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BUFALE IN TEMPO DI COVID di Emmezeta

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Per favore state seri. Ascoltate Mattarella, riflettete su Conte, ripassatevi gli espertoni ed aspettate il vaccino. Si lo so, forse non si farà mai (come per altri virus), ma bisogna aspettarlo lo stesso. Meglio se lo fate con la mascherina. E’ vero, per lo più hanno ben stampigliato sopra che non sono né Dpi né tantomeno dispositivi medici. Ma che importa, indossarle ed aspettare bisogna, è una questione di fede. L’importante è rimanere seri, sempre seri. Se vi riesce, naturalmente…

In verità seri lo saremmo anche noi. Se non fosse per loro… Che siano politici, giornalisti, tecnici o scienziati, gli attuali dispensatori di consigli al “popolo-bambino” sono odiosi ed insopportabili. Gente che farebbe incazzare anche un ghiro in letargo. Gente convinta di poterle sparare senza freni, che per questi signori è la bellezza del Covid!

Oggi, però, non li prenderemo sul serio. Che qualche volta è preferibile prenderli semplicemente in giro. Ci limiteremo perciò a segnalare tre autentiche, quanto amare, bufale.

La prima viene direttamente dall’Istat. Vi ricordate un tasso di disoccupazione pre-Covid sopra il 10%? Roba del passato, oggi siamo al 6,3%. Miracoli del virus. Rispetto ad un anno fa abbiamo infatti un milione e 112mila disoccupati ufficiali in meno, chissà perché! Ovviamente all’Istat sanno benissimo che si tratta solo di una grossolana illusione ottica, tant’è che i cosiddetti inattivi registrano nello stesso periodo un aumento di un milione e 462mila. Effetti del virus, o meglio del lockdown. Se tutto è chiuso non si cerca lavoro, tantomeno si va ai Centri per l’impiego, peraltro anch’essi chiusi, non si sa mai…

Ora la cosa è talmente evidente che non è neppure pensabile che all’Istat abbiano voluto barare. Ma allora perché intestardirsi con la presentazione delle solite tabelline mensili, in questo caso fasulle anche agli occhi di un piddino? Perché farlo proprio nel momento in cui tutti danno per scontata la bazzecola di un milione di disoccupati in più? Che qualcuno abbia così deciso per dare un senso di “normalità”? Non lo possiamo sapere, ma di certo se lo potevano risparmiare.

Il buffo è che questo senso di normalità, col quale vorrebbero magari occultare il disastro che hanno compiuto, cozza con quel terrorismo psicologico cui proprio non sanno rinunciare neanche adesso. Ci hanno segnalato una seconda e più grave bufala sul sito ilmeteo.it. Questo sito è ben noto per il suo sistematico catastrofismo climatico e meteorologico. Ma se certo non ha l’ufficialità dell’Istat, non è neppure un sito qualsiasi, visto che è il servizio meteo più usato dalle istituzioni, dalle grandi aziende e soprattutto dai media.

Bene, poiché le catastrofi meteorologiche sono rare, di certo assai di più del loro annuncio, ecco che ilmeteo.it ha preso ad occuparsi di Covid. Non si sottovaluti la cosa, dato che quel sito ha tanti disgraziati visitatori. Oggi, 3 giugno, lo fa per annunciarci tre cose: ovviamente tutte dello stesso segno. La prima è che i contagi starebbero ricominciando a salire. E’ falso, ma per quelli de ilmeteo.it questo è solo un trascurabile dettaglio. La seconda – mica son terroristi! – è che una “nuova zona rossa” potrebbe arrivare “da un momento all’altro”. Come rafforzativo (ecco la terza cosa), l’estensore di questo simpatico bollettino ci rimanda al famoso “Documento segreto” di fine aprile, quello che se “si riapriva” avremmo avuto 151mila ricoveri in terapia intensiva!

