VERGOGNA! di Davide Gionco

In Italia gli organi di informazione calpestano la Costituzione

Lo scorso 10 ottobre 2020 si è svolta a Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano, la manifestazione Marcia della Liberazione”.
La presentazione e, poi, il resoconto che ne hanno dato la maggior parte dei principali mezzi di informazione è stata a dir poco scandalosa.

E’ noto a tutti che nella classifica mondiale della libertà di stampa l’Italia occupa la non onorabile 41a posizione.

Reporter senza frontiere motiva questa posizione in classifica con le minacce della mafia nei confronti di alcuni giornalisti e dai tagli sui contributi pubblici ai mezzi di informazione. L’associazione, tuttavia, non si occupa per nulla del trattamento riservato dai principali organi di informazione a chi osa, in modo civile e democratico, contestare il potere politico-finaziario costituito.

La manifestazione “Marcia della Liberazione” era preannunciata da tempo, con un programma chiaro, visibile da chiunque sul sito internet www.marciadellaliberazione.it.

Si tratta di richieste politiche che in gran parte ricalcano la Costituzione.
Hanno parlato dei lavoratori in partita IVA disperati, perché a causa della crisi sanitaria, delle troppe tasse e della concorrenza sleale delle multinazionali non riescono più a vivere: “lavorare in proprio è diventato un incubo, una moderna forma di schiavitù”.
Hanno parlato degli operatori del settore medico, denunciando i tagli alle cure mediche causati dall’emergenza covid, che ha lasciato senza cure molte migliaia di ammalati di tumore e di altre malattie “normali”, per le quali la mortalità è aumentata, causa l’assenza di cure.

E’ naturalmente legittimo che dei giornalisti ritengano di essere contrari ad una moneta sovrana, ad un lavoro e reddito minimo per tutti, a difendere le piccole e medie imprese, ecc.
Molto meno legittimo è che gli organi di stampa definiscano come “negazionisti” coloro che hanno organizzato tale manifestazione, davvero non si capisce sulla base di quale fondamento.
Eppure..

Eppure i mezzi di informazione:
1) Definiscono “negazionisti” o “no mask” (termini spregiativi e fuorvianti) le persone che manifestano, ignorando totalmente le ragioni ufficiali e dichiarate della protesta. E questo nonostante gli organizzatori dal palco abbiano a più riprese invitato i partecipanti a rispettare le norme sanitarie emanate dalla Presidenza del Consiglio e dalla Regione Lazio: il covid-19 e le maschere non sono mai state l’oggetto della manifestazione.
2) Concentrano l’attenzione su questioni marginali, come il fatto che su migliaia di manifestanti ci fosse una persona che, per propria scelta, ha deciso di non portare la mascherina e di sfidare le forze dell’ordine.
3) Sminuiscono la portata dell’evento dichiarando cifre sulla partecipazione largamente inferiori alla realtà e a quanto verificabile mediante semplici verifiche sulle dimensioni di Piazza San Giovanni in Laterano.
Una piazza di 7’283 metri quadrati può contenere anche 25’000 persone, se accalcate (4 persone/m²). A causa delle norme di sicurezza anti-covid le persone erano meno accalcate, ma la zona gialla della piazza era quasi piena, per cui è del tutto realistico stimare la presenza di almeno 10-15’000 persone. Dichiarare su di un giornale la presenza di sole 700 persone è una evidente mala fede.

I principali mezzi di stampa, a partire da Repubblica (che ci risulta sia stata querelata) e Corriere della Sera decidono da soli quale deve essere la “verità ufficiale” per tutti. Sono i cosiddetti “spin doctor”.
Dopo di che tutti gli altri mezzi di informazione ripetono la stessa “notizia”, senza preoccuparsi se sia fondata o meno.
Oppure volendo anch’essi deliberatamente distorcere gli eventi, in modo da denigrare una manifestazione popolare con la quale non concordano.

