Browse By

IL GRIDO DI LIBERTA’ DELLA RESISTENZA PALESTINESE di L. Mazzei

613 visite totali, 1 visite odierne

Il colonialismo non è una macchina pensante,

non è un corpo dotato di ragione.

È la violenza allo stato di natura e non può piegarsi

se non davanti a una violenza ancora maggiore.

Frantz Fanon (I dannati della terra)

Il 7 ottobre resterà nella storia

Oggi gira in rete una foto  (qui sotto) delle terribili distruzioni provocate dai bombardamenti israeliani su Gaza. Probabilmente è stata scattata in questi giorni, ma le stesse immagini le abbiamo viste nel 2008/2009 (Operazione “Piombo fuso”), nel 2012 (Operazione “Colonne di fumo”), nel 2014 (Operazione “Margine di protezione”), nel 2018 e nel 2021. Peccato che in occidente quasi nessuno se lo ricordi. Come quasi nessuno si ricorda delle migliaia di vittime (al 99% civili inermi) di quei vigliacchi raid degli aerei con la stella di Davide.

A Gaza, sabato scorso, un muro è stato abbattuto. E’ il muro che recinge da 16 anni il più grande campo di concentramento che la storia ricordi. Quello sfondamento è stata la vittoria di tutti coloro che amano la libertà delle persone e dei popoli. Ma quel coraggioso rilancio della lotta di liberazione è stato subito etichettato come “terrorismo”. Il linguaggio orwelliano si è imposto un’altra volta. Era inevitabile che così fosse nella nostra marcia società. Ma questa arroganza dei dominanti è pure il segno della loro straordinaria insicurezza. Hanno talmente paura del mondo così com’è, che lo raccontano a rovescio non solo agli altri ma pure a sé stessi.

Quel muro, del resto, deve piacere tanto al nostro politicantume benpensante, al nostro giornalistume disinformante, ad un mondo della cultura che ha girato da tempo la testa dall’altra parte. Se non gli piacesse non si spiegherebbe il loro ultradecennale silenzio, ma neppure la loro adorazione per Israele, per le sue violenze e le sue bombe.

Purtroppo, la narrazione ufficiale ha una sua efficacia anche nel campo di chi pure afferma di voler combattere il sistema. Tra questi c’è chi oggi balbetta sul significato dell’azione di Hamas, od addirittura chi ritiene che la Resistenza palestinese sia caduta in un gioco architettato proprio dai suoi nemici. Quante anime belle! Quanti analisti da psicoanalisi!

Una cosa è certa: chi oggi non si schiera con nettezza dalla parte del popolo palestinese, simbolo vivente di chi soffre l’ingiustizia e l’oppressione nel mondo, ben difficilmente potrà lottare domani in maniera credibile contro altre ingiustizie ed oppressioni.

Ma lasciamo queste anime candide al loro destino. Quel che qui ci interessa è mettere a fuoco il significato dell’attacco del 7 ottobre, una data che resterà nella storia.

Naturalmente, i soliti espertoni del nulla parlano di un autogol di Hamas, perché adesso Netanyahu “spianerà” Gaza. Vero, Israele non si farà di certo scrupoli (e non se li sta facendo, ma è sempre stato così) nell’attaccare case, ospedali, ambulanze, nel togliere acqua ed energia elettrica, nell’impedire l’afflusso dei generi alimentari. Ma “spianare” la Resistenza è un’altra cosa. Lo stato sionista ci ha già provato tante volte e gli è sempre andata male. Ci sarà pure un perché.

In ogni caso, dire che si è trattato di un attacco destinato alla sconfitta significa non capire gli obiettivi di chi lo ha pianificato e di chi lo ha realizzato, per molti con il sacrificio cosciente della propria vita.

Da quel che possiamo capire, l’azione del 7 ottobre si poneva tre scopi: due sono stati già raggiunti, il terzo sarà la partita delle prossime settimane. Per il futuro vedremo, perché gli sviluppi dipendono da tanti fattori ad oggi difficilmente prevedibili.

Ma su questo non ci addentriamo, mentre è invece utile capire quali sono i due obiettivi raggiunti e qual è il terzo in gioco.

Il primo obiettivo raggiunto era di natura politico-simbolica. Rendere chiaro al mondo che la Resistenza palestinese non solo è viva, ma che è più forte che mai. Da tempo si era diffusa l’idea di un progressivo spegnersi della “questione palestinese”. Uno spegnimento, pensavano in molti, frutto del tempo, del logoramento, della forza militare e tecnologica di Israele. Bene, il 7 ottobre ha dimostrato che quell’idea era un abbaglio, che non potrà esserci pace in Medio Oriente senza una degna soluzione che sia accettabile per i palestinesi. Non è poco.

Il secondo obiettivo raggiunto era quello di far saltare la normalizzazione dei rapporti tra Israele ed Arabia saudita. Obiettivo centrato. Nonostante sia impossibile fidarsi dei Saud, oggi quell’accordo è diventato impraticabile e presumibilmente resterà tale a lungo.

Ma l’offensiva di Hamas ha anche un altro obiettivo: la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, attraverso lo scambio con i prigionieri catturati il 7 ottobre. Il raggiungimento di questo risultato non è scontato, ma chi pensa che l’esercito israeliano sia in grado di liberare i prigionieri con un’azione di forza o con blitz mirati verrà probabilmente smentito. Già in passato Israele ha dovuto trattare, e cedere, per riavere indietro i propri soldati. E lo stesso leader di Hamas nella Striscia, Yahya al-Sinwar, è stato liberato in uno di questi scambi dopo aver passato più di vent’anni nelle prigioni israeliane.

Come andrà a finire non lo possiamo sapere. Certo, il popolo palestinese dovrà piangere ancora tante vittime, ma questa volta la fionda del piccolo Davide con la kefiah ha colpito nel segno. Lo ha fatto con la forza, con il coraggio dei suoi combattenti, con l’intelligenza – da “golpe e lione” – dei suoi dirigenti. Per il momento non c’è altro da aggiungere.

8 pensieri su “IL GRIDO DI LIBERTA’ DELLA RESISTENZA PALESTINESE di L. Mazzei”

  1. Graziano+PRIOTTO dice:

    Ma i prigionieri politici nn erano un’esclusiva delle dittature ?

    Concordo ed aggiungo un dato pubblicamente accessibile ma taciuto dalla stampa occidentale (il metodo moderno per mentire che è molto più efficace delle menzogne dirette: tacere le verità e nascondere i fatti scomodi):
    ” Sono 4.900 i prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane tra cui 31 donne e 160 minori e più di 1.000 detenuti “amministrativi”, ossia in carcere senza processo, tra cui due giovani donne, il numero più alto dal 2003. 544 prigionieri scontano il carcere a vita, il caso più noto è quello di Abdullah Al-Barghouti (67 ergastoli). Sono questi i dati comunicati da Ong locali e internazionali in occasione della Giornata del prigioniero palestinese. ” (da : Pagine Esteri, 17 aprile 2023 ).

  2. mario di mauro dice:

    GAZA E’ SOLA! –
    TERRA E LIBERTA’ per il POPOLO PALESTINESE, con GERUSALEMME CITTA’-APERTA!
    Nella irrisolta equazione geopolitica del Mediterraneo orientale, la Questione palestinese, nella sua essenza, è una subordinata della rimossa e occultata Questione israeliana.
    Lo Stato di Israele, nella sua suicida deriva colonialista, sionista-razzista, è già una “demokratura zombi”: è il fallimento geostorico ed Etico di un esperimento che è odiato –non senza ragioni- dal 90% dell’Umanità (lo Spettacolo “occidentale”, che riflette un Declino epocale, è una bolla psico-storica alimentata da cinismo, menzogne e paure). E l’identificazione dello Stato sionista-razzista con la millenaria Civiltà ebraica si rivelerà un disastro perfino peggiore dell’Olocausto.
    Scenari. Le alternative al suicidio culturale della Civiltà ebraica appaiono poche e non passano certo per il Talmud. Una via di uscita dalla Trappola, del tutto improbabile, è questa: un Golpe militare-popolare in Israele, che spazzi via il BiBi Netanyahu di turno e la sua Oligarchia affaristica e razzista.
    Un Golpe ri-evoluzionario a sorpresa: non accadrà (per ora).
    Ma in teoria le Forze per realizzarlo esistono già: da vaste correnti di Tsahal (esercito) ai servizi: Mossad, Shin Bet e Aman: col sostegno dell’Histadrut (sindacati); e di un vasto movimento sociale, per non dire di fior di massmedia come il quotidiano Haaretz (La Terra). La Forza ci sarebbe già. Vaste programme, direbbe De Gaulle.
    Quanto ai falsi Amici di Israele e dei Palestinesi, la Storia dovrebbe aver insegnato qualcosa. O no?. No.
    Malgrado TeleNATO che trasmette a reti unificate da TeleSION -(i Palestinesi non esistono o sono terroristi!)- l’Umanità Pensante è al fianco del Popolo palestinese e delle forze intelligenti della società civile israeliana che ne sostengono il Diritto all’Autodeterminazione.
    NO all’annessione dei “Territori Occupati”!.
    NO ai bantustan razziali!.
    SI al FEDERALISMO COMUNITARIO e SOLIDALE!.
    In Medio Oriente è Tempo di andare oltre i secolari disastri geopolitici dell’Imperialismo europeo (e amerikano) sulle macerie dell’Impero ottomano e negli Orrori della seconda Guerra mondiale. Accadrà: non so fra quante altre Tragedie, ma accadrà. O non ci sarà più Umanità in questa Terra.
    Certo che ci mancava solo il rave-party provocatorio di “mille drogati” alle porte di Gaza, il più grande Campo di Concentramento dell’intera Storia Umana: un “bantustan” (appaltato ad Hamas, per indebolire la Palestina laica), con 2milioni di prigionieri.
    Il fallimento prevedibile delle ipocrite “soluzioni diplomatiche” -travolte dall’arroganza colonialista dello Stato sionista e dalla corruzione della borghesia parassitaria palestinese- presenta il conto.
    Chi non conosce la Storia di un conflitto secolare dovrebbe tacere!.
    Miserabili, i governi dell’Imperialismo euro-atlantista (italietta in primis) confermano, col cieco sostegno allo Stato sionista, la loro incapacità diplomatica e di soluzione propositiva: per una Pace Giusta.
    Al momento, solo la Cina -con le “relazioni diplomatiche” della Russia e del Katechon vaticano- possono impostare credibilmente una Soluzione strutturale.
    L’ONU è già stata umiliata troppe volte dallo Stato sionista. E il Mondo Arabo –dopo averli usati- preferisce sacrificare i Palestinesi per meglio investire i suoi petrodollari: al tempo del greenwashing.
    E comunque nessuna miliardaria TecnoCyberWar l’avrà vinta contro milioni di semplici coltelli!.
    TERRA E LIBERTA’ per il POPOLO PALESTINESE, con GERUSALEMME CITTA’-APERTA!
    Mario Di Mauro –Siciliano di radice ebraica-sefardita e fondatore della Comunità TerraeLiberAzione.
    GAZA E’ SOLA! – TERRA E LIBERTA’ per il POPOLO PALESTINESE, con GERUSALEMME CITTA’-APERTA!
    TERRAELIBERAZIONE.NET
    GAZA E’ SOLA! – TERRA E LIBERTA’ per il POPOLO PALESTINESE, con GERUSALEMME CITTA’-APERTA!

  3. mario di mauro dice:

