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«LAZZARO, VIENI FUORI!» di Piemme

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[ 4 marzo 2019 ] 

Se c’è un sostantivo che meglio di tutti esprime la entusiastica lettura che i giornaloni di questa mattina danno delle primarie del Pd questo è “ritrovamento”. Il Pd avrebbe “ritrovato” il suo popolo.

La cosa è quantomeno dubbia, ma allora perché tanta l’esultanza da parte dell’élite eurista? Semplice: dopo tanti rovesci il vero “ritrovamento” è quello del proprio braccio politico in vista della cacciata dei barbari e della riconquista di Palazzo Chigi. Per cui, diversamente da Stefano Fassina, non abbiamo alcuna ragione per dire che si è trattato di “una bella domenica per la democrazia italiana”.

Lazzaro è risorto! Nessuno meglio di Ezio Mauro poteva esprimere la soddisfazione per l’avvenuto miracolo:

«Uscire di casa, molto semplicemente, per testimoniare un’atra idea dell’Italia. Lo hanno fatto in duecentocinquantamila a Milano, sabato, alla manifestazione contro il razzismo. E ieri, oltre un milione e mezzo di persone si sono messe in coda al gazebo delle piazze di tutt’Italia, nelle primarie che hanno scelto Zingaretti come nuovo segretario del Pd. Sono due movimenti non coincidenti, ma concentrici, perché mossi, entrambi, dalla stessa spinta: la coscienza della responsabilità democratica nei confronti del Paese, di chi vuole andare avanti, di chi chiede aiuto e anche di chi ha paura».

Ben detto: “Due movimenti, stessa spinta”.

Traduzione politica: dopo la fallimentare parentesi renziana, derubricata la “vocazione maggioritaria”, il notabilato piddino si ripropone come baricentro di un vasto e articolato blocco politico e sociale che va dalla grande borghesia finanziaria e industriale fino alle frattaglie della sinistra radicale (con l’estrema sinistra come truppa ausiliaria), passando ovviamente per i banchieri, i boiardi di stato di ogni rango, la gran parte dell’intellighentia. Il tutto con la benedizione della Sacra romana chiesa ed in nome dell’unico Dio, quello della globalizzazione cosmopolitica, e degli Stati uniti d’Europa nuova Terra promessa.

Sorretto da questo eterogeneo blocco sociale l’élite neoliberista riuscirà a riconquistare il fortilizio del governo? Per farcela essa deve sottoporre il Paese ad un nuovo improvviso shock, assestando un colpo contundente al governo giallo-verde, così da metterlo in ginocchio e farlo cadere. Che forma potrà assumere questo shock? Ci si ricordi, come ho affermato giorni addietro, a come venne defenestrato Berlusconi. 

Quello sarà presumibilmente lo schema: allarme sul debito pubblico crescente, impennata dello spread, crisi del sistema bancario, Unione europea all’attacco e Bce che minaccia di chiudere il rubinetto della liquidità. Gettato deliberatamente il Paese nel panico si leveranno immancabili le voci per un governo… “di salvezza nazionale”.

Elezioni anticipate? Ma non se ne parla nemmeno. L’élite non può correre questo rischio. Il Piano prevede che gettato il Paese nel caos, con la regia di Mattarella, il governo giallo-verde si spacchi e dal suo seno emergano, in un modo o nell’altro, sufficienti pattuglie di “responsabili” per affidare Palazzo Chigi al nuovo salvatore della Patria.

Viene a fagiolo che Mario Draghi, a novembre, avrà terminato il suo mandato. Gli si dovrà spianare la strada con colpi e imboscate al governo in carica ben assestati, affinché ci sia un governo nuovo che faccia la Legge di Bilancio 2020 in linea con i diktat di Bruxelles e dei “mercati”. I poteri forti troveranno facilmente qualcuno che rivolgerà un nuovo appello a FARE PRESTO.

Sono in molti (lasciamo stare gli imbecilli che ci accusano di essere “rosso bruni”) che ci attaccano per la nostra posizione di appoggio critico al governo M5s-Lega. Gli rivolgiamo una domanda semplice semplice: da che parte starete, ove Di Maio e Salvini non capitolassero come Berlusconi e Tsipras ma, al contrario, decidessero di resistere all’attacco delle euro-oligarchie e dei loro fiduciari italiani?

In quale campo sceglierete di stare? Quello “populista” o quello del nemico principale che rimane quello dell’oligarchia eurista?

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8 pensieri su “«LAZZARO, VIENI FUORI!» di Piemme”

  1. Filippo dice:

    Esatto, Piemme. Sono pienamente d’acco con te.Mi piacerebbe che Rosso Nera rispondesse alla tua domanda.“Dove stare se Di Maio e Salvini non capitolano come Berlusconi e Tsipras?”

  2. RobertoG dice:

    Oggettivamente i due campi li possiamo così descrivere:- quello che fa riferimento all'Ue a trazione franco tedesca che oggi si trova in frizione con gli Usa di Trump, ha bollori indipendentisti nei confronti del capobastone e strizza l'occhio ad est. E' un po' come il mostro di Frankestein che si è ribellando al suo creatore. Il suo braccio politico principale è costituito dal PD e da chi gli sta intorno ed ha l'appoggio critico di Berlusconi, il quale comunque tendenzialmente sta con chi meglio gli permettere di curare i propri affari- quello che fa riferimento agli Usa trumpiani che in questo momento sono molto irritati con la Ue e tendenzialmente la vogliono distruggere. Da questo campo è nato il governo gialloverde ed il suo braccio politico principale è la lega di Salvini con la supervisione esterna della Meloni erede del vecchio Msi, il partito storicamente più filoatlantico del nostro arco parlamentare. I cinquestelle rimangono un oggetto misterioso ed ancora indecifrabile e su di essi si possono solo fare ipotesi dietrologiche più che politiche.Naturalmente in nessuna di queste due aree di influenza c'è la minima traccia di reale autodeterminazione per il nostro paese, nè la possibilità di inaugurare una politica sociale ed economica realmente ispirata a valori popolari e socialisti.L'indipendenza vera si ottiene e si mantiene solo con la lotta e col sangue, non certo con qualche tornata elettorale e l'inferno che sta attraversando di questi tempi un paese come il Venezuela ne è la testimonianza più evidente.

