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VARIANTE DELTA? VACCINO KO! di Leonardo Mazzei

L’Huffington Post ci informa sulla via italiana agli arresti domiciliari dei dissidenti. Per chi non aderisce alla nuova religione vaccinale l’arma finale si chiama “green pass”. Ma poiché bisogna sembrare equilibrati, lorsignori ci annunciano un «Green pass a restrizioni variabili», con una «estensione che andrà di pari passo con i contagi».

Ragionevole no?  Andando sul tecnico, l’articolista ci spiega che il certificato verde verrà concesso solo dopo la seconda dose. Questo perché: «E’ scientificamente provato che per avere una copertura completa, soprattutto con il diffondersi della variante Delta, sia necessaria la seconda dose».

Bene, bene, bene. Fatevi la seconda dose e tutto andrà bene. Oltre a qualche disturbo avrete pure il green pass. Ma, insieme ad esso, avrete anche la certezza di essere protetti al meglio dalla variante Delta. Questo il messaggio diffuso a reti unificate.

Ma davvero stanno così le cose? I dati che arrivano da Israele ci dicono l’esatto contrario. Peccato che i media nazionali non ce ne parlino. Dal loro punto di vista questi numeri hanno infatti due difetti: sono troppo precisi e dimostrano l’esatto contrario di quel che ci vorrebbero far credere.

Lo stato israeliano non ci è certo simpatico, ma la mole di informazioni che si possono trovare sul sito del suo ministero della Sanità non ha probabilmente uguali al mondo. Ciò dipende in buona parte da un lavoro certosino di raccolta dati che rientra nell’accordo fatto a suo tempo da Netanyahu con Pfizer: la famosa sperimentazione di massa!

Ma andiamo al dunque. Mentre fino agli inizi di giugno i dati israeliani, al pari di quelli britannici, sembravano dar ragione all’efficacia del vaccino, adesso la musica è cambiata, e l’efficacia nei confronti della variante Delta (che in Israele rappresenta quasi il 100% dei casi) sembrerebbe sostanzialmente pari a zero.

Esageriamo? La tabella qui sotto ci dice di no.

I dati si riferiscono alla settimana dal 4 al 10 luglio. Come si vede nelle prime tre colonne da sinistra, i positivi vaccinati sono molti di più di quelli non vaccinati in tutte le fasce d’età. Già da questo si capisce quanto protegga il vaccino! Ma il confronto più interessante è quello tra le ultime due colonne, che abbiamo sottolineato in rosso. Nella prima si osservano le percentuali dei vaccinati sul totale dei positivi; nella seconda la percentuale della popolazione vaccinata. Il tutto sempre suddiviso per fasce d’età. Questo raffronto è impietoso perché le percentuali delle due colonne sono sostanzialmente equivalenti, segno dell’assoluta inefficacia del vaccino.

Vediamo meglio il tutto con la tabella qui sotto (una nostra elaborazione sempre sulla base dei dati del ministero della Sanità israeliano). Considerata la percentuale dei vaccinati nelle diverse fasce d’età, si ottengono i positivi attesi tra di essi nel caso limite di un’efficacia vaccinale uguale a zero. Confrontando poi i casi attesi in questa ipotesi con quelli reali si ottiene la percentuale di efficacia del vaccino.

 

I numeri sono fin troppo chiari, la coincidenza tra questa ipotesi per niente estrema e la realtà dei fatti fin troppo evidente. Lo scostamento tra i casi reali (1.470) e quelli attesi nell’ipotesi di efficacia zero (1.479) è di sole 9 unità. Non è possibile perciò creare alcuna suspense. In questi mesi abbiamo sentito parlare, per i diversi vaccini, di un’efficacia del 95, 90, 70, 60, 50%… Qui invece ne registriamo una che non arriva neppure all’1%, fermandosi piuttosto allo 0,62%. Un dato che si commenta da solo.

Ora, che in questa situazione si continui ad insistere sulla vaccinazione e sul green pass, che è poi lo strumento per rendere l’inoculazione truffaldinamente obbligatoria, è un fatto che grida vendetta.

Agli inizi di giugno avevamo osservato come i numeri ufficiali di tanti (troppi) Paesi non corrispondessero affatto alla lieta novella del vaccino salvatore che ci veniva narrata. Avevamo visto, ad esempio, come i dati dei primi quattro Paesi dell’UE nell’ultima settimana di maggio (dopo cinque mesi di foga vaccinale) fossero assai peggiori di quelli dello stesso periodo del 2020, quando il vaccino proprio non c’era.

Oggi, ad un mese e mezzo di distanza, quel confronto è ancora più significativo. Dal 20 giugno i casi a livello mondiale sono di nuovo in crescita, mentre la media mobile a 7 giorni al 15 luglio è di 482.367 casi contro i 134.946 della stessa data del 2020 (+357%). Eppure, a livello mondiale, siamo quasi a 4 miliardi di dosi inoculate! E’ così che funziona il vaccino???

A chiudere il cerchio arrivano adesso i dati israeliani. L’inefficacia del vaccino, almeno con la variante Delta, è acclarata. Perché allora continuare con la pressione vaccinale e con i ricatti del green pass? Non sarebbe meglio prendere atto che il vaccino non funziona e dedicarsi piuttosto alle cure di una malattia che sembra ormai manifestarsi in forma piuttosto attenuata?

Domande retoriche, dato che lorsignori hanno il loro piano. Che nulla ha a che fare con la salute degli esseri umani.




MORIRE DI VACCINO A 18 ANNI di Filippo Dellepiane

Come il principio della conservazione dell’individuo se ne è andato a farsi fottere.

Dicesi nella logica classica che una deduzione è corretta se dalla verità delle premesse discende la verità delle conclusioni.

Posto che:

  1. ) in Italia non ci sono casi di giovani morto sotto i 38 anni per il covid 19;
  2. ) fare il vaccino, soprattutto per un giovane, significa rischiare la vita di più rispetto a contrarre il virus, qualunque sia l’incidenza delle reazioni;
  3. ) tutte le campagne geopolitiche contro i vaccini russi e cinesi, che non sarebbero stati sperimentati abbastanza, sono del tutto ipocrite se poi ogni giorno su migliaia di persone viene testato un farmaco poco sicuro;
  4. ) in Gran Bretagna tutti i vaccinati già affollano gli ospedali perché, come già qualcuno diceva mesi fa, il virus è influenzale e quindi muta di continuo;
  5. ) il governo in Italia si sta macchiando di un ricatto che è davvero subdolo, usando bastone e carota per far vaccinare i giovani;
  6. ) l’ex presidente dell’Ema ha dichiarato che non vaccinerebbe suo figlio con Astrazeneca,

ieri una ragazza di 18 anni, vaccinata proprio con Astrazeneca, è deceduta nei pressi di Genova. Probabilmente perché voleva tornare in discoteca o viaggiare all’estero. Un’intera vita davanti già finita sulla griglia di partenza.

