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IL SIONISMO CONTRO LA RUSSIA di A. Vinco

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Yevgenia M. Albats è una giornalista investigativa, scienziata politica, autrice e conduttrice radiofonica, membro del Consiglio Pubblico del Congresso Giudaico in Russia, che da anni denuncia il fenomeno dell’emigrazione degli Ebrei dalla Russia verso il Medio Oriente. Importantissima voce ebraica dell’antiputinismo, Albats è attualmente la più influente consigliera del “clan Navalny” e sta spingendo per la leadership di Yulia Navalnaya quale oppositrice di punta di un vasto fronte anti-Putin. (si veda QUI)

La signora Albats pochi giorni fa ha rilasciato una intervista (inTabletmag, 27.1.2021) in cui analizza il fenomeno politico del putinismo e invita più o meno apertamente alla insurrezione contro Putin. Già nel 2010, Yevgenia era una delle guide del cartello “Putin deve andarsene!”.  I risultati sembrano però oggi come ieri molto inferiori alle aspettative. Domenica 14 febbraio 2021 la grande catena umana anti-Putin ha mobilitato, nella estesissima Federazione Russa, poco più di trecento dissidenti.

La russofobia di tale ambienti culturali è storica. Nell’ottobre 2013 la signora Yevgenia nel corso della sua trasmissione radiofonica sulle onde della stazione radio L’Eco di Mosca, non si è fatta scrupoli nel dichiarare:

Anche Dio è d’accordo, tutta la fascia geopolitica della vecchia URSS diventerà cinese. Non vedo alcun problema con questo. Ad essere onesti, non vedo alcun problema particolare se la Russia è divisa lungo la cresta degli Urali: sarà un corso naturale delle cose…..la Siberia sarà Repubblica Popolare Cinese, ne siamo certi…  Mi sembra che questa sia una cosa assolutamente inevitabile. La Russia si spaccherà, è troppo grande”.

Nel novembre 2018 la Albats ha esplicitamente difeso il separatismo neobanderista di Kiev, confondendo peraltro durante un dialogo in radio il vice capo del servizio doganale in forza all’FSB G. Medvedev  con il primo ministro D. Medvedev. Vladimir Putin, considerato un “fascista russo” da questi ambienti intellettuali e culturali, lascia giustamente e democraticamente libere di parlare le stazioni radio dove si fa esplicita propaganda antirussa.

Ci sembra importante far conoscere ai lettori talune estrapolazioni dalla lunga intervista rilasciata dalla signora Albats. Presenta taluni caratteri interessanti, nonostante la faziosità. Come si evince dai passi riportati il suo antiputinismo è ai limiti dell’ossessione: vede il male ovunque vi sia patriottismo russo. Il sogno di questa gente, nemmeno ormai troppo nascosto, è riportare la Russia ai rampanti Anni ’90, con i suoi milioni di bambini e anziani morti a causa della mancanza di cibo, servizi, sicurezza energetica, con le quotidiane stragi di mafia di cartelli asiatici o israeliani in ogni quartiere di Mosca e in vari quartieri di S. Pietroburgo.

La Federazione Russa con Vladimir Putin e Sergej Lavrov ha avuto sempre una politica molto rispettosa e equilibrata verso Israele; pur non condividendo l’antiarabo “patto di Abramo”, pur non condividendo la politica razzista, teocratica e etnocratica arabofoba o islamofoba, i vertici russi hanno più volte proposto, in termini diplomatici e non violenti, il concreto disegno di una autonoma Nazione palestinese rispettosa del diritto storico d’Israele alla esistenza. Nonostante questo, i sionisti e gli americanisti non tollerano e non contemplano il diritto di una grande Nazione come la Russia a esercitare una sua politica interna e esterna; non si perdona alla Russia il fatto di aver costretto alla resa i battaglioni takfiristi dalla Cecenia al Medio Oriente, salvando il Baathismo arabo di Bashar Assad.  Non si perdona alla Russia di aver mandato in frantumi l’utopismo dell’assolutismo globalista dei grandi gruppi digitali e finanziari del Sionismo mondiale. Per quanto, come è costretta a riconoscere la signora Albats, Putin non sia né antisemita né antisionista, una strategia politica fondata sul patriottismo o sul nazionalismo imperiale russo collide inevitabilmente, in modo radicale, sia con il sionismo, sia con l’americanismo.

