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CHE FINE FARANNO ORA I GILET GIALLI?

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[ 17 marzo 2019 ]

L’immagine sopra è senza dubbio quella più significativa della battaglia di strada consumatasi ieri (XVIII Atto dei Gilet gialli) nel centro di Parigi. Il ristorante dei lusso Fourquet’s, simbolo per eccellenza della Francia dei ricchi e dei milionari — dove un pasto può costare fino a 400 euro —, dato alle fiamme.


Subito si sono levate le grida dei benpensanti, l’esecrazione dei borghesi. Li comprendo, si sentono spaventati da questo sussulto di odio e di vendetta sociale. Gli si staglia davanti quello spettro che speravano di avere per sempre allontanato, quello della lotta di classe.

Macron, banchiere arrogante e testardo, e con esso il potere,  invano hanno sperato che il movimento dei Gilet gialli si sarebbe spento per esaurimento, dopo l’elargizione di qualche briciola. Ora, mentre speravano di guidare e vincere la passeggiata verso fittizie elezioni europee si trovano davanti al dilemma: cedere o andare allo scontro frontale, ricorrendo alla militarizzazione sociale — la stessa che già subiscono i dannati delle banlieue. 

Possiamo immaginare che adesso, nel movimento dei GG, la discussione già aperta sulle “forme di lotta” e l’uso della forza, si farà più accesa e dirimente. Il potere ha immediatamente mobilitato le sue teste d’uovo per  sputtanare i ribelli, al fine di fargli terra bruciata attorno, di dividerli tra buoni e cattivi, e quindi di spegnere la rivolta sociale.

Attenzione, la discussione sulla “violenza” rischia di diventare un diversivo, funzionale a chi tenta di ridurre quanto accaduto ieri, da fenomeno sociale a gesto inconsulto di pochi provocatori.

Il cuore reale del problema, quello che i GG debbono affrontare di petto, è la loro mancanza di strategia politica, l’assenza di coordinamento e di direzione politica. La domanda vera è quella di sempre: come può un movimento di massa, sostanzialmente spontaneo, strutturarsi per vincere la sfida contro il potere e la classe dominante?

Non è solo Macron a trovarsi davanti ad un dilemma, dopo questo fragoroso Atto XVIII ci si trovano anche i GG. 

Noi, da qui, poco possiamo fare. E in questo poco non c’è di certo il voltare le spalle ai Gilet Gialli dando una mano al nostro comune nemico. 
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8 pensieri su “CHE FINE FARANNO ORA I GILET GIALLI?”

  1. Anonimo dice:

    Un altra domanda è: ma se la questione brexit dovesse prendere una brutta piega in GB potrebbero sorgere disordini come quelli del movimento francese dei GG e collegarsi, oltre che ai francesi, anche al fronte trasversale antiUE per ora sparpagliato nei vari partiti britannici?Ai prossimi mesi l'ardua sentenza.Giovanni

  2. Anonimo dice:

    devo essere sincero, credevo che anche voi cominciaste a blaterare sul punto essenziale, che puntualmente si ripresenta ad un certo punto nelle sollevazioni in società a capitalismo avanzato e democrazia matura….. LA VIOLENZA. Il conio per eccellenza della strategia di contenimento di ogni volontà reale di rivolta popolare. In una società moderna il Potere e la Borghesia tutta accettano tutto e dico tutto perchè democraticamente disponibili a contrattare, a ragionare a condividere a trovare soluzioni … ma non sono ammessi comportamente violenti ne materiali tantomeno verbali. E' per questo motrivo che il Vaffa di Grillo era rivoluzionario a tutto tondo per il valore che ricopriva in quella fase piatta dove il PD immanentemente dominava con la sua alta cultura delle Istituzioni del correct edintorni… li votai due volte pur sapendoli per quello che erano e che sono e rappresentano: una forza controrivoluzionaria borghese e diseducatrice delle masse oppresse. L'unico voto della mia vita. Ho 60 anni. Speso bene infatti l'obbiettivo politico che mi interessava è stato raggiunto grazie ai 5 stelle. LO SDOGANAMENTO DI MASSA DEL PD come effettiva forza antipopolare, il centro di potere e di subordinazione ai poteri forti non erano i vari berlusconi di turno ma gli ex COMMMMUNISTI, e sindacati vari. Cosa che tutta la sinistra parlamentare non è mai riuscita a raggiungere in 50 anni di lotte e controinformazione. Oggi questi architetti della politica borghese a scartamento ridotto, hanno già esaurito il loro compito storico, ma il periodo di sopravvivenza è dato dallo scandire della crisi generale del capitale che prima o poi tornerà a manifestarsi in quanto contraddizione irrisolvibile. Unica contraddizione che educa le masse alla sollevazione. Il resto è dialettica politica da salotto. anche se dai connotati rivoluzionari. Estremismo, economicismo, tatticismo, nanismo, ideologismo, radicalismo, ecologismo, femminismo .. non cè posto, per queste misere e già storicamente criticate e depennate declinazioni dai padri del socialismo. ok, volevo scrivere solo uno sfogo mi sto dilungando troppo come fossi al bar, chiudo con in Francia il meccanismo evolutivo è lo stesso e quello sarà per tutti i paesi avanzati in cui si innescheranno queste improvvise sollevazioni. Prima l'entusiasmo e la sorpresa, poi l'energia combattiva e subito dopo: quindi ora che si fà ? Le Elezioni? significa chiudere la partita appena aperta. La guerra? in realtà non ci sono realmente le condizioni oggettive fino a tal punto. ed allora? La sola strada è costruire quanto più posssibile partendo dai movimenti reali il partito Strategico della rivolta vera organizzata, ma senza forzature chiaramente. Però una forzatura è doverosamente POLITICA.Mai e poi mai decretare sottolineare e alludere anche lontanamente in pubblico che la VIOLENZA POLITICA va bandita e allontanata perchè non è cosa buona e giusta. La violenza politica è l'essenza della rivolta rivoluzionaria in una società borghese, è la politica stessa ed addirittura talvolta la sostituisce, in quanto sintesi. E quì chiudo davvero. Un saluto, scusate la lungaggine è più che altro uno sfogo di un quasi pensionato. (PS per me non siete rossobruni, anzi uno dei pochi siti che si possono legger cose interessanti, ma non è che dormo da piedi… stò sul chivalà. Stefano

