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MPL (58): PERCHÉ VOTIAMO M5S

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UNA SPALLATA PER INVERTIRE LA ROTTA


di Coordinamento nazionale del MPL 

«Il popolo lavoratore ha un nemico principale, è l’oligarchia europea con a capo la Bce. Quest’oligarchia ha imposto ai popoli europei, anzitutto a quelli del Sud, politiche di macelleria sociale che non hanno precedenti. Esse non servono per uscire dalla recessione, anzi l’aggravano, servono invece per tenere in vita, con la moneta unica, la schiera di parassiti del mondo finanziario e bancario con a capo la Bce.


Quest’oligarchia non sente ragioni e, pur di realizzare il progetto di un’Europa totalitaria coi popoli alla fame, ha di fatto scippato le nazioni delle loro sovranità. Con l’arrivo del proconsole Mario Monti (sostenuto da Pd e Pdl) il nostro paese è stato posto sotto un regime di libertà vigilata. Parlamento e governo sono oramai solo esecutori delle direttive decise a Francoforte e Bruxelles.

Le prossime elezioni sarebbero una farsa se gli italiani non avessero la possibilità di manifestare la loro crescente indignazione. Questa possibilità c’è e non va perduta. Questa possibilità si chiama voto alle liste del Movimento 5 Stelle, la sola formazione politica che non ha avuto responsabilità per il disastro in cui versa il paese, che si oppone alle politiche di macelleria sociale, che dichiara apertamente di voler fare nel prossimo Parlamento e nel paese un’opposizione intransigente.

I partiti di regime lo sanno, per questo, all’unisono, gridano al “populismo” e fanno ogni sorta di esorcismi per sventare un plateale successo delle liste M5S.
Basterebbe questo per convincersi che mai come questa volta il voto di ognuno non dev’essere sprecato, che il solo “voto utile” è all’unica opposizione politica esistente nel paese, la sola che può dare una spallata sia all’asse dell’eurodittatura Monti-Bersani, che al berlusconismo morente.

Ma c’è per noi una seconda ragione per votare M5S. Se questo Movimento otterrà, come ci auguriamo e come siamo certi, un grande consenso elettorale, ciò darà forza e coraggio al popolo lavoratore, lo farà uscire dall’apatia e dallo stato d’impotenza. La spallata che verrà dalle urne sarà il segnale di un risveglio popolare, risveglio che è la condizione per invertire la rotta, per cacciare una volta per tutte una casta di politicanti corrotti e venduti, per creare le condizioni di un’alternativa di governo e di sistema.

Se dalle urne le forze dominanti usciranno indebolite e sconfitte, quelle d’opposizione saranno obbligate ad unirsi, a formare un fronte ampio unitario, non solo per opporsi alle politiche di macelleria sociale e di austerità già programmate dall’oligarchia europea, ma per prepararsi a guidare il paese sulla base di un programma economico e politico alternativo.

Ognuno deve sapere che entriamo in un periodo ancor più turbolento, e che chi comanda è pronto a tutto pur di impedire una svolta. Il popolo lavoratore questo lo sa, deve quindi essere consapevole che una vittoria elettorale non sarà sufficiente, che dopo la spallata sarà necessario mobilitarsi, agire, lottare in milioni, che solo una sollevazione popolare potrà finalmente evitare la catastrofe del paese».


17 febbraio 2013
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4 pensieri su “MPL (58): PERCHÉ VOTIAMO M5S”

  1. Vincenzo Rauzino dice:

    Noi comunisti non dobbiamo mai dimenticare che l'eventuale vittoria del M5S è solo un punto di partenza di un processo di aggregazione dei segmenti della classe subalterna

  2. Aloisio dice:

    noi persone libere non dobbiamo mai dimenticare che l'eventuale vittoria del M5S è un punto di partenza per l'uscita dell'Italia dall'euro ed il ripristino della sovranità monetaria e politica.

  3. Massimo Villivà dice:

    Noi persone libere non dobbiamo prima di tutto illuderci.

  4. Sollevazione dice:

    Noi, cittadini ridotti da tempo a sudditi e quindi tutt'altro che persone "libere", dovremmo deciderci a strappare la nostra libertà, e ciò lo so ottiene solo ribellandoci al regime neofeudale del capitalismo finanziario globale, dicendo Signor No ai sui satrapi e proconsoli politici. Quindi smetterla nel mettere avanti il fatto che siamo persone-atomi e organizzarci, metterci in moto come parti di un tutto, della sollevazione sociale.

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