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SOVRANISTI DA STRAPAZZO

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[ 5 febbraio 2018 ]

Luigi Pecchioli [nella foto], segretario del “partito” Riscossa Italia, si è sentito in obbligo di rispondere, con un messaggio video, a SOLLEVAZIONE in merito alla candidatura di due loro dirigenti di spicco con formazioni neofasciste; per la precisione del segretario Marco Mori con Casa Pound, e della senatrice Paola De Pin con Forza Nuova ed a quanto scritto da Boghetta e Porcaro in merito all’approdo di Alberto Bagnai alla Lega salviniana. 

QUANDO LA PEZZA È PEGGIORE DEL BUCO


Luigi Pecchioli è una brava persona. Il suo messaggio video fa anzi una certa tenerezza. La sua difesa d’ufficio di Riscossa Italia fa acqua da tutte le parti. Come avvocato la sua arringa è un disastro poiché conferma i gravi capi d’imputazione che gravano sulla testa dello sfortunato assistito.

Quale fosse il succo della nostra critica è presto detto. Se un piccolo movimento politico vede il suo portavoce (Marco Mori) e una dirigente di primo piano (la senatrice Paola De Pin) passare il primo con Casa Pound e la seconda con Forza Nuova, qualcosa vorrà dire. Non indica forse che c’era del marcio nel “sovranismo” di questo “partito”? 
Cosa fosse “marcio” è presto detto: in virtù della favoletta che non ci sarebbero più né destra né sinistra, ed in barba ai giuramenti solenni sulla Costituzione, Riscossa Italia postulava un’idea ambigua della sovranità per cui: (1) uscita “keynesiana” o liberista dall’euro sarebbe questione di lana caprina; (2) quindi sì ad un’alleanza politica di tutti i “sovranisti”, leghisti e fascisti compresi. Due tesi distintive del “Bagnai pensiero” (che tanti danni ha fatto) il quale, più furbo e ambizioso, è infatti finito con la Lega.

C’è forse, nel discorso di Pecchioli, un’autocritica? Nessuna. Si prende forse atto che il “piccolo mondo sovranista” era affetto da un morbo? Che Riscossa Italia era uno dei fattori di  contagio? Che un ciclo si chiude e uno nuovo va aperto? Per niente, tutto va bene madama la marchesa. Buona fortuna!

Può essere utile a questo punto segnalare i passaggi più significativi del discorso del Pecchioli. Il primo è formidabile:

«Non ci siamo presentati a queste elezioni per non spaccare il fronte sovranista, che si è compattato dietro alla candidatura di Alberto Bagnai. (…) Presentarsi con la Lega mentre si sforza di voltare pagina aggiungendo alla loro compagine dei sovranisti importanti… è una cosa importante, e per questo abbiamo deciso di non ostacolare questa posizione».

Suvvia amici cari! Che cazzata è mai questa? Non vi siete presentati per la semplice ragione che non ce l’avete fatta, e non ce l’avete fatta perché avete scioccamente sperato, fino all’ultimo istante, che la senatrice De Pin, aderente al gruppo parlamentare GAL, potesse per questo evitare la faticosa raccolta delle firme.

«L’errore [di Programma 101 e SOLLEVAZIONE, Ndr] è quello di cercare la purezza delle posizioni di sinistra negli altri. Quindi si dialoga solo con chi è di sinistra, solo con chi ha una storia di sinistra… Quindi questo essere settari, questo cercare la purezza, che è un po’ razzista, è ciò che ha portato spesso alla sconfitta e alle scissioni della sinistra». 

Sorvoliamo per carità di patria sulla “purezza razzista”. Pecchioli, di nuovo, mente sapendo di mentire. Sin da luglio scorso Programma 101 e la C.L.N. fecero appello a tutti i gruppi del sovranismo costituzionale  a fare fronte in vista delle elezioni. La risposta di Riscossa Italia, carta canta, fu un secco no. L’11 novembre facemmo l’ennesimo tentativo unitario. Assieme agli amici di Unione di Scopo convocammo un incontro unitario, lanciando l’allarme che i tempi per una lista del sovranismo costituzionale erano ormai strettissimi. Riscossa Italia addirittura non si peritò di partecipare. L’accusa di settarismo va dunque respinta al mittente. 

Ma procediamo passando alla terza chicca:

«Questa purezza porta a criticare un Bagnai che onestamente ha provato in tutti i modi a cambiare la sinistra dall’interno ma ha trovato solo rifiuto e derisione e che si è candidato giustamente con l’unico partito che gli ha dato un minimo di spazio. La Lega è il partito in cui Salvini è uscito dalle consultazioni con Napolitano sventolando il suo libro Il tramonto dell’euro dicendo che quella era una lettura che lo aveva illuminato e che avrebbe molto pensato su questo».