Ora, qui qualche ricovero in più ci vorrebbe davvero, ma la colpa non è solo de ilmeteo.it, dato che quel documento venne effettivamente citato dall’incommentabile inquilino di Palazzo Chigi per giustificare il freno alla riapertura del 4 maggio. Adesso, però, è passato un mese dal 4 maggio e due settimane e mezzo dalla più decisa riapertura del 18 maggio. E cosa è successo nel frattempo? E’ successo che, a dispetto di tutti i catastrofismi ufficiali ed ufficiosi, a dispetto delle denunce sulla “malamovida” e sulle mascherine calate, i contagi calano alla grande ed in maniera costante, mentre nelle terapie intensive ci sono 400 persone non 151mila, un errore di 375 volte, ma che volete che sia, sono scienziati!

Indifferente alla riapertura, così come lo era stato alla chiusura, il virus continua il suo percorso. La qual cosa, se di per sé non deve tranquillizzare, di certo indispettisce oltremodo chi aveva conquistato un insperato palcoscenico e – nel caso delle task force – un insperato potere. Da quelle parti dev’esserci un certo nervosismo: chi mai crede di essere questo Covid 19 da ritirarsi in buon ordine prima del tempo? Meno male che ci sono luoghi scientificamente inappuntabili come ilmeteo.it!

Ora, scherzi (amari) a parte, bisognerà pur chiederci il senso di questa insistenza nella propalazione di tante falsità. Un certo Joseph Goebbels diceva: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Qualche giorno fa, transitando velocemente in un bar, mi è capitato di sentire una conversazione in cui si parlava (senza che nessuno obiettasse) dei “milioni di morti” di Bergamo. La discussione era sulle cause, ma nessuno dubitava dei “milioni”. Lì per lì ho pensato quanto sia vero il detto che “gli zeri non contano”, da qui il passaggio dalle migliaia ai milioni senza difficoltà alcuna. Ma la cosa mi è tornata in mente leggendo ieri il Corriere della Sera. In un articolo firmato da Margherita De Bac si dice che adesso in Italia: «I malati arrivano in ospedale in condizioni molto meno gravi rispetto a marzo-aprile quando ogni giorno si contavano migliaia di morti».

Migliaia di morti? Ogni giorno? Ma quando mai! Senza voler sminuire un dato comunque drammatico, le migliaia di morti per fortuna non ci sono mai state. Il picco del 27 marzo si è infatti fermato a 919 vittime. Bastava che l’articolista parlasse di centinaia e non di migliaia e la deontologia professionale sarebbe stata salva. Ma la macchina del terrore e della paura deve continuare a produrre h24. Visto che non può farlo sul presente, lo fa lavorando sul passato e sul futuro (ritornerà!). Ma paura dev’essere. Almeno ogni tanto, chiedetevi il perché.

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Commenti: 2 “BUFALE IN TEMPO DI COVID di Emmezeta”

  1. enzo scrive:

    Condivido appieno però usiamo le giuste definizioni perché se no ci (si) attaccano anche alle sfumature semantiche: il CoronaVirus dell’anno si chiama SARS-CoV-2® mentre CoViD-19 è la particolare sindrome che esso innesca (la D finale di CoViD sta per desease ovvero malattia).

  2. ombra scrive:

    Le menzogne vanno avanti , le verita’ le sono dietro , dicevano i nostri avi .
    Questo virus e’ stato ed e’il piu’ grande virus mediatico della storia , anche se poi a conti fatti ……………….
    Si ha un bel dire : si ascolti Mattarella e gli appelli all’unita’ delle forze in parlamento , gia’ , a patto che a governare sia il suo Pd vero ?
    Non credo che avrebbe fatto lo stesso appello se al gov. ci fosse stato il gov. precedente .
    Oltre alle menzogne poi ci sono le ipocrisie come descrive bene oggi F. Bechis con foto annesse sul Tempo , sugli assembramenti buoni e assembramenti cattivi nelle piazze .
    Si , il peggio del peggio sta nella (dis) informazione in questo paese e non solo , metterci mano e’ ancora piu’ complicato del casino giustizia , il che e’ tutto dire .

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