    GAZA E’ SOLA!
    Nella irrisolta equazione geopolitica del Mediterraneo orientale, la Questione palestinese, nella sua essenza, è una subordinata della rimossa e occultata Questione israeliana.
    Lo Stato di Israele, nella sua suicida deriva colonialista, sionista-razzista, è già il fallimento geostorico ed Etico di un esperimento che è odiato –non senza ragioni- dal 90% dell’Umanità (lo Spettacolo “occidentale”, che riflette un Declino epocale, è una bolla psico-storica alimentata da cinismo, menzogne e paure).
    L’identificazione dello Stato sionista-razzista con la millenaria Civiltà ebraica si rivelerà un disastro perfino peggiore dell’Olocausto. Le alternative al suicidio culturale della Civiltà ebraica appaiono poche e non passano certo per il Talmud.
    Un popolo che ne opprime un altro è destinato al suicidio. Quanto ai falsi Amici di Israele e dei Palestinesi, la Storia dovrebbe aver insegnato qualcosa. O no?. No.
    Malgrado TeleNATO che trasmette a reti unificate da TeleSION -(i Palestinesi non esistono o sono terroristi!)- l’Umanità Pensante è al fianco del Popolo palestinese e delle forze intelligenti della società civile israeliana che ne sostengono il Diritto all’Autodeterminazione.
    No all’annessione dei “Territori Occupati”!. No ai bantustan razziali!. Si al Federalismo comunitario e solidale! . In Medio Oriente è Tempo di andare oltre i secolari disastri geopolitici degli imperialismi europei (e amerikano) sulle macerie dell’Impero ottomano e negli Orrori della seconda Guerra mondiale. Accadrà: non so fra quante altre Tragedie, ma accadrà. O non ci sarà più Umanità in questa Terra.
    Certo che ci mancava solo il rave-party provocatorio di “mille drogati” alle porte di Gaza, il più grande Campo di Concentramento dell’intera Storia Umana: un “bantustan” (appaltato ad Hamas, per indebolire la Palestina laica), con 2milioni di prigionieri ridotti a carne da macello: metà non hanno neanche 15 anni, sono nati nel Lager di Gaza.
    Il fallimento prevedibile delle “soluzioni diplomatiche” -travolte dall’arroganza colonialista dello Stato sionista e dalla corruzione della borghesia parassitaria palestinese- presenta il conto. Chi non conosce la Storia di un conflitto secolare dovrebbe tacere!.
    Miserabili, i governi dell’Imperialismo euro-atlantista (italietta in primis) confermano, col cieco sostegno allo Stato sionista, la loro incapacità diplomatica e di soluzione propositiva: per una Pace Giusta.
    L’ONU è già stata umiliata troppe volte dallo Stato sionista. E il Mondo Arabo –dopo averli usati- preferisce sacrificare i Palestinesi per meglio investire i suoi petrodollari: al tempo del greenwashing. E in questa italietta del Debitone, che vagheggia Piani per l’Africa (e il Mediterraneo allargato!) siamo ridotti a rimpiangere Craxi e Andreotti!.
    Al momento, solo la Cina -con le “relazioni diplomatiche” della Russia e del Katechon vaticano- possono impostare credibilmente una Soluzione strutturale che passa, intanto, per la costituzione di uno Stato palestinese con continuità territoriale, con Gerusalemme città-aperta e una condivisa protezione internazionale. O la prossima Intifada non sarà combattuta con le pietre: nessuna miliardaria TecnoCyberWar l’avrà vinta contro milioni di semplici coltelli!. Terra e Libertà per il Popolo palestinese!. Qualcuno ha una idea migliore?.
    Mario Di Mauro –Siciliano di radice ebraica-sefardita e fondatore della Comunità TerraeLiberAzione.

  4. kaos dice:

    L’ errore fu compiuto all’ inizio quando l’ Onu decise sotto la direzione angloamericana e l’ approvazione della stessa Russia di creare uno stato ebraico proprio li’ in Palestina . Ovviamente tutto cio’ che era stato perpetrato ai loro danni con l’ Olocausto non poteva trovare dissenzienti , il senso di colpa era troppo preponderante .
    Ma se gli anglo sapevano che andavano a inserire un cavallo di Troja geopolitico in quella regione , perche’ la Russia si e’ lasciata convincere anch’ essa ? C’ erano alternative a quella decisione ?
    Gli arabi erano contrari , lo so , la storia che ci propongono dice che erano terre incoltivate disabitate e quindi adatte a quegli insediamenti .
    Ma chiunque , e dico chiunque che avesse una casa che cade a pezzi , e’ sempre casa sua , e se non vuole altri estranei , in quella a casa e’ sempre la Sua casa , e bisogna che li si rispetti . O no ?
    Questi oggi possono apparire dettagli , ma tant’ e’ .
    Attualissimo questo scritto di P. Barnard .

    https://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86

  5. Tarabella Valter dice:

    Ancora una volta penso che Leonardo, nella brevità del suo articolo, sia stato efficace, soprattutto nel ricordarci le date drammatiche delle precedenti stragi israeliane. Con la parola terrorismo si squalifica subito Hamas, se sono terroristi… Anche il “taglio delle teste infantili”, si rivelerà presto, credo, la solita operazione emotiva, di denigrazione e di promozione dell’orrore già utilizzata, ultimamente, contro i Russi per la guerra in Ucraina. Anche se fosse vero la guerra è di per se stessa causa di massacri e di gesti folli, le anime belle fanno finta di non saperlo! Del resto, morire sotto le bombe israeliane, non è certo meno grave. Pure il “Fatto quotidiano mi sembra sia in parte caduto nella trappola del pensiero dominante, solo Elena Basile(“Chi non fa terrorismo scagli la prima pietra”, 11.10.2023) riequilibra, per così dire, la situazione: nel ricordare le 200 vittime del massacro del Deir Yasin del 1947 perpetrato dalle truppe ebraiche guidate da Begin(poi primo ministro) li definisce terroristi.
    Vorrei fare altre considerazioni ma ci saranno altre occasioni.

  6. Pingback: CUL DE SAC di Leonardo Mazzei
  7. Trackback: CUL DE SAC di Leonardo Mazzei
  8. Pingback: Cul de sac – Antimperialista
  9. Trackback: Cul de sac – Antimperialista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *