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GAY PRIDE E POPOLO DELLA FAMIGLIA … di M. Micaela Bartolucci

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[ martedì 11 giugno 2019 ]



… SCARTI DI LAVORAZIONE DEL NEOLIBERALISMO


Questo non è riflusso teoretico né mera scomparsa di valori, questa è pericolosa incoscienza politica, perdita totale della capacità di capire le priorità, affogare acriticamente nel pensiero dominante propagandato e voluto dalle élites neoliberali.

700.000 persone al Gay Pride di Roma, a parte l’attendibilità dei numeri, vengono osannate come una vittoria, come una conquista! Il tragico di questa assurda considerazione sta nel fatto che a farlo non siano solo gli organizzatori, scellerate maschere di ostentato vuoto che cela il più bieco qualunquismo borghese, ma tutto un “popolo di Sinistra”: una farneticante massa di incoscienti, ormai totalmente slegati dalla società, che va dal PD alle frange così dette della “sinistra radicale”.

Non una voce di dissenso si è levata, non una critica.

Dove sono i compagni che si richiamano alla illusoria esistenza di un’altra sinistra? Dov’è lo sdegno del PCI di Rizzo? Tutto tace. Nessuno ha proferito parola, si continua a far finta che questo non sia un problema oppure, c’è la paura di esporsi per non essere tacciati di omofobia, di fascismo e questo sarebbe ancora più grave.

Comunque sia e qualsiasi sia la ragione del silenzio, sappiate che “Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti” e colpevoli.

Colpevoli di aver taciuto, colpevoli di non aver reagito, colpevoli di non aver preso una posizione, colpevoli di aver avallato, col vostro silenzio, questa deriva, colpevoli di aver paura.


Zingaretti che fa appello alla partecipazione, lascia ben capire da che parte sta, e se quello è il suo lato della barricata, chi si preoccupa della situazione politico-sociale di questo paese, deve, necessariamente, stare dall’altra parte. Questo significa non riconoscere i diritti civili o la pari dignità? Certamente no! Questo è quello che vorrebbero farci credere le varie sinistre arcobaleno.

La realtà è ben diversa. Significa semplicemente assumere un atteggiamento critico nei confronti di chi, coscientemente e con un fine preciso, continua a voler far passare false problematiche come priorità, chi cerca di coprire la sua opera di distruzione del paese con artificiose questioni. Ma se Zingaretti fa appello alla partecipazione a questa farsa, la sinistra non ha neanche bisogno di fare appelli, è già tutta lì e da un pezzo. Da anni è ormai totalmente slegata e distante dai bisogni reali della società. Da anni è ormai in opposizione con le masse che vengono insultate, tacciate di essere ignoranti, fasciste, razziste, omofobe… e ci si stupisce che perdano voti, che scompaiano? Carissimi siete voi a non aver capito da che parte stare, siete voi, falsi ed ipocriti propagatori di neoliberalismo, i venduti ed i traditori. Non basteranno le vostre insulse offese, né il vostro scellerato antifascismo in assenza di fascismo a salvarvi. Siete destinati a scomparire, dissolti nel liquame neoliberale che avete abbracciato, o forse pensavate davvero di combatterlo coi vostri unicorni arcobaleno?

Nessuno sforzo per capire le reali condizioni di vita del “popolo” che, ormai, è da voi così distante da essere irraggiungibile, giustificate il degrado delle periferie facendo appello all’accoglienza ed al multiculturalismo, vi mettereste finanche lo Shador pur di dimostrare quanto siete avanti, la svendita del paese all’Unione Europea non vi preoccupa perché la considerate roba da incolti nazionalisti, però vi mobilitate, con una virulenza e con una partecipazione senza precedenti, per il Gay Pride… I conti non tornano più, da un bel pezzo.

Il gioco che soggiace a questa pagliacciata è molto chiaro: se si fanno passare come necessità ineluttabili la diffusione e la difesa della teoria gender e del il trans-femminismo, se si sostiene che la Triptorelina debba essere tra i farmaci a spese del servizio sanitario, grazie alla decisione presa dalla Commissione Europea per i Diritti Umani, vuol dire che c’è un problema, grave, e che occorre una seria mobilitazione.

E’ necessario smarcarsi da questa deriva neoliberale, occorre, imperativamente, prendere una posizione chiara, smascherare la becera illusione che copre questo pericoloso sdoganamento di nulla ideologico.

Primo bisogna affermare chiaramente che la richiesta di pari opportunità non ha nulla a che vedere con questa buffonata, secondo è imperativo sostenere che la Commissione Europea non può imporre le sue finte priorità sanitarie a qualsivoglia stato e quindi che il Ministro Grillo, che ha adottato questo provvedimento, deve dimettersi, terzo che chiunque voglia essere preso sul serio politicamente, prenda le distanze ed abbia il coraggio di rompere, senza appello, con questa Sinistra ed il circo che sostiene. Solo così si può essere credibili, solo avendo il coraggio di prese di posizione coerenti si possono snidare i nemici veri; bisogna fare pulizia e smarcarsi totalmente da questa feccia, dalle loro inqualificabili scelte di campo.


Chi vuole far passare questa scelta necessaria ed improcrastinabile come appiattimento ad altre sciocchezze politiche, come il Popolo della famiglia, è in cattiva fede, è già un idiota senza argomenti.

Due facce della stessa medaglia, da una parte i difensori delle famiglie arcobaleno e, dall’altra i difensori delle famiglie tradizionali.

Non c’è nulla che accomuni una critica articolata al fenomeno Gay Pride all’infingimento ed all’incoerenza, de facto, di chi parla tanto superficialmente di difesa della famiglia mentre, negli anni ha fatto di tutto per distruggerla.

Questi signori, tanto a destra che a sinistra, hanno tolto dignità alle donne, attraverso il mito del carrierismo a tutti i costi, che le ha spinte a cercare di avere figli dopo i quarant’anni, abbassando così la natalità, hanno diminuito le spese per nidi ed asili, nessun aiuto concreto per chi decideva, nonostante tutto, di investire sul futuro facendo dei bambini. Questa distruzione va avanti da trent’anni anche ad opera di questi crociati che ora, per bieco opportunismo politico, vorrebbero difendere la famiglia. Voi volete difendere la famiglia? Voi, che siete “pluriseparati” ed avete una serie infinita di amanti, siete, come difensori della famiglia, meno credibili di un vegano che azzanna una cotoletta di maiale!



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Un pensiero su “GAY PRIDE E POPOLO DELLA FAMIGLIA … di M. Micaela Bartolucci”

  1. Fiore dice:

    Bisogna avere anche il coraggio di dire che l'aborto non può essere considerato come un anticoncezionale, è una scelta difficile e la donna non va lasciata sola, ma oggi si scende in piazza solo per difendere la legge sull'interrezione di gravidanza e ci si scorda di tutti i diretti persi o mai avuti dalle donne per allevare un bambino. Penso ad esempio all'allungamento del congedo postnatale perlomeno fino ad unno di vita del bambino, penso alle tante discriminazioni sul lavoro, ci sono donne che hanno dovuto sopportare le angherie dei datori di lavoro che mal sopportano il fatto che magari si stia a casa per le malattie dei propri bambini o che addirittura vengano licenziate per questo. Soprattutto penso che da un punto di vista etico ci siamo dimenticati anzi le donne si siano dimenticate dell'importanza e della bellezza di mettere al mondo una vita nuova e di quanto questo sia gratificante.

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