Eccoci alla seconda storiella, quella per cui l’essersi candidato con la destra liberista e xenofoba sarebbe colpa della sinistra che non ha compreso il grande genio Bagnai e gli ha chiuso la porta in faccia. Questa bubbola autoassolutoria del Bagnai è falsa ed è diventata stucchevole. C’era la possibilità di costituire un movimento politico indipendente del sovranismo costituzionale che avrebbe potuto aprirsi un varco grande a sinistra, Bagnai, con “contezza di spirto”, si è sempre messo di traverso. Punto. 
Perché lo ha fatto? Per quattro ragioni fondamentali che condensano il Bagnai pensiero: (1) ha sempre ritenuto che l’euro sarebbe venuto giù da solo e molto presto; (2) nel caso sarebbe comunque stato un pezzo dell’élite a farci uscire dall’euro; (3) la sinistra si è suicidata, la destra avanza, ed è a destra che occorre buttarsi; (4) siamo in un sistema “nazista” che ci consente solo di votare contro, in cui non c’è spazio di votare per.
A questa visione in cui ogni porcheria politica si autogiustifica (la profezia che si autoavvera) si aggiunge un elemento psicologico, la  mania di grandezza, il narcisismo conclamato di Bagnai. 
Ma Pecchioli non solo scagiona Bagnai dalle sue responsabilità politiche, fa peggio. Dopo l’umiliante marchetta del seminario dell’ottobre scorso insiste con un patetico endorsement elettorale per la Lega. Infatti egli afferma: 

«Ora, Salvini sarà tutto quello che vi pare, però lui sta cercando di fare uno spostamento della Lega la quale all’interno ha la parte più becera, per carità, però qualcosa ha cercato di fare  e sicuramente Bagnai può aiutare piuttosto che portare l’acqua alla parte liberista. Ci riuscirà, non ci riuscirà, non importa, è una scelta che va capita».

Qual è dunque il desolante succo del discorso di Pecchioli?  Si può riassume così: “Beh, sì, certo, Mori non avrebbe dovuto andare con Casa Pound, né la De Pin con Forza Nuova. E’ con Bagnai e Salvini invece che dobbiamo andare”.

Non la zuppa, il panbagnato. E il marcio resta.

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8 pensieri su “SOVRANISTI DA STRAPAZZO”

  1. fabio campedelli dice:

    Certo che per uno che vive in una città che l' ha ha vista nascere , crescere ,quindi affermarsi fino ad arrivare a governare , tutta questa grande presa in considerazione della Lega è abbastanza stucchevole . Infatti se , appena 6 mesi fa , nelle amministrative ,qui a Verona , città tradizionalmente di destra , la Lega non è riuscita a raggiungere che un misero 6% ,un buon motivo ci sarà ,o no ? Non è che i veronesi , di città , si sono resi conto, sulla propria pelle ,prima di altri , che la Lega è solo un partito di tanto fumo e poco arrosto ,tanto per rimanere nei limiti dell'educazione ?

  2. Monica Casaletto dice:

    I suddetti dirigenti del partito Mori e De Pin hanno lasciato Riscossa ben prima delle scelte di schieramento che hanno effettuato.Questo dimostra che in Riscossa Italia non c’è nessun germe di tipo fascista.C’e un’altra Senatrice in Riscossa Italia che ha ben appoggiato e aiutato a presentare il partito alle elezioni, ma voi non l’avete notato, fosse stato anche l’unico atto che mi dava la carica, lo ripeterei.Rifarei le stesse scelte, e conoscendo Pecchioli non si meritava questo articolo.Comunque ognuno è libero di criticare chi vuole, spiace solo notare che la sinistra sa spaccare il capello in …12 sottopeli enon combinare mai nulla. Monica Casaletto

  3. Anonimo dice:

    Che Pecchioli sia una brava persona non ci piove. Ma anche questa sua ultima presa di posizione, dimostra una volta di più il naufragio politico dei c.d. sovranisti.

