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Susanna Camusso: chi è costei?

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[ 10 settembre 2010 ]

DI NUOVO UN “SOCIALISTA”  ALLA GUIDA DELLA CGIL

di piemme

Sul portale della CGIL si trova una scarna biografia di Susanna Camusso, dalla quale chi non conosca a fondo la CGIL, non capisce un fico secco. Ci ha pensato Il Sole 24 Ore di ieri a dirci con chi i lavoratori avranno a che fare, ovvero e tesserne sperticate lodi. Al di là dell’enfasi con cui viene elogiata la sua “disponibilità al dialogo e al compromesso” (che nel linguaggio affettato del giornale confindustriale significa null’altro che la propensione a subordinare gli interessi degli operai a quelli dei loro padroni), ovviamente contrapposta alla spigolosa FIOM, veniamo a sapere la cosa più importante. La Camusso è stata socialista, e ha fatto una controversa carriera nella CGIL in quota alla confraternita legata al vecchio PSI (fino al suo inabissamento e all’autoesilio di Craxi ad Hammamet). Di sicuro un ottimo pedigree, un promettente viatico, non per i lavoratori, s’intende, ma per i padroni.

Così  il Sole liscia il pelo della Camusso: «Un percorso, segnato da un profilo pragmatico-riformista, che 35 anni fa inizia fuori dagli steccati ideologici». In cosa consista il “pragmatismo-riformista” lo si spiega subito dopo: «Dunque l’affiliazione socialista le risparmia qualunque fascinazione, ancora presente in parte della FIOM di matrice comunista, verso un’idea di sindacato come palestra per allenare i lavoratori alla lotta di classe».
Chi ha orecchie per intendere intenda. 
Dicevamo della controversa carriera in CGIL. Nel 1996 la FIOM di Sabattini la rimosse dalla segreteria perché fu proprio lei ad aver voluto ad ogni costo un accordo integrativo con la FIAT sul lavoro notturno, che gli iscritti alla FIOM contestarono duramente, tra l’altro proprio perché penalizzava fortemente le donne. La reimbarcò parzialmente Cofferati, volendola segretaria generale della CGIL lombarda. Ci vorrà un socialista come lei, ovvero Epifani, a cooptarla nella curia burocratica di Roma.
Il Direttivo CGIL il 16 e 17 settembre, in perfetto stile ierocratico, eleggerà la commissione  di saggi che sottoporrà al medesimo Direttivo il nome della Camusso. La decisione sarà presa entro 90 giorni, ma essa è scontata. Sui 156 cardinali del Direttivo, in buona parte espressione di un sindacato di pensionati e di pubblici dipendenti, solo 5 sono della FIOM.
Ri-chiosa Il Sole 24 Ore: « Al di là di queste alchimie interne, il problema è costituito da quanto il profilo modernizzatore e riformista della Camusso potrà cambiare un organismo  pesante e novecentesco come la CGIL».
“Profilo modernizzatore e riformista”. Quando i padroni usano queste parole, gli operai non possono che portarsi la mano sinistra sulle parti basse. E’ fin troppo evidente che la Confindustria, schierata compatta con la linea intransigente Marchionne-Marcegaglia, spera di fare della Camusso il proprio Cavallo di Troia, allo scopo di piegare la FIOM e, quello che più conta, trascinare la CGIL al tavolo del negoziato affinché sottoscriva, come CISL e UIL hanno già fatto, il “Piano per l’Italia”, ovvero far accettare ai lavoratori un regime neo-schiavista nelle fabbriche.
Sarà possibile che anche la CGIL si presti a diventare un sindacato giallo (a farsi “fascistizzare” come è stato detto in questo blog)? No, finché Berlusconi sarà primo ministro
Affinché ciò accada occorre l’uscita di scena dello psico-nano e il contestuale reingresso del PD al governo (con tanto di avallo desistente della “sinistre radicali”). Allora ne vedremo delle belle, alias, vedremo la fascistizzazione dei sindacati sotto le mentite spoglie del “riformismo”. Ergo: allora sì che la Camusso si sentirà autorizzata a far vedere i sorci verdi agli operai. Gli stessi sorci che i precari e i non-garantiti vedono già da più di un decennio.