Si vedrà, infine, la signora Albats parla spesso di cechisti, rimandando alla formula originaria del sovietico KGB. Con ciò, intende dire che in Russia spadroneggia una élite di spie. Intellettuali più raffinati parlano di siloviki. In realtà, tutto ciò è falso. Poteva esser vero, forse, nei primi anni del 2000. I “gruppi di pressione” russi sono oggi trasversali e intrecciati, ma diremmo che soprattutto dal 2014 in prima linea vi è una élite autenticamente patriottica e democratica, sia essa composta da manager, militari, funzionari, sacerdoti ortodossi antiecumenisti o uomini della sicurezza. Il minimo comune denominatore è perciò rappresentato dal patriottismo, dal nazionalismo imperiale non dall’essere una spia o un boiaro di Stato.

*  *  *

PUTIN E L’ANTISEMITISMO di Evgenia Albats

«Naturalmente, al KGB (dell’era sovietica), l’antisemitismo era una componente ideologica molto forte. Per il KGB, gli ebrei erano una quinta colonna perché erano persone che finivano le università sovietiche e poi partivano per la loro “casa storica”, sempre pronti a svendere la Patria. …… Putin non è un antisemita; questo è un fatto noto. Ma alcuni dei suoi migliori alleati e consiglieri lo sono. Un’ondata di antisemitismo arriverà inevitabilmente a meno che non riusciremo a sconfiggere questo regime fascista e nazionalista di Vladimir Putin.

Putin e l’imperialismo russo

La cosa da capire è che in Russia c’è il nazionalismo imperiale e il nazionalismo etnico. A un certo punto, ci fu un’ondata di gruppi etnonazionalisti; la maggior parte di loro era diretta dal Cremlino. Ho sempre detto che i gruppi nazionalisti non erano pericolosi in quanto tali: in una società politicamente non strutturata, è naturale unirsi su base etnica. Ciò che fa paura è quando la bandiera del nazionalismo viene innalzata dallo Stato. Ed è quello che è successo sotto Putin, quando la retorica nazionalista è diventata la retorica del regime. Il fatto è, però, che Putin è un nazionalista imperiale. Tutta la masnada del KGB intorno a lui…..sono la stessa cosa, “imperialisti”; il loro sogno d’oro è la rinascita dell’Unione Sovietica. Ma la rinascita dell’Impero non tollera il nazionalismo etnico, il quale spinge le persone dentro l’Impero a uccidersi a vicenda per le ostilità etniche. Ecco perché Putin ha fatto tutto il possibile per distruggere l’etnonazionalismo. Tutti i leader dei gruppi nazionalisti e nazisti russi sono stati incarcerati o reclutati e cooptati dallo Stato. Non esiste alcun movimento nazionalista russo al di fuori dello Stato. E l’antisemitismo che periodicamente divampa, ovviamente, viene dall’alto. Non ho dubbi che a un certo punto aumenterà. Uno stato autoritario deve individuare un nemico.

Nelle Cinque Spire del Serpentone Sionista vi è scritto: AntiComunismo, Antisovietismo, Imperialismo, Politica di Provocazione, Aggressività da guerra (Vecchio manifesto sovietico anni ’70)

L’Unione Sovietica nel 1967 e l’antisemitismo

L’Anno della Guerra dei Sei Giorni l’Unione Sovietica aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Israele, i giornali erano pieni di discorsi su quei malvagi sionisti. E c’è stata, ovviamente, un’enorme ondata di antisemitismo.

Putin usa il movimento Lubavitcher contro il Globalismo?

Ha davvero usato il rabbino Ber Lazar, del movimento Chabad Lubavitcher. Questo perché i chekisti (da “CheKa”, nome originario del futuro KGB) credono devotamente in una cospirazione ebraica globale e in un governo ebraico mondiale. Quando hanno perquisito gli uffici della nostra rivista….. il colonnello che era in carica mi ha detto: “Mi rendo conto, Yevgenia Markovna, che stai per rimettere in piedi l’intero mondo ebraico. Sappiamo che [Edgar] Bronfman è un tuo amico.” Potrei aver incontrato Bronfman due volte nella mia vita. Ma non cerco mai di disilluderli di questa idea. Dico loro: “Sì, gestiamo il mondo”. Lasciateli credere.