  4. Barbaro D'Urso dice:

    Perché lo ha fatto? Per quattro ragioni fondamentali che condensano il Bagnai pensiero: (1) ha sempre ritenuto che l'euro sarebbe venuto giù da solo e molto presto; (2) nel caso sarebbe comunque stato un pezzo dell'élite a farci uscire dall'euro; (3) la sinistra si è suicidata, la destra avanza, ed è a destra che occorre buttarsi; (4) siamo in un sistema "nazista" che ci consente solo di votare contro, in cui non c'è spazio di votare per.A questa visione in cui ogni porcheria politica si autogiustifica (la profezia che si autoavvera) si aggiunge un elemento psicologico, la mania di grandezza, il narcisismo conclamato di Bagnai.Perfetto. Non si poteva dire meglio. Ogni volta che qualche bagnaista, tanto di lungo corso, quanto di recente conversione, dovesse cominciare a frignare esaltando e giustificando la "strategia" del luminare, fate un bel copia-e-incolla di queste eccellenti righe e li avete zittiti in cinque secondi.@fabio campedelliIl vento che gonfia le vele della Lega (Nord o non più Nord? boh!) è la facile cavalcata di temi "lepenisti" che Salvini ha saputo mettere in atto negli ultimi due o tre anni, approfittando del vuoto politico esistente a destra. Infatti, la destra italiana "naturale" sarebbe dovuta essere quella della Meloni, erede diretta del baraccone Msi e poi An, ma il suo partito è sempre stato molto piccolo e debole. Anzi, le proporzioni di consenso fra Lega e FdI oggi sono l'inverso di quello che erano fra Lega e varie sigle missine del passato. Questo ha comportato anche l'aver mollato, almeno tatticamente, le vecchie parole d'ordine federaliste o addirittura secessioniste, il che ha portato consenso al di sotto della Linea Gotica, ma nelle vecchie roccaforti ha fatto storcere il naso a non pochi… Dunque la Lega "tira" perché acchiappa consenso laddove non se l'erano mai sorbita, almeno come amministratori locali.Si veda inoltre la recente vicenda Maroni, il quale s'è platealmente smarcato da Salvini, ha ricevuto in dote una rubrica su Il Foglio e confermato la sua fedeltà direttamente al Berlusca. Dopo le elezioni, quando le "larghe intese" saranno d'obbligo, i patti di coalizione saranno carta straccia. Allora una parte della Lega decisamente "governista" e "berlusconiana" seguirà l'ex Cavaliere nella maggioranza di governo, mentre i "salvinisti" – compreso Bagnai? – potrebbero essere protagonisti di una scissione per continuare a giocare, almeno per un po', ai "lepenisti".@Monica CasalettoSenatrice, Lei avrà pure messo a disposizione la firma per dare la possibilità a Riscossa di correre autonomamente alle elezioni. Eppure, Riscossa ha deciso di non correre. Ora, i gruppi di sinistra avranno anche il vizio atavico della litigiosità e delle rotture a catena. Ma che c'entra questo con la decisione di quelli di Riscossa, che è solo ed esclusivamente responsabilità loro?

  5. Mauro dice:

    Monica Casaletto,non sapevo che fosse una parlamentare. Siccome lo è e non è l'ultima arrivata nel circo politico, dovrebbe essere dotata di quel poco di arguzia e intelligenza politica per comprendere cosa c'è dietro a questa o quella mossa, dietro a questo o quel posizionamento politico. che il segretario politico di un partito si dimetta dopo quattro mesi passi a CASA POUND (sic!) e una senatrice dirigente vada con FORZA NUOVA (arciSic!!) secondo lei non dice niente sulla natura di un movimento politico? Oh certo che qualcosa la dice, hai voglia se la dice! Qui non si tratta solo di Riscossa Italia, qui la questione è dietro alla facciata del sovranismo si sono nascoste molte mele marce. Non si marcisce da un giorno all'altro.Giusto dunque fare pulizia, dire pane al pane e vino al vino.

  6. Anonimo dice:

    Riscossa ha un direttivo di defunti! Questo è il vero problema di questo partito. Hanno fatto di tutto per distruggerlo e far allontanare prima Mori ( segretario e fondatore ) poi la senatrice De Pin. Una massa di incapaci alla guida di un partito che aveva un ottimo programma, quello scritto da Mori. Requiem Riscossa

  7. Pericle dice:

    Riscossa Italiana, come l'80% del sovranismo italiano, è costituito fondamentalmente da gente di destra, che a destra vuole tornare. E' la rappresentazione della piccola borghesia un po' gretta del boom economico, della maggioranza silenziosa, che votava Pentapartito o Msi e poi Pdl, divenuta improvvisamente "costituzionalista" e "solidarista" quando si è impoverita. Queste sono le sue basi sociali ed ideologiche, alla fine il suo sogno è rivedere il centrodestra al governo, una parte vorrebbe al potere direttamente Casapound o Forza Nuova: basta mandare all'opposizione le "zecche rosse", mandare a casa i negri e ritrovarsi un po' di soldini sul conto corrente. E se per far questo si accetta un abominio come la Flat Tax, che nulla ha a che vedere con la Costituzione di cui si riempiono la bocca, pazienza. Dico subito che i piddini sono pure peggio e che alcune istanze sopra citate sono anche legittime, però diciamo le cose come stanno. Idem per Bagnai: ansioso di far parte dell'elite, lui che è così di sinistra e ama tanto il popolo, ha scelto la strada più facile, che è quella di accodarsi a qualche partito che distribuisce poltrone. Siccome a sinistra non lo volevano, è finito dove c'era posto e dove si era preparato a finire. In confronto Mori e la De Pin sono dei dilettanti e si sono dovuti accontentare di una lista che non supererà lo sbarramento.

  8. Fiorenzo Fraioli dice:

    Un commento da incorniciare. Perfetto!

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