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NOI SIAMO LA RESISTENZA

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NOI SIAMO LA RESISTENZADichiarazione finale del Forum di Roma “Quale futuro per la Palestina”

Il Forum di Roma ha coronato due giorni di intenso lavoro approvando questa Dichiarazione Internazione.

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«L’operazione del 7 ottobre e le battaglie che ne sono seguite hanno dimostrato che la Resistenza palestinese ha rafforzato la sua capacità militare e ha raggiunto una più ampia unità politica. Tutti i gruppi armati stanno ora cooperando come fronte unito. La resistenza lotta contro il regime sionista, armato e finanziato dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali. In inferiorità numerica e militare, la Resistenza palestinese ha inflitto gravi perdite al nemico. I sionisti sono stati costretti a continuare le operazioni a Gaza per più di 6 mesi senza raggiungere i loro obiettivi. Il regime sionista ha lasciato dietro di sé più di 40.000 morti o dispersi, tra cui 14.000 bambini e oltre 80.000 feriti gravi. Le infrastrutture civili di Gaza sono state sistematicamente prese di mira e distrutte.

Oggi, mentre i sionisti sono in ritirata, la Resistenza rimane sul campo di battaglia. Questa è un’enorme sconfitta per i sionisti, politica, economica e sociale. La vera natura del sionismo si è rivelata al mondo intero. Il sionismo può esistere solo con massacri, crimini di guerra, crimini contro l’umanità, pulizia etnica e genocidio. Ora, in tutto il mondo, in molti vedono i sionisti non solo come colonizzatori, ma equiparano i loro crimini e le loro azioni a quelli perpetrati dal nazismo.

Gli Stati Uniti e i loro vassalli del blocco imperialista hanno deciso di entrare in guerra su tre fronti. Il primo è quello dell’Ucraina, dove gli Stati Uniti, la NATO e i suoi agenti locali stanno combattendo la Russia. Il secondo fronte è nel Vicino Oriente, dove il regime sionista, con l’appoggio del blocco occidentale, sta combattendo l’Asse della Resistenza. Il terzo fronte è in Asia orientale, dove gli Stati Uniti e i loro alleati regionali cercano di colpire la Cina usando Taiwan e il Mar Cinese Meridionale, e la Repubblica Popolare Democratica di Corea e la RPDC attraverso la Corea del Sud. Sotto l’amministrazione Biden, gli Stati Uniti hanno inasprito i conflitti in tutto il mondo, distruggendo soluzioni pacifiche come l’accordo di Istanbul per l’Ucraina e il rilancio del JCPOA per l’Iran, quindi inasprendo le sanzioni contro Cuba, Venezuela, Nicaragua, Russia, Iran e numerosi altri Paesi. Salta agli occhi come, dietro tutti e tre i fronti di conflitto, ci sia il medesimo blocco di Stati occidentali, cambiano soltanto i loro agenti locali.

L’iraniano Massou Shadjareh (a sinistra) e il russo Said Gafurov

L’attuale escalation nel Vicino Oriente è in linea con le guerre degli Stati Uniti contro tutti gli Stati indipendenti della regione a partire dagli anni ’90, quando George H.W. Bush dichiarò il piano statunitense per un “Nuovo Medio Oriente”. In pratica, questo significava la distruzione di qualsiasi Stato (“canaglia”) che non obbedisse all’ordine mondiale unipolare sotto l’egemonia statunitense. Uno dopo l’altro, gli Stati Uniti hanno preso di mira e distrutto Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Yemen e hanno sostenuto il colpo di Stato in Egitto. Hanno distrutto gli Stati e ucciso milioni di persone, ma non sono riusciti a distruggere la Resistenza. Ciò nonostante La loro politica nel Vicino Oriente si è risolta in un fallimento.

L’Occidente prende di mira la Repubblica islamica dell’Iran. Le recenti escalation e l’uccisione di circa 18 ufficiali e funzionari iraniani dall’inizio dell’anno hanno portato alla massiccia risposta militare dell’Iran, che ha scioccato il regime sionista. Sebbene la situazione si sia stabilizzata, le provocazioni e le escalation continueranno perché l’Occidente, attraverso il suo progetto sionista, cerca la distruzione dell’Iran.

Ci sono due punti critici che vanno sottolineati:

La guerra è l’unica maniera di cui gli Stati Uniti dispongono per mantenere la loro egemonia ovvero un mondo unipolare. Gli U.S.A. sono ben consapevoli di non poter rimanere la prima potenza economica, tecnologica e culturale. Per continuare a controllare il mondo essi non hanno altra alternativa che apire molteplici fronti di guerra nel tentativo di distruggere i poli emergenti del sistema multipolare internazionale.

  1. Gli Stati Uniti e i loro stati ascari non esiteranno a commettere i crimini più efferati, compreso il genocidio, per mantenere il loro dominio. Dal genocidio di Gaza all’omicidio di massa di civili in Russia, l’Occidente non si fermerà di fronte a nulla pur di continuare a rimodellare violentemente il mondo a propria immagine e somiglianza. L’Occidente imperialista è quindi la vera minaccia per l’umanità e la civiltà umana. Solo la sua sconfitta porrà fine ai suoi crimini barbarici.

Questi due punti guidano la strategia del regime sionista in Palestina. Quando il piano sionista di espulsione dei residenti di Gaza è fallito, Netanyahu ha annunciato un nuovo piano per Gaza. Questo nuovo piano costringe i palestinesi a vivere in tende, all’interno di un’enclave sigillata e sottoposta a continui bombardamenti, con accesso limitato a cibo, acqua, energia, cure mediche e istruzione. Prima del 7 ottobre, i sionisti hanno persino calcolato scientificamente l’apporto calorico di ogni palestinese per controllare la quantità di cibo e “mettere Gaza a dieta”.  Le condizioni di vita continuano a peggiorare e il popolo palestinese viene lentamente spinto alla morte in massa.

In Cisgiordania, i palestinesi sono sottoposti a incursioni, uccisioni e pogrom da parte dei coloni che uccidono impunemente. È in questa orribile situazione che si sono create le condizioni che hanno portato all’incursione palestinese del 7 ottobre. Ai palestinesi non resta che scegliere se vivere in bantustan sempre più piccoli o lottare per la loro dignità e libertà  con ogni mezzo necessario.

Dobbiamo intensificare la lotta contro gli Stati Uniti, l’Unione Europea, la NATO, il regime sionista e i loro alleati. Dobbiamo continuare a educare i cittadini persuadendo coloro che vivono negli Stati aderenti all’Unione Europea e alla NATO, che l’uscita dall’UE e dalla NATO porterà a un mondo più giusto e pacifico. Dobbiamo lottare per chiudere le basi statunitensi nei nostri Paesi. Dobbiamo incrementare le nostre attività e azioni antimperialiste e contro la guerra. La Palestina sarà libera quando l’imperialismo occidentale e il sionismo saranno sconfitti. Il nostro contributo alla Resistenza palestinese è la lotta continua in patria e all’estero per sconfiggere l’imperialismo USA-UE-NATO e il sionismo.

Stop World War III – – Coordinamento Internazionale per la Pace

Roma 21 aprile 2024

Un pensiero su “NOI SIAMO LA RESISTENZA”

  1. Graziano+PRIOTTO dice:

    Tutto documentato anche nei libri dello storico israeliano Ilan Pappé

    che attualmente sta rilasciando interviste in vari canali e che sicuramente scriverebbe un contributo anche per Sollevazione
    The Ethnic Cleansing of Palestine (2006)
    Noam Chomsky On Palestine (2015)
    Non so se siano tradotti in italiano ma spiegano tutto.
    The Biggest Prison on Earth: A History of the Occupied Territories (2017)

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