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ERRI DE LUCA E IL PIETISMO SANITARIO di Moreno Pasquinelli

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E’ noto, o dovrebbe esserlo a chi mastica almeno un po’ di politica, che ogni operazione di dominio è al contempo operazione d’egemonia ideologica, ovvero anzitutto etica. Anche gli atti di forza più sfrontati e violenti sono accompagnati da rivestimenti ideologici di giustificazione e legittimazione. Di esempi, sul filo della storia, se ne potrebbero fare a bizzeffe. Uno su tutti, tra quelli recenti, le cosiddette “guerre umanitarie”. Le potenze imperialiste, USA in primis, hanno squartato a suon di bombe (beninteso “intelligenti”, anche qui notare la foglia di fico) intere nazioni ribelli: lo scopo era conservare il dominio, il motivo giustificante era fare il bene dell’umanità.

L’operazione Covid non sfugge a questa legge: si dice una cosa per farne un’altra, ovvero, si usa la pandemia, se ne fa anzi un mostro terrificante, per legittimare un colossale esperimento biopolitico di disciplinamento e coercizione sociale; ovvero si costruisce sì, e a tavolino, una tipica operazione di dominio, ma essa viene giustificata in nome dei sentimenti di fratellanza umana, di misericordia, della compassione e dell’assistenza ai più fragili.

Due facce della stessa medaglia che è bene tenere nella debita considerazione, evitando di commettere, mentre si contrasta l’ingannevole operazione biopolitica, l’errore politico di vedere solo l’aspetto del dominio e non quello della sua giustificazione ideologica. La più parte di questa maggioranza ha infatti accettato di seguire le misure autopunitive di coercizione non perché abbia fiducia nei dominanti, anzi, ma solo perché ha creduto davvero alla sua giustificazione ideologica, alla miscela di carità, pietà e solidarismo.

Così, e solo così, ci spieghiamo perché la stragrande maggioranza del mondo cattolico e del popolo sinistroide ha aderito alla chiamata alle armi nella “guerra al Covid”. Per simmetria o corrispondenza rovesciata chiunque si è ribellato contro il grande inganno, quali che fossero le sue ragioni politiche, è stato bollato da certa cultura “catto-comunista” come crudele, spietato cinico, insensibile. La qual cosa, in bocca a certi confusionari “marxisti”, è diventata condanna dello “individualismo picccolo-borghese di destra”.

Ce ne da una prova lo scrittore ex-rivoluzionario Erri De Luca. Intervistato oggi, 5 luglio da IL FATTO QUOTIDIANO, non si limita a fare una volgare marchetta a Travaglio tessendo le lodi di Giuseppe Conte, va oltre e alla domanda del giornalista se “siamo peggiori o migliori di prima della pandemia”, risponde senza esitazione che sì, siamo… “molto migliori”:

«Prendete la mascherina. Resiste oltre l’obbligo manifestando così un diffuso senso di civismo finora sconosciuto. La mascherina ha due facce: tutela chi la indossa e tutela l’altro da noi. E’ già questo un atto intimamente solidaristico. (…) In questi mesi si sono conosciuti episodi capillari di volontariato. Tanta gente ha fatto la fila per fare la spesa a chi non poteva. E l’ha fatta ovunque. E tanta gente ha riscoperto il valore della terra, del rispetto dell’ambiente, della possibilità di vivere, di muoversi in un mondo diverso. Sono trasformazioni culturali importanti della pancia della società».

Sapendo che De Luca era di Lotta Continua, anzi uno dei capi del suo militaresco servizio d’ordine; se penso che era uno di coloro che urlavano al “FanFascismo” e che considerarono l’omicidio del commissario Calabresi come un “atto di giustizia proletaria”; mi verrebbe facile una sarcastica e spietata ironia. Ma siccome oggi mi sono alzato di buon umore e mi sento cattolicamente compassionevole, lo perdono per questa sue sciocchezze sesquipedali.

