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LE ELEZIONI E NOI Movimenti di Resistenza Costituzionale e Fronte del Dissenso

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Il 25 settembre sarà il giorno delle elezioni politiche. Saranno elezioni truccate e dall’esito scontato: truccate da un regime bipolare che si ripresenta con due poli intercambiabili che hanno governato insieme fino a luglio, truccate dal controllo totalitario dei media, dall’esito scontato a causa delle norme truffaldine della legge elettorale.

Le cose sarebbero andate diversamente se, come noi abbiamo chiesto fino all’ultimo, le forze dell’area del dissenso si fossero unite in un’unica lista. Nonostante fosse questa l’aspirazione della stragrande maggioranza delle persone che hanno lottato contro la nuova dittatura in questi ultimi due anni, i gruppi dirigenti di Italia sovrana e popolare, Italexit e Vita hanno scelto la strada della divisione. Una scelta disastrosa che condurrà ad un esito elettorale altrettanto rovinoso. La lista unica sarebbe stato il vero fatto nuovo di queste elezioni, primo ma indispensabile passo verso la costruzione di un nuovo polo, quello dell’opposizione e dell’alternativa al sistema dell’oppressione, dei sacrifici e della guerra.

Ora che tutto ciò è stato reso impossibile dalla miopia politica di dirigenze quantomeno inadeguate, bisogna guardare oltre. Oltre alla scadenza elettorale, per riprendere a costruire lotta, organizzazione ed una progettualità politica all’altezza dei tempi e della portata dello scontro in atto (dalla guerra all’emergenza sociale). Oltre alle divisioni e per una nuova unità, per impedire che il disastro annunciato del 25 settembre colpisca a morte quel che resta del movimento No green pass.

La scelta della divisione ha reso dunque impossibile un voto forte, convinto e soprattutto capace di incidere. Tuttavia, com’è normale che sia, molti si chiedono quale sia la miglior scelta da compiere il 25 settembre. Non ci sottraiamo perciò ad un’indicazione di massima sul voto.

Premesso che, fermo il nostro giudizio politico, portiamo un profondo rispetto per gli attivisti in buona fede impegnati nella campagna elettorale, è inutile nascondersi come la delusione prodotta dalla scelta divisionista stia spingendo tante persone dell’area del dissenso verso l’astensione. Consideriamo questa scelta pienamente legittima, resa tale proprio dalla totale irresponsabilità di chi ha prodotto il carnevale di liste presenti sulle schede elettorali.

L’astensione non è però l’unica possibilità. Molti rivendicano comprensibilmente la volontà di esercitare comunque, magari turandosi il naso, il proprio diritto di voto. A costoro consigliamo di votare, in base alle proprie preferenze sui programmi e sui candidati, una delle liste dell’area del dissenso.

L’importante è che – astensionismo o voto critico che sia – nessuno si faccia illusioni. Dalle urne del 25 settembre non ci verrà nessuna buona notizia. Il nostro compito è dunque quello di iniziare a lavorare già da ora per il dopo elezioni.

Proprio per questo promuoviamo la manifestazione del17 settembre a Bologna, dedicata alla figura di Enrico Mattei. Non pagare le bollette di Draghi, nazionalizzare ENI ed ENEL, fuori l’Italia dalla guerra e dalla Nato, via le sanzioni alla Russia, debellare la speculazione: saranno queste le parole d’ordine con le quali lanciare le battaglie dell’autunno. Queste le vere questioni per milioni di famiglie ed aziende.

L’Agenda Draghi sta portando il Paese al disastro. La nuova opposizione da lì dovrà ripartire. Noi ci siamo e da subito!

Movimenti di resistenza Costituzionale

Fronte del Dissenso

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4 pensieri su “LE ELEZIONI E NOI Movimenti di Resistenza Costituzionale e Fronte del Dissenso”

  1. Floriana Balducci dice:

    condivido in pieno. io voterò Italexit non perché mi convinca più di tanto, ma perché ritengo che sia l’unica lista in grado di superare il 3/100. almeno qualche voce in parlamento che non sia di lode alla Ue alla Nato e alle sanzioni suicide. e credo che chi non esprimerà un voto che vada almeno ad annullare la scheda.. sti esseri immondi del governo sono capacidi ogni broglio pensabile.

  2. alex dice:

    Non si può metter d’accordo chi vuole un dissenso efficace da chi invece ambisce ad avere un posto in parlamento per motivi di sistemazione economica e di visibilità politica fine a se stessa. Non è possibile non avere un minimo di senso critico per capire questa verità. Questa è stato il motivo principale della mancanza di unità. Purtroppo la verità è che per questi motivi, il fronte del dissenso generale (formato da più partiti) non ci sarà mai. Solo un solo partito o al massimo due (se ci saranno), potranno formare un serio dissenso. Ma il dissenso vero si forma oggi, secondo me solo per chi ha una seria visuale anticapitalistica, è questo il vero nocciolo del problema.

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