La verità su quanto è accaduto è peraltro verificabile da tutti, guardando il video della manifestazione https://youtu.be/AhfQjKiubwc .
E se anche ci sarà stata qualche persona che, dopo 4 ore sotto il sole, si è un attimo distanziata dagli altri per tirare giù la maschera e respirare, non è certo questo un motivo per dichiarare che la questione delle mascherine fosse il motivo principale della manifestazione.

A questo punto dobbiamo chiederci “perché?
Perché una manifestazione in cui molte persone, spesso disperate, chiedono a gran voce il diritto al lavoro, il diritto alla salute, di aumentare la spesa pubblica per la scuola, di ridimensionare il potere delle multinazionali… Perché questo tipo di manifestazione viene deliberatamente rappresentato in modo falso e negativo?
A mio giudizio il motivo è che la scomoda verità di avere in Italia persone che protestano per essere rimaste senza lavoro, per il diritto alla salute, per una scuola migliore, questa scomoda verità deve essere nascosta agli occhi di coloro che non hanno partecipato alla manifestazione.
I manifestanti vengono definiti come gente al di fuori dell’accettabilità: “negazionisti” (dei folli che negano la pericolosità del virus), “neofascisti” (persone pericolose che vorrebbero ritornare ai tempi di Mussolini), “no mask” (persone superficiali che protestano unicamente perché non vogliono portare la mascherina).
La gente che non conosce la verità crede a questa narrazione e non tenta neppure di interessarsi ai veri contenuti della protesta, convinta che da persone “del genere” non possa venire nulla di buono.

Vogliamo invitare tutti gli italiani ad avere un maggior senso critico nei confronti dei mezzi di informazione, perché troppo spesso non operano per informarci, ma per ingannarci. E ci ingannano per perseguire degli obiettivi ben precisi che, non è difficile da ipotizzare, non riguardano gli interessi dei cittadini, ma solo di pochi soggetti già ricchi e potenti.
La “marcia di liberazione” è anche liberazione da un sistema di potere che manipola l’informazione per servire gli interessi dei potenti.

* Fonte: attivismo.info — https://www.attivismo.info/in-italia-gli-organi-di-informazione-calpestano/



UN GRIDO DI LIBERTA’ di Tiziana Alterio

Pubblichiamo l’intervento con cui Tiziana Alterio ha aperto la Marcia della Liberazione

Voglio tranquillizzare la stampa rimandando indietro le parole negazionista, No Mask, estremista, complottista, terrapiattista perché queste sono loro invenzioni che non ci appartengono e non ci riguardano. Le nostre parole sono amore per la vita e per questa Terra che ci ospita.

Voglio ancora tranquillizzare tutti che non siamo persone eversive, rispettiamo i DPCM, il distanziamento perché questa non è una manifestazione No MASK come è stato scritto da tutti. Noi li rispettiamo, anche se non li condividiamo, ma utilizzeremo tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per impugnarli. Siamo qui perché sentiamo la sofferenza di chi ha perso il lavoro, dei nostri imprenditori, artigiani, dei nostri bambini, dei nostri anziani e voi ci state diffamando. Saremo costretti a difenderci nelle aule dei Tribunali querelando chi falsifica la realtà raccontando menzogne.

Voglio tranquillizzare ancora i giornalisti di Repubblica, del Corriere che noi siamo qui anche per voi, per i vostri figli, i vostri padri e le vostre madri perché ci sentiamo tutti parte di una unica comunità. Non vogliamo alzare muri tra noi. Vi invitiamo a metter giù le vostre armi affilate per un dialogo costruttivo con voi e con il governo perché siamo tutti parte di un unico Paese che sta soffrendo.

Sento di essere qui con voi perché sono innanzitutto una madre e come tutte le madri del mondo abbiamo un istinto innato di difendere la vita. Quattro mesi fa mi venne l’idea di fare una Marcia della Liberazione ma non avrei mai immaginato di riuscire a coinvolgere tanti amici e attivisti. Oggi siamo chiamati a difendere la vita da un mondo malato, schizofrenico che ci ha messi gli uni contro gli altri e che ci sta impoverendo materialmente e spiritualmente.

