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QUAL È LA RATIO DELLO STATO D’ECCEZIONE? di Moreno Pasquinelli

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Non può sfuggire l’enorme portata del Decreto con cui il governo ha deciso di mettere in quarantena l’intero Paese. Una portata che incide su diversi piani: politico, istituzionale, economico, sociale, nonché quello della psicologia di massa.

Di contro allo stesso parere dei sacerdoti della scienza che il governo stesso aveva convocato per avere lumi e decidere il da farsi, esso ha optato per misure draconiane ed estreme, come nemmeno Pechino aveva fatto. In Cina era stata messa in quarantena una provincia, qui in Stato d’assedio è stato messo tutto il Paese.

Col suo sciagurato decreto il Governo ha confermato così al mondo intero che l’Italia, non più la Cina, è il centro mondiale degli appestati e di una fantomatica pandemia.

Con l’alibi della “difesa della salute pubblica” il governo, con un micidiale colpo di maglio, non ha solo messo fuorilegge la vita associata, né solo sospeso la democrazia; esso, tenuto conto del contesto economico già pessimo, ha spinto deliberatamente e scientemente l’Italia nel vortice di una recessione che potrebbe essere ancor più grave di quella di dieci anni fa.

Perché lo ha fatto? Qual è l’intelligenza che sottostà a quello che a tutti gli effetti corrisponde ad un golpe bianco?

Steso un pietoso velo sulle stupidaggini cospirazionistiche — per cui il virus sarebbe stato fabbricato in Occidente e iniettato da perfidi servizi segreti in Cina per annientarla, per poi scopire che colpisce anzitutto l’Occidente medesimo  —, salta agli occhi il paradosso: che questo atto di forza sia compiuto dal un governo traballante e debolissimo.

Ecco quindi la prima risposta: nel Palazzo si è deciso di cogliere la palla al balzo, di approfittare del momento di panico isterico e della paura collettiva del contagio per puntellare il governo e mettere fuori gioco le opposizioni di destra come ogni altra opposizione che dovesse bussare alla porte. Non deve infatti sfuggire il cinico (ma giusto) calcolo tattico: chi potrebbe in questo clima, azzardarsi ad apparire come l’untore? Come sabotatore della sacra unità nazionale?

Ogni rifiuto delle misure draconiane, ogni dissenso verrebbe additato al pubblico ludibrio, e chi se ne facesse araldo, sottoposto a dura sanzione.

Per la prima volta nella storia della Repubblica la democrazia è dunque sospesa.

Perché è stato fatto? Perché tutta Italia in quarantena? Perché sancire che tutto il Paese, al pari del lodigiano, è un focolaio — la qual cosa è evidentemente assurda?

Tra le altre plausibili ce n’è una semplice e una complessa.

Quella semplice: bloccare ad ogni costo l’eventuale contagio perché avrebbe causato il collasso del sistema sanitario — decimato da un ventennio di tagli lineari in nome del rigore di bilancio. Detto altrimenti: le autorità hanno voluto pararsi il culo. Ci sta.

Quella complessa. L’aver drammatizzato potrebbe essere strumentale ad un altro obbiettivo: forzare la mano ai falchi nordici e ordoliberisti dell’Unione europea.

Roma ha scelto deliberatamente la via della drammatizzazione (che accelera l’ingresso in recessione e aggrava il suo impatto) nella speranza di strappare così a Bruxelles, Berlino e Francoforte, una deroga sostanziale alle politiche di rigore economico e di bilancio. Altro che lo zero virgola! Già adesso si vocifera che il governo voglia chiedere uno scostamento sul deficit del 4,2%. Ma non basta questa eventuale manciata di miliardi. Il presidente della Confindustria ha dichiarato ieri che occorre un “piano europeo da 3mila miliardi”. Qui ne ballano quindi, solo per l’Italia, centinaia, quelli necessari nei prossimi anni per evitare la catastrofe economica e sociale. Una catastrofe che sconvolgerebbe i fragili equilibri sociali del Paese, e che porrebbe all’ordine del giorno l’uscita dell’Italia dalla Ue — uscita che a sua volta farebbe saltare la Ue stessa.

Una mossa spericolata dunque, quella del governo. Una scommessa azzardata. Ove la Germania e i suoi satelliti, invece di fare come Pechino — la Banca centrale ha immesso nell’economia 1.220 miliardi di yuan, 173 miliardi di euro; la Cina può farlo perché ha sovranità monetaria, l’Italia se n’è privata e deve elemosinare briciole a poteri sovraordinati — tenessero invece il punto e si rifiutassero di allargare i cordoni della borsa, non accettassero tra l’altro il rischio di condivisione dei debiti sovrani (eurobond e abbandono del dogma del pareggio di bilancio), non c’è alcun dubbio che il governo, e non solo esso, salterà per aria.

Se a Roma (evidentemente anzitutto dalla parti del Pd) hanno deciso di correre questo rischio, ritengono che la mossa abbia speranze di successo. E se questo accadrà vorrà dire che la Ue diventerà un’altra cosa rispetto quello che ora è.

Quale sarà l’esito di questa partita lo vedremo presto, nei prossimi mesi, forse nelle prossime settimane. Noi tendiamo a credere che la prova muscolare dell’attuale governicchio andrà a finire male e l’attuale governicchio ne uscirà con le ossa rotte — col che avremmo una crisi combinata senza precedenti: economica, sociale, politica e istituzionale.

*   *   *

Schmitt sosteneva che «Sovrano è chi decide sullo stato d’eccezione». [Teologia Politica]

Nella situazione d’emergenza, pur essendo sospeso il diritto ordinario (lo Stato di diritto nella fattispecie) permane sempre l’autorità dello Stato. Anzi, è proprio nella situazione d’emergenza che si manifesta la vera natura della sovranità e l’essenza del diritto. Il sovrano è precisamente colui che ha la prerogativa di decidere lo Stato d’eccezione.

«Il caso d’eccezione rende palese nel modo più chiaro l’essenza dell’autorità statale. Qui la decisione si distingue dalla norma giuridica, e (per formulare un paradosso) l’autorità dimostra di non aver bisogno di diritto per creare diritto». [ibidem]

Non c’è dubbio che il governo Conte bis, dichiarando lo Stato d’eccezione, ha compiuto un atto sovrano. Ma di questi atti ce ne sono di due tipi: quello di tipo democratico e il suo opposto. Quello del governo è di questa seconda specie: l’alibi della salute pubblica copre un gesto, secondo chi scrive, eversivo dell’ordinamento costituzionale. Il governo ha posto sì d’imperio la sua sovranità assoluta, ma di contro al popolo, trattato come un branco di buoi da porre in quarantena, mentre persiste in ginocchio davanti all’Unione europea, di cui riconosce la supremazia assoluta nel momento in cui ne implora l’aiuto. L’Unico atto di sovranità democratica sarebbe di recedere dall’Unione europea, riconquistare la sovranità politica e monetaria, nazionalizzare la banca centrale e quindi immettere nell’economia tante nuove lire quante ne servono per evitare la catastrofe sociale ed economica.

Avemmo già centinaia di suicidi a causa della recessione del 2009-2012. Quella in arrivo ne farà molti di più di quanti ne potrà fare il Corona virus. Un giorno non lontano verrà a lorisgnori presentato il conto. Per mezzo della giustizia ordinaria, atrimenti per via di quella straordinaria.

E vedremo se non sarà il popolo lavoratore il sovrano di ultima istanza.

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