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I CERTIFICATI DI CREDITO FISCALE (C.C.F.) SONO UNA SOLUZIONE? di Guido Grossi

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[  18 dicembre 2017 ]


Come segnalato dal resoconto pubblicato ieri a firma Daniela Di Marco, Giulietto Chiesa e Antonio Ingroia, in sede di replica, hanno difeso a spada tratta la proposta di Alberto Micalizzi che ci sarebbe un’altra soluzione che non l’uscita dalla gabbia dell’euro per tirare fuori il Paese dal marasma, precisamente l’uso della Cassa Depositi e Prestiti e l’emissione dei C.C.F., ovvero Certificati di Credito Fiscale
Questa proposta di moneta parallela o complementare, ce la venne a presentare Enrico Grazzini in un nostro convegno del novembre del 2014. Per la verità la versione di Micalizzi è alquanto edulcorata rispetto a quella di Grazzini — per chi voglia saperne di più, districandosi tra le tecnicalità dei C.C.F. veda QUI e QUI. Grazzini infatti concepisce l’emissione di una moneta parallela come misura provvisoria in vista della riconquista della piena sovranità monetaria, mentre Micalizzi liquida come errato e illusorio tornare ad una Banca centrale pubblica solo titolata ad emettere moneta.

Volentieri pubblichiamo le note critiche dell’amico Guido Grossi [nella foto sotto] che era tra i presenti all’assemblea dei Frentani della Lista del Popolo.

*  *  *

Appello accorato a Giulietto Chiesa, Antonio Ingroia, Alberto Micalizzi, ed a quanti ritengono che i C.C.F., i biglietti di stato e le monete metalliche possano rappresentare possibili soluzioni “alternative” ai Titoli di Stato
Questo articolo della Banca d’Italia dice, molto chiaramente, che NON E’ POSSIBILE !

Può anche dare sui nervi, l’articolo, per più di una ragione (e, sinceramente, a me dà molto sui nervi, perché dimostra una volontà ferrea e determinata di certe istituzioni di difendere i privilegi della finanza privata, a danno dei popoli!)

Ma, detto questo, credo che sia veramente DA INCOSCIENTI il volerlo sottovalutare, perché rappresenta il pensiero e la volontà, molto determinata, del grande capitale sopra nazionale, che usa le banche centrali e le altre istituzioni dell’Unione europea per tutelare i propri interessi.

Allora è indispensabile che, prima di proporli come soluzione miracolosa, prendiamo atto della sua chiarezza, sin troppo cristallina, su due punti fondamentali

1) l’uso di una moneta fiscale, e perfino l’uso delle monete metalliche (e dei biglietti di stato) SONO EQUIPARATI AI TITOLI DI STATO!
In particolare ai fini della determinazione del debito pubblico e del deficit. I CCF sono debito pubblico! Concorrono ad aumentare il deficit!

2) esperienze pregresse dimostrano che, rispetto ai titoli di stato, questi strumenti sono dotati di una minore liquidità, minore capacità di conservare il loro valore e quindi di scarsa efficacia (oltre a comportare costi aggiuntivi e sforzi organizzativi non indifferenti e totalmente inutili).

Le conseguenze :

E’ TOTALMENTE SBAGLIATO pensare che sia possibile emettere 100 miliardi di CCF o simili, senza che le Istituzioni dell’Unione Europea reclamino la violazione degli accordi del Patto di Stabilità e Crescita, e senza che i mercati finanziari reagiscano quindi negativamente, facendo impennare lo spread.

Le conseguenze estreme di tali reazioni, dobbiamo saperlo, sono: L’ARRIVO DELLA TROIKA, nella migliore delle ipotesi, oppure l’arrivo del Meccanismo Europeo di Stabilità nella peggiore, che verrebbero così sostituiti (in maniera formalmente legittima) ai nostri politici nazionali, con il compito di “mettere ordine nei conti italiani”.

E noi sappiamo quanto questo pensiero stia prendendo forma in una parte consistente delle elite germaniche, che alimentano l’immaginario collettivo del popolo tedesco !

Tradotto in pratica : questi organismi verrebbero (investiti di autorità legale) a prendersi i consistenti risparmi degli italiani depositati nelle banche utilizzando la procedura di bail in, che è già pronta; ad aumentare le tasse ed a tagliare la spessa pubblica; ad attuare licenziamenti di massa nel pubblico impiego; a svendere quello che resta del patrimonio pubblico del nostro Paese, a privatizzare i servizi pubblici essenziali.

E’ questo che vogliamo?

Ci è sufficientemente chiaro il concetto che certi signori non aspettano altro che di essere invitati a nozze, su una prospettiva simile?

Allora, amici carissimi, mattiamoci per cortesia l’anima in pace :

se vogliamo liberarci dalla schiavitù della moneta privata, è necessario percorrere strade estremamente più chiare e coraggiose, per dire senza paura e senza reticenze che gli italiani non sono disposti a tollerare ulteriormente le prepotenze di un sistema finanziario che è illegittimo nella forma, vigliacco nella sostanza, contrario allo spirito ed alla lettera della nostra Costituzione e, pertanto, l’Unione Europea deve fare una immediata marcia indietro, obbligando la BCE a mettere la sua illimitata capacità di produzione di moneta non più al servizio del sistema finanziario privato e sopra nazionale (come è oggi OBBLIGATA a fare dall’art 123 del Trattato sul funzionamento dell’Unione) ma al servizio della politica, impegnandosi a sottoscrivere l’emissione di titoli necessari a finanziare un programma immediato di investimenti sufficienti a garantire la piena occupazione e la rimozione degli ostacoli di ordine economico che impediscono la piena realizzazione della persona umana. Di tutte le persone umane !

Nel caso in cui l’Unione europea non fosse immediatamente disponibile, DEVE ESSERE DETTO CON GRANDE CHIAREZZA che, nell’interesse del popolo italiano, ma anche nell’interesse dei popoli tutti dell’Europa, è bene che queste istituzioni, nate con un procedimento poco chiaro e per niente democratico, ostinatamente intente a difendere gli interessi del grande capitale, che pretendono di sostituire la voglia dei popoli di collaborare con la voglia del capitale di competere, e la piena realizzazione della persona umana con la stabilità della moneta, che vogliono a tutti i costi eliminare le nostre Costituzioni ed il potere dello stato sociale di difendere gli interessi dei deboli, DEVONO ESSERE DEMOLITE, al più presto.

E diventa allora necessario che ogni nazione si assuma la piena responsabilità, di fronte al proprio popolo, di tornare ad organizzarsi per realizzare, con il contributo più aperto e diffuso di tutti, quel disegno meraviglioso di società equilibrata, solidale, umana, concepito nelle Costituzioni. Ma anche per rendere possibile l’obiettivo, immensamente importante e totalmente coerente con quei principi, di stabilire rapporti pacifici e di collaborazione con tutti i popoli del mondo.

Che non desiderano altro !

Queste istituzioni, non rappresentano i Popoli.

Perché solo popoli consapevoli, organizzati ed impegnati a realizzare quel disegno costituzionale, potranno, forse, un domani non vicino, concepire e dare vita ad istituzioni pienamente democratiche e partecipate, che rappresentino il popolo europeo, o del mondo, che ancora non esiste.

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Un pensiero su “I CERTIFICATI DI CREDITO FISCALE (C.C.F.) SONO UNA SOLUZIONE? di Guido Grossi”

  1. Simone ArticoloUno Boemio dice:

    Ogni dispositivo di qualsiasi natura, che ammetta e accetti la nostra permanenza nella UE o si prefigga di affiancare o "sostituire nel tempo" il solo euro, lasciando intatto il regime liberista europeo, è solo un modo per allungare l'agonia della nostra economia e, con essa, quella delle famiglie italiane. Punto.Dedicarsi a cervellotiche soluzioni che salvino capra e cavoli (ma che alla lunga uccidono COMUNQUE sia la capra che i cavoli) è per me incomprensibile.Le energie di chi ha a cuore democrazia e benessere diffuso, andrebbero indirizzate solo ed esclusivamente allo scopo di liberare l'Italia dalla dittatura dei mercati con determinazione e nel più breve tempo possibile Ri-Punto!

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