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25 SETTEMBRE PATATRAC di Moreno Pasquinelli

Si poteva tutti assieme fare un gran casino contro il colpo di stato elettorale del 25 settembre, si poteva denunciare che in queste condizioni la competizione elettorale è truccata… Al contrario, i partitini che si dicono di rappresentare il popolo no green pass, hanno deciso di partecipare alla gara così legittimando e convalidando la truffa. Peggio ancora: invece di fare fronte hanno deciso di mettersi a correre come forsennati facendosi le scarpe l’un l’altro.

Il 25 settembre ci troveremo così sulla scheda elettorale non tre ma ben quattro liste che dicono di essere anti-sistema. Si è spesso abusato della metafora manzoniana di paragonare gli umani ai polli, ma in questo caso essa è più azzeccata che mai: i Paragone, i Toscano, i Rizzo, i Teodori, le Cunial e compagnia cantante, proprio come i manzoniani capponi di Renzo, hanno deciso di andare incontro alla sventura continuando imperterriti a beccarsi fra di loro. Una prova senza precedenti di insipienza e stupidità politica.

Il regime, con la sua perfida mossa di fissare le elezioni il 25 settembre, aveva tuttavia offerto a questi capponi la possibilità di comportarsi almeno da galli: avrebbero potuto fare di necessità virtù, proclamare il cessate il fuoco e presentare l’unità come atto necessario per far fronte uniti al colpo di stato elettorale. Macché! si è avverato il più brutto dei brutti presagi:

«I piccoli e litigiosi partiti sorti negli ultimi anni dovrebbero agire per costruire questo fronte ampio. Invece, in barba alla diffusa domanda di unità, proprio in vista della sfida elettorale, stanno procedendo ognuno per conto proprio. Andare alle elezioni con più liste sarebbe una iattura, un suicidio collettivo».  [Appello dei 100 – aprile 2022]:

Insipienza e stupidità che sono pari ad una presunzione che in alcuni casi sfiora la megalomania. Costoro sembrano tutti convinti, sia di chiudere con successo la raccolta di firme (in tutti o quasi i collegi plurinominali) per accedere alle elezioni (malgrado agosto ed i tempi strettissimi), sono infine certi di superare la soglia di sbarramento del 3 per cento.

Che conti hanno mai fatto questi generali improvvisati? Gli stolti possono davvero credere che ci sia un bacino di milionate di cittadini che non aspettano altro che votare una lista antisistemica, che ci sia quindi posto per tutti. Si illudono.

I più scaltri tra loro, visti anche i penosi risultati delle recentissime amministrative, sanno che non è così. Se ci fosse stata una lista unitaria sarebbe stato forse realistico sfiorare ed anche superare il 5-6% (cioè poco più di un milione e mezzo di voti). Non vi sembri poco, sarebbe anzi tantissimo. Ma questo risultato si sarebbe potuto ottenere solo in forza della prova di maturità e credibilità che solo l’unione tra movimenti di base e partitini avrebbe potuto offrire. Causa divisione, questo 5-6% dividetelo per tre o quattro e otterrete come risultato che nessuno supererà lo sbarramento, ovvero la sconfitta. Qualcuno potrà dirci: “chi se ne frega? Che questi generali vadano pure alla malora!”. Già, però l’insuccesso elettorale si abbatterà su tutti noi, su ciò che resta del movimento no green pass.

I più scaltri dicevamo. Questi sanno che al massimo solo una lista potrà passare, che quindi tutti gli altri saranno destinati a sfracellarsi. E così non assisteremo solo ad elezioni truccate, assisteremo, ad una competizione fratricida, ad una guerra senza esclusione di colpi proprio tra chi dice di rappresentare il medesimo popolo e di difendere gli stessi principi.

Sia gli scaltri che gli stolti hanno provato ad arruolarci. Abbiamo ovviamente declinato l’invito. Saltiamo il giro convinti che c’è vita anche dopo il 25 settembre, che occorre anzi prepararsi alle sfide più decisive che verranno dopo.

Ps

Un pensiero particolare lo dedichiamo agli “scaltri” che magari vogliono passare per machiavelliani, spacciando il loro cretinismo parlamentare per realismo politico. Foste stati realisti e machiavelliani avreste dato ascolto a chi, anche dal fondo delle piazze, vi invitava a metter da parte l’egoismo di consorteria o il guicciardiniano particulare per dare vita ad un fronte unico che unisse movimenti e organizzazioni politiche. In un momento delicatissimo della vita del Paese, proprio mentre si poteva approfittare delle difficoltà del nemico, avete fatto tutto il contrario. Come dice il detto: chi sbaglia paga!