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MALA TEMPORA CURRUNT di Moreno Pasquinelli

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Mi diceva un vecchio amico che ogni generazione deve ricominciare d’accapo. Voleva dirmi che non ci si doveva fare troppe  illusioni sulla capacità dei popoli e delle classi di fare tesoro delle lezioni e delle esperienze del passato. Non volevo credergli allora,  invece…

«Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cosicché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale. Le idee dominanti non sono altro che l’espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee: sono dunque l’espressione dei rapporti che appunto fanno di una classe la classe dominante, e dunque sono le idee del suo dominio».
K. Marx, F. Engels, L’ideologia tedesca

La famosissima frase di cui sopra, una delle grandi intuizioni scientifiche di Marx, è da tempo finita nel dimenticatoio. Le classi dominanti, mentre han fatto tesoro di questa scoperta marxiana, si sono guardate bene dal cancellarla dalla memoria dei proletari. Sono addirittura riuscite a sradicarla dalla testa di tanti marxisti. La qual cosa, come si vede davanti al fenomeno della pandemia, ha effetti che stanno tra il drammatico e il tragicomico.

Marx diprezzava l’ideologia, che per lui non solo era la narrazione con cui la borghesia spacciava la difesa dei suoi egoistici interessi di classe come difesa dell’interesse di tutti, la sua volontà come volontà generale. Marx voleva dirci che ideologia è qualunque rappresentazione della vita sociale e politica che occulta il nesso inscindibile tra esistenza materiale e forme di coscienza, visto che le seconde dipendono sempre dalle prime.

Chi dice di combattere contro la classe dominante e non tiene ferma come prioritaria l’opera di smacheramento della sua narrazione ideologica; chi non denuncia implacabilmente il farisaismo della borghesia e dei suoi intellettuali non combatte un bel niente; non costruisce una contro-egemonia politica; al massimo fa dell’economicismo sindacalistico il quale, come disse Lenin,  “è politica borghese in seno alla classe operaia”.

E’ evidente che da problema sanitario, la pandemia (più per come si vuole contrastarla che per la sua effettiva dimensione patologica) è diventato un gigantesco fenomeno sociale e politico. Bisogna essere ciechi per non vedere che il sistema, come ogni volta davanti ad un grande schock, tende a riconfigurarsi ed a ristrutturarsi in forma nuova (e più insidiosa). Questa riconfigurazione investe molteplici livelli: economico, sociale, politico, istituzionale.

Se non siamo solo davanti ad un problema sanitario (per quanto grave possa essere), va da sé che la risposta delle forze antagoniste non può fermarsi alla pur necessaria e imprescindibile denuncia del disastro sanitario causato da decenni di neoliberismo. Fermarsi a questo ambito, a questo livello del problema, è come vedere l’albero ma non la foresta, è come vedere, dell’esercito nemico, le prime linee di fanteria e non l’imponente armata alle sue spalle. Peggio ancora, è non domandarsi quale sia il piano strategico con cui il nemico punta a vincere la guerra.

Le forze antagoniste dovrebbero porsi la vera domanda: c’è, alle spalle del marasma generale in cui il sistema è stato gettato, un disegno strategico (banalmente detto, un “complotto”) che si va facendo strada in seno ai circoli dominanti? Noi risponderemo in questo modo: ci sia o no questo disegno, ci sia o no (più no che sì) una specie di intelligenza suprema o demiurgo che plasma il mondo a seconda dei suoi piani, il sistema ubbidisce a forze anonime che in ultima istanza determinano l’evoluzione sociale. Individuate queste forze anonime (che spesso s’impongono alle spalle degli stessi desiderata dei dominanti), si tratta di comprendere in che direzione esse spingono, quali processi sociali mettono in moto, quali mutamenti inducono.

Noi proviamo a dare la risposta. Stiamo appena entrando in una devastante crisi organica globale del sistema. Il grippaggio del motore economico (Marx avrebbe detto “crisi di sovrapproduzione generale”) porta necessariamente con sé profondi scombussolamenti sociali e politici, instabilità, conflitti sociali, mutamenti nella stessa psicologia delle masse. Come le teste d’uovo ed i pennivendoli di regime ci vanno ripetendo un giorno sì e l’altro pure “a causa del corona virus il mondo non sarà più come prima”. Ed invece ci sono antagonisti che non vedono ad un palmo dal loro naso, che continuano a menarcela che ora è il virus il il nemico principale, che tutto il resto va subordinato allo scopo, che tutto il resto è per il momento secondario.

E qui torniamo all’ideologia, o meglio, alla trappola ideologica con cui i dominanti tentano di ingannare le classi subalterne per imbrigliarle e addomesticarle. Con quale motivo il potere giustifica le sue misure draconiane come lo stato d’emergenza, la carcerazione domiciliare di massa, la vigilanza sbirresca capillare, la militarizzazione della vita sociale, l’istigazione alla delazione, il diabolico “distanziamento sociale”, la soppressione dei diritti democratici, il divieto di protestare in quanto  assembramento di potenziali untori? Lo giustifica col motivo di tutelare la salute dei cittadini. E così, gli stessi demoni che ci fanno lavorare come bestie da soma in ambienti malsani, che ci fanno intossicare di polveri pestifere in città inquinate, che ci fanno avvelenare con cibaglie a base di OGM e pesticidi, che ci obbligano a ritmi di vita psicotici; questi stessi demoni vorrebbero passare da angeli, lupi travestiti da agnelli.

