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MERDA SPAGNOLA

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Irene Montero e Pablo Iglesias, dirigenti di PODEMOS

[ 27 maggio 2018 ]

In Spagna è molto probabile che si torni alle urne. La causa è l’ennesimo scandalo che sta travolgendo il corrotto Partito Popolare di Mariano Rajoy. la condanna a morte del governo l’ha data proprio il leader del noeliberista Ciudadanos, Albert Rivera, ha spiegato che «la situazione è diventata molto grave… qualcosa deve per forza di cose cambiare». Traduzione: finiti governo e legislatura.

Ma c’è un’altro scandalo, anzi un presunto scandalo che scuote la Spagna, ma riguarda Podemos.

Di che si tratta? Il Segretario Pablo Iglesias e la portavoce e sua compagna Irene Montero (è in attesa di un parto gemellare) hanno sottoscritto un mutuo di 660mila euro (800 euro a testa la rata bancaria per trenta anni) per comprarsi una casetta a 40 chilometri da Madrid.

Apriti cielo!
La stampa ed i media di regime sono letteralmente saltati addosso ai due compagni: “incoerenti”, “opportunisti” “predicate bene  razzolate male”.
Una campagna di linciaggio morale e politico talmente virulenta che Podemos ha indetto un referendum interno via piattaforma digitale per decidere se Pablo e Irene debbono dimettersi.
Il voto si è concluso alle ore 14 di oggi, domenica 27 maggio. Domani sapremo il risultato. la consultazione coinvolgerà 487.772 iscritti alla piattaforma, tra i quali 158.452 considerati veri e propri “attivisti”. Iglesias ha affermato che considererà un successo se voteranno almeno 120mila persoone.
vedremo come andrà a finire. Speriamo bene. Sarebbe il colmo se Pablo fosse costretto a dimettersi a causa di una ben orchestrata campagna di sputtanamento da parte dei media.

Ha scritto Manolo Monereo:

«Pablo Iglesias e Irene Montero vinceranno il referendum. Il problema è sapere cosa dobbiamo fare da lunedì. In primo luogo, imparare. Quelli in alto non ci daranno mai una tregua e ci combatteranno sistematicamente. Più che mai, unità, integrazione e gestione collettiva. Secondo, ripristinare i vincoli interrotti con modestia, umiltà e la sincerità con i nostra e le nostre. In terzo luogo, politica, politica, politica; e alla grande. I prossimi mesi saranno molto duri, continueranno a mettere il dito nella ferita per evitare che cicatrizzi bene. Ma se qualcosa che Unidos Podemos ha dimostrato è che siamo in grado di crescere nelle avversità e che l’odio del nemico ci rende forti. Come ho detto, Unidos Podemos non è un fiore di un giorno ed è qui per restare».

Speriamo abbia ragione. 

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