E’ un grande onore per me poter camminare insieme a tutti voi, insieme al popolo italiano che ha dimostrato in molte occasioni nella storia che è capace di risorgere dai momenti più bui.

In questi mesi abbiamo lavorato con l’obiettivo di unire le diverse anime, i diversi gruppi, Movimenti, le associazioni delle categorie produttive e abbiamo ottenuto un grande risultato.

Perché la Marcia della Liberazione ?

Noi non neghiamo l’esistenza del virus ma contestiamo con forza e determinazione l’uso strumentale e politico che si sta facendo del Covid per imporre scelte economiche e sociali che portano l’Italia ancora di più nel baratro e che impongono un modello di società dell’iper controllo basato sulla paura che noi respingiamo.

Siamo qui perché vogliamo superare il modello neoliberista che sta accelerando la sua corsa anche grazie a quanto sta accadendo negli ultimi mesi ma è un modello disumano, predatorio che ci sta portando verso l’autodistruzione arricchendo pochi e impoverendo la maggioranza.  Siamo qui perché non riconosciamo questa Unione Europea che anche in questo momento così drammatico ha mostrato il suo volto più spietato e questo governo accettando i finti aiuti del Recovery Fund indebiterà noi e i nostri figli per i prossimi anni.

E’ il tempo di trasformare la resistenza in una direzione precisa nutrendo profondamente una visione diversa di mondo e possiamo iniziare dalle nostre scelte quotidiane, anche quelle più piccole, possono essere rivoluzionarie perché noi siamo molti mentre loro sono un piccolissimo manipolo di persone. Usciamo dalla prigione dell’impossibilità.

Dobbiamo chiedere il rispetto della Costituzione, un atto oggi rivoluzionario perché vilipesa e oltraggiata da oltre 20 anni,  dobbiamo pretendere che lo Stato riprenda il ruolo che le compete che non è quello di svendere i nostri beni agli stranieri.

E’ un tempo storico difficile ma anche straordinario perché se saremo uniti potremo vedere gli albori di una Nuova Umanità ma dovremo ripartire da dove siamo stati distrutti, dal recuperare la nostra identità più profonda, le nostre ricchezze in modo che l’Italia possa avere un ruolo centrale nel Mediterraneo così come auspicava Aldo Moro, mentre oggi siamo diventati i Pigs, i Paesi maiali da spolpare.

E’ il tempo per una Nuova Umanità incentrata sul rispetto della natura, degli animali, dell’uomo, sui suoi bisogni e la sua naturale socialità e condivisione.

E’ in corso in tutto il mondo un risveglio delle coscienze, un risveglio collettivo e voi siete la testimonianza di questo risveglio. Questa Marcia è il primo passo di un cammino per spingere come cittadini questo Paese in una direzione in cui siano rispettate la vita, il lavoro, le nostre libertà fondamentali e la sovranità che appartiene al popolo italiano. Lavoreremo alla costituzione di un ufficio legale con avvocati, giuristi e costituzionali per impugnare ogni atto anticostituzionale e antidemocratico di questo governo. E chiunque voglia dare una mano si faccia avanti. E’ il momento che uomini e donne coraggiosi si mettano in cammino.

Facciamo in modo che per il neoliberismo sia l’ultimo colpo di coda per ritrovarci in una Nuova Umanità.

L’energia, la fede, il coraggio e la determinazione che porteremo in questo cammino renderà la nostra esistenza degna di essere vissuta.

CONCLUSIONI

Mio nonno era un sopravvissuto di guerra, era rimasto invalido tutta la vita ma era stato pronto a morire, come molti altri italiani, affinchè io e voi vivessimo in un Paese libero e democratico con una Costituzione che ha fatto grande l’Italia nel mondo.

Il nostro compito oggi è essere quel ponte invisibile tra i nostri nonni e i nostri figli.

