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LISTA TSIPRAS: UN’ALTRA CARNEVALATA? di Ugo Boghetta*

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7 febbraio. «Siamo noi la forza più filo-europea del panorama politico, sono le politiche delle destre e della socialdemocrazia che aumentano l’euroscetticismo e mettono in pericolo la costruzione europea… Siamo contrari all’uscita dall’euro… non si deve tornare indietro». Così ha esordito Alexis Tsipras oggi a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione della costituenda lista civica che porta il suo nome.


* Ugo Boghetta è un dirigente nazionale di Rifondazione comunista, esponente dell’ala no-euro i cui emendamenti hanno ottenuto un ampio consenso al al recente congresso del Prc. Boghetta fa parte del Coordinamento nazionale della sinistra contro l’euro.
«Le elezioni europee questa volta sono importanti, forse decisive per aprire una fase nuova in Europa. La candidatura di Tsipras era un’ottima occasione per costruire la sinistra. Da sempre il Prc si batte per questo. Ma il partito è inquieto, a volte sgomento, tranne la cricca Burgio, Grassi, Oggionni passati al fronte antiPRC, antipartito e anticomunista.

I problemi vengono da un percorso confuso e con colpi di mano. La prospettiva è incerta. La candidatura Tsipras ha aperto positive contraddizioni in Sel. Sel sta nel centrosinistra ma il PD è da anni nelle larghe intese liberiste, il PSE è pilastro di questa Europa, la SPD sostiene la Merkel, Hollande sembra avere cose migliori da fare. Sel ha il problema del quorum alle Europee ed in Italia. Ora è sbucato la possibilità del ripescaggio: una marketta che dimostra ancora una volta l’uso privatistico delle istituzione e delle leggi elettorali. Cosa farà Sel dipenderà dalla legge elettorale? Sta il fatto che per le elezioni europee, cerca di salvare capra e linea politica con un salto carpiato: afferma di poter stare con Tsipras, non aderendo al Gue ma guardando a Shultz. È un evidente operazione trasformista. A questo opzione ammicca la Spinelli. Se dovesse passare la proposta si produrrebbe una lista schifezza: gli elettori non saprebbero dove si collocherebbero i parlamentari. Non si può fare. In secondo luogo saremmo ambigui rispetto al PD/PSE già sul piano dello schieramento. Anche questo non si può fare. Sul versante dei sei intellettuali siamo all’impazzimento. Costoro si arrogano il diritto di decidere, ovviamente on-line, chi ci sta, come ci si sta. Alla faccia dell’orizzontalità, della costruzione dal basso. Sono contro i partiti ma si presentano come un’elitè: autoreferenziale per natura, come Grillo e Casaleggio! Più che un passo indietro, come auspicava Tsipras, hanno occupato l’entrata e messo i tornelli. Ma chi sono costoro? Due scrivono su Repubblica: il più importante giornale liberal-liberista. 

Quello che ha contribuito a sfasciare la sinistra in Italia: comunista e non. Tutti apprezziamo Gallino ma chi ha letto i suoi libri sa che alle analisi mirabili e catastrofiche corrispondono proposte che sono acqua fresca. Revelli e Viale sono i rappresentanti di quello spontaneismo, postoperaismo che giunge, di passaggio in passaggio, fino a Toni Negri. Anche lui favorevole alla lista. Poi c’è D’Arcais. Non stupisce, dunque, l’offensiva contro il Prc tesa a cancellarci perchè partito, perchè comunisti. Il documento della sinistra europea condanna l’anticomunismo risorgente in Europa. In Italia l’anticomunismo sta nella sinistra! È stato giusto rispondere a tutto ciò affermando che siamo il partito che ha proposto Tsipras, ma questo non è sufficiente. Costoro ce l’hanno con la stessanozione di partito. Sono i fautori dell’americanizzazione della politica. Possibile che non abbiamo imparato niente da Cambiare si Può!? A monte sono contro la nozione di classe che sostituiscono con le nozioni di cittadini, persone, multitudini. La lotta di classe è sostituita da quella per i diritti. I beni comuni non devono essere né pubblici né privati quindi sono una forma del privato. I lavoratori ed i rapporti di produzione scompaiono e quindi scompare anche il capitale. Il cambiamento, dunque, avverrebbe “naturalmente” come al tempo per la socialdemocrazia. In questo caso non di crollo si tratta ma di l’autoscioglimento. Un altro mondo è possibile ma non si sa cos’è, ma non è il socialismo. Molte di queste posizioni sono parallele, tangenziali al pensiero liberale e liberista più avveduto. Addio Marx, Lenin, Gramsci. E non a caso, e contro ogni evidenza, per costoro l’Europa è riformabile anche senza rompere l’euro.