Dietro a questa storiella della “salute” c’è poi un principio etico-morale che più alto non si può: la vita umana come valore sacro e supremo, che va preservata costi quel che costi. Questo è il ritornello, il leitmotiv, il paradigma.

Condannare come ipocrita questa narrazione, smascherare questa pretesa come cinica e truffaldina, svelarne i suoi reconditi scopi (far digerire ai cittadini il passaggio ad un regime tecnico-autoritario o psico-stato-di-polizia) sarebbe il primo compito delle forze antagoniste.

Invece è accaduto che anche nel campo dell’opposizione antagonista si è accettato il paradigma fasullo della “difesa della vita” sopra ogni altro fattore, e non importa se sia una vita indegna di essere vissuta, una vita da schiavi, da morti di fame, da murati vivi come la monaca di Monza. C’è stata, ahinoi, un’adesione al fatto che per salvare vite umane tutto è lecito, anche lo stato d’emergenza con tutto il corollario della «carcerazione domiciliare di massa, della vigilanza sbirresca capillare, della militarizzazione della vita sociale, dell’istigazione alla delazione, dell diabolico ‘distanziamento sociale’, della soppressione dei diritti democratici, del divieto di protestare in quanto ‘assembramento’ di potenziali untori».

Che non ci sia da farsi “illusioni sulla capacità dei popoli e delle classi di fare tesoro delle lezioni e delle esperienze del passato” non può giutificare il dimenticare. Non ci si può scordare che non c’è stato un solo crimine che la borghesia non abbia giustificato in nome di sacri e astratti principi morali. Sempre le classi dominanti hanno camuffato le loro imprese più crudeli, financo lo sterminio di interi popoli e nazioni, in base a candidi e supremi principi: il progresso, la giustizia, la patria, la libertà, l’umanità, Dio… Ora è il turno della sacralità della vita umana.

La vita, quale che siano la sua dignità e qualità, considerata astrattamente come valore in sé, a cui tutto può e deve essere sacrificato. Il potere ci sta infatti dicendo che noi ricchi e poveri, sfruttati e sfruttatori, chi sta sopra e chi sta sotto,  dobbiamo mettere da parte ostilità e inimicizia quindi affratellarsi contro il comune nemico, il virus, poichè, ci dice la voce del padrone, noi tutti saremmo sulla stessa barca — oh sì, come il Titanic, dove i disgraziati in terza classe morirono come sorci in gabbia, mentre lorsignori si salvarono la pelle sulle scialuppe di salvataggio. La vita in comune, la morte no.

Politicamante si tratta del solito inganno della micidiale UNION SACRÉE in nome della quale sono state sempre portate al macello le classi proletarie ed i popoli.

Il precedente è terribile: tutto si potrebbe a questo punto accettare come legittimo, anche la tirannia ove il potere fosse capace di far passare il tiranno come estremo salvatore dell’umanità.

Il pericolo che incombe è dunque enorme. E chi parla d’altro, chi vede solo il dramma sanitario e non vede né la tragedia sociale in atto né la trappola ideologica, che se ne renda conto o meno, finisce per fare il gioco del nemico.

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3 pensieri su “MALA TEMPORA CURRUNT di Moreno Pasquinelli”

  1. alessandro dice:

    Bravo

  2. fabio dice:

    LA MASCHERINA ha una funzione PSICOLOGICA più che sanitaria. Crea un clima di sudditanza, perchè è un marcatore di contesto: chi la indossa si è piegato, si è sottomesso. Chi non la indossa è un pericoloso ribelle, un nuovo tipo di ebreo. Abbiamo a che fare con un burqa ambisesso che sancisce l’appartenenza ad un nuovo Dio. Chi non la indossa è un infedele. Oppure è come il velo per le donne in certe culture: chi non lo indossa è una puttana, puoi disprezzarla, odiarla. Così, chi non indossa la mascherina più che un untore fa parte di una razza inferiore, ignorante, insubordinata. Bisognerebbe intervenire col lanciafiamme, come può dire impunemente il governatore giustiziere. Per quale altra ragione si è autorizzati ad abbandonare ogni altra priorità criminale e ad usare i droni per identificare il virus mentale che infetta certe menti libertarie?
    Sono riusciti a cinesizzare la nostra società “democratica” con una facilità stupefacente. Adesso basterà aggiornare ciclicamente la pandemia (questi virus si possono crearne a centinaia, già da molti anni) per gestire le “moltitudini” tanto care a Toni Negri. CHE FARE? Dateci una strategia efficace per cavalcare questa tigre, ca**o! Va bene … Marx aveva ragione, ma adesso serve un subcomandante Marcos, che indossi la mascherina e cominci a guidare la rivolta.

  3. Francesco dice:

    È difficile capire se il “nemico” stia semplicemente “approfittando” dell’occasione favorevole rappresentata dalla comparsa del virus (…con relativa psicosi collettiva diffusa tra il Popolo) per rafforzare la propria posizione OPPURE sia esso stesso, il “Nemico”, più o meno direttamente responsabile del fenomeno “Covid19”.
    Di certo vi è che gran parte delle forze Antagoniste ancora una volta sta accettando passivamente la narrazione e le regole di gioco del “nemico” (…proprio come successo fino a ieri con il PRESUNTO “pericolo islamico”…) …con tutte le conseguenze del caso (…sconfitta assicurata…)

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

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