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TASSE ED EVASIONE, LA VERITÀ di Enrico Gatto

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[ mercoledì 30 ottobre 2019 ]
L’Italia dal 1992 è in avanzo primario (a eccezione di un disavanzo dello 0,9% nel 2009). Questo significa che le entrate fiscali (tasse) sono superiori alla spesa pubblica (in soldoni a noi cittadini torna indietro meno di quanto paghiamo).
Al contrario di quanto racconta la vulgata ideologizzata “terrorista” e autorazzista del siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità, perciò, il nostro è un Paese assai virtuoso da quasi 30 anni (nessuno al mondo ha fatto meglio nello stesso periodo).

Fatta questa premessa passiamo ad analizzare le vere funzioni delle tasse (esse non servono infatti a pagare la spesa pubblica).
Lo Stato impone tasse ai propri cittadini:
1. Per imporre la moneta a corso legale (obbligando di fatto i cittadini ad utilizzarla in quanto l’unica accettata per il pagamento, appunto, degli oneri fiscali);
2. Per controllare l’inflazione (tassando più o meno si riduce/aumenta la massa monetaria e si regolano i prezzi);
3. Per redistribuire la ricchezza.
La spesa pubblica è fatta a monte del prelievo fiscale e si sostiene con l’emissione monetaria (fatta d’imperio e sovranamente dallo Stato*, dal nulla).
Prima si spende e si mette in circolazione la moneta e solo poi si raccoglie tassando.
A questo punto è evidente che evadere le imposte non sottrae soldi alla spesa pubblica (ospedali, scuole, strade, servizi, ecc.) in quanto le tasse non servono a quello scopo e anzi l’evasione, mantenendo una maggiore quantità di denaro in circolo nell’economia reale (gli evasori quei soldi li spendono o li investono), contribuisce un po’ a ridurre la deflazione e a impedire una più brutale crisi e recessione. Non suggerisco assolutamente di lodarla ma quantomeno di valutare bene i motivi che spingono a tale pratica e, in parte, a giustificarla perché una pressione fiscale che supera il 60%, e spesso costringe a chiudere e spinge a suicidarsi, è immorale (le multinazionali, invece, “eludono a norma di legge” pagando meno del 5% – o addirittura zero – di oneri, facendo quindi concorrenza sleale, costringendo a chiudere migliaia di piccole e medie imprese e riassorbendo molti meno lavoratori – e a condizioni peggiori – rispetto ai posti che distruggono).
La stigmatizzazione e persecuzione del piccolo evasore, ovviamente, non è la soluzione (è una falsa soluzione a un problema distorto) ma fa presa sul senso comune (artatamente confezionato); serve solo a distrarre dalla necessità di altri veri interventi di natura macroeconomica e ad alimentare la guerra orizzontale tra gli ultimi (il sempiterno divide et impera).
* Nella scellerata €urozona, per scelta politica, si è demandato questo ruolo a una Banca Centrale privata: gli Stati debbono elemosinare a prestito la moneta dalle banche commerciali private tramite l’emissione e la vendita di titoli del debito pubblico sul mercato. Il debito è inestinguibile (ma nemmeno deve essere ripagato) per una questione di matematica finanziaria sugli interessi compositi (dal 1980 abbiamo pagato 3900 miliardi di €uro di interessi a fronte di un debito che oggi è di quasi 2500 miliardi) e così si è ingabbiati e ricattati (da gruppi bancari e finanziari), grazie ai trattati, in secula seculorum.
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7 pensieri su “TASSE ED EVASIONE, LA VERITÀ di Enrico Gatto”

  1. Matteo Innocenti dice:

    Ottimo articolo,ma vorrei fare una domanda ai compagni di Sollevazione o ai lettori.L'articolo 53 della Costituzione recita: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva…".Quindi le tasse servono anche alla spesa pubblica?Oppure qui ci si riferisce agli enti locali?Oppure altro ancora? Ringrazio anticipatamente chi vorrà risolvermi questo dubbio

  2. Anonimo dice:

    Ringrazierei Paolo Barnard per aver svelato ormai piu di 10 anni fa quanto riportato nell'articolo.

  3. Anonimo dice:

    Al di la' di dotte dissertazioni, se non si pagano le tasse arrivano meno soldi nelle casse dello Stato e lo Stato ha difficolta' a garantire i servizi e il ripianamento dell'immenso debito pubblico (i debiti vanno pagati); quindi l'evasione fiscale e' un problema serissimo, perche' rischia di mandare il paese in defaulto. Il problema e' un altro, e cioe' che non si sta facendo nulla per i grandi evasori, ma si continua a voler drenare dai soliti commercianti, pensionati, ecc. Ci sono multinazionali che, quando va di lusso, pagano il 2-3% di tasse, a fronte di guadagni immensi; ci sono migliaia di professionisti (soprattutto medici) che hanno 3-4 attivita' in contemporanea ed evadono alla grande; ci sono catene di supermercati che, pare, non pagano in proporzione agli incassi, bensi in regime forfettario ad esse favorevole;e altro ancora. Dinnanzi a questa valanga di evasione c'e' poi una forte elusione, ma il governo pensa di racimolare i soliti spiccioli dai soliti noti. L'esito di questa politica miserabile sara' la progressiva desertificazione commerciale e industriale a favore dei colossi, in grandissima parte stranieri. E' una strategia sovranazionale chiara da anni, che mira a portare al regresso l'Italia.

  4. Sascha dice:

    @Matteo InnocentiLe tasse servono anche alla spesa pubblica, dando lo stato la capacità di comprare le risorse con la moneta emessa (vedi funzioni 1 e 2 elencate sopra). E con l'articolo 53 recitato la Costituzione vuole anche accentuare la funzione 3.

  5. Sascha dice:

    @Enrico Gatto e @AnonimiVedete Georg Friedrich Knapp (1905), John Maynard Keynes (1930), Abba Lerner (anni 1950), la Teoria della Moneta Moderna (dagli anni 1980)… e ancora questi dettagli del sistema monetario non sono ben conosciuti. Quindi è bene riperterli qua, grazie!Capisco che questo articolo NON vuole lodare l'evasione delle tasse. Le tasse hanno delle funzioni importanti, come elencate.Capisco, invece, che questo articolo vuol dire:- La discussione attuale sull'evasione fiscale cita motivi falsi.- L'evasione fiscale non è una ragione per ritenere spese pubbliche.- I motivi veri di questa discussione sono allo svantaggio dei 99 % del popolo.- Questa discussione distrarre dai problemi grandi e quindi impedisce soluzioni per essi.Non so se è necessario o utile difendere gli evasori "piccoli".E voglio anche accentuare che "nella scellerata €urozona, per scelta politica," lo stato NON può spendere (interessi sui debiti compresi) tanto più di quanto colleziona con le tasse.Ci serve un'Italia sovrana, fuori dall'UE.

  6. Gaetano dice:

    anonimo del 31 ottobre ore 9:10perdonami caro, allora non ci siamo capiti.Le casse dello Stato si svuotano a causa della perdita della sovranità monetaria.Quando ciò avviene, lo Stato deve trasformarsi in rapinatore e strozzinoal fine di andare a prendere nelle tasche dei cittadini la moneta reale in circolazione.Senza i soldi delle tasse, infatti, le casse non si rimpinguano.Ma quando lo Stato è sovrano, il denaro lo crea dal nulla. Non ha necessità di strozzarequalcuno per funzionare.

  7. Matteo Innocenti dice:

    Grazie Sascha

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