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UNITI CONTRO IL GOVERNO DELLA GUERRA E DELLA MISERIA di Stefano Falcinelli

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«Voglio chiudere, ricordando a tutti noi che Perugia è la città di Aldo Capitini e che la nostra terra è quella di Francesco D’Assisi. Ebbene essi sarebbero qui con noi, oggi, in questa piazza a manifestare tutto il nostro disprezzo per ciò che è stato e che viene fatto da chi gestisce il potere nel nostro Paese».

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Di seguito il testo dell’intervento con cui il Professor Stefano Falcinelli, a nome del Coordinamento Umbro di Resistenza Costituzionale, ha aperto l’assemblea popolare svoltasi a Perugia ieri 2 luglio.

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Saluto tutti voi con affetto e gratitudine per essere qui oggi in questa splendida piazza. Saluto la città di Perugia che ospita questa bellissima manifestazione di oggi indetta contro il caro-vita che sta strangolando famiglie e imprese italiane.

Ma prima di tutto, a nome del Coordinamento di Resistenza Costituzionale che ha organizzato questo evento, esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad Anita Mariani. A lei va il nostro pieno appoggio politico per una mobilitazione nazionale a difesa dei suoi diritti. Anita è nostra concittadina e operaia della ditta Cucinelli che, unico caso in Italia, è stata ingiustamente licenziata, perché ha deciso di esercitare il proprio diritto al lavoro senza dover sottostare all’imposizione di indossare la mascherina, in un momento in cui non c’è più ragione né obbligo ad utilizzarla. Noi siamo a fianco di Anita e dei lavoratori italiani nel difendere i loro diritti e la loro dignità. Noi ti invitiamo, caro Cucinelli, a ricordare quello che ci ha insegnato Adriano Olivetti col suo esempio di grande e illuminato industriale, e cioè che non c’è dignità e onore per un datore di lavoro se non c’è dignità, rispetto e onore per i suoi operai e collaboratori! Per questo ti invitiamo a rivedere le tue posizioni e a stracciare il provvedimento di licenziamento per Anita: così facendo potrai onorare il diritto di ogni cittadino e di ogni lavoratore di poter dissentire e di esprimere il proprio libero pensiero, e renderai onore anche al gesto di Socrate che beve la cicuta e che, con un atto estremo d’amore nei confronti della libertà, conquista la sua immortalità condannando all’ignominia perenne i suoi accusatori.

Siamo qui oggi tutti insieme in questa piazza storica di Perugia per manifestare e discutere con la cittadinanza il nostro dissenso nei confronti delle politiche del Governo Draghi riguardo alla pandemia e alla guerra in Ucraina.

Politiche insensate, oscure, pericolose fatte di decisioni ed azioni che scavalcano continuamente un sano e trasparente dibattito parlamentare, eliminando in tal modo ogni confronto democratico e impedendo alla sovranità popolare di poter svolgere il proprio ruolo sancito dalla nostra Carta Costituzionale.

Si stanno continuamente inviando armi all’Ucraina con procedure secretate, in modo tetro, inquietante e illegittimo per due motivi fondamentali: prima di tutto perché l’invio di armi pesanti, bombe, missili ad uso e consumo di uno dei due belligeranti configura di fatto il nostro coinvolgimento diretto in una guerra e questo, come ben sapete, ci è vietato dall’Articolo 11 della nostra Costituzione Repubblicana; in secondo luogo, stiamo sperperando fiumi di denaro pubblico per armare la cosiddetta resistenza Ucraina condotta da milizie più o meno regolari di stampo neonazista, come il tristemente ben noto battaglione Azov. E questo accade sotto ordine della NATO la quale, essendo un’alleanza militare a solo scopo difensivo, in realtà non potrebbe intervenire armando e partecipando militarmente a supporto di un paese belligerante che non è nazione suo membro.

E così ci hanno fatto entrare in una guerra che non è la nostra guerra, senza uno straccio di dibattito parlamentare serio con una moltitudine di ripetuti e illegittimi decreti di emergenza incostituzionali, con la complicità di fatto di tutte le forze politiche presenti in parlamento, in uno squallido e indecoroso teatrino fatto di menzogne e ambiguità incoerenti che uniscono tutti, maggioranza e presunta opposizione.

