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CONFEDERARE LE FORZE (3) Con chi? Per che cosa? di Beppe De Santis

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[ 27 gennaio]

Qui il contributo di Beppe De Santis, tra i protagonisti del tentativo, di raggruppare, in forma federativa, correnti e associazioni che condividono l’esigenza di dare vita ad una nuova forza politica popolare e sovranista.
In precedenza sono stati pubblicati i contributi del Consiglio nazionale di P101 e di Franz Altomare.

Cari fratelli, amici e compagni, care sorelle, amiche e compagne,

vi scrivo, in punta di piedi, da Via Santa Maria di Gesù, in Palermo.
Umili note sparse.
Per intanto, grazie per il vostro impegno, straordinario,umile, tenace,disinteressato, lucido.

Per l’impegno negli anni lunghi ( che non cade),nel decennio -ormai-2007-2017 del DISASTRO GLOBALE del degenerato capitalismo delle multinazionali globali, finanziarizzate e speculative.

Per l’impegno, da rabdomanti democratici e rivoluzionari, nel quadriennio 2013-2016, per il concepimento e la tessitura di un efficace sommovimento, e soggettività, sovranista costituzionale, per la salvezza della nostra Patria, e , nel suo seno, per il ripristino della Giustizia sociale.

Patriottismo e lotta di classe, sì.

Fino alla straordinaria ,insolita quasi, vittoria dei No, nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016

Per l’impegno negli ultimi due mesi:

-passando per la riunione nazionale del 7 gennaio 2017, a Roma, piccola adunanza, ma epifanica, per la coagulazione ( ormai matura, comunque necessaria),paziente e tempestiva insieme, della COALIZIONE POPOLARE COSTITUZIONALE;

-per l’assemblea del Coordinamento nazionale dei Comitati dei NO contro la controriforma costituzionale renziana del 21 gennaio,e, soprattutto, per la pregnante assemblea nazionale del 22 gennaio, organizzata dalla Confederazione Sovranità Popolare e co-promossa, tra gli altri, anche da “Programma 101”.

SUGGESTIONI PER UN LINGUAGGIO POLITICO RIGOROSO E POPOLARE 
A proposito, ho trovato la breve relazione del prof. Paolo Maddalena, centratissima sui contenuti ( lotta frontale contro il finanzcapitalismo, le multinazionali globali finanziarizzate e speculative,i trattati europei;la distruzione della sovranità nazionale democratica;le oscene privatizzazione e le svendite del patrimonio pubblico;la difesa , il rilancio e l’inveramento del fondamento, del motore propulsore strutturalmente keynesiano della nostra Costituzione; il ripristino delle sovranità) e, soprattutto STRAORDINARIAMENTE EFFICACE SOTTO IL PROFILO LINGUISTICO E COMUNICATIVO POPOLARE.

Beppe De Santis

Complimenti, professore, per le 81 primavere, così mirabilmente possedute , liberate, donate.

Ma, è tempo di stringere, amici e compagni. Di quagliare, di selezionare, di porre in ordine il discorso. E’ il tempo della responsabilità, del rigore , della scelta.


IL PROGRAMMA COSTITUZIONALE
Ed ecco, il punto teorico, strategico, programmatico, linguistico centrale dell’ordine del discorso: la difesa, il ripristino, l’attuazione del PROGRAMMA COSTITUZIONALE.

La DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, tutt’una con la GIUSTIZIA SOCIALE COSTITUZIONALE.

Non v’è l’una , senza l’altra. E viceversa.

Patriottismo costituzionale e giustizia sociale.

Salvezza e rinascita della PATRIA COSTITUZIONALE e GIUSTIZIA SOCIALE, attraverso la costituzionale competizione democratica, attraverso il conflitto democratico (sale della Terra), i conflitti di classe ( il conflitto verticale portante),il conflitto inclusi-esclusi, il conflitto Sotto-Sopra, i conflitti trasversali, orizzontali ( di genere, ecologici, città-campagna, centro-periferia, Unità statale e Autonomie, la sopravvivenza e la rinascita dei 7000 piccoli Comuni d’Italia).

Costituzione, Giustizia, Conflitto (cioè, Democrazia, la Democrazia che vive nel Conflitto, il Conflitto che vive nella Democrazia), dunque.