Eppure, era tutto prevedibile: sapevamo sarebbe successo prima o poi. Ora chi può immaginare come si muoveranno le istituzioni. Tutto probabilmente verrà insabbiato, nascosto. Non possiamo sapere se questa morte, nella sua tragedia, “servirà” a qualcosa. Sopra le feste in pompa magna in piazza a Genova, per celebrare la zona bianca, campeggiava la scritta “+vaccini, +liberi” ma forse dovrebbe essere sostituita da “+vaccini, +rischi”.

È questo il pazzo 2021, morire per colpa di un farmaco non sperimentato abbastanza che servirebbe a proteggerti da una malattia che probabilmente non ti accorgeresti neanche di avere.

Un tempo si moriva di politica, oggi si muore di vaccino.

Raccontino la storiella che “per il bene comune” una morte non è nulla, a noi iniziano a girare un po’ i coglioni. E sarebbe bene che girassero a tutti i nostri coetanei.

Fonte: laprimalinea.blogspot.com




AAA, ONESTA’ INTELLETTUALE CERCASI di Leonardo Mazzei

AAA, onestà intellettuale cercasi: questo l’annuncio che dovrebbe campeggiare in testa alle prime pagine dei giornaloni e nei titoli dei Tg. Ma questo sarebbe possibile solo ove l’oggetto della ricerca fosse presente in quei luoghi almeno in minima dose. Ma così palesemente non è. Ed è proprio per questo che la ricerca è difficile. Oggi, in tempi di narrazione pandemica unificata e di regime, addirittura disperata.

Detta così sembrerebbe quasi la mitica scoperta dell’acqua calda. Del resto, l’onestà intellettuale è da sempre merce rara. Ma qui non stiamo parlando di un’onestà perfetta ed assoluta, difficile da ottenersi per chiunque. Qui vogliamo occuparci invece della manifesta disonestà intellettuale che ci viene riversata addosso a tonnellate ogni dì. Per essere più chiari: una cosa è insistere su una propria idea anche quando i suoi presupposti cominciano a vacillare nella realtà fattuale; altra cosa è negare l’esistenza stessa dei fatti che la inficiano. Nel primo caso siamo di fronte ad un errore correggibile, al massimo ad un peccato veniale; nel secondo alla menzogna bella e buona.

Prendiamo il caso dei vaccini. Già alla fine dello scorso anno, abbiamo sostenuto come su questa controversa questione bisognerebbe passare dalla tifoseria al ragionamento. Così scrivevamo infatti il 29 dicembre scorso:

«Possiamo negare che il vaccino possa in qualche modo contribuire a contrastare l’epidemia? Possiamo cioè negare in assoluto il suo valore d’uso? Evidentemente no. Possiamo, e con mille ragioni, dubitare della sua sicurezza. Così come possiamo dubitare ragionevolmente della sua sensatezza, visto che avrà forse un’efficacia temporale molto limitata, o considerato comunque che l’epidemia si esaurirà probabilmente da sola in un biennio, come ci ha ricordato il 24 dicembre lo stesso presidente dell’Aifa – Agenzia italiana del farmaco – Giorgio Palù.  Ma, ci direbbe subito il vaccinista di turno, si può per questo negare che il vaccino possa avere un ruolo, magari marginale, nel salvare un certo numero di vite umane? Ecco, è a questo punto del discorso che si imporrebbe – beninteso, per entrambe le parti – il passaggio dalla tifoseria al ragionamento. Certo che il vaccino potrebbe salvare un certo numero di vite umane, ma quante altre potrebbe metterne a rischio a causa di una sperimentazione del tutto insufficiente? Vale davvero la pena adottare una “soluzione” forse peggiore del male?».

Da allora sono passati due mesi e mezzo, ma l’atteggiamento religioso, addirittura sacrale nei confronti del vaccino – peggio ancora, dei vaccini qualunque essi siano (unica eccezione quello russo!) – non è cambiato di una virgola. La tifoseria dei vaccinisti a prescindere si fa anzi sempre più rumorosa ogni giorno che passa. Siamo così arrivati ad una disonestà intellettuale vomitevole, tanto imbarazzante da essere ormai quasi incommentabile.

Due irrisolvibili contraddizioni chiariscono al meglio ciò di cui stiamo parlando.

La prima. Da un lato ci dicono che vaccinarsi è un dovere morale (lo ha detto perfino il Papa), il non plus ultra della solidarietà esprimibile in questi nostri e disgraziati tempi. Dall’altro ci ricordano invece che il vaccino non protegge comunque dal contagio, tant’è vero che il vaccinato dovrà continuare a mascherarsi e a “distanziarsi” al pari dei non vaccinati. Ma se è così, se il vaccinato continua ad essere un possibile veicolo dell’infezione al pari del non vaccinato (tra parentesi: ma che razza di vaccino è???), in cosa consisterebbe questa solidarietà? Qualcuno è in grado di spiegarcelo? Ovviamente no, ma se tu lo fai notare ecco che scatta subito la sentenza: negazionistaaa! E va bene: negazionista sì, ma delle fandonie che vorrebbero farci bere a tutti i costi.

Ma c’è una seconda contraddizione emersa alla grande negli ultimi giorni. Come noto, dopo numerose morti sospette, alcuni paesi europei hanno sospeso l’uso del vaccino di AstraZeneca, mentre altri (tra i quali l’Italia) hanno tolto dalla circolazione il lotto incriminato. Bene, questa azione precauzionale – peraltro fin troppo tardiva – ha senso solo come premessa ad un accertamento dell’eventuale legame tra quei decessi e la somministrazione del vaccino. Viceversa, sospensioni e ritiri sarebbero atti semplicemente insensati. Per cui delle due una: o le autorità politiche e sanitarie hanno agito in modo scriteriato (e allora lo si dica), oppure dobbiamo aspettare delle risultanze minimamente attendibili. Cosa avviene invece? Mentre queste risultanze ancora non ci sono, a pronunciarsi sono i politici, i giornalisti e gli osceni scienziatoni da palcoscenico che continuano a dirci da un anno la stessa cosa: che hanno ragione loro a prescindere, e – questo è il bello – ce l’hanno sia che dicano bianco sia che dicano nero.

Il giorno dopo allo scoppio del problema in Italia (ed in Europa) così sottotitolava il Sole 24 Ore: «Draghi e Von der Leyen: “Nessun legame con la trombosi”». Stessa musica dall’Ema e dagli infettivologi che conosciamo – Galli: “E’ una bufala” – mentre ieri l’impagabile Speranza assicurava che “AstraZeneca è sicuro”. E potremmo continuare, perché da lorsignori è tutto un coro di rassicurazioni, ma nessuno che ci spieghi allora il senso delle misure prese.