Serve invece (e vale per tutti noi, per tutto il fronte del dissenso) capire la dimensione morale e moralistica del consenso di massa, sia alla “guerra al covid”, sia della vaccinazione di massa in corso. Vorrei dire, non solo capire ma anche rispettare i sentimenti pietistici e misericordiosi. Sappiamo che i dominanti li stanno cinicamente utilizzando, ma tanti cittadini sono in perfetta buona fede — non dico il De Luca, affatto, che per la storia che ha alle spalle sa benissimo di prestarsi all’inganno — e, se questo è vero, si deve adottare un approccio diversificato, intelligente e anche astuto. Insomma, ci sono sì i covidioti, ci sono sì quelli che si son messi l’elmetto e vorrebbero segregare gli “untori”; ma ci sono anche tanti che non hanno compreso la dimensione politica dello psicodramma, e che hanno anteposto la dimensione morale (e moralistica) a quella squisitamente politica.

Concludo dicendo che questa dimensione moralistica e buonista degli umili non confligge, anzi, va a braccetto, con la fredda fede nella potenza salvifica della scienza (e della faramacologia) propria dell’élite (ampiamente reclutata alla visione del mondo transumanista). La seconda si fa scudo della prima, e per questo, se vogliamo vincere la battaglia, stiamo attenti a tenere distinte le due dimensioni: con la prima si può e si deve tentare un incontro, la seconda va isolata e strenuamente combattuta.

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2 pensieri su “ERRI DE LUCA E IL PIETISMO SANITARIO di Moreno Pasquinelli”

  1. Francesco dice:

    A mio parere, oltre alle due categorie sopra menzionate (i “Covidioti” che hanno abbracciato acriticamente la nuova religione scientista e i “Pietisti” che hanno accettato la narrazione sul covid per ragioni “morali”) bisognerebbe aggiungere i “Neutrali”.
    Costoro credo che rappresentino la VERA MAGGIORANZA della popolazione: sono quelli che hanno accettato di mettere la mascherina, di starsene chiusi in casa e, adesso, di farsi vaccinare SOLO perche’ si illudono di poter ripristinare la situazione precedente alla pandemia. Sono quelli che stanno facendo la fila davanti ai centri di vaccinazione non perche’ abbiano fiducia nelle proprieta’ terapeutiche del vaccino ma SOLO perche’ non vedono l’ora di poter tornare allo stadio oppure in palestra oppure di poter andare in vacanza.
    Costoro sono a mio avviso gli interlocutori TEORICAMENTE piu’ “abbordabili” da parte nostra: bisogna cercare di far capire loro che le “autorita'” stanno loro concedendo cio’ che invece e’ un SACROSANTO DIRITTO di ogni cittadino. UN DIRITTO CHE NON PUO’ ESSERE POSTO SOTTO CONDIZIONE. Bisogna cercare di far capire loro che se adesso si accetta il RICATTO VACCINALE messo in atto dal “potere”, si creera’ un PERICOLOSISSIMO PRECEDENTE che verra’ sfruttato dal potere per tenere tutto il Popolo in una PERENNE CONDIZIONE DI SOTTOMISSIONE. (…Per la serie: vuoi andare in palestra? Devi fare quello che dico io!)
    Confrontarsi con i “Neutrali” e’ senz’altro molto difficile (perche’ tra di loro c’e’ molta superficialita’ e scarsa consapevolezza), ma probabilmente e’ piu’ facile che confrontarsi con i “fanatici scientisti” accecati dalla loro pseudofede oppure con i “pietisti” bloccati dagli scrupoli morali abilmente alimentati dal potere.

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

    1. Luca Tonelli dice:

      I neutrali sono anche però la grande massa che si adegua per conformismo o quieto vivere. O come vogliamo chiamarlo.
      Questa massa da sempre forma la maggioranza della popolazione italiana e, a quanto sembra, ormai occidentale.
      Secondo me è stato proprio facendo leva sul conformismo di massa, sul “basta che mi lasci vivere” i cui effetti dispiegati vediamo ora, che in Italia in passato nel giro di qualche anno sono diventati tutti fascisti prima, e tutti antifascisti dopo. ovviamente faccio una semplificazione.
      Ma è difficile spostare dalla loro posizione anche i neutrali/conformisti/quieto_viveristi perchè sono abituati a non combattere per le proprie idee e tendenzialmente a non fare la fatica di costruirsele nemmeno.

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