Il nostro compito è restituire al popolo italiano ogni decisione economica, politica, culturale e sociale, decisioni che oggi sono invece nelle mani di quelle elite globaliste, a cui l’Unione Europea e questo governo si sono piegati.

Il nostro compito è riprenderci ciò che è nostro di diritto, la nostra libertà e una vita che sia degna di essere vissuta e onorata.

Dobbiamo tutti insieme trasformare la resistenza in una direzione perché senza direzione mai alcun vento sarà per noi favorevole.

Dobbiamo riprendere in mano la nostra identità come popolo italiano e mediterraneo, ricordarci chi eravamo e chi siamo facendo appello quei valori che sono nostri per nascita ma che abbiamo svilito in nome di un finto progresso che ha portato infelicità, depressione, ansia, paura e che ci ha impoveriti tutti materialmente e spiritualmente.

Ritorneremo ad essere grandi se con forza chiediamo il rispetto della nostra Costituzione e se ci riprenderemo tutti quei beni che una volta erano degli italiani e che grazie a Prodi, Bersani, Amato ora sono in mani straniere. Mi auguro che verrà un giorno in cui queste persone rispondano davanti ad un tribunale e davanti al popolo italiano delle loro azioni predatorie.

Oltre ad avere una visione occorre una rivoluzione comunitaria perché solo ricreando un senso di comunità avremo speranza di vincere questa battaglia.

E una rivoluzione comunitaria significa anche ripartire dai territori per alimentare quelle economie locali che un tempo erano la nostra ricchezza mentre abbiamo permesso che fossero spazzate via dalle multinazionali che ci lasciano a mani vuote perché portano la ricchezza altrove.

Rivoluzione comunitaria vuol dire ancora uscire dalle nostre tane, dalle nostre abitudini e partecipare come cittadini alla trasformazione necessaria, così come voi avete fatto oggi con spirito guerriero.

Non è più tempo di uomini e donne tiepidi, addormentati e addomesticati, è il tempo del coraggio.

Ma la visione e l’unità non bastano da soli, abbiamo bisogno di creare un Comitato di Liberazione Nazionale che, per prima cosa, si doti di un ufficio legale.

Visione, Unità e Comitato di Liberazione Costituzionale sono le sfide a cui siamo chiamati.

Abbiamo un grande compito e abbiamo tutte le capacità per determinare il futuro dell’Italia e dell’Europa intera dimostrando per la terza volta nella storia, dopo l’Impero Romano e il Rinascimento, che possiamo essere grandi con un Nuovo Rinascimento Mediterraneo che ridarà centralità all’Italia e indicherà la direzione per una Nuova Umanità.

Restiamo uniti!