Putin e Israele

Putin e Netanyahu sono amici. Putin è stato felice di usare Netanyahu. Alla fine si rese conto che Netanyahu non poteva aiutarlo a revocare le sanzioni; anche così però ha flirtato molto con Netanyahu come leva nella relazione russo-turca. Ma ora c’è questa ragazza israeliana (una presunta spia del Mossad, Ndc) che è stata arrestata con la marijuana nel suo bagaglio, proprio in transito attraverso la Russia, e ora le è stata data una pena detentiva di sette o otto anni. Un incubo. Netanyahu ha implorato personalmente Putin più volte. Per Putin non costerebbe nulla. Potrebbe anche farlo legalmente, perché il presidente russo ha il potere di emettere grazia. Ma sta giocando con Netanyahu, ovviamente. Putin è molto popolare in Israele (tra gli ex ebrei sovietici), quindi Netanyahu sfrutta la cosa per motivi elettorali; manifesti di Putin e Netanyahu erano ovunque durante le elezioni. Molti di quegli ebrei emigrarono prima della perestrojka, prima di ricevere questa cruciale educazione su cosa fosse veramente l’Unione Sovietica (nazionalista e antisemita, ndc), anche se potevano aver conosciuto questa verità nelle loro ossa. La “strada” russa in Israele è spaventosa. È molto reazionaria, totalmente ignorante della Torah e dei testi ebraici. Pensano che qualsiasi retorica di sinistra sia “socialismo”, e il socialismo è antisemitismo e negozi vuoti.

Putin e Trump

Putin non è Trump…..Trump non è il Putin americano, non scherziamo….

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9 pensieri su “IL SIONISMO CONTRO LA RUSSIA di A. Vinco”

  1. Alfredo Di Paolo dice:

    grandi articoli questi, dove le scovate ste cose?
    Viva la grande Urss dei popoli lavoratori
    Alfredo Teramo

    1. Saverio dice:

      Viva la Russia Ortodossa. Lunga vita al Presidente Putin

  2. RobertoG dice:

    Questa qui ha bazzicato fin dagli anni ’90 l’ università di Harvard in Massachusetts dove è stata pure membro della fondazione Nieman. E’ il solito percorso che compiono tanti personaggi in carriera nei vari paesi dell’impero-mondo statunitense. Si frequentano a vario titolo istituti od università angloamericane e poi si torna al paese di origine dove si assumono posizioni all’interno della classe dirigente. Nel migliore dei casi hanno la testa formata/predisposta all’ideologia imperiale nel peggiore hanno contatti con i servizi di sicurezza e si attivano a seconda delle necessità. Noi in Italia siamo pieni di gente così e molti adesso sono nel governo Draghi.
    Questo è il sistema che gli Usa utilizzano per avere controllo soprattutto all’interno di paesi come la Russia che non possono essere attaccati militarmente perchè troppo forti Si minano da dentro con questi personaggi mentre le basi militari all’esterno servono solo come strumento di pressione psicologica. Fondamentale per mantenere efficiente questo meccanismo l’inglese come lingua internazionale che facilita enormemente l’attività di “formazione” presso i centri culturali dell’impero.

  3. av dice:

    Sì Roberto d’accordo ma va considerato che anche molti negli USA si attivano per il Partito Russo (Trump alla Casa Bianca c’è arrivato, Navalny al Cremlino non ci arriverà mai) o per il Partito Cinese (è di ieri la notizia che molti pezzi di ricambio necessari alla Difesa del Pentagono li produce ormai solo la Cina).
    inglese? vero ma a breve il cinese supererà l’inglese come lingua più parlata al mondo.
    Mi spiace deluderti Alfredo, ma neocomunismo neofascismo neoliberalismo non hanno spazio in Russia.
    Esistono solo l’ideologia di Gumilev, Solzenicyn, Ilyn per l’imperialismo grande russo che sarà. La lotta mondiale sarà di civiltà e interessi nazionali o imperiali.
    Ciao av

  4. Nello dice:

    Niente di nuovo sotto il sole. Il capitalismo globalizzato, di cui il sionismo è un’ala marciante, non tollera nulla di diverso da sé. Il solo fatto che esista un Paese non del tutto prono ai loro disegni e alla loro concezione è uno scandalo inaudito che deve cessare con le buone o con le cattive. Tutti questi signori sono dei russofobi patologici che rimpiangono i “bei tempi” dell’ubriacone balbuziente El’cin, che ha fatto un male immenso al suo Paese, svendendone le risorse e determinando un regime di miseria e di corruzione in cui nella società russa imperavano potenti e crudeli gruppi criminali , i Nuovi Russi, che pasteggiavano a caviale e champagne mentre il popolo moriva letteralmente di freddo e di fame (come attualmente nell’Ucraina neobanderista) . ‘E stato allora che molti Russi e Ucraini sono emigrati in Occidente perché non potevano più sopravvivere in patria. Lo abbiamo dimenticato? Ecco cosa c’è dietro la stucchevole retorica dei diritti umani, nuovo grimaldello per scardinare i centri di resistenza al globalismo politico e finanziario. Putin ha un grave torto: non essere abbastanza deciso, come gli rimproverano molte libere trasmissioni televisive ,contro questa minaccia montante per la Russia e il suo ruolo nello scacchiere mondiale (Vedi il programma di Vladimir Solov’jov) Nello