  3. Eros Cococcetta dice:

    sono assolutamente d'accordo, solo con una "piccola" precisazione: vogliono far salire lo spread?attaccano sul debito pubblico? le banche vanno in crisi? l'economia va a rotoli? Molto bene, sono tutti ottimi motivi per INTRODURRE SUBITO LA MONETA SOVRANA. Lo spread supera i 300 punti? Benissimo,vuol dire che questo sistema finanziario è malato, come mi pare ovvio, e quindi la moneta sovrana la introduco domattina. Cioè queste minacce devono diventare un boomerang per i neoliberisti e i difensori delle élite (cioè i piddini) e un'occasione per introdurre subito la moneta sovrana, che in ogni caso va introdotta prima di uscire dall'euro – altrimenti restiamo senza moneta. Tutte queste ovvietà presuppongono una cosa: che il Governo tiri fuori gli attributi, ma purtroppo devo registrare che,invece, ha le polveri molto bagnate, nonostante la presenza di Borghi e Bagnai che rischiano di diventare degli specchietti per le allodole.

  4. Anonimo dice:

    Credo che Di Maio e Salvini abbiano gia' capitolato. Salvini ha come obbiettivo il presidenzialismo, d'altronde la lega e' fondamentalmente europeista, Di Maio incarna la secolarizzazione del liberalismo pannelliano. Noi come sinistra patriottica non e' che poi siamo messi tanto bene, divisi in microgruppi rissosi e gelosi della proprio diritto di primogenitura. Certo anch'io non sto con la piazza di Milano, ma mi interrogo bontellianamente sul mistero della sinistra istituzionale che in certe occasioni riesce a ritrovare uno spirito di pseudo appartenenza. La questione e' una sola: come costruire un blocco anticapitalista di massa. Non credo che Lega e gruppi dirigenti dei 5 stelle porteranno fino in fondo il conflitto sociale, ed e' di questo che c'e' bisogno e per questo il sostegno critico tattico al governo e' inutile.

  5. Anonimo dice:

    Se Pannella e Bonino fossero stati meno idioti potevano tranquillamente fagogitare Grillo e Casaleggio sarebbero stati perfetti per il partito radicale, che dire poi di quel cretino di Fassino che escluse grillo dalle primarie? Se avesse partecipato oggi il movimento 5 stelle non sarebbe esistito.

  6. Anonimo dice:

    lunedì 4 marzo 20191° CONGRESSO NAZIONALE DI RISORGIMENTO SOCIALISTA – DOCUMENTO PRECONGRESSUALENO ALLA PROSECUZIONE DELL’ESPERIENZA ALL'INTERNO DI POTERE AL POPOLO. NO ALLA PARTECIPAZIONE ALL'INTERNO DI UNA LISTA ELETTORALE DIRETTA DAL SINDACO DI NAPOLI DE MAGISTRIS. SI AL RILANCIO DI UNA FORZA AUTONOMA DEL SOCIALISMO ITALIANO.https://bentornatabandierarossa.blogspot.com/2019/03/1-congresso-nazionale-di-risorgimento.html

  7. Anonimo dice:

    Fate troppo affidamento sulla Lega. La Lega è un pilastro del sistema, ve ne accorgerete. L'estrema sinistra non è LEU così come il PD non è sinistra. Se chiarite questo a sinistrasinistraa, anche se elettoralmente marginali, le varie formazioni di estrema sx vera devono solo portare in strada i più colpiti economicamente a lottare punto su punto in maniera concreta fregandosene delle logiche dei diversi poli padronali (Lega, PD, ecc…).

  8. Redazione SollevAzione dice:

    facciamo troppo affidamento sulla Lega?In verità no, proprio per niente.Noi solo non sottovalutiamo due fattori:(1) Che il salvinismo, ovvero il nazional-populismo, prima o poi deve entrare in rotta di collisione col nordismo da cui proviene. Due nature non possono stare a lungo dentro lo stesso copro politico. sarà un caso che Maroni annuncia di voler fondare un nuovo partito nordista? va da sé che un'eventuale frattura nella Lega avrà ripercussioni non solo momentanee sul panorama poltico. Tu commetti l'errore drammatico che commisero sia i liberali che le sinistre agli ainizi degli anni '20, quello di considerare il mussolinismo una variante del liberalismo, che quindi l'ascesa di Mussolini era solo un cambio di personale politico entro il regime liberale. Detto altrimenti: è un errore clamoroso escludere a priori che Salvini possa, nel prossimo periodo, muoversi per l'uscita dall'euro.(2) Secondo errore, anch'esso tipico di certo ultrasinistrismo, è quello che sottovaluti il peso della lotta tra le differenti frazioni nel campo del capitalismo italiano. La battaglia interna al campo capitalistico può diventare deflagrante e avere conseguenze enormi. Chi ha sale in zucca, tanto più chi pretende di cambiare l'odine delle cose non può non tenerne conto. Come tenerne conto, quale tattica adottare per volgere le cose a favore di una svolta rivoluzionaria, è appunto il dovere di chi fa politica.Piemme

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