È comunque un fatto che da quando queste ideologie postmoderne hanno preso progressivamente piede è sceso il livello del conflitto, la sua concretezza, la sua capacità di progettare l’alternativa. L’arroganza con cui costoro sostengono le loro tesi è davvero fuori luogo.

Se si producesse una lista di tal fatta continuerebbe l’anomalia italiana. Negli altri paesi infatti sono le forze classiste il perno delle alleanze. Il profilo della lista sarebbe moderato fino a confondersi con il centro sinistra. Contro il rigorismo della Troika ci sono anche Letta, Napolitano; e aspettiamo per vedere Renzi cosa inventa. Viale, nella conferenza stampa di ieri ha parlato di rinegoziazione dei trattati, ma nel documento della SE si parla di disobbedienza, di rottura. 
Come non condividere quanto scrive Cesaratto:

«La giustificata accusa di perpetuare un velleitario utopismo europeista, peraltro facilmente imitabile da un Renzi qualsiasi, è dietro l’angolo. Questo aliena alla lista Tsipras la simpatia di quella parte del paese, fra cui migliaia di giovani, che ha consapevolezza del segno reazionario con cui l’Europa monetaria è stata costruita e viene difesa, una impronta non facilmente modificabile. Pari coscienza non è ancora, sospetto, patrimonio di molti padri (e madri) nobili della lista. Dotata di un messaggio così debole, quale può dunque essere il suo appeal? Allo stato essa appare come un rassemblement di istanze politiche e movimentiste déjà vu attorno a un grido di dolore di una élite di volenterosi intellettuali. Il respiro programmatico della proposta politica va dunque radicalizzato».

Tutto ciò avviene sì per la nostra debolezza. Debolezza però amplificata dal solito tatticismo e da elaborazioni simili e contigue alla marmellata di cui sopra che impediscono di criticare a fondo la costruzione dell’Europa Nazione e l’euro, porre il tema della sovranità nazionale, elaborare un progetto socialista concreto. Progetto che dovrebbe essere nostro “il marchio di fabbrica” . Paradossalmente veniamo criticati perchè abbiamo una indentità comunista. Identità, tuttavia, che è solo un nome. Oggi si misura tutta la vacuità del congresso.

Il fatto è che loro fanno battaglia sulla loro visione del mondo, sul loro progetto. Noi no! Una cosa è essere unitari, un’altra è subire passivamente. I compagni sono disarmati. Qui siamo. Con questi presupposti se nascerà qualcosa non sarà Syriza ma un’altra SEL con altri Vendola.

Si può recuperare? Alcune cose sì altre non più. Ancora si può tentare una lista aperta a tutti gli euroscettici. Ancora si può tentare di radicalizzare la proposta. Voglio ricordare che il congresso di Madrid ha modificato il documento finale per includere l’interlocuzione con le posizioni no-euro. È inoltre fondamentale che la posizione classista risulti alta, forte e chiara. Ah dimenticavo. Tutti dicono che dobbiamo fare in fretta perchè ci sono le firme da raccogliere. Già. Chi le dovrà raccogliere?!»
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9 pensieri su “LISTA TSIPRAS: UN’ALTRA CARNEVALATA? di Ugo Boghetta*”

  1. Anonimo dice:

    HistoricusAncora molti non hanno capito che la cosiddetta "sinistra politica" è un GOLEM, o , se il concetto di Golem è difficile da capire, chiamiamola "cavallo di Troia".

  2. Anonimo dice:

    Ancora una volta questi sono l'altra faccia del Regime e la corruzione dilaga ,sembra non ci sia una via di fuga .A poco dalle elezioni europee ,ancora non si è costituita una vera forza antagonista ,brancoliamo nel Buio.Mi dispiace.

  3. Anonimo dice:

    Per adesso è nato il nostro Coordinamento che dovrà prendere una posizione riguardo alle europee, attendiamo e speriamo. Lista Tsipras? Sono molto diffidente, ma vediamo che succede.Giancarlo

  4. Anonimo dice:

    In nome della Democrazia vorrei segnalare a tutti coloro che direttamente o indirettamente seguono questo Blog , i servi del Regime stanno Boigottando il Blog del Dott. Della Luna da quando ha postato un commento sul governo Letta .Se qualcuno può dare un contributo su questa incresciosa situazione.

