Browse By

IL SANGUE DELLA GRECIA di Daniela Di Marco

 602 total views,  2 views today

23 aprile. Agghiacciante! Sapevamo che la Grecia è l’agnello sacrificale dato in pasto al Moloch, all’€uro-Germania. Il governo Samaras ha approvato a febbraio una legge che prevede il carcere per i debitori dello Stato. Essendo i penitenziari già sovraffollati veranno allestiti appositi CAMPI DI CONCENTRAMENTO.

Seisàchtheia
di Daniela di Marco

Leggo sul Corriere della sera

«Cinquemila euro di debiti con lo Stato? Il rischio è la reclusione fino a un anno. Il nuovo piano del governo greco punta a recuperare fondi e rinchiudere gli evasori in caserme trasformate ad hoc con «condizioni più umane». Ad annunciarlo il vice ministro alla Giustizia Kostas Karagkounis durante un’audizione in Parlamento. L’idea è appunto trasformare un sito per rinchiudere gli insolventi. Si parla di un campo di addestramento militare nella provincia di Attica. La legge, entrata in vigore a febbraio, parla chiaro: se entro quattro mesi chi ha debiti superiori a cinquemila euro non ripaga, rischia il carcere fino a un anno. Per diecimila euro almeno sei mesi e così via. Il cittadino può anche pensare di rateizzare, ma se salta un pagamento, ecco che può finire nel campo. Certo, separati da chi ha commesso crimini più efferati, ma pur sempre in una sorta di prigione. Cambiare la destinazione d’uso di un campo è stato necessario, si legge nelle dichiarazioni, a causa del sovraffollamento nelle carceri. E per trattare «meglio» i debitori».

Alla pazzia criminale non c’è limite. “Non paghi le tasse, ti interno in un campo di concentramento!”. Questo avviene oggi dentro l’Unione europea. Una misura che ricorda la guerra e il nazismo. Una guerra dichiarata ad un popolo, senza carri armati e senza bombardamenti, ma non meno devastante. Un nazismo reale sotto le mentite spoglie della democrazia.

Quanto accade oggi è peggio che nella Grecia antica. Nel VI secolo avanti Cristo gli ateniesi che non erano in grado di onorare i loro debiti venivano ridotti in schiavitù. La storia ci dice che Solone (638a.C.- 558a.C.), legislatore, abolì la schiavitù per debiti. Quello storico provedimento venne chiamato σεισάχϑεια (seisàchtheia). Luciano Canfora, nel suo libro Il mondo di Atene (Laterza) sostiene giustamente che con quella misura Solone evitò la guerra civile.

Il tema della cancellazione dei debiti, sottolinea ancora Canfora,  è ricorrente nell’antichità: «Vi hanno fatto ricorso tutti i riformatori, quanti professavano idee democratiche. Ve n’è un cenno anche nell’invocazione a “rimettere i debiti” contenuta nel Padre Nostro. Dopotutto si tratta di un modo per redistribuire il reddito». Una patrimoniale negativa potremmo chiamarla.

Solone

Oggi di questi riformatori democratici non c’è traccia. I governanti non sentono ragioni. Pur di tenere in vita l’euro, morto che cammina, sono disposti a tutto, anche a dissanguare e imprigionare i propri popoli. Le stesse sinistre, che dovrebbero rappresentare gli interessi della povera gente e le aspirazioni democratiche, si ergono a paladine dell’euro.

Le idee di un default programmato, della cancellazione del debito pubblico (i creditori sappiamo chi sono: i vampiri della grande finanza globale), di un’uscita dall’euro; non le vogliono prendere nemmeno in considerazione.

Sinistre complici dei criminali!

Non c’è alcun Solone in vista. Se i popoli vittime dell’euro-dittatura non si solleveranno, temo proprio che la guerra civile sarà prima o poi inevitabile.
 

image_pdfimage_print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *