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CHE CI DICE L’ELOGIO SALVINIANO DI BOLSONARO di Piemme

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[ 31 ottobre 2018 ]

Fabrizio Marchi su l’interferenza dice l’essenziale del neopresidente del Brasile Jair Bolsonaro:

«Bolsonaro è la sintesi del peggio che possa esistere al mondo. Ammiratore di Hitler per sua stessa ammissione, nostalgico delle feroci dittature militari (sponsorizzate e armate dagli USA) che per quasi mezzo secolo hanno letteralmente insanguinato l’intero continente latinoamericano, ultra filosionista (in una delle sue primissime dichiarazioni ha annunciato la decisione di chiudere l’ambasciata palestinese), ultraliberista in politica economica, omofobo, integralista religioso (più per opportunismo che per fede…), seguace fanatico delle sette evangeliche che dagli Stati Uniti stanno da tempo colonizzando l’America Latina, filo americano, antisocialista e anti comunista viscerale, appoggiato da Trump, Bannon, e naturalmente da Netanyahu e da tutta la destra e l’estrema destra sud e nord americana, israeliana ed europea, Bolsonaro è il simbolo della “riscossa” reazionaria in America Latina».

Non dice, Marchi, le immense responsabilità che un quindicennio di governi del PT lulista hanno avuto nel causare la vittoria di questo energumeno — politiche liberiste che hanno accresciuto a dismisura le già enormi diseguaglianze sociali, una gestione nepotistica e corruttiva del potere.

Ma non è questo adesso il punto; condividiamo del pezzo del Marchi il ribrezzo per lo sconcio e sguaiato appoggio che Salvini ha promesso a  Bolsonaro.

Con l’esaltazione di Bolsonaro Matteo Salvini ha compiuto un’altro passo o strappo per attestare la sua Lega nel campo della destra reazionaria —alla faccia di certi amici che ce la menano col discorso che sarebbe finita la “dicotomia sinistra-destra”: la verità è che più la sinistra si imputridisce e s’inabissa nel campo liberale, più le destre avanzano, per di più secernendo le pulsioni più antidemocratiche.

Poi però il Marchi giunge a questa conclusione:

«Sbandiera la sua amicizia [di Salvini, ndr] con Putin ma di fatto è parte organica dell’“Internazionale nera e liberista” guidata appunto da Trump, Bannon e Netanyahu».

Ecco come, nella comprensibile foga polemica, si passa dalla ragione al torto. Tre errori, a me sembra, in due righe.
(1) E’ sbagliato dedurre da un tweet che Salvini stia portando la Lega nella “Internazionale nera e liberista guidata da Trump, Bannon e Netanyahu”. Lo so che sembra banale rispondere che “le cose sono molto più complesse” ma… le cose sono effettivamente più complesse. E’ quantomeno prematuro sostenere che Salvini sia un finto filo-russo e un vero filo-americano. Chi vivrà vedrà.
(2) Tanto più perché non esiste una “internazionale”, ovvero un blocco omogeneo e strategico tra Trump, Bannon e Netanyahu. Bannon non è fantoccio di Trump e Netanyahu gioca in Medio oriente la sua partita geopolitica, essa collima per molti aspetti con le mosse di Trump, ma è una convergenza di fase, non un matrimonio strategico. 
(3) E ove ci sia questo blocco perché aggettivarlo come “internazionale nera”? Il solito errore di certa sinistra quello di semplificare e ridurre a caricature e mere duplicazioni processi storici complessi, spazzando quindi via le loro peculiarità (di notte tutte le vacche sono… nere e … fasciste, liberiste, non fa differenza). 

Occorre combattere la reazione che monta prepotente nel mondo ma per farlo occorre ben inquadrare e mettere a fuoco questo nemico per scoprirne i punti deboli, per anticipare le sue mosse, per colpirlo nel modo giusto.

Non mi risulta che coloro che affermano che questi populismi di destra avanzanti siano fascisti punto, si stiano preparando a passare alla clandestinità o all’esilio (dove? in Russia?), la qual cosa sarebbe, visto lo stato in cui versa la sinistra rivoluzionaria, la sola cosa sensata. 

Ps
Occorre poi stare molto attenti a tutto questo “gridare al lupo! al lupo!”. Sempre più diventa un pretesto per una posizione indifferentista davanti alla insubordinazione del governo giallo-verde verso l’oligarchia eurocratica ed i suoi diktat. Come dire: “che ce ne può fregare della sovranità nazionale e di rompere la gabbia europea se poi avremo il fascismo in Italia?”. Un indifferentismo che a ben vedere implica considerare la gabbia eurista il “male minore”. Mi sbaglio?
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15 pensieri su “CHE CI DICE L’ELOGIO SALVINIANO DI BOLSONARO di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    Ottimo. Il punto è proprio cosa fare, il PT lulista è incastrato in quegli equilibri che pur con grande sforzo è riuscito a conquistarsi nella fase storica che si conclude. Equilibri che hanno creato gli spazi in cui hanno potuto sopravvivere ma a condizioni che essi non fossero realmente minacciosi per l'egemonia USA, per la globalizzazione.Il conflitto interno, per quanto aspro, si è sempre svolto entro i limiti della farsa democraticista mettendo da parte i golpe militari. La grande crisi ha fatto emergere tutti quei conflitti che tale farsa occultava, quegli spazi si stanno progressivamente chiudendo eppure ho l'impressione che anche da quelle parti persistano nell'illusione che il tempo passato possa tornare. Posizione di tutti quelli che non sanno come rilanciarsi nella nuova epoca e che quindi riescono solo a trascinarsi stancamente. Dunque posso farmi solo lo solita terribile domanda: ma essi hanno un piano B? Anche qui il sospetto è che non lo abbiano, la cosa sarebbe davvero esiziale per loro.Le situazioni dei diversi paesi del mondo hanno le loro specificità e non possono essere ricondotte a facili e fuorvianti analogie, ma mi sembra che tutte abbiano un tratto in comune: ciascuno a modo suo è intrappolato in una coazione a ripetere, a Roma come i romani in Brasile come i brasiliani e così via anche altrove.E sto leggendo un altro articolo disperante che mi da la terribile sensazione che purtroppo la coazione a ripetere, anche per quel che riguarda noi, non sia affatto terminata. Magari ve lo segnalo nel pomeriggio, forse.Giovanni

  2. Anonimo dice:

    Trai l'unica conclusione logica possibile. E' chiaro che il Marchi sconsiglia il M5S dal proseguire un'alleanza con la Lega, ma l'alternativa qual è? Una col PD? La splendida solitudine mentre intanto Cottarelli fa il lavoro sporco e poi "arriviamo noi"? La realtà fa schifo, ma a sbatter la testa contro il muro si rompe la testa e non il muro, come diceva il tale.

  3. Anonimo dice:

    No, ho deciso che l'altro commento di cui parlavo non lo faccio che la vita è breve ed il tempo perduto non torna più. La madonnina della MMT ha pubblicato il link al delirio di un jacobinista che vorrebbe che ricominciassimo da Mimmo Lucano. Sempre alla ricerca della superstar.Così non si può "combattere la reazione che monta prepotente nel mondo" ma si finisce col sostenerla. Dopo anni ed anni ed anni di crisi questa coazione a ripetere è davvero troppo ma non se ne vede la fine. Dico solo che anche io NON sto con Mimmo Lucano, e rimuovo il bookmark alla bacheca della madonnina.Giovanni

  4. Anonimo dice:

    Ah, giusto per avere un altro banco di prova dello stato di salute della farsa democraticista in sud america (ma in fondo anche nel mondo)Se non sbaglio l'anno prossimo si vota in Argentina per le presidenziali. Le proteste del mese scorso avranno una qualche consistenza elettorale? Oppure l'area di sinistra arriverà molto frammentata al suo interno e questo riconsegnerà un secondo mandato a Macri?I risultati delle elezioni parlamentari di medio termine argentine del 2017 non sono certo incoraggianti.Giovanni

  5. RobertoG dice:

    Non voglio definire Bolsonaro fascista visto che il termine viene da noi ampiamente abusato sia dal sinistrume cosiddetto radicale che da quello finto e neoliberista tanto da averne ormai edulcorato il significato. Diciamo che si tratta di un barbaro come si evince dalle sue stesse dichiarazioni che chiunque, se vuole farsi del male, può dilettarsi a leggere quihttps://it.wikiquote.org/wiki/Jair_BolsonaroDopodichè costui ha scelto come ministro dell'economia Paulo Guedes, iperliberista allevato alla scuola di Chicago che lavorò con entusiasmo anche nel Cile di Pinochet, il quale si appresta ad ammansire al Brasile la stessa velenosa ricetta benedetta dal FMI che ci ha riservato in questi anni Bruxelles. Sarebbe come se l'attuale governo gialloverde avesse messo all'economia Mario Monti o peggio.Allora se Salvini è entusiasta di questo personaggio soltanto perchè egli ha promesso di restituirci Battisti ed ignora tutto il resto vuol dire che è un imbecille oppure che a noi finora sulla Ue ha raccontato un mucchio di frottole.Io non sono contro questo governo a prescindere. Non sono a prescindere però neppure favorevole. Mi baso sui fatti. Finora i fatti ci hanno fornito una manovra spacciata per espansiva che non basterà neppure a coprire gli interessi sul debito e che quindi ci farà rimanere serrati in pieno nei ranghi dell'austerità, marcia indietro sulle opere come il Tap e forse anche la Tav ed in compenso il decreto sicurezza e immigrazione, così meraviglioso che nei 5 stelle si cominciano ad avvertire i primi segni di pericolosa contestazione.A questo punto il plauso salviniano a Bolsonaro rischia di avere già il significato della classica ciliegina sulla torta. Una torta rancida e già andata a male però.

  6. Anonimo dice:

    Sul definirlo o meno fascista scrivono bene su Rinascita:Non uso il termine “fascista”, che ormai è troppo abusato e a mio avviso dovrebbe essere maneggiato con estrema cautela, proprio per non sminuirlo e renderlo banale, come fanno le “sinistre” fucsia europee.Anche questo articolo però, pur sottolineando giustamente che sarebbe del tutto sbagliato fare l'analogia tra il PT e le nostre sinistre, manca di analizzare i limiti della sua linea di azione che pure ha avuto i suoi successi all'interno delle circostanze storiche di questi decenni ma che adesso ha bisogno vitale di un cambiamento strategico.Giovanni

  7. Anonimo dice:

    La Lega è molto più solida del M5S ed è.più. addentellatanel potere. Quando potranno scaricheranno i 5S. A mio modesto parere una forza alternativa di sinistra deve mollare gli ormeggi dei miserrimi tatticismi. O ha le gambe per correre oppure sarai sempre un bluf che non vale neanche la pena di vedere. Potete girarci attorno quanto volete, ma questa tattica di appoggio ai giallo verdi ha una scadenza oggettiva e se non state organizzandovi per provarci che credibilità potrete mai avere? Volere volare.