  5. Anonimo dice:

    "Dai nemici mi guardo io e dagli "amici" mi guardi Iddio".La più grande invenzione dei nemici giurati della democrazia e quindi della Libertà, è stata la "finta" opposizione che in questa sventurata Italia (negli USA trionfa da parecchio tempo) è stata realizzata in pieno soprattutto con l'applicazione dei famigerati "Protocolli P 2" rinvenuti a Castiglion Fibocchi (dai primi anni '90).E' un'arma letale, siamo d'accordo, ma non esistono regole in guerra.

  6. chiunque scriva ciò che vuole dice:

    Semel servus semper servus Le proposte di Tsipras e dei suoi portatori d’acqua, fra i quali molti intellettuali – cosa che aggrava la loro insensata decisione, può essere radicalmente e sinteticamente descritta come l’alternativa fra lottare e mendicare. Tsipras e soci hanno scelto quest’ultima opzione, che ha qualche probabilità di fornire nell’immediato qualche sollievo. Ma nessuna persona di giudizio può arrivare al punto di illudersi che si possa ottenere mendicando la “La cancellazione del debito perlomeno del 60%” e per giunta “partire con politiche di rilancio” che evidentemente richiedono ancor maggiori capitali a rischio. La sua posizione favorevole all’euro Tsipras la giustifica dicendo che “è moto difficile uscirne” e ricorre ad una metafora aggiungendo che “uscire dall’euro è come abbandonare un edificio in fiamme senza spegnere l’incendio. Noi vogliamo salvare l’edificio e noi stessi”.Possiamo accettare la sua metafora e farne concludere la logica conseguenza che qualunque pompiere può insegnarli: così facendo si perde sia la casa che la vita di chi resta dentro. Nessun incendio si può spegnere dall’interno, occorre uscirne e poi agire dall’esterno coi mezzi adeguati. Una rinegoziazione del debito ad es. la Grecia l’ha avuta, ma non risulta che sia servita a gran che, visto che tale concessione è stata accompagnata dalle arcinote micidiali misure di svalutazione interna, cioè di austerità. Finché insieme alla medicina si somministra il veleno il paziente non può che peggiorare. Per difficile che sia, e su questo siamo d’accordo, solo da posizioni di forza – ergo uscendo dall’euro – è possibile rinegoziare, poiché da quel preciso momento diviene possibile la svalutazione della moneta sovrana. Come dimostrano esempi del passato, come insegnano i grandi economisti non venduti al potere, questa è l’unica via realmente praticabile, non indolore ma con prospettive garantite.Il dramma di Tsipras e dei suoi seguaci faciloni e creduloni e di quella parte di sedicente sinistra che è caduta nella trappola del servilismo quale presunta scorciatoia per il socialismo, è nell’illusione che di fronte al potere della finanza speculativa, un sistema spietato e sempre più potente ed aggressivo poiché sovranazionale e privo di reali controlli, invece che con la lotta si possano raggiungere risultati col mendicare. Cosí facendo si cementano invece i ruoli, e l’Europa sarà sempre più divisa fra Paesi dominanti (per ora uno) e Paesi dominati (molti e in crescita). Citazioni da: Il fatto quotidiano, 8.2.14.

  7. Anonimo dice:

    Condivido Historicus e aggiungo che l'unica ad aver leidee chiare sull'Europa à Marine Le Pen piaccia o no.totò.

  8. Redazione SollevAzione dice:

    Per quale strano motivo la Le Pen sarebbe la sola ad avere le idee chiare sull'Europa?Che forse è la sola a denunciare euro e Trattati?NO, assolutamente no!Basta dare uno sguardo alle diverse forze no-euro dei paesi dell'eurozona. Ci son forze no-euro di sinistra, di centro e di estrema destra come il Front national.Questo voler dare alla Le Pen la medaglia d'oro, di farne una nuova Giovanna D'Arco a malapena nasconde simpatie politiche che con l'euro c0'entrano ben poco.Rimandiamo all'articolo che analizza il programma elettorale del Fn.

  9. Anonimo dice:

    Nessuna demonizzazione della signora Le Pen, le demonizzazioni le lascio ai fenomeni di Militant-blog, ma noi con il FN non solo non abbiamo nulla a che fare ma non vogliamo avere nemmeno nulla a che fare. Lasciamo la Le Pen in compagnia della Lega. Noi siamo altra cosa.Giancarlo

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