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Irlanda del Nord

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[16 luglio 2010 ]

Belfast: chiamatela pure «baby-rivolta»

«Da lunedì sera, da quando la rivolta è scoppiata, sono finiti all’ospedale 82 agenti. Gli hanno scaricato addosso di tutto e martedì notte, per la prima volta, contro di loro hanno sparato anche sei colpi di pistola. I ragazzi feriti sono trenta. Nessuno è grave».
Così LA STAMPA di ieri informava sulla improvvisa e inattesa rivolta dei giovani cattolici nordirlandesi, che ha suscitato scandalo tra la perbenista stampa inglese, poiché i protagonisti dei riots sarebbero stati non solo giovani vent’enni, ma giovanissimi di 12/13 anni.

La scintilla, ancora una volta, è stata la marcia orangista del 12 luglio, che commemora la vittoria inglese (protestante) sull’esercito irlandese (cattolico)  del 12 luglio 1690. Da allora l’Irlanda divenne una colonia e i coloni protestanti (inglesi e scozzesi) la classe dominante. Ogni 12 luglio gli orangisti celebrano questa vittoria, osando sfilare per le vie e i ghetti cattolici.
Una rivolta nazionalista? Una rivolta di classe? Una rivolta religiosa? Anzitutto una miscela dei primi due fattori. A dispetto degli “Accordi del venerdì santo” del 10 aprile 1998, sottoscritti da Sinn Fein, dai lealisti protestanti e dal governo di Londra, la comunità cattolico-irlandese continua a subire una doppia discriminazione, sociale e nazionale. La gravissima crisi economica che attanaglia il cosiddetto “Regno Unito” ha aggravato di molto la situazione, anzitutto dei giovani irlandesi, quasi tutti disoccupati.
Il primo ministro inglese è infuriato, la polizia promette vendetta. Tutti sono stati colti di sopresa dalla «… ribellione bambina, cattiva e imprevedebile in queste dimensioni».
L’ingiustizia è la madre di ogni ribellione. E quando i più anziani sono stanchi di combattere,  quando i più sembrano assuefatti o si sono arresi, se non i loro figli, vedrete che saranno i loro nipoti a dare l’esempio, a disotterrare la bandiera della liberazione o, se volete, l’ascia di guerra.

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2 pensieri su “Irlanda del Nord”

  1. Simone dice:

    Mi è molto utile sapere che ci sono stati questi episodi. personalmente ero molto scettico sulle capacità di reazione della nostra generazione, così votata all'inerzia.A quanto pare, almeno per il contesto irlandese, mi sono sbagliato e la cosa non può che farmi piacere.Ora spero in un'evoluzione: che la reazione continui e che, infine, sia seguita da un'azione costruttiva, ossia da una politica nuova e opposta all'attuale sistema.

  2. redazione dice:

    Caro Simone,ci era sfuggito il tuo commento. Ora, a parte la fiammata italiana del 14 dicembre (ogni fiammata è destinata a spegnersi) da luglio in qua in diversi paesi europei la gioventù INIZIA a dare segni di effervescenza… E' poco? Sì, è poco. Ma il ruolo dei giovani in Tunisia, Algeria ed Egitto ci fa ben sperare. E tuttavia non dimentichiamo che il nostro è un paese in maggioranza di anziani. Questo è un bel problema no?

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