Fonte: www.marciadellaliberazione.it




VERRÀ IL GIORNO DEL GIUDIZIO di Moreno Pasquinelli

“Molti nemici, molto onore”.
Viene in mente questa massima dopo aver letto i quotidiani di ieri, nonché tutti i TG, nonché svariati siti web. “Ecco il rossobruno!”, penserà il pennivendolo di turno, per il quale questa folgorante battuta sarebbe stata inventata da Mussolini. Il pennivendolo non sa che fu invece una esclamazione di un generale tedesco, tal Georg Von Frundsberg, poco prima di una battaglia contro i veneziani. Correva l’anno 1513.
Come ubbidissero ad una unica centrale di disinformazione, come fossero un branco di lupi, tutti hanno raccontato una doppia bugia: “poche centinaia di persone alla marcia dei negazionisti no mask”. Chi c’era, sa quale sia la verità.
Questa centrale tuttavia non esiste. Siamo infatti messi molto peggio. L’orda dei giornalisti non ha più nemmeno bisogno di ubbidire ad un comando, agiscono in automatico. Sfornati come giornalisti con l’elmetto dalla stessa tayloristica catena di montaggio sono tutti arruolati in servizio permanente effettivo nell’esercito della manipolazione strategica. Non truppe ausiliarie quindi, ma veri e propri speciali reparti d’assalto. Chi era in piazza San Giovanni può confermare, li ha visti all’opera, alcuni come veri e propri provocatori di professione che cercavano la rissa per meglio individuare i manifestanti come untori da additare al pubblico ludibrio.
Verrà il giorno del giudizio, il giorno della vendetta. Sappiamo chi siete, vi conosciamo tutti quanti. Verrà il giorno in cui sarete costretti a scontare la condanna che meritate, quella per cui il popolo, dopo avervi messo alla gogna, vi costringerà a cambiar mestiere ed a guadagnavi onestamente il tozzo di pane.
Passiamo a cose più impegnative, con una prima riflessione a caldo.
Quanti saremmo potuti essere, in piazza San Giovanni, non ci fosse stata la martellante campagna di criminalizzazione e di accerchiamento che ha preceduto la manifestazione? Quanti quelli che si sono fatti intimidire ma che col cuore e con la mente stavano con noi? Tantissimi. Lo sappiamo. E tutti lo sentivano in quella piazza, di essere sì una minoranza, ma una minoranza grande per quanto imbavagliata e ancora impaurita.
Il merito dei Promotori è enorme perché non si sono fatti spaventare dalle minacce, perché hanno sfidato il blocco della paura, perché con la loro manifestazione hanno presidiato l’ultima trincea — il diritto a manifestare in tempi di Stato d’eccezione — caduta la quale ci sarebbe stata la rotta disordinata. Il loro merito è aver dato un esempio di coraggio, esempio prezioso in tempi in cui il potere istiga alla pusillanimità e all’ignavia.
Il tempo è galantuomo, e renderà merito alla Marcia della Liberazione. Un evento che potrebbe segnare un punto di svolta dopo tanti indietreggiamenti e ritirate. A nome e per conto di una minoranza ampia e non muta, la Marcia è stata, per il fatto stesso di svolgersi, il primo ed esemplare atto di disobbedienza civile.
Esemplare perché esso non è stato solo un atto di protesta. Il punto tutto politico di forza sta da un’altra parte. La profonda e irriducibile contestazione dell’ordine di cose presente non si è risolta in un mero avanzare al sovrano un cahier de doleance. Non c’era il Terzo Stato lì, c’erano dei cittadini consapevoli che disconoscono al nemico la sua pretesa di sovranità e che anzi lo denunciano come fuori legge, ove la legge è la nostra Costituzione.
Esemplare, infine, perché, di contro ad un sindacalismo sociale fuori tempo, ha indicato le misure politiche rivoluzionarie realizzando le quali il nostro popolo e quindi la nazione possono e debbono tornare sovrani.



CE L’ABBIAMO FATTA!

Secondo la stampa e i media di regime eravamo “poche centinaia”.

Ci vuole una bella faccia tosta ed una disonestà morale smisurata per negare il grande successo della Marcia della Liberazione.

20 mila persone hanno sfidato la campagna di paura e di sciacallaggio che ci è stata rovesciata addosso.

20 mila persone che hanno vinto la scommessa assieme a noi. Un successo che ci riempie di gioia e ci da tanto coraggio per continuare una battaglia politica e sociale che sappiamo irta di difficoltà. Siamo troppo stanchi ora per fare un bilancio compiuto. Ci torneremo presto. Adesso lasciateci godere la festa!

Non un passo indietro.

Tiziana Alterio e Moreno Pasquinelli

Fonte: marciadellaliberazione.it




DOMANI TUTTI IN PIAZZA SAN GIOVANNI IN LATERANO! di Marcia della Liberazione

“Lavoro, Reddito, Democrazia, Sovranità”. Con queste parole d’ordine saremo in piazza domani a Roma. Contrariamente ad alcune voci messe in circolazione, la manifestazione è stata regolarmente autorizzata dalla Questura. L’enorme pressione politico-mediatica, messa in campo per impedirci di manifestare, ha fallito il suo obiettivo.

Di fronte a pressioni, minacce e provocazioni di ogni tipo, quattro giorni fa avevamo scritto che la manifestazione si sarebbe fatta “senza sé e senza ma“. La nostra tenacia ha vinto! Ed è questa la vittoria di tutti i democratici, di tutti quelli che non si rassegnano allo stato di cose presente.