Abbiamo un governo, un parlamento e delle istituzioni che sono occupate e violentate da quelli che Giulietto Chiesa chiamava i nuovi lanzichenecchi. Abbiamo “il governo dei migliori”, si certo, i migliori fra i loro! Abbiamo i migliori cialtroni al governo, quelli più bravi a tradire la volontà e gli interessi popolari; quelli che sanno obbedire a chi vuol distruggere gli ultimi brandelli di stato sociale che sono rimasti nel nostro Paese, gli ultimi spazi di libertà, di diritto di cittadinanza, di indipendenza e di intraprendenza economica che a fatica riusciamo ancora a difendere. Hanno messo lì, al potere, quelli che stanno smantellando il tessuto produttivo del Paese. Lo stanno smantellando perché chi è povero sarà anche schiavo, suddito perfetto che dovrà piegare la testa, obbedire per poter sopravvivere. Stanno uccidendo la nostra democrazia e il nostro futuro, il futuro dei nostri figli e delle generazioni che verranno. Quanti soldi abbiamo speso per vaccini inefficaci e pericolosi? Quanto denaro stiamo dilapidando per armare l’Ucraina in una guerra ad arte provocata mediante continue minacce, persecuzioni e uccisioni di cittadini russofoni nel Donbass? Quei soldi devono andare a famiglie e imprese italiane!

Ricordate cosa è riuscito a dire il nostro presidente del consiglio in una recente conferenza stampa? In uno sforzo diplomatico da grande stratega, egli ha detto che il governo italiano è impegnato costruire la pace, che sarà e dovrà essere la pace che vuole l’Ucraina. Ma vi rendete conto? Che razza di stratega della diplomazia è uno che dice una cosa del genere? Un vero genio della diplomazia come il suo compare ministro degli esteri che è stato pure in grado di definire Putin un animale! Ma come si può aprire un benchè minimo barlume di trattativa diplomatica per la pace dichiarando che la pace da farsi è quella che vuole e conviene ad uno dei due belligeranti coinvolti, escludendo categoricamente l’altro da ogni possibile dialogo che, oltretutto, è quello che possiede l’arsenale bellico più attrezzato e pericoloso?

Caro presidente del consiglio la tua non è una dichiarazione diplomatica a favore della pace, essa è l’ennesima provocazione e dichiarazione di guerra alla Russia. Sei un incosciente, un incompetente come lo è il tuo ministro degli esteri, con il quale siete finalmente “insieme per il futuro”. Non avevamo dubbi che nel governo dei migliori maggiordomi, vi sareste ritrovati, assieme agli altri transfughi e traditori del movimento 5 stelle, per garantirvi il vostro futuro che però non è il nostro futuro né quello del popolo italiano di cui state calpestando la dignità, riducendolo alla povertà e all’indigenza. State soffiando sul fuoco, ripetendo a piè sospinto, folli dichiarazioni aggressive e guerrafondaie, già penosamente e pericolosamente più volte dette da Biden e compari. Ci state conducendo verso il baratro di una terza guerra mondiale e verso la catastrofe economica e sociale.

In questi mesi di guerra e di sanzioni economiche contro la Russia avete buttato miliardi di dollari ed euro di denaro pubblico dei vostri concittadini per far proseguire una guerra che interessa ai vostri padroni ma non a noi. Avete mandato in malora un tessuto economico-produttivo che ci vorranno anni a ricreare: la stima degli esperti è che il caro-energia e il caro-vita da voi indotto con le sanzioni alla Russia mette a rischio di chiusura circa 200 mila aziende solo in Italia, con 1,5 milioni di lavoratori italiani che potrebbero perdere il posto di lavoro e una perdita complessiva per l’economia italiana, che nel corso del 2022 si potrebbe aggirare attorno ai 35-40 miliardi di euro.

Ecco il risultato del governo dei migliori lanzichenecchi: un disastro epocale che subiamo, immediatamente dopo l’altro disastro da voi generato della scriteriata e oscura gestione che avete avuto della pandemia. Queste due nefaste vicende, del tutto simili l’una all’altra per numeri, modalità di gestione politica e conseguenze – e tutto ciò è piuttosto inquietante e sinistro – sono, in realtà, deleterie per noi cittadini ma costituiscono manna dal cielo e fonte di ricchezza e di guadagni straordinari per le quattro o cinque holding finanziarie che gestiscono il patrimonio dei pochi potenti del mondo.

