norma costituzionale, danno pari appunto al valore economico della mancata assistenza ed a quello morale conseguente alla violazione di un diritto costituzionale. Una causa di speranza per la cui promozione ho richiesto il patrocinio a spese dello Stato, visto che un disoccupato ha normalmente i presupposti reddituali per richiederlo.
Contavo che il Consiglio dell’Ordine di Genova accogliesse la domanda regalando una speranza di lotta per la difesa dei propri diritti ai milioni di disoccupati italiani e così è accaduto.
Con un provvedimento davvero eccezionale ed estremamente coraggioso l’Ordine di Genova, con provvedimento del 17.12.2015, ha ammesso al gratuito il primo disoccupato italiano che inizierà questa fantastica battaglia di civiltà riconoscendo, sulla base dell’atto di citazione che potete leggere a questo link, il fumus bonis iuris, ovvero la sommaria fondatezza della causa intentata.
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Spero che diffondiate al massimo questa notizia, milioni di disoccupati possono agire singolarmente e gratuitamente contro lo Stato con milioni di cause. Spero anche chechi si è battuto in questi anni per il reddito di cittadinanza, comprenda che ciò che chiede (anzi a mio avviso una versione decisamente migliore) è già previsto nella nostra Costituzione. Il punto è pretenderne l’applicazione!
Io ho iniziato questa battaglia, e voi?
Andiamo avanti! 
P.S.
Ovviamente la porta è aperta ad ogni movimento politico che voglia fare propria questa lotta! 

* Fonte: Studio legale Marco Mori



COSA CI INSEGNA LA VICENDA DEL MARTIRE AL NIMR

[ 7 gennaio ]

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Nimr Baqr al-Nimr

Il 2 gennaio scorso le autorità saudite hanno eseguito la condanna a morte, attraverso decapitazione, dello sceicco Nimr Baqr al-Nimr (nella foto).


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Seppure fossero 33 i capi d’accusa pendenti sulla sua testa – tra cui l’aver incitato alla “violenza settaria” (sciiti contro sunniti) e aver spezzato la lealtà nei confronti del potere – il religioso saudita aveva prestato il suo impegno intellettuale a sostegno delle manifestazioni anti-governative scoppiate nel 2011 e nel 2012 nella regione orientale di Qatif dove si concentra la maggior parte della popolazione sciita del paese, assai più povera e marginalizzata del resto del paese: tuttavia, le principali istanze della protesta erano basate sulla creazione di una monarchia costituzionale (mamlaka dusturiya) per rendere il potere meno arbitrario e più equo nella distribuzione delle risorse nazionali. È indubbio che la geografia confessionale di Qatif avesse costituito un pretesto, usato dal potere monarchico per privare la regione dei benefici della rendita petrolifera, nonostante sia proprio nella zona orientale del paese che si concentra buona parte dell’oro nero saudita. In questo contesto, Nimr, in uno dei suoi sermoni (incriminati) del 2009, disse che se se la dignità (karama) della regione non fosse stata restituita, i suoi abitanti avrebbero legittimamente rivendicato la secessione (ānfisal). La base della rivendicazione è evidentemente non settaria, bensì socio-economica.
Huffingtonpost, 3/1/16



GERMANIA: NEL 2015 ENTRATI OLTRE 1 MILIONE DI MIGRANTI

[ 7 gennaio ]

Lo stesso ministero degli Interni aveva stimato a fine estate l’arrivo di 800mila persone quest’anno ma già nel corso del 2015 era diventato chiaro che il numero sarebbe stato più elevato. Dopo la Siria, gli arrivi più numerosi sono quelli dall’Afghanistan (154.046 persone pari al 14%) e dall’Iraq (11% pari a 121.662 persone) ma anche Albania, Kosovo, Iran, Pakistan, Eritrea, Serbia e Macedonia.

Nel solo mese di dicembre le domande di asilo in Germania sono state 127.320, in calo da 206.101 in novembre e 181.166 in ottobre ma de Maiziere si è detto preoccupato che, sempre in dicembre, i richiedenti dal Marocco, Paese non toccato da guerre e conflitti, siano saliti al quinto posto tra i vari Paesi.

La Germania, ha ricordato de Maiziere, si era già confermata come uno dei Paesi preferiti dall’immigrazione dall’estero nel 2014 con un numero di immigrati (da tutti i Paesi) in aumento del 19,4% a 1,46 milioni di persone, un nuovo record dal 1992, e nel 2015 il bilancio finale, secondo il ministro tedesco, sarà un record dall’inizio della serie storica nel 1950. Il ministero ha preannunciato di voler assumere 4mila nuovi collaboratori quest’anno per fare fronte «all’enorme afflusso» di gente nel Paese e di voler sostenere le casse di Comuni e Regioni con un sostegno aggiuntivo di 670 euro al mese per richiedente asilo».

* Fonte: Il Sole 24 Ore del 7 gennaio