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10 pensieri su “Susanna Camusso: chi è costei?”

  1. Anonimo dice:

    è il caso di spiegare al dr.marchionne se gli italiani decidono di non comprare più autovetture fiat per le note vicende ( Pomigliano, Termini Imarese, Lingotto ) la situazione diventa grave non solo per i lavoratori ma anche per la Fiat.non mi pare che in Europa il marchio Fiat abbia una grande penetrazione

  2. Anonimo dice:

    Mi pare che la FIAT stia crescendo in borsa da parecchio tempo, un motivo ci sarà e non credo che si smetta di comperare Fiat per sostenere le solite posizioni previlegiate di pochi, il resto perferisce lavorare e non sputare nel piatto dove si mangia, senza arrivare a servilismi o rendere addirittura schiavizzati onesti e fieri lavoratori.

  3. Anonimo dice:

    PURTROPPO LA FIAT NON VUOLE ARRENDERSI A UN FATTO EVIDENTE :SOLO FACENDO RICERCA NEI SETTORI ALTERNATIVI AL PETROLIO RIUSCIRA A SALVARSI.IL FUTURO DELLA MACCHINA DEI VECCHI TEMPI è SECNATO,CI VUOLE CORAGGIO E INNOVAZIONE ALTRO CHE SUV.

  4. Anonimo dice:

    Susanna Camusso, alla fine ha ceduta anche lei alla trappola tentacolare dei partiti e degli industriali.Fate schifo tutti..Viva il M5S!

  5. Anonimo dice:

    si in effetti è meglio che la fiat chiuda, anzi che chiudano tutte le fabbriche degli sfruttatori

  6. Anonimo dice:

    Amici, il nostro paese va verso la inesorabile guerra civile (una cosa però molto più complessa della passata fascisti contro comunisti, guelfi contro ghibellini); ma comunque se questo sarà il necessario Reset per ri-costruire un paese -almeno inizialmente- migliore, ma ben venga la guerra. Allenatevi, tenetevi in forma, potenziate i vostri muscoli,la penna ed il pc non vi salvano dalla violenza e dalle armi. Siate pronti all'evento. M5Stelle? Tseèèè, Grillo è un grande e va ringraziato ma neanche così si esce da questo REGIME DEMOCRATICO in cui viviamo. Bye bye

  7. Anonimo dice:

    leggo che sui quotidiani di oggi, nessuna sigla sindacale ha commentato la notizia che ancora una volta "slitta" il taglio stipendi ai Parlamentari. Io dico che dovevate tutti insieme esternare il Vs disappunto e chiedere un intervento in prima persona sia di Monti che di Napolitano visto che questi signori trovano tutte le scuse per rallentare l'operazione "taglio". Ripeto che questa deve (e sottolineo DEVE) essere la prima in assoluto delle operazioni che deve essere fatta e deve essere passata insieme alla manovra lacrime e sangue.

  8. Anonimo dice:

    ma costei ha mai lavorato come operaia?mi piacerebbe proprio saperlo!!!

  9. Anonimo dice:

    Non so quanto possa difendere i poveri cristi. A 16 anni ebbe in regalo, dicesi REGALO la prima brca italiana con TARGA (quindi superiore ai 10 metri). Di certo i genitori non lavoravano all'Ansaldo o alla Fiat. Questa doveva andare in Confindustria, ma è arrivata un pò tardi e quindi ha fatto carriera in CGIL. Quello del sindacalista è un lavoro. E pure retribuito neanche male…

  10. divusclaudius dice:

    susanna camusso ha mai lavorato come operaia????una semplice innocua domanda … così giusto per sapere…

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