Fermiamoci qui che basta e avanza. La faccia tosta di questi signori è davvero insopportabile. Si potrebbe capire un ragionamento che dicesse: “d’accordo, vista l’insufficiente sperimentazione, questi vaccini hanno limiti di efficacia da verificarsi nel tempo, insieme a rischi che stiamo ancora valutando, ma essi vanno a nostro avviso accettati a confronto di quelli rappresentati dal virus”. Noi non saremmo comunque d’accordo, ma un discorso così sarebbe almeno formalmente onesto.

Questa onestà, anche solo formale, l’odierno potere non se la può permettere. I cittadini non devono essere messi nella condizione di ragionare. Essi, in quanto sudditi, devono solo obbedire. Da qui le menzogne a cascata del nuovo regime politico-mediatico-scientifico. Da qui l’inevitabile disonestà degli intellettuali che stanno coi frati e zappano l’orto.

Sono stato troppo tranchant? Temo di esserlo stato troppo poco.




COVID: LA SMENTITA INDIANA di Leonardo Mazzei

Se ne dicono tante in questi mesi di caos vaccinale. Una che va per la maggiore riguarda il presunto “successo di Israele”, grazie al record di inoculazioni targato Pfizer-BioNTech. Quale sia il reale significato di questo primato è già stato oggetto di un precedente articolo. Qui ci limitiamo ad un breve aggiornamento.

Ad oggi, con una percentuale di vaccinati del 56%, Israele continua ad avere una media di 3.519 casi al giorno. Rapportando i casi alla popolazione, è come se l’Italia ne avesse ora 24.375, mentre – ma con una vaccinazione 11 volte più bassa – ne ha in realtà 20.316. Aggiungiamo a questo che il calo dei casi in Israele, rispetto al picco del 16 gennaio, non solo è in linea con quello di altri paesi, ma è addirittura più lento e contraddittorio di quello che lo stato sionista aveva registrato dopo il precedente massimo del settembre 2019, quando dei vaccini non c’era neppure l’ombra. Mi pare che ciò basti ed avanzi per nutrire almeno qualche dubbio su un “successo” che i media vorrebbero indiscusso e soprattutto indiscutibile.

Ma perché parlare di Israele in un articolo dedicato all’India? La ragione è semplice. I cultori con l’elmetto della strategia vaccinale ci spiegano che non ci sono altre soluzioni per chiudere la partita con il virus. La loro narrazione è monocorde, a dispetto delle infinite contraddizioni che pure sono in qualche modo costretti a riconoscere: dalla reale efficacia dei vaccini, all’effetto delle varianti; dall’incertezza sulla capacità di fermare il contagio, al limitato periodo temporale della “copertura” vaccinale.

Per opposti ma convergenti motivi – in Israele l’epidemia non si placa nonostante il vaccino, in India l’emergenza è sostanzialmente finita senza alcun bisogno di ricorrervi – questi due paesi concorrono entrambi a smentire il racconto ufficiale. Ecco perché è bene occuparsene.

Il caso indiano

Veniamo allora all’India. Sia chiaro: come respingiamo il modello israeliano, qui non suggeriamo affatto di adottare quello indiano. Ma se proporlo sarebbe assurdo, ragionarci su può essere invece istruttivo. In realtà il caso indiano non è il frutto di un modello, bensì la risultante delle peculiari condizioni di quel paese: dalle pessime condizioni igieniche, all’esistenza di grandi ed affollate metropoli, fino alla bassa età media della popolazione. L’insieme di queste condizioni ha reso praticamente inutili le misure di contenimento adottate dal governo. Tutto ciò ha forse prodotto una strage? No, è avvenuto l’esatto contrario. E questa smentita indiana agita assai gli stessi media mainstream impegnati a sostenere la narrazione dominante.

Lo scorso 29 gennaio ha iniziato ad occuparsene il Financial Times, ripreso in Italia da Il Fatto Quotidiano del 2 febbraio. Ci sono tornati poi sopra il Riformista del 16 febbraio ed il Corriere della Sera del 26. Tutti in qualche modo stupiti dai dati indiani e dal loro evidente significato.

Ma quali sono questi dati? Questa la sintesi del Fatto:

«Un calo progressivo e sistematico di morti e contagi da inizio anno, così come di ricoveri in terapia intensiva. Il trend della pandemia in India – paese da 1,3 miliardi di abitanti secondo solo agli Stati Uniti per numero di casi, a oggi più di 10,8 milioni – suggerisce che alcune aree del Paese stiano andando verso l’immunità di gregge».

Altrettanto netto il Riformista:

«Quando in Italia iniziava a propagare la pandemia c’era un paese che era stato dato per “spacciato” con 100mila contagi al giorno di Covid. Parliamo dell’India, uno dei paesi più popolosi al mondo e dove si sa, le condizioni igienico sanitarie non sono mai state delle migliori. Eppure quel paese dall’altra parte del mondo, senza far nulla, sta uscendo dall’emergenza».

Da notare il “senza far nulla”: criminali questi indiani, come si permettono?

Con un pezzo dal titolo assai problematico – India, il rebus della curva: poca prevenzione ma i contagi restano bassi – un richiamo al rigore viene dal solerte Corriere:

«Il numero di casi è crollato, come quello dei morti, senza bisogno di una vaccinazione di massa (orrore, orrore, triplo orrore!), ciò ha un po’ rilassato, e da qualche giorno c’è un piccolo gradino verso l’alto». Speriamo salga ancora, sembra dire il giornalone di Milano…

Ad ogni modo, lo stupore un po’ indispettito dei nostri inviati al fronte (ogni riferimento a Burioni è tutt’altro che casuale) non riesce a nascondere i fatti. In particolare, quello che proprio non si può celare è che il calo dei casi è strettamente correlato all’immunità naturale, con relativo sviluppo degli anticorpi, raggiunta da buona parte della popolazione indiana, evidentemente già venuta a contatto (e senza troppi danni!) col virus.

A tal proposito gli articoli citati riportano dati davvero eclatanti e coincidenti tra loro. Scrive ad esempio il Fatto:

«A dare un’indicazione importante sull’ipotesi dell’immunità di gregge sono i test sierologici effettuati a Delhi, Mumbai e Pune, città da milioni di abitanti, da cui è emerso che “più della metà dei residenti è già stata esposta al virus”. Addirittura, aggiunge Ft, nello stato del Karnataka che ha oltre 60 milioni di abitanti, ad agosto 2020 i contagi erano stati in tutto 31 milioni: colpita dal virus il 44% della popolazione rurale e il 54% di quella urbana».

A conferma del significato del caso indiano ci sono poi i dati che vengono dal Kerala. Scrive sempre il Fatto:

«Paradossalmente, chi sta osservando una maggiore insorgenza di casi è lo stato del Kerala, ovvero quello che inizialmente si era più attivato per il controllo del virus».

Dunque, per quanto non voluto, il fatto che il virus abbia circolato alla grande, migliora di molto le prospettive dell’India sulla fine dell’epidemia. Ora qualcuno potrebbe pensare che questa circolazione abbia però prodotto un massacro. Abbiamo già detto che non è così, ma vediamolo con le cifre di worldometers.

In India, il tasso ufficiale di mortalità (morti Covid per milione di abitanti) è 14 volte più basso che in Italia (114 contro 1.657) e 16 volte più basso (114 contro 1.828) rispetto ai vecchi colonialisti inglesi. Morti ce ne sono stati, ma assai meno che nei paesi dove si è chiuso praticamente tutto. Eh, l’efficacia dei lockdown…

Conclusioni 

Come abbiamo già scritto, le differenze tra l’India e l’Europa sono abissali. Non tenerne conto sarebbe perciò un grossolano errore. Ma un errore ancora più grave sarebbe quello di non vedere cosa ci insegna l’India, la sua prospettiva di un’uscita più rapida dall’epidemia, unita ad un tasso di mortalità enormemente più basso.

Almeno tre le considerazioni che si impongono.

In primo luogo, è ragionevole pensare che ciò che vale per l’India valga probabilmente anche per il grosso del Terzo Mondo. Ed il modesto sviluppo del Covid in Africa sembra confermarcelo. Bill Gates si dia dunque una calmata, che il continente nero può fare volentieri a meno dei suoi vaccini.

In secondo luogo, lo straordinario risultato dell’India è dovuto almeno in parte ad un’età media molto bassa, dove gli over 65 sono solo il 6% della popolazione e gli under 25 arrivano invece al 50%. Bene, ma se è qui la ragione della bassa mortalità, questa banale osservazione ci fa capire quale sia veramente la fascia di popolazione da proteggere. Questa considerazione dovrebbe valere anche da noi, suggerendo misure mirate, opposte al confinamento generalizzato fin qui perseguito.

In terzo luogo, e questo è il punto più importante, l’India ci conferma in maniera plateale come il ricorso ai lockdown variamente declinati sia non solo inutile, ma probabilmente dannoso. Un modo per non venirne più fuori. Ma forse è proprio questo che si vuole…




IL GRANDE RESET IN PILLOLE (2): COS’È IL COVAX

Proseguiamo, d’ora in avanti in collaborazione con FRONTIERE, laboratorio per la demondializzazione, la serie di pillole [QUI la prima sul 5G] sul prometeico progetto di ristrutturazione del sistema capitalistico globale denominato Grande Reset. Un disegno distopico che proveremo a scomporre nelle sue parti fondamentali riportando quel che immaginano e dicono i suoi stessi architetti. Alla base di questo resettaggio sistemico c’è la fede cieca in una scienza diventata scientismo, ovvero nuova religione. La scientocrazia è servita. FRONTIERE ne ha parlato con Enzo Pennetta e Pier Paolo Dal Monte. Come ogni fede religiosa ha una dimensione soteriologica, deve promettere la salvezza. Così ci spieghiamo l’incalzante campagna di vaccinazione di massa, portata avanti ad ogni latitudine, con tanto di minaccia di nuovi passaporti sanitari.

*  *  *

«Cos’è COVAX, l’ambizioso piano globale per un vaccino contro il coronavirus?*

  • COVAX mira a garantire a tutti i paesi l’accesso a un vaccino sicuro ed efficace.
  • I paesi più ricchi hanno accesso ad una gamma di potenziali vaccini, evitando il rischio di doversi affidare ad uno solo.
  • I paesi a basso reddito ottengono un sostegno finanziario e parità di accesso ad un vaccino, una volta disponibile.
  • L’OMS stima che un vaccino sicuro ed efficace sarà disponibile dal prossimo anno.

L’unica vera speranza di porre fine alla pandemia di COVID-19 è mediante un vaccinoMa in un momento di crescente nazionalismo e di sfilacciamento della cooperazione globale, come possiamo garantire che i paesi ricchi non accumulino le dosi, lasciando i paesi poveri allo scoperto?

C’è un piano per garantire al mondo intero un accesso equo a un potenziale vaccino: COVAX. È coordinato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in collaborazione con GAVI, Vaccine Alliance; CEPI, il Centro Innovazioni per la risposta rapida alle Epidemie, ed altri. Finora si sono iscritti 156  paesi, che rappresentano quasi i due terzi della popolazione mondiale.

Nell’ambito di COVAX, i paesi avranno “accesso al più grande portfolio al mondo di possibili vaccini”, secondo quanto affermato dal dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS.

COVAX mira ad acquistare e fornire dosi di un vaccino sicuro, efficace e approvato per un’equa distribuzione in tutto il mondo. Circa 64 paesi ad alto reddito hanno già aderito al programma, di cui 29 da “Team Europe” nell’ambito di un accordo con la Commissione europea, mentre 92 economie a basso e medio reddito saranno sovvenzionabili.

“Mettendo in comune risorse finanziarie e scientifiche, I paesi partecipanti saranno in grado di assicurarsi contro il fallimento di un singolo vaccino e garantirsi, in modo mirato, vaccini efficaci, dal punto di vista del rapporto costi-effetti,” come ha spiegato l’OMS in un comunicato stampa.

Il Regno Unito ha firmato per COVAX, anche se un vaccino, in fase di sviluppo da parte dell’Università di Oxford e di AstraZeneca, è, attualmente, tra i candidati negli studi clinici di fase 3, l’ultimo ostacolo prima della potenziale approvazione.

L’obiettivo iniziale di COVAX è quello di avere 2 miliardi di dosi disponibili entro la fine del 2021, che, secondo GAVI, dovrebbero essere sufficienti a proteggere le persone ad alto rischio e maggiormente vulnerabili, nonché gli operatori sanitari in prima linea.

Il programma COVAX era all’ordine del giorno della prima giornata del vertice sull’impatto dello sviluppo sostenibile del Forum economico mondiale. Parlando in una  sessione virtuale sul COVID-19Anita Zaidi, Direttore sviluppo vaccini alla Bill & Melinda Gates Foundation, ha detto di essere d’accordo con la stima dell’OMS secondo cui un vaccino sarebbe pronto per essere ampiamente implementato entro la metà del prossimo anno.

Zaidi ha affermato che è necessario un approccio globale, come quello di COVAX, per contrastare il rischio di “nazionalismo vaccinale” – quando i paesi si precipitano a garantire una scorta per i propri cittadini – e garantirne l’accesso ai paesi più poveri.

Il ministro della Sanità nigeriano, Osagie Ehanire, ha detto che il suo paese ha fortemente sostenuto l’iniziativa, sottolineando la natura globale della pandemia e la necessità di solidarietà.

“E ‘un problema dell’umanità, e dovrebbe essere una soluzione dell’umanità,” ha dichiarato.

In conformità all’Organizzazione Mondiale della SanitàCOVAX è finanziato da governiproduttori di vaccinialtre organizzazioni e singoli, con $ 1,4 miliardi impegnati finora e maggiori fondi, necessari, da reperire urgentemente. Lo schema è solo uno dei pilastri dell’iniziativa Act (Access to COVID-19 Tools), che è stato lanciato in aprile dall’OMS, dalla Commissione europea e dalla Francia in risposta alla pandemia».

* Fonte: World Economic Forum




IL VACCINO-TRUFFA di Sandokan

La Repubblica di oggi (26 gennaio) titola: «La clausola segreta nel contratto Pifizer: “In caso di reazioni avverse al vaccino a risarcire sarà lo Stato”».

E’ come se la multinazionale americana confermasse le accuse che scienziati e medici  dissidenti hanno sollevato riguardo ai possibili effetti collaterali del vaccino messo in circolazione in fretta e furia. Pur di mandare avanti ad ogni costo la vaccinazione di massa l’Unione europea ha accettato di esonerare la Pfizer da ogni responsabilità penale e civile. Si era mai visto? No, non si era mai visto.

Ma non finisce qui….

– Se mi vaccino posso togliermi la mascherina ??

– No.

– Potranno riaprire i ristoranti, bar, pub e tutti lavorare normalmente ??

– No.

– Vaccinandomi divento resistente al Covid ??

– Forse, ma non lo sappiamo di sicuro.

– Almeno non contagio più gli altri ??

– No, potresti ancora contagiare gli altri. Nessuno lo sa.

– Se vacciniamo tutti i bambini, le scuole torneranno alla normalità ??

– No.

– Se mi vaccino, posso smettere di fare distanziamento sociale ??

– No.

– Se mi vaccino, posso smettere di disinfettarmi le mani ??

– No.

– Se io e mio nonno ci vacciniamo, possiamo abbracciarci ??

– No.

– Dopo le vaccinazioni potranno riaprire i teatri, i cinema e gli stadi ??

– No.

– I vaccinati potranno riunirsi per feste o eventi ??

– No.

– Qual è il reale beneficio del vaccino ??

– Il virus non ti ucciderà.

– Sei sicuro non mi ucciderà ??

– No.

– Se il virus statisticamente può uccidermi lo stesso.. cosa mi vaccino a fare ??

– Per proteggere gli altri.

– Quindi se mi vaccino, gli altri sono 100% certi che non li infetto ??

– No.

Ricapitolando: Il vaccino Covid…

– Non dà immunità

– Non elimina il virus

– Non previene la morte

– Puoi beccare il Covid lo stesso

– Puoi trasmetterlo lo stesso

– Non preclude la necessità di divieti sui viaggi

– Non preclude la necessità di chiusure di esercizi commerciali

– Non preclude la necessità di isolamento




COVID-19: DUE NESSI, DUE MISURE di Leopoldo Salmaso*

Se sei Covid+ e muori di infarto, la diagnosi di morte è Covid-19.
Se ti vaccinano contro Covid-19 e muori di infarto, la diagnosi di morte è Infarto.

Quanto sopra potrebbe sembrare una battuta di spirito, ma non lo è. E’ quello che sta succedendo in Italia e ovunque il costume sia sempre più riplasmato dai media occidentali e dai loro ripetitori. Eppure ciò è in aperta contraddizione con la Logica che, da Aristotele in poi, dovrebbe guidare il corretto ragionamento.

Nella pratica clinica, autopsie comprese, non si può mai affermare una diagnosi con sicurezza assoluta (probabilità = 1) né escluderla (probabilità = 0). Si possono solo formulare ipotesi diagnostiche più o meno plausibili. Cercherò di chiarire questo fatto con un esempio estremo, diciamo pure “scandaloso” per il buon senso comune: una persona uccisa con dozzine di proiettili potrebbe aver avuto un arresto cardiaco per lo spavento al vedere che il killer stava per ucciderla: nessuna autopsia potrà mai escludere tale ipotesi, per quanto remota essa sia. La causa di morte sarà “ferite di arma da fuoco” con probabilità 0,999…9 e “arresto cardiaco” con probabilità 0,000…1).

Passando a gruppi di persone (cioè in epidemiologia), una correlazione statisticamente significativa non implica un nesso causale. Cioè: il rapporto causa-effetto è possibile ma non è né dimostrato né (tantomeno) escluso. Vediamo come esempio le due situazioni che seguono:
1) Casi di morte associata a positività dei test per SARS-CoV-2: il nesso causale (cioè: il virus ha ucciso la persona) è possibile ma non è né dimostrato né escluso.
2) Casi di morte associata a vaccinazione anti SARS-CoV-2: il nesso causale (cioè: il vaccino ha ucciso la persona) è possibile ma non è né dimostrato né escluso.

Fin qui l’inoppugnabile teoria. E la pratica?

I casi del primo tipo (morte associata a test positivo) vengono regolarmente analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità. Al 16 dicembre 2020 sono state esaminate 5.962 cartelle cliniche, da cui risulta che in media c’erano 3,6 altre gravi patologie pre-esistenti e che solo nel 3,1% dei decessi non vi erano altre patologie [1]. Si tratta di un campione estremamente rappresentativo di tutti i 63.573 casi registrati dall’inizio della cosiddetta “pandemia” [2]. Su quei dati si è sviluppata la polemica “morti CON / morti PER” Covid-19, ma pochi hanno evidenziato il nocciolo del problema così chiaramente come il governatore del Veneto Luca Zaia. In una conferenza stampa del 27 agosto, Zaia  dice che, data una positività del test, da quel momento in poi la diagnosi di morte è sempre e comunque “Covid-19”. Egli commenta due volte: “è un assurdo ma oggi si ragiona così” e “purtroppo è sbagliato però è così”.

Ma allora i medici sono impazziti? No, dal 20 aprile 2020 è “impazzita” l’OMS che ha cambiato i criteri [3], con grande soddisfazione del suo azionista di maggioranza, nonché piazzista di vaccini con enormi profitti, Bill Gates.

Conclusione: nei casi del primo tipo il nesso causale viene sempre affermato, anche se ciò comporta un errore di logica.

I casi del secondo tipo (morte associata a vaccino) vengono indagati mediante esame autoptico. Il caso più clamoroso riguarda 29 morti in Norvegia [4], ma vi sono casi in tutto il mondo [5], Italia compresa.

In tutti quei casi finora è emersa qualche grave patologia associata (tranne il riferimento 14, sotto), la quale viene sistematicamente registrata come causa di morte. Anzi, le dichiarazioni ufficiali si spingono all’assurdità logica di escludere un pur possibile nesso causale fra vaccino e morte [6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, … ].

Conclusione: nei casi del secondo tipo il nesso causale viene sempre escluso, anche se ciò comporta un errore logico di segno opposto a quello commesso nei casi del primo tipo.

Insomma, si potrà anche contestare tutto ma non l’evidenza che i mass media, i politici e i vertici della sanità stanno applicando il trucco dei due pesi, due misure. Anzi, due nessi, due misure!

Per risolvere la contraddizione logica di tutto quanto sopra restano solo tre ipotesi:
A) L’informazione è dominata da una élite di personaggi SI-VAX-A-PRESCINDERE, con uno stuolo di ripetitori acritici fra le autorità politiche e sanitarie (15);
B) L’informazione è dominata da una élite di personaggi SI-COVID-A-PRESCINDERE, con uno stuolo di ripetitori acritici fra le autorità politiche e sanitarie;
C) Entrambe le precedenti.

In questo contesto di schiavitù globale non ci indigniamo nemmeno per il fatto che l‘Italia sta al 41mo posto nella classifica mondiale per indipendenza dell’informazione, dopo Botswana, Burkina Faso e Repubblica Ceca [16].

Un noto proverbio recita: “chi paga la banda sceglie le musiche”. E chi è che paga la banda di giornalisti e politicanti (inclusi molti politicanti della Sanità) a livello locale, nazionale e globale?

* Leopoldo Salmaso, medico, Autore di “AIDS: Sindrome da Indifferenza Acquisita?” e di “Il golpe latino: l’Europa salvata dalla crisi per errore” disponibile anche in Inglese e Spagnolo su Lulu.com.Conduttore del programma radiofonico “Debito e democrazia” su Radio Gamma 5.
Co-editore del manifesto “Moneta Bene Comune”, disponibile in varie lingue su www.monetabenecomune.it

* Fonte: Comedonchisciotte

NOTE

1) Epicentro ISS, revisione cartelle cliniche al 16/12/2020
2) L’OMS non ha mai dichiarato ufficialmente lo stato di pandemia per CoViD-19. Tutto quello che abbiamo è una conferenza stampa in cui il DG Ghebreyesus dice: “Abbiamo valutato che CoViD-19 può essere caratterizzata come una pandemia”. Nessun documento scritto, protocollato, da parte degli organi competenti in base allo statuto dell’OMS: Assemblea Generale (art. 21a) o Consiglio Direttivo (art. 28i). 
3) OMS cambia i criteri di diagnosi di morte
4) La Stampa: “coincidenza temporale, nessun allarme
5) La California sospende il vaccino Moderna: troppe reazioni gravi
6) Covid: infermiera morta dopo vaccino, autopsia ESCLUDE legame
7) Medico di Mantova morto per attacco cardiaco, il giorno prima si era vaccinato: “NESSUNA CORRELAZIONE, patologie preesistenti”
8) Covid: Svizzera, 91/enne morto dopo vaccino, NESSUN NESSO.
9) Germania: morte 10 persone poco dopo la vaccinazione contro il coronavirus,. Gli specialisti PARTONO DAL PRESUPPOSTO CHE IL DECESSO NON SIA LEGATO AL VACCINO.
10) Repubblica.it: “(autopsia) dovuta, MA SI TRATTAVA DI PERSONE IN CONDIZIONI GIA’ MOLTO GRAVI”.
12) Mantova: “EVENTO IMPROVVISO LEGATO A CONDIZIONI PREESISTENTI”
13) Genova, anziana in Rsa muore per emorragia cerebrale dopo vaccino Covid. La Regione: “AL MOMENTO NESSUN NESSO”.
14) Infermiera muore nel sonno “CAUSE NATURALI” (ma viene CENSURATA l’informazione che era stata vaccinata)
15) Sì-vax-a- prescindere: perdona loro perché non sanno quello che fanno!
16) Italia 41ma per libertà di stampa




IL TERRORE VACCINALE di Umberto Bianchi

Riceviamo e pubblichiamo

In una Roma desolata ed impaurita, sotto una pioggerellina triste e battente, si è inaugurato l’anno nuovo. Sotto lo sguardo occhiuto di forze dell’ordine sempre più schierate a far non si sa che, tra il continuo e sgradevole battere delle eliche di elicotteri, intenti a sorvolare le nostre città, tutte le radio e le tivvù embedded, sono intente a trasmettere e ritrasmettere come in un ossessivo mantra le cifre dell’evento pandemico.

Quando, lì per lì, sembra passare un filo di speranza, con il calo di qualche percentuale di malati, ecco che subito ti arriva un piccolo, ma ben calcolato, getto di doccia fredda. “Sì le cifre sono effettivamente calate, ma era a causa dei minori dati del fine settimana”, “In verità è nuovamente aumentato l’indice di contagiosità” e via discorrendo. Con le loro faccette serie e corrusche, i vari sapienti da strapazzo, avvisano, ammoniscono ma, specialmente inoculano, non il vaccino della speranza, ma quello di un silenzioso e strisciante terrore, che tutto paralizza e rende inane e fatuo.

Nulla si muove, tutto tace, i dati economici nazionali, sempre più al ribasso, ci ricordano la discesa verso un declino che, con l’andar del tempo, rischia di divenire irreversibile. Si parla di decine di migliaia di imprese destinate alla chiusura e di altrettante decine di migliaia di lavoratori, che perderanno il posto. Ma Loro, con la faccia di bronzo di chi sa di avere (per ora…) le spalle ben coperte, ti rispondono che tutto questo, è per la “salute pubblica”, per il “bene collettivo”. Un risposta che ha il sapore di una sinistra e ben orchestrata beffa.

Qui nessuno nega l’esistenza di un virus, esiziale e pericoloso, al pari delle tante patologie che, da sempre affliggono il genere umano ed il cui unico, tragico, vezzo, sta nell’essersi presentato, in uno dei peggiori momenti di crisi economica e politica mondiale.  In tutta questa tragica vicenda, dovrebbe oramai esser chiaro, agli occhi di tutti, che molto più si sarebbe potuto fare, ma così non è stato. Di fronte allo spettacolo di un paese-continente, di un miliardo e passa di anime travolto da un evento epidemico di queste proporzioni e considerato che, di questo miliardo, un imprecisato numero di individui gira per il mondo, come turista o residente estero, andava da sé che il rischio di una ondata epidemica di ampie proporzioni, era sotto gli occhi di chiunque avesse un minimo di buon senso e che, pertanto, si dovesse provvedere con sollecitudine, a filtrare e chiudere le frontiere con la Cina.

Con lo stesso buon senso, l’arrivo di un evento epidemico sul suolo nazionale, avrebbe dovuto essere accompagnato da una immediata mobilitazione sanitaria, volta a far ottenere gratuitamente o quasi, tutto quello che è il materiale di protezione sanitaria, ai cittadini tutti. Dalle famose mascherine, guanti, visiere, ma anche quei tamponi per effettuare una rapido e massiccio monitoraggio sanitario della popolazione, avrebbero dovuti essere messi alla portata di tutti in breve tempo. Le stesse strutture sanitarie, avrebbero dovute esser tempestivamente integrate, con le famose tenso-strutture, in grado di alleggerire il sovraccarico ed il riempimento di posti nelle strutture sanitarie pubbliche. Stesso discorso avrebbe dovuto valere, per gli spazi chiusi pubblici, dai locali commerciali, agli uffici, sino alle scuole. Anche qui, primaria avrebbe dovuto essere, l’installazione di impianti di sanificazione dell’aria, sulla falsariga di quanto già esiste sugli aeromobili delle varie compagnie.

Ora, tutta questa serie di provvedimenti illustrati in brevi linee ed a cui si potrebbero aggiungere altrettanti ed ulteriori addentellati, non avrebbero certo evitato morti e ricoveri, ne avrebbero sicuramente ridotto, in modo molto sensibile il numero, permettendo, tra l’altro, ai paesi interessati di non subire inutili e quanto mai, dannose quarantene, queste sì, tutte a detrimento dell’economia, del benessere e del generale stato di salute della popolazione tutta. Invece, stranamente, l’Europa ed il mondo occidentale intero, hanno mantenuto un ambiguo atteggiamento di “laissez faire”.

Certo, utilizzare le risorse pubbliche in modo coordinato ed intelligente, non rientrava nei dettami del neoliberismo, che hanno così bene ispirato le politiche dei paesi occidentali degli ultimi trenta-quaranta anni. Il demandare progressivamente a forme assicurative, un numero sempre maggiore di competenze sanitarie pubbliche, la chiusura  di interi poli sanitari ( in ispecial modo in Italia…sic!), hanno fatto il resto, lasciando le popolazioni d’Europa (e degli Usa…sic!) alla mercè di un’ondata epidemica che, differentemente, avrebbe potuto essere gestita con costi molto minori.

Un velo di pessimismo e di terrore indiscriminato, supportato ed alimentato dai media embedded, sembra aver avvolto lo stato d’animo delle popolazioni europee tutte. A farla da padrone ora, il continuo martellamento con le cifre sui contagiati e sui decessi che, se viste in una generale e più ampia ottica sanitaria, in Italia ammontano ad uno 0,0006 per cento o giù di lì, della intera popolazione,cosa che non accade invece con altre patologie, quali quelle legate all’apparato cardiocircolatorio ed al comparto oncologico che, a ben altre medie arrivano. Contagi e decessi, vengono spregiudicatamente adoperati al fine di intimidire le popolazioni e far loro accettare l’idea della supina accettazione di vaccini di cui, ad oggi, non si conoscono ancora bene, né le controindicazioni, né i reali effetti di copertura; con il rischio, quindi, di dover ripetere all’infinito lo stesso trattamento più e più volte.

Ma, il motivo che sta alla base di tanto martellamento mediatico, va ricercato nel tentativo di prorogare “sine die”, un illegale stato di privazione delle principali libertà individuali. Da notare che l’ultimo Dpcm sarebbe stato emesso, a detta di Lor Signori, al fine di rendere più libere e fruibili le festività natalizie e di fine d’anno. Intento che, invece, è stato puntualmente disatteso, in favore di ancor più restrittive ed odiose misure restrittive. La scusa è sempre la solita: quei dati che descrivono un significativo aumento di contagi sul territorio ma, a quanto sembra, non sono confortati da nessuna seria verifica a riguardo.

Una tra tutte: la quanto mai sospetta e repentina sparizione del dato riguardante i contagi dovuti all’influenza stagionale che, generalmente, fa capolino proprio con l’irrompere della stagione fredda e che, quest’anno, sembra mancare del tutto dallo scenario nazionale. Una subdola forma di ricatto psicologico sta spingendo il nostro paese e l’Europa tutta, verso una forma di neo paternalistica dittatura. Nel nostro paese, in particolare, assistiamo allo spettacolo di un premier (non eletto) che governa e proroga, di volta in volta, uno stato di emergenza ed altri consimili provvedimenti, per via di decretazione d’urgenza, senza passare per il parlamento.

Tutto ciò, in un paese che, rispetto ad altre realtà statuali, si è sempre fatto scudo della Carta Costituzionale del ’48, al fine di condannare, ostracizzare, mettere a tacere, qualunque forma di istanza non conforme ai “desiderata” della maggioranza. Ora, quello che si sta verificando in Italia, è estremamente grave, lesivo delle libertà  dei cittadini e sta producendo delle pesanti ricadute sia sul piano economico, tramite il generale impoverimento della popolazione, che su quel medesimo settore sanitario che, oberato da una endemica disorganizzazione, ora non riesce a far fronte ad altre e più gravi patologie. Sempre più, a livello capillare, va facendosi strada il sospetto di una manipolazione dei dati statistici sulla pandemia e/o del  concorso di mani umane nel suo diffondersi,proprio in concomitanza con eventi quali le elezioni Usa, l’arrivo dei vaccini, le festività varie…

A questo punto, sarebbe ora di mobilitarsi senza indugio, senza attendere oltre. Una imponente raccolta firme, con richiesta di immediata revoca di inutili ed incostituzionali “coprifuoco”, sino ad uno sciopero generale e ad una generale serrata, potrebbero costituire un primo e decisivo segnale di democrazia diretta, un concreto avviso sfratto, per un governo che agisce senza l’autenticazione della volontà popolare.  Questo perché, non si possono strangolare un paese ed un popolo intero, con la scusa di una pandemia. È necessario che, una volta per tutte, edotti sulle coperture sanitarie atte a curare o prevenire le conseguenze del virus, i cittadini, in virtù di quanto chiaramente espresso dalla carta Costituzionale, tornino ad essere artefici del proprio destino, senza se e senza ma.




SONO UN “NEGAZIONISTA” E ME NE VANTO di Sandokan

Art. 661 del Codice penale: «Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è soggetto, se dal fatto piò derivare un turbamento dell’ordine pubblico, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5mila a euro 15mila»
Che chi sta sopra e comanda, per restarci, abbia bisogno del consenso o della remissività di chi sta sotto, è un dato assodato.
Delle ragioni per cui chi sta sotto acconsenta di starci malgrado questa posizione sia disagevole assai, se ne occupano quelle che vengono chiamate scienze sociali.
L’anno che ci lasciamo alle spalle, ne sono sicuro, sarà un giorno materia di studio anzitutto per la psicoanalisi.
Masse sterminate, in paesi dalle più diverse radici culturali, in nome della battaglia per proteggersi da un virus influenzale il cui tasso di mortalità si dimostra relativamente più aggressivo di quelli ordinari, hanno accettato supinamente di rinunciare ai fondamentali diritti civili e sociali di libertà.
Esse, pur senza capirci un cazzo, anzi, forse proprio per questo, hanno voluto credere al discorso degli “scienziati”, consegnando il proprio destino nelle loro mani.
Alcuni hanno così stabilito un’analogia tra scienza e teologia, ovvero la scienza come religione e gli scienziati come nuovo clero.
A me pare piuttosto che se proprio si debba stabilire un’analogia questa ci riporti piuttosto alla magia, a quella ancestrale forma di sapere esoterico e iniziatico che pretende di controllare le forze della natura con riti che sarebbero in grado di produrre, manipolare o evitare questo o quell’evento.
La scienza come magia quindi, e gli scienziati come gli stregoni e le fattucchiere di un tempo. Il vaccino spacciato come una specie di acqua benedetta , come pozione dalle miracolose facoltà.
Poi può succedere che chi ingurgita il taumaturgico intruglio non registri alcun beneficio o addirittura ci lasci le penne.
Ed ecco piombare la notizia riportata ieri dai media svizzeri. Un anziano muore subito dopo essere stato vaccinato (proprio quello di Pfizer/BioNtech) ma per l’associazione dei medici svizzeri non ci sarebbe alcun nesso causale tra l’avvenuta vaccinazione e il decesso. La vera causa della morte risiederebbe invece, affermano, nel fatto che questa persona “era affetta da patologie gravi”.
E’ vero? E’ falso? Ci fosse una scienza, questa ci dovrebbe, dopo accurata indagine ed eventuale necroscopia dare una risposta credibile. Invece Swissmedic, in quattro e quattr’otto, ha sentenziato che il vaccino non c’entra niente. Il malcapitato sarebbe morto” con vaccino non per il vaccino”. Sentenza quanto meno sospetta, non fosse che per l’evidente conflitto d’interessi, visto che Swissemedic è proprio l’autorità svizzera preposta al controllo degli agenti terapeutici (l’equivalente della Agenzia italiana del farmaco), ed è quindi l’ente che ha autorizzato l’uso dell’intruglio di Pfizer/BioNtech. Della serie: non si chiede all’oste com’è il vino….
Vero o falso che sia, salta agli occhi che agli “scienziati” è bellamente concesso di adottare due pesi e due misure. Il lettore saprà della querelle sulla reale causa di morte dei deceduti in quest’ultimo anno di pandemia. Morti per Covid o con Covid? Chi ha contestato non solo che sia in corso un’ecatombe, chi ha osato segnalare che la stragrande maggioranza dei decessi era molto probabilmente dovuta proprio al fatto che le vittime erano affette da gravi e pregresse patologie, è stato bollato come “negazionista”. I social network hanno così oscurato migliaia di pagine di chi ha osato porre in dubbio la narrazione ufficiale, stampa e Tv di regime hanno censurato virologi ed epidemiologi non allineati. Dulcis in fundo e in  barba al giuramento di Ipocrite l’Associazione italiana dei medici ha avviato istruttorie per espellere dall’albo decine di medici controcorrente.
Dopo questo che dire? Posto che il sostantivo“negazionista” qualifica chi non crede alla versione ufficiale, lo ammetto, lo sono me ne vanto. E sono anche certo che prima ancora che la psicoanalisi abbia modo di spiegarci come e perché il 2020 sia stato l’annus horribilis segnato da una smisurata “credulità popolare”, tutti coloro che scientemente ne hanno approfittato, verranno messi alla gogna.



NO AL PASSAPORTO VACCINALE di Giorgio Bianchi

Uno degli obiettivi a breve termine dell’operazione va delineandosi con sempre maggiore chiarezza.
Ci “rilasceranno” solo a patto che accetteremo il cosiddetto patentino vaccinale, ovvero un pezzo di carta (più probabile un chip in una card e non ho utilizzato il termine chip casualmente) che ci consentirà di godere di alcuni aspetti della vita collettiva in cambio dell’accettazione del concetto che i diritti di cittadinanza possano essere condizionati ad un racing.
Il principale errore che si sta commettendo in questa fase è quello di soffermarsi sulla sicurezza dei vaccini, che è un problema che certamente sussiste, ma che purtroppo risulta essere un falso bersaglio.
Dal loro punto di vista il vaccino è una questione del tutto marginale, redditizia vero, ma a questi livelli i soldi sono un aspetto del tutto secondario.
L’idea che mi sono fatto è che l’enorme mole di denaro che verrà devoluta ai produttori e al loro indotto in cambio dei vaccini, servirà più che altro per ricompensare un sistema (e i suoi uomini) per la collaborazione offerta alla causa e sarà a garanzia per i progetti futuri.
Ciò di cui sono assolutamente certo è che la questione C*** non si concluderà per mezzo di un prodotto sperimentale di dubbia efficacia. Siamo di fronte ad un fenomeno di natura principalmente mediatica, pertanto sempre per via mediatica sarà risolto. Basterà rovesciare il frame della narrazione e come per incanto passeremo dal clima di terrorismo generalizzato ad uno stato di euforia generale determinato dal miracolo del vaccino.
Ma il punto è un altro. Il vaccino è il mezzo non è lo scopo.
L’onda lunga iniziata qualche tempo fa con le prime apparizioni di Burioni da Fazio, non intendeva concludersi con un procedimento zootecnico; la mia opinione è che il vaccino sia l’ariete attraverso il quale si intende spalancare la finestra di Overton della condizionalità dei diritti di cittadinanza.
Una volta che il Parlamento avrà approvato il patentino vaccinale, i governi futuri potranno allargare progressivamente questo strumento ad altri ambiti fino ad arrivare alla cittadinanza a punti su modello cinese.
La mia idea è che il concetto sotteso al patentino vaccinale sarà la pietra angolare sulla quale si fonderà la società autoritaria del prossimo futuro.
* Fonte: https://www.facebook.com/1575860640/posts/10221971877997472/