EVOCAZIONE DEL BLOCCO SOCIALE ANTI-OLIGARCHICO
Per la configurazione del blocco sociale anti-oligarchico, può valere ottimamente la recente nota del lucidissimo Franz Altamore:

“E chiariamo ancora una volta quali sono i ceti di riferimento di questo blocco sociale antioligarchico in difesa della democrazia: non solo i lavoratori sfruttati e sottopagati, ma i precari, i disoccupati, i pensionati, i lavoratori autonomi con partita IVA, gli agricoltori, i piccoli e medi imprenditori, i liberi professionisti senza professione da svolgere, le cooperative, gli studenti senza futuro”.

Ma, qual è il vero baricentro unificante del sommovimento democratico, da agire, e della COSTRUENDA- qui e ora, pazienza e velocità- SOGGETTIVITA’ POPOLARE ? Qual è il baricentro UNIFICANTE?
Baricentro insieme COSTITUZIONALE (legittimazione e democrazia, legittimazione democratica), e MATERIALE, SOCIALE, ECONOMICO.


Questo baricentro è sostanzialmente il PROGRAMMA ECONOMICO-SOCIALE DELLA COSTITUZIONE.

Ma, ecco, la esplicitazione essenziale:

IL PROGRAMMA ECONOMICO SOCIALE COSTITUZIONALE E’ ESSENZIALMENTE, STRUTTURALMENTE UN GRANDE PROGRAMMA KEYNESIANO, sia pure, per fortuna, con una vocazione, torsione latamente socialista, da tenere accesa e in costante propulsione.

E’ questo l’obiettivo baricentro della costituenda soggettività, della coalizione popolare ( o come chiamar si voglia). 

Attorno a questa visione, a questo programma COSTITUZIONALE KEYNESIANO, POSSIAMO RIUNIFICARE IL BLOCCO SOCIALE, CULTURALE POLITICO ANTI-OLIGARCHICO.

Attorno a questo programma costituzionale keynesiano, possiamo unificare ispirazioni teoriche, politiche e ideali diverse e però convergenti:
-filoni azionisti pregiati ( Giustizia e Libertà);
-filoni liberali solidali e progressivi, che possono ri-ancorarsi ad un rinnovato paradigma keynesiano moderato, per dir così;
-filoni cristiano democratici e solidali .Si pensi ai contenuti letteralmente rivoluzionari presenti nella Esortazione “Evangelii Gaudium ,e , in buona parte della “Laudato sì” di Papa Francesco;
-filoni consapevolmente a attivamente keynesiani, che possono fare da baricentro obiettivo. Si tenga conto che anche gli apporti scientifici più recenti, da noi particolarmente molto apprezzati, ad esempio le “Sei lezioni di economia “ di Cesaratto e “La scomparsa della sinistra in Europa “ di Barba e Pivetti, nella sostanza, propongono una rigorosa e forte rifondazione e rilancio del paradigma e delle politiche keynesiane ( quelle della Costituzione);
-filoni di movimenti da issues – e FRATTURE-orizzontali e trasversali (di genere, ambientalisti, settoriali (ad esempio, il ribollire senza finora sbocchi degli universi della scuola) e territoriali ( movimenti meridionalisti e autonomisti,e, mediterranei), da re-incardinare agli essenziali conflitti materiali economici sociali, in modo da ricomporre la sciagurata frattura tra conflitti civili e conflitti sociali;
-filoni umanisti e spiritualisti democratici;
-filoni neo-comunisti, neo-socialisti, neomarxisti, social-radicali e antagonisti. Può anche darsi che questo orrendo finanzcapitalismo globale si mostrerà NON RIFORMABILE, sui tempi medio-lunghi. Per cui conviene tenersi i geni alternativi nella Grande Coalizione. Le SEMENTI ALTERNATIVE.

CIASCUNA DELLE COMPONENTI AVRA’ DUE CURE, CUI ATTENDERE, con pari premura:

-LA CURA DELLA “CASA COMUNE” ( la Coalizione popolare comune e il Programma comune,il piano di lavoro comune, e ,la Lingua comune;

-LA CURA DEL PROPRIO GENIUS, del proprio nucleo critico razionale, della propria ragione sociale esistenziale, del proprio codice genetico vitale e propulsivo.

Questa ricchezza, questa complessità, queste insopprimibili e prementi differenze, saranno la POTENZA VITALE, e vincente, della Coalizione popolare.

Ripeto, ancora, in punta di piedi: NESSUNO PENSI DI CONFERDERARSI CON GLI ALTRI A CASA PROPRIA.

CI VUOLE LA CASA COMUNE.


Beppe De Santis,
Palermo 26 gennaio 2017.
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