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TREMONTI: «DALLA FINANZA CREATIVA» A QUELLA DI GUERRA

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C’è poco da ridere


Come sia possibile che Giulio Tremonti, che giustamente D’Alema a suo tempo definì una “macchietta”, sia ora rispettato e riverito come persona seria per noi è un mistero. O forse no, non è un mistero:lo è diventato da quando i custodi della massonica finanza globale (a proposito, ci sbagliamo o ammise pubblicamente di essere un massone?) l’hanno fatto entrare, lui che cianciava contro la globalizzazione, nel loro tempio, da allora è circondato da un’aura sapienziale.


Ricorderete che il nostro ha fatto carriera politica come tirapiedi di Berlusconi, anzi come suo mastino populista, poi come ministro della “finanza creativa”, e adesso, come se nulla fosse si erge a sacerdote del rigore fiscale, finanziario e monetario. Era euro-scettico e adesso chiede lacrime e sangue per difendere l’euro. Urlava contro le tasse e con questa manovra le aumenta. 


Non finisce qui.  Era il 13 aprile scorso (2011!) che dichiarava che «Non ci sarà alcuna manovra lacrime e sangue, ma solo manutenzioni. Non abbiamo emergenze o urgenze». Tremonti? ma di che stiamo parlando? 


Un pensiero corre alle opposizioni, Pd e Idv in particolare, che di fatto stanno facendo passare la “manovra” tremontiana, dicono “per il bene del paese”. In realtà tutti si sono piegati a fare …il bene della finanza predatoria globale. Una decisione vergognosa, visto che vengono colpite in maniera pesantissima le condizioni di vita di milioni di cittadini, ovviamente anzitutto i “meno fortunati” (si può dire proletari?). Ma oltre che scellerata la politica di avallo del centro-sinistra è suicida, visto che gli effetti della “manovra” si faranno sentire dopo il 2013, ovvero quando si presume che loro saranno al governo.


Un servizio non solo agli squali della speculazione, ma anzitutto ai Berluscones. Altro che bene per il paese!

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