  3. Anonimo dice:

    Il problema è il seguente: Ipotizziamo che nella migliore delle ipotesila protesta diventi rivoluzione e la rivoluzione giunga a compimento,rimane pur sempre una rivoluzione francese che interessa solo la Francia.E il resto del mondo ? come si può arrivare ad una sollevazione mondiale ? Perchè si può anche cambiare la nazione ma se tutti attornoa te rimangono capitalisti non duri tanto.Per questo ci vorrebbe un coordinamento per una sollevazione mondiale.Si diceva in un post più vecchio che le sollevazioni possono esseresolo spontanee e mai programmate e difatti nella storia è sempre stata così.Forse sarebbe il momento di cominciare a programmare la prima sollevazioneprogrammata della storia, senza fretta, anche in 10-20-50 anni, che tantoson millenni che cerchiamo di sbarazzarci dei padroni senza risultati.Bisognerebbe agire su più fronti: Da una parte sostenere movimenti o partitidiscontinui con l'ideologia liberista, dall'altra formare nuove generazionidi scrittori anticapitalisti e divulgare con tutta la fantasia disponibilel'opportunita di un nuovo modello di società, su un altro fronte ancorabisognerebbe appunto creare un coordinamento mondiale per una sollevazionemondiale e fissare la data futura di un evento shock che anche se non si verificasse metterebbe in apprensione le elite e soprattutto porterebbe"l'idea" nella testa di tutti gli sfruttati del pianeta.

  4. Leo Pistone dice:

    Cosa ci garantisce che il rogo del ristorantino per oligarchi non sia stato eseguito sotto falsa bandiera?Nulla di meglio per appiccicare ai gilet gialli l'etichetta di violenti a fini di esecrzione da parte dei benpensanti.

  5. Anonimo dice:

    Dal vostro commento mi fa piacere che al peggio (appoggio alle politiche securitarie di Lega e anche 5S) ci può essere una fine. Ha detto il bullo Salvini che chi tocca un poliziotto si farà anni di carcere … Tanto vale squartare una coniuge, sarà uguale.

  6. Rosso Nera dice:

    @leo ma ma bbbasta co sto complottismo. Il rogo del ristorante dei ricchi e è stato un momento di altissimo odio di classe in una sollevazione che ha dei caratteri certo contraddittori ma che è molto espressione della fortissima polarizzazione sociale europea. Non dimentichiamo che la Francia non è estranea a fenomeni simili: si pensi alla rivolta delle banlieue di inizio millennio. Ma possiamo andare ancora più in là: pensiamo alla fine dell'altro secolo, quando un Ravachol faceva saltare i palazzi dei ricchi o Henri metteva ordigni nei caffè della borghesia. Sono fenomeni secolari tipicamente francesi la cui comprensione, anche critica, non può avvenire attraverso riduzionismi

  7. Leo Pistone dice:

    @Rosso NeraGià il fatto di parlare di complottismo in pieno 2019 denota un abito mentale dai contorni evidenti, oltreché paradossali.Per il resto il commento trasuda la perdita irrecuperabile di contatto con la realtà tipica della "sinistra" sinistrata di oggi.Confondere le rivolte delle banlieue con i gilet gialli temo significhi non aver capito nulla di quel che accade in questi giorni."L'altissimo odio di classe", poi, non si può sentire. :DDifficile attribuirsi un ruolo più neoborghese e filocapitalista, oltretutto con tale sintesi.Dopo decenni della violenza anarcoide della lotta dell'alto verso il basso, divenuta da subito un vero e proprio pestaggio in cui non si fanno prigionieri, prendere le difese dei ceti dominanti è ormai un riflesso pavloviano che suggerisce non l'essere vittime di un sinistro ideologico epocale, ma proprio il provare un sommo piacere masochistico nel fare a testate con ogni spigolo di travertino in cui ci s'imbatta.Dimostrazione definitiva che qualsiasi rimasuglio, persino il più residuale, di quella che un tempo si sarebbe definita sinistra storica non ha più alcun motivo di esistere.Proprio perché nella lotta dell'alto verso il basso attuale la posizione che ha preso, sia pure dissimulandola ipocritamente con mille pretesti, non le lascia più scampo dal destino che essa stessa si è confezionata con pazienza e ostinazione nel corso dei decenni.Quello di scomparire, finalmente, una volta e per tutte.Quantomeno i ceti subalterni dovranno misurarsi solo con gli antagonisti palesi e non più con quelli occulti, che pretendono oltretutto di mettersi alla loro testa. Ma sempre a suon di insulti e tentativi di criminalizzazione.

  8. Anonimo dice:

    per Leo: scusa, ammesso che tu ci garantisca che quell'episodio sia una false flag, il fatto stesso di dargli importanza come false flag non aiuta il discorso del potere a convogliare la condanna e lo strepito emotivo sulla violenza della rivolta e sulla necessità della sua repressione? tutte le vioenze dle potere sono giustificabili, quelle della rivolta: grazie a questo assioma qualunque false flag andrà sicuramente a segno.Non so se mi sono spiegato.

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