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RODOTÀ? NON DICIAMO CAZZATE di Piemme

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18 aprile. In Parlamento stanno votando per eleggere il Presidente della Repubblica. Staremo a vedere se Marini verrà eletto con maggioranza qualificata. Vedremo quindi se l’accordo tra Bersani e Berlusconi reggerà. Quel che è chiaro è che il PD è in pieno marasma. Se quello di Bersani ha tutto l’aspetto di un suicidio, il PD non uscirà indenne da questa vicenda. 

Grillo gioca d’astuzia, ma non scambi fischi per fiaschi
di Piemme

Berlusconi, l’immarcescibile, ha fatto una mossa astuta, proprio per sbranare i Democratici e prendere fiato. Voleva un “governo di larghe intese”, anche presieduto dall’altro immarcescibile come D’Alema, e forse lo avrà.

D’altra parte non si può dire che Grillo non sia sia mosso con furbizia. 
Candidando Rodotà (ben visto dal “popolo di sinistra”, non solo dai vendoliani e dai renziani), e giocando di sponda col Pdl, sta mettendo a nudo l’oligarchia piddina, mostrando quanto essa sia marcia, disposta a tutto pur di tenersi a galla, anche fottendosene dei sentimenti ampiamente maggioritari della su base, che non desiderano alcun compromesso coi Berluscones. Grillo sta insomma lanciano una vera e propria Opa sul Pd allo sfascio. Chapeu!

Non ci vengano a dire però, i “grillini”, che Rodotà sia un simbolo immacolato. Egli è, ben al contrario, un esponente della cosiddetta “casta”.

Parlamentare sin dal 1979. Vicepresidente del Pds. Membro della famigerata Commissione bicamerale. Membro di spicco a più riprese delle più svariate Commissioni parlamentari. Dal 1983 al 1994 parlamentare europeo. Dal 1998 al 2002 ha presieduto il Coordinamento dei garanti per la protezione dei dati personali dell’Unione europea.

Per farla breve: non solo un Euro-unionista di ferro (solo fuffa il suo ostentato amore per il Diritto costituzionale quando con l’adesione alla Ue di Maastricht e all’euro l’Italia ha ceduto la sua sovranità) ma uno che ha accompagnato sin dagli albori la nascita della Seconda repubblica, (anche qui sulle ceneri della carta costituzionale).

Fare a pezzi il Pd, che continuiamo a considerare l’asse portante del blocco euro-oligarchico, è certo una buona cosa. Ma non veniteci a raccontare fanfaluche!
 


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3 pensieri su “RODOTÀ? NON DICIAMO CAZZATE di Piemme”

  1. Unknown dice:

    La storia di Rodotà è quella che è, tuttavia rappresenta quell'area democratica "laburista" che anche all'interno del PD inizia ad interrogarsi sull'euro…

  2. Unknown dice:

    … E questo è positivo. Lentamente le contraddizioni del centro-sinistra iniziano ad emergere.

  3. Redazione SollevAzione dice:

    Magari anche.Resta che è un ittiosauro primo-secondo repubblichino. Potremmo dire: una risorsa di ultima istanza del sistema. E se venisse eletto davvero scordatevelo che aprirà bocca sull'euro.Non si confonda l'uomo (quale che sia) con la carica istituzionale che va ad assumere.Gli uomini vanno e vengono, i poteri restano.

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