Nel salutare l’enorme afflusso di adesioni di queste ore, che ci da la certezza di un grande successo, denunciamo con forza la vigliacca campagna di denigrazione messa in atto da tanti giornali. Volendo negare alla manifestazione ogni legittimità, questi giornali hanno fatto ricorso ad una serie di falsi.

E’ ovviamente falso che vi sia una qualche relazione tra la nostra manifestazione di piazza San Giovanni e quella che si terrà in un altro luogo della città. E’ falso che siamo “negazionisti”, dato che non neghiamo affatto l’esistenza del virus, mentre ne denunciamo invece il suo utilizzo politico, a partire da quello “stato d’emergenza” che si vorrebbe prorogare all’infinito, anche per mettere in secondo piano l’emergenza sociale provocata dalle scelte del governo. Ed è proprio di questa emergenza – dalla disoccupazione alla perdita del reddito; dalla crescita della povertà, alle prospettive buie della piccola impresa, fino al dramma in cui è stata gettata la scuola – che parleremo domani

Contro le falsità dei media, il Comitato organizzatore della Marcia della Liberazione ha già querelato gli organi di (dis)informazione che le hanno diffuse. Identica querela verrà presentata contro chi, nonostante le nostre prese di posizione pubbliche, vorrà continuare sulla strada della diffamazione.

Ma la miglior risposta a questi falsari incalliti sarà la grande partecipazione che prevediamo per la manifestazione di domani.

Tutti in piazza San Giovanni dalle ore 14:00!

Comitato Organizzatore Marcia della Liberazione

07 ottobre 2020

Fonte: marciadellaliberazione.it

 




IN DIFESA DELLA VERITA’ di Marcia della Liberazione

Comunicato Stampa del 07 ottobre 2020

Crescono ogni istante le adesioni alla grande Marcia della Liberazione.

Data l’importanza dell’evento, ne parlano da ieri anche importanti testate nazionali, sia della carta stampata che web.

Vorremmo ringraziarli non fosse che lo stanno facendo raccontando bugie, per gettare discredito sulla nostra manifestazione. Veniamo accusati di essere “negazionisti di estrema destra” e confusi con gli organizzatori di altre manifestazioni, da cui abbiamo preso e prendiamo le distanze.

Respingiamo questa accusa come una intollerabile fake news e, per questo, adiremo alle vie legali per proteggere la reputazione nostra come quella dei manifestanti che saranno sabato prossimo in Piazza San Giovanni.

Mentre ribadiamo che ci riconosciamo pienamente nei principi democratici e patriottici sanciti dalla Costituzione del 1948, ci vediamo costretti a ribadire che non neghiamo l’esistenza del virus.

Quello che noi contestiamo è l’uso politico liberticida e terroristico che ne fa il potere, un potere che fa leva sulla paura dei cittadini per meglio addomesticarli e soggiogarli (vedi la proroga dello Stato d’emergenza).

Non ci limitiamo tuttavia a protestare, noi indichiamo la via per evitare che il Paese precipiti nel burrone in cui le classi dirigenti lo stanno spingendo.

“Lavoro, Reddito, Democrazia, Sovranità”: queste sono le quattro parole d’ordine su cui abbiamo indetto la Marcia della Liberazione.

Per questo migliaia e migliaia di cittadini affluiranno da tutta l’Italia per chiedere, in modo pacifico e composto, un cambio netto di direzione.

E’ troppo esigere, se non condivisione, rispetto?

Comitato Organizzatore Marcia della Liberazione

Fonte: marciadellaliberazione.it




LA MARCIA SI FARA’, SENZA SE E SENZA MA!

Di fronte alle voci che preannunciano nuove ed inammissibili misure del governo, ulteriormente restrittive dei nostri diritti e libertà fondamentali garantiti dalla costituzione – tra cui quello di manifestazione – il Comitato organizzatore della Marcia della Liberazione rassicura ufficialmente tutti gli aderenti e i simpatizzanti che la nostra manifestazione, che ha già da tempo regolarmente ottenuto tutti i permessi di legge, si svolgerà in ogni caso.