Ma vogliamo vedere con attenzione cosa è successo in questi quasi tre anni di pandemia?

Ecco alcuni numeri interessanti.

È successo che si è allargata a dismisura la differenza tra ricchi e poveri del Pianeta. Si sono registrati profitti record per le aziende energetiche, farmaceutiche e alimentari. Tra il 2020 e il 2021, coloro che controllano le grandi imprese dei settori alimentare ed energetico hanno accresciuto i loro patrimoni al ritmo di 1 miliardo di dollari ogni 2 giorni. In questo periodo, solo Pfizer e Moderna hanno realizzato 1.000 dollari di profitto al secondo grazie al solo vaccino COVID-19. Esse, nonostante abbiano usufruito di ingenti risorse pubbliche per lo sviluppo di sieri genici sperimentali che non sono vaccini, fanno pagare ai governi, e quindi a noi cittadini, ciascuna dose fino a 24 volte in più rispetto al costo di produzione stimato.

Complessivamente, la ricchezza dei pochi miliardari, proprietari di queste aziende, è cresciuta del 13,9% del PIL mondiale, una quota che è più che triplicata rispetto alla crescita media del 4,4% che caratterizzava già gli anni 2000.

Questi sono solo alcuni dati impressionanti che emergono da un report recentemente pubblicato da Oxfam: in esso si evidenzia che, mentre questi super ricchi, con la pandemia prima e la guerra ora, continuano imperterriti ad accrescere i propri patrimoni, di contro, la povertà di ritorno indotta sulla popolazione mondiale rischia di inglobare ogni giorno quasi 1 milione di persone in più.

Ma voi, che state disonorando Politica e Istituzioni italiane, vi rendete conto di chi sono coloro che servite come camerieri, e degli interessi che essi rappresentano? Siete minimamente consapevoli delle conseguenze disastrose del vostro zelante apparecchiare la tavola a lor signori e del pasto che essi su quella tavola consumano?

Badate bene, che noi non vi permetteremo di svendere il Paese, di distruggere i risparmi degli italiani, di calpestare ulteriormente la nostra dignità di cittadini liberi e consapevoli. Noi lotteremo contro i lanzichenecchi dell’oggi che si sono appropriati del Parlamento e delle massime Istituzioni dello Stato, il nostro Stato. Noi combatteremo contro il governo dei peggiori, dei maggiordomi al servizio di interessi extranazionali. Noi lotteremo per la pace e contro l’invio di ulteriori armi ai combattenti neonazisti che per anni hanno massacrato migliaia di cittadini russofoni nel Donbass. Noi saremo una forza democratica di popolo a difesa della dignità di cittadinanza e contro il furto e l’impoverimento che gli italiani stanno subendo, a causa delle assurde e controproducenti sanzioni contro la Russia che stanno strangolando la qualità della vita e l’economia nazionale. Basta con gli aumenti dei prezzi di carburanti, energia e dei beni di prima necessità. Noi lotteremo per il ripristino di una nuova “scala mobile” per ridare potere d’acquisto ai nostri salari che da troppi anni ormai sono congelati.

