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UNA NOTIZIA CATTIVA E DUE BUONE di Piemme

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Noi non esultiamo come l’élite, tuttavia…

Era in Emilia Romagna che si giocava la partita decisiva — con tutto il rispetto per la Calabria ed i calabresi. La cattiva notizia è che con la vittoria campale di Bonaccini riprende fiato e tiene banco il “campo di forze” (europeistico) della conservazione sociale, ovvero il Partito democratico e le sue frattaglie (“Sardine” comprese, che s’è visto a che servono). 

La prima buona notizia è la battuta d’arresto di Salvini. Convinto di vincere (se non di stravincere) ne esce invece con la coda tra le gambe. La Lega perde due punti rispetto alle europee di pochi mesi fa. Salvini paga (al netto della pagliacciata sbirresca del citofono) a caro prezzo le sue due recenti grandi mosse: la prima, quella d’aver fatto cadere il governo giallo-verde, e la seconda (che spiega la prima) di aver spostato la Lega dal campo “sovranista” a quello europeista-giorgettiano (“l’euro è irreversibile”, “Draghi primo ministro”).


La seconda buona notizia è la disfatta del Movimento 5 Stelle. Esso è diventato primo partito in quanto movimento antistemico di protesta. Al netto degli altri fattori la prima causa della disfatta è stata senza dubbio la sua svolta governista, europeista e moderata, culminata con l’abbraccio al Pd.

L’establishment esulta i risultati non tanto perché stampellano il governo Conte bis, ma come una spinta alla rinascita del bipolarismo in stile Seconda repubblica. 

AUT AUT

Le due cose (tenuta del governo e ritorno al bipolarismo) non stanno tuttavia assieme assieme. 

Per ristabilire il bipolarismo occorre infatti celebrare i funerali non solo del M5s ma pure del governo Conte. Se si vuole davvero tornare al bipolarismo si deve infatti ripristinare un sistema maggioritario (tipo Mattarellum), quindi il Pd deve fare marcia indietro rispetto all’accordo con il M5s sulla legge proporzionale, accordo su cui si regge in piedi il governo Conte. Per prendere la palla al balzo il Nazzareno deve quindi stringere un patto con Salvini, il che significa far cadere il governo, porre fine alla legislatura ed andare ad elezioni anticipate. Vedremo che decideranno gli ottimati piddini, di certo questo chiede l’élite economica e finanziaria.


Che conseguenze può trarre, da questo quadro, la Sinistra Patriottica?


Esse ci paiono, se non ci si vuole limitare ad un ruolo marginale  o di mera testimonianza, obbligate. 


Occorre contribuire alla costruzione di un TERZO POLO populista di sinistra.
Il
voltafaccia europeistico di Salvini ma, anzitutto, la disfatta del M5s,
aprono a questo “TERZO POLO” uno spazio politico grande, di sicuro buona parte di quello che era
stato occupato dal M5s.

Che fisionomia e forma, dovrebbe avere questo TERZO POLO?  Quale possibile base politica potrebbe avere? Quali forze inziali potrebbe raggruppare? Chi potrebbe costituire il suo nucleo fondatore?


La questione è oramai posta e noi una proposta l’abbiamo fatta: il Partito dell’ITALEXIT.

 

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3 pensieri su “UNA NOTIZIA CATTIVA E DUE BUONE di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    Elezioni – Fallisce la spallata moderno fascista e razzista di Salvini
    La mobilitazione democratica giovanile e popolare, antifascista e antirazzista delle Sardine che ha riempito le piazze incide sul voto.
    Bonaccini vince e prosegue lungo la strada di una giunta, al servizio innanzitutto dei padroni e degli interessi forti della Regione – mentre sul piano nazionale il governo Conte tira un sospiro di sollievo ma si misura con il crollo del socio di maggioranza populista M5Stelle Grillo/Di Maio

    Ora il movimento delle Sardine e i suoi leader rispondono anch'essi di quello che succederà sul piano politico e sociale vale a dire
    come prosegue il movimento contro l'avanzata comunque del fascio populismo a guida di Salvini che il voto registra?
    quale opposizione alla giunta Bonaccini e alla sua politica sulle condizioni vita, di lavoro degli operai, sulla condizione studentesca e giovanile, sulla casa e servizi sociali delle masse popolari?
    quale rapporto con le lotte proletarie studentesche e popolari?

    Le forze proletarie e di lotta restano ai margini e non incidono sulla situazione,
    le autopresentazioni PC – Pap mostrano che la via elettorale non è la via per costruire – nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse, con una effettiva azione di avanguardia politica agente –
    il partito comunista, il fronte unito necessario per sviluppare l'alternativa di classe di opposizione, lotta e di potere proletario.

    proletari comunisti /PCm Italia

  2. Sascha dice:

    Dalla Germania (dove non è arrivata la notizia dello svolto di Salvini) commenta
    http://www.flassbeck-economics.com/italy-the-election-in-emilia-romagna-or-how-europe-is-constantly-dismantling-itself/ Heiner Flassbeck:

    "In [Emilia Romagna], Sunday’s winner, Stefano Bonaccini, won the last election in 2014 with 49 percent (his party PD with 44 percent) against 29 percent of a right-wing coalition of similar composition. The Five Star movement came in at 13 percent. The Lega, then still called Lega Nord, achieved 19 percent. The PD reached 34 percent now, but the Lega trailed with 32 percent. The Five Star movement has been pulverized with three percent. Berlusconi’s Forza Italia is part of the right-wing coalition, but remained below three percent. Remarkably, voter turnout increased from 37 percent to 67 percent.

    Has a party like the Lega, which can increase from 19 to 32 percent with almost twice as much voter turnout, in any way suffered a setback? Sure, it has not achieved its extremely ambitious goal, but in substance, in terms of the importance for Italian politics, it has won big-time. One need hardly mention that deep in the south, in Calabria, Centrodestra (with about the same turnout as in 2014 of 44 percent) celebrated a magnificent election victory with 55 percent of the vote, with the Lega, which did not compete there in 2014, pulling 12 percent from nowhere and becoming the third strongest party. In 2014, the Centrosinistra Calabria had still won with 61 percent, with the PD at that time coming in with 23 percent. This time the PD reached a mere 15 percent. […]"

  3. Anonimo dice:

    Ovviamente sono d'accordo sulle notizie buone e quella cattiva (pessima, vale per due).

    Però non condivido molto la lettura del voto alla Lega, anzi spero proprio che la questione europa non abbia influito più di tanto più che altro perché il 2% in meno rispetto alle europee, anzi dal 33,77 al 31,95 (a cui volendo si possono aggiungere quelli diretti della lista Borgonzoni) vorrebbe dire che si sposta il nulla cosmico.
    Se si guarda i numeri il cdx ha anzi guadagnato qualcosa (un'inezia) dal 44,3 a 45,4

    Penso invece che il voltafaccia in favore del giorgettismo non sia ancora percepito come tale, principalmente per il fato che per il 99,9% dei media la Lega è sempre il baluardo dell'euroscetticismo.

    Il fatto che si siano in pratica riconfermati però non significa che non abbiano perso, la sparizione dei 5stelle e l'idiozia delle sardine ha rivitalizzato il PD che ora facendo l'ennesimo cambio di look e derenzizzato potrà dire di nuovo la sua con l'antisalvinismo.

    La speranza della nascita di un terzo polo come si deve deve esser sicuramente l'obbiettivo principale, purché non sia il m5s che si rilancia con il Dibba.

    Pigghi

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