La grande ampiezza di piazza San Giovanni garantisce lo svolgimento regolare di una manifestazione popolare.

Chiamando i cittadini alla partecipazione, ricordiamo il principio che Giuseppe Dossetti formalizzò in seno all’Assemblea Costituente il 21 novembre del 1946: «La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino».

Comitato organizzatore Marcia della Liberazione

Fonte: marciadellaliberazione.it




DAL MES AL … SUPER MES

Dal Mes al super-Mes (o Recovery fund)
Per una breve stagione la politica italiana si era appassionata al Mes. E gli italiani avevano afferrato quale fregatura fosse. L’oligarchia l’ha capito e ha concluso che era meglio imbrogliare le carte.
La cupola eurista ha deciso così di fare come con la Costituzione europea 15 anni fa.
Siccome i referendum in Francia ed Olanda la respinsero, si trasferirono quei contenuti nel successivo Trattato di Lisbona, che in quanto tale aggirava la possibilità dei referendum nazionali.
Adesso hanno fatto la stessa cosa: poiché dopo la Grecia nessuno vuole il Mes (neppure Cipro!), si sono inventati il Recovery Fund, che in buona sostanza è un super-Mes mascherato da buone intenzioni.
Un meccanismo dove al posto delle “condizionalità” del Mes, la parolina magica è “riforme”. Bisognerà fare le “riforme”, il che – tradotto dall’europeese – significherà solo una cosa: nuovi sacrifici, nuovi tagli, nuove tasse.
Hanno già cominciato con le pensioni ma non si fermeranno lì.
La Von der Leyen l’ha già dichiarato a chiare lettere: «finora ci si allineava volontariamente alle “raccomandazioni” dell’UE, d’ora in avanti sarà invece un obbligo per accedere al Recovery Fund».
Solo l’Italexit e la riconquista della sovranità ci salveranno.
Vieni a Roma per gridarlo con noi il 10 ottobre!



MARCIA DELLA LIBERAZIONE: MENO 10

MARCIA DELLA LIBERAZIONE

LAVORO, REDDITO, SOVRANITA’, DEMOCRAZIA

10 ottobre 2020, h. 14:00 Piazza San Giovanni – Roma

Il video messaggio di Rosita Celentano

www.marciadellaliberazione.it
Adesioni
Promotori e Comitato organizzatore
per aderire: segreteria@marciadellaliberazione.it

Vogliamo la fine del neoliberismo, un modello economico e di pensiero che sfrutta molti per arricchire pochi.
Vogliamo più Stato e meno mercato e vogliamo che venga, finalmente, applicata la Costituzione del 1948.
Per questo marceremo insieme, per una profonda svolta, contro un governo schiavo dell’Unione europea e della grande finanza.
Il 10 ottobre i mille rivoli sparsi si uniranno per diventare un fiume in piena, inarrestabile




MARCIA DELLA LIBERAZIONE: MENO 11

MARCIA DELLA LIBERAZIONE

LAVORO, REDDITO, SOVRANITA’, DEMOCRAZIA

10 ottobre 2020, h. 14:00 Piazza San Giovanni – Roma

Intervento di Alessia Vignali, psicologa

www.marciadellaliberazione.it
Adesioni
Promotori e Comitato organizzatore
per aderire: segreteria@marciadellaliberazione.it

Vogliamo la fine del neoliberismo, un modello economico e di pensiero che sfrutta molti per arricchire pochi.
Vogliamo più Stato e meno mercato e vogliamo che venga, finalmente, applicata la Costituzione del 1948.
Per questo marceremo insieme, per una profonda svolta, contro un governo schiavo dell’Unione europea e della grande finanza.
Il 10 ottobre i mille rivoli sparsi si uniranno per diventare un fiume in piena, inarrestabile