Noi non siamo più disposti a tollerare che le statue delle nostre piazze storiche vengano imbrattate da maniaci-squilibrati in stato di ipereccitazione guerrafondaia con i colori della bandiera ucraina e sotto gli occhi complici di vigili urbani inermi. Non permetteremo che medici, infermieri e farmacisti italiani che si oppongono alla inoculazione della terza o quarta dose di vaccini inefficaci, pericolosi, e per giunta pure scaduti, possano venir sostituiti da operatori sanitari ucraini che possono, loro sì, rifiutare il vaccino: a loro tutto è permesso, mentre ai nostri concittadini viene tolto il lavoro quando non vengono addirittura radiati. Ebbene, questa vergogna deve finire, e finirà! Perché la Giustizia è una dea dal sorriso enigmatico con una spada nella mano destra. La potete ammirare a pochi passi da qui, nel bellissimo portale del Palazzo della Giustizia di Piazza Matteotti. E lo sapete perché la Giustizia ha una spada? Non per usarla con chi infrange la legge perché le regole, a seconda da chi sono state promulgate, possono essere anche inique e odiose (come la storia ci insegna con innumerevoli esempi) ma per colpire coloro che la Giustizia tradiscono: e questo è ben altra cosa! Ed è proprio per tale motivo che ella ha uno sguardo enigmatico e misterioso, perché lei interroga direttamente la coscienza di ognuno di noi. Fate attenzione voi uomini e donne del governo dei peggiori: quella statua è lì da quasi 550 anni mentre voi durerete molto meno. State attenti e cambiate registro perché la Giustizia colpirà inesorabilmente chi l’ha tradita e voi lo avete fatto più volte nel corso degli ultimi tre anni: troppe volte avete tradito, Giustizia e Costituzione Repubblicana e per questo vi verrà portato innanzi il conto da pagare e dovrete farlo, statene certi.

Voglio chiudere, ricordando a tutti noi che Perugia è la città di Aldo Capitini e che la nostra terra è quella di Francesco D’Assisi. Ebbene essi sarebbero qui con noi, oggi, in questa piazza a manifestare tutto il nostro disprezzo per ciò che è stato e che viene fatto da chi gestisce il potere nel nostro Paese. Ma che Paese è, un Paese in cui la povertà tiranneggia masse sempre più estese della popolazione? Che Paese è un Paese che nega la possibilità di vivere dignitosamente ai propri cittadini? Che nega loro addirittura la possibilità di scegliere cosa fare del proprio corpo e della propria vita?

Aldo Capitini sarebbe qui con noi, oggi, per ragionare sul fatto che la pace si persegue inviando aiuti umanitari alle popolazioni in guerra e non armando una delle due parti in conflitto. Egli, oggi, ci esorterebbe a praticare la disobbedienza civile e la non collaborazione con un governo ingiusto e millantatore che produce povertà e miseria per produrre armi, che parla di presunte azioni diplomatiche che sono in realtà una reiterata dichiarazione di guerra alla Russia. Disobbedienza civile che chiediamo a tutti gli italiani compresi coloro che sono addetti alla spedizione di armi in Ucraina.

E ora, vi esorto a venire con noi in corteo: una piccola marcia della pace e a sostegno di Anita, contro le armi, per la salvaguardia della nostra salute, del diritto al lavoro, della nostra stessa esistenza messe a repentaglio da un caro-vita che strozza famiglie ed imprese. Faremo tutto corso Vannucci insieme fino a Piazza Italia per partecipare alle ore 18:30 all’Assemblea pubblica che seguirà e in cui vi chiediamo di portare il vostro pensiero, idee e sensibilità.

Noi del Coordinamento di Resistenza Costituzionale, stiamo lanciando un appello a tutti i soggetti politico-sociali, che spontaneamente sono nati in questi ultimi mesi, affinchè essi lavorino alla creazione di una casa politica comune. Dobbiamo unirci, fin da ora senza perdere ulteriore tempo: costruiamo insieme un nuovo soggetto politico che si possa presentare alle prossime elezioni del 2023, offrendo così ai cittadini italiani la possibilità di riconquistare la propria dignità di popolo!

Questo è il momento dell’unità nella diversità per la difesa dei fondamenti del nostro convivere civile e democratico, come sancito dalla nostra Costituzione Repubblicana.

Vi invitiamo tutti a sottoscrivere l’Appello dei 100, promosso dal Coordinamento Nazionale dei Movimenti di Resistenza Costituzionale, per costruire l’unità politica delle vere forze di opposizione al governo Draghi, contro le sue misure liberticide. Andate a leggere l’appello e a firmarlo su www.appellodeicento.it

Unitevi a noi e tutti insieme sconfiggeremo:

l’autoritarismo con la partecipazione popolare e la libertà;

l’arroganza del potere con la gentilezza, la comprensione e la tolleranza;

il transumanesimo con l’umano, l’umanità, la fratellanza; con quell’umanesimo i cui ideali sono la culla della nostra civiltà e di cui tutti noi siamo eredi e custodi fieri per piantare il seme di un nuovo Rinascimento Italiano.

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