  8. Anonimo dice:

    "Un indifferentismo che a ben vedere implica considerare la gabbia eurista il "male minore". Mi sbaglio?"Sì, nel caso non sia indifferente distinguere tra chi vuole farti uscire dalla gabbia e chi ti ci vuole tenere dichiarando il contrario (gatekeeper), vanificando il lavoro di chi vorrebbe davvero uscire.Questo significa che POTREBBE non esserci soluzione di continuità tra il potere coercitivo dei trattati euro-pei e quello di uno stato poliziesco; stessa gabbia ordoliberista, stessa propaganda, con o senza moneta unica, stesso potere di inquinare, come prima e più di prima, i pozzi dell'esercizio democratico della sovranità, a partire dal pozzo della semantica, creando la Babele nella quale sguazziamo, chi più chi meno in buonafede.Salvini non è fascista e tifa Bolsonaro che è un nazista? Ok, vedremo, se Bolsonaro è più nazista di quanto Salvini non sia fascista o sovranista.Se l'ipotesi che ci si stia affidando a due personaggi locali che condividono lo stesso autore con il brasiliano è fondata allora, su questo, è indifferente chiedersi se fare le giuste distinzioni analitiche possa cambiare qualcosa, in questa Babele "a chi?" e "come?" comunicare di aver avuto ragione?"Vincenti o perdenti non importa, mai secondo i propri piani", canta sconsolato dal "proprio circo personale" Guccini: un piano implica, nel suo perseguimento, un soggetto politico, primo referente delle parole che si usano nel perseguirlo.Pensare di dare voce dalla strada ai burattini mossi con maestria al chiuso del Teatro (Gabbia/Recinto) Tina da mani altrui può solo far perdere la voce.francescoP.s. Forse un guasto tecnico ma non vedo più il logo di Egodellarete, quello attraverso il quale ho conosciuto e promosso Sollevazione, insieme a Moreno, Alberto, Luciano, etc.

  9. Anonimo dice:

    Concordo IN PIENO con il commento del sig. RobertoG e mi chiedo: considerando queste OSCENE dichiarazioni di Salvini, nonché le posizioni dell'esecutivo sul TAP e sul rapporto con l'Europa (posizione quest'ultima, che a me sembra tutt'altro che realmente "conflittuale"), è davvero il caso di continuare ad avere verso il suddetto governo un atteggiamento di "sostegno con riserva"? Io credo proprio di no. (A scanso di equivoci Ci tengo a precisare che neppure io ho mai avuto una posizione aprioristicamente contraria al presente governo, però adesso la misura è colma…)Francesco F.Manduria (TA)

  10. Anonimo dice:

    Un ultimo commento. Leggo che il giudice che ha condannato Lula entrerà nel governo Bolsonaro. Ovviamente nessuna sorpresa visto l'uso che da decenni (e forse da sempre) il potere fa della giustizia.A questo proposito occorre però aggiungere che bisogna fare molta attenzione al tipo di critica che si muove al PT. Centrare la critica sul problema della "gestione nepotistica e corruttiva del potere" (come fa qui Piemme) espone al rischio di fare da sponda al potere oligarchico perché non esce della sua egemonia culturale che strumentalizza il moralismo giudiziario e che purtroppo imperversa.Moralismo giudiziario che riconduce sempre tutto alla solita soluzione dell'onestà individuale e che potrebbe portare a concludere anche involontariamente che, orrore degli orrori, se il PT è corrotto possa essere comunque un bene che abbiano vinto quegli altri quando invece non è affatto così. Andando su questa linea l'analogia, del tutto sbagliata, fra il PT e le nostre sinistre sarebbe fatta pur senza dichiararlo esplicitamente. Anzi, avendo esplicitamente dichiarato il contrario.Non dico che il problema della corruzione debba essere trascurato "sempre e comunque", dico solo che partendo dalla "questione morale" della corruzione si finisce col mettere in ombra la "questione politica" e questo sarebbe un grave errore.Giovanni

  11. Anonimo dice:

    permettete la testimonianza di uno che in brasile ci vive da 20 anni e lo frequenta da 30? copio il commento scritto su l'interferenza:dice piemme:“le immense responsabilità che un quindicennio di governi del PT lulista hanno avuto nel causare la vittoria di questo energumeno — politiche liberiste che hanno accresciuto a dismisura le già enormi diseguaglianze sociali”BUFALE. come tanti altri, di brasile (o sudamerica) non sa niente. manco prendersi la briga di consultare un sito di statistiche economiche…1) in realtà in 14 anni di PT le disuguaglianze sono diminuite brutalmente, il brasile è uno dei soli 2 paesi al mondo (l’altro la russia di putin) in cui la quota salari è cresciuta rispetto alla quota profitti.2) la gente questo lo sa, lo VEDE coi propri occhi e infatti lula fino a prima che gli impedissero la candidatura aveva il doppio delle preferenze di bolsonaro, nonostante fosse in galera. una volta impedito lula, milioni di persone si sono astenute (al 1°turno 50%) perchè i brasiliani votano l’uomo carismatico. solo quest’astensione ha fatto vincere bolsonaro, che ha ottenuto i voti di quelli che da sempre sono di destra.3) dire che la colpa della vittoria di bolsonaro sta nelle politiche troppo liberiste del PT è falso, anzi, il PT è da sempre accusato di essere troppo a sinistra. questo non è vero, il PT ha curato gli interessi di tutte le classi sociali, ma questo fu il motivo del suo SUCCESSO e non della sua sconfitta.4) la sconfitta è venuta solo a causa di una monumentale opera di soft war fatta da media e magistratura per 5 anni (e diretta dall’estero) proprio perchè solo così potevano sbarazzarsi di un partito che avrebbe certamente rivinto, a causa di un successo e di una crescita per tutti che non hanno eguali nella storia di nessun paese.gino.

  12. Anonimo dice:

    giovanni,"a condizioni che essi non fossero realmente minacciosi per l'egemonia USA"il brasile petista è stato e sarebbe rimasto un disastro per l'egemonia usa, e se vuoi ti cito alcuni episodi emblematici.questo è stato il motivo n.1 di ciò che è successo.come paulo guedes, anche il giudice moro s'è specializzato negli usa (presso il dipartimento di stato), sono loro agenti!e hanno l'appoggio pure delle lobbies israelite sioniste.gino.

  13. Anonimo dice:

    "a causa di una monumentale opera di soft war "È proprio questo il punto. La situazione storica è cambiata e c'è stato un forte intensificarsi di metodi che possono ancora essere ascritti alla soft war. Quando questo metodi non dovessero più funzionare per lorsignori cosa accadrebbe? Se guardiamo al passato nulla di buono è possibile aspettarsi.Insomma, la democrazia elettorale può ancora davvero premiare il PT e le altre forze simili in sud america? Vista la virulenza della nuova soft war contro di loro cosa sarebbe accaduto se avessero davvero vinto? Il problema, contrariamente a quanto scrive Piemme, non un problema morale ma politico.Giovanni

  14. Anonimo dice:

    Ho letto solo adesso. Ho capito che questi (Guedes, Moro ed altri) sono gli agenti ed in fondo dovrebbe pure trasparire dai miei commenti. Ho solo detto che il PT si è ricavato uno spazio con un aspro conflitto all'interno del binario "democratico". Non ho mica ho detto che Lula è un agente statunitense, sarebbe una vera corbelleria.Ma la situazione era diversa. Essi non avevano la forza di minacciare l'egemonia USA direttamente (mica gliene faccio una colpa, il moralismo in politica non mi piace anche perché spesso colpisce chi è debole) e gli USA erano talmente saldi nella loro egemonia mondiale che in fondo hanno preferito tollerare il PT al governo piuttosto che intervenire violentemente. Ora non è più così, il problema è tutto fuorché morale.Giovanni

  15. Rodolfo dice:

    caro Gino,capisco ma non condivido.Ciò che dici vale forse per il primo periodo del lulismo.Poi arriva la crisi economica che ha avuto effetti sociali tremendi sul proletariato brasiliano ed il governo del Pt ha assecondato politiche antipopolari. Si vede che ho altri dati rispetto ai tuoi.

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