  5. RobertoG dice:

    No mi spiace Angelo ma non sono affatto d’accordo sul parallelo con Trump, il quale è un imperialista come tutti, solo con una visione diversa su come gestire l’egemonia. Di certo egli non è salito alla presidenza con l’intenzione di favorire una supposta ideologia russa (e quale sarebbe poi?) contro il suo paese. Ti chiedo: quante persone in Inghilterra o negli Stati Uniti od anche nelle colonie come la nostra vanno a studiare in paesi come la Russia o la Cina per poi svolgere un ruolo di sensibilizzazione propagandistica analogo a quello che ho descritto? E comunque se anche questo dovesse succedere non sarebbe una bella cosa lo stesso.
    Il cinese è parlato praticamente solo in Cina o nelle loro enclave all’interno dei vari paesi e comunque a livello basso. La lingua internazionale, quella che conta a livello alto, è assolutamente l’inglese senza paragoni, uno strumento imperialista formidabile. Gli stessi giornali cinesi e russi che hanno visibilità esterna sono in inglese. E non è utile solo per facilitare la circolazione e l’imposizione delle idee angloamericane e la penetrazione e l’uso dei prodotti delle loro multinazionali ma anche per rifornirsi di talenti. Ad esempio In Italia dove è obbligatorio già in prima elementare, dove la riforma Madia lo ha imposto (con conoscenza elevata) per chiunque voglia partecipare ad un concorso per insegnante (di qualsiasi materia), dove ci sono università pubbliche (questo è il grave) come il Politecnico di Milano che insegnano in inglese e dove il PRIN lo ha imposto per la pubblicazione di qualsiasi ricerca di rilevanza anche soltanto ad uso interno cosa succede? Succede che di quel circa 12% di laureati che perdiamo e che espatriano la stragrande maggioranza va a finire in Inghilterra e le eccellenze negli Stati Uniti. Ma guarda un po’.

    1. AV dice:

      Caro Roberto, sbagli.
      1) Non ho parlato di Trump come esponente di una ideologia russa, come d’altra parte la stragrande maggioranza dei navalnicy – nazionalisti etnici grande russi – non sono proiezione dell’ideologia americana. Che Navalny sia una spia MI6 è a tal punto secondario. I processi storici oggettivi non vanno scavalcati. Il sovranismo conservatore occidentale ha interagito con Mosca, se non altro sul piano ideologico. Negarlo è puerile.
      2) Attualmente il mandarino han è già la lingua più parlata al mondo, ma io intendevo tra le elite. Ebbene le elite asiatiche già vedono di fatto il dominio del modello linguistico e culturale han (Myanmar docet! Biden out!), noi chiaramente dobbiamo auspicare che ciò avverrà anche in Europa se non altro per contrastare l’egemonismo culturale del Soft Power angloamericano che ci ha distrutto da decenni come Stato Nazione (a parte gli anni eroici del grande B. Craxi). Il marxismo è un calvario, una lunga via crucis di eurocentrismo. Non se ne esce da qua. Me ne rendo conto sempre di più ogni qualvolta interagisco con marxisti preparati e solidi come te. Mi chiedo che fine abbia fatto la linea multilinearista di Costanzo Preve. Mi chiedo come abbiano fatto i cinesi a conquistare il mondo partendo dal marxismo? evidentemente Mao era più nazionalista han che marxista. Non so che pensare. Torniamo all’Italia allora. Tanto, inutile girarci troppo al largo, il marxismo eurocentrsia perse nel ‘900 perchè vinse il fascismo in Italia. Ancora ora la chiave del Potere Globale è in Italia e sul Mediterraneo. A me tutto va bene purchè ci liberiamo dagli Usa. a voi direi di no.
      Ciao av Como

  6. RobertoG dice:

    Invece anche a me tutto va bene purchè ci liberiamo dagli Usa, semmai quello che ci divide è la visione sulla dinamica delle cose. Vedo il mondo, sicuramente l’occidente ed in particolare il mio paese sprofondare sempre più nella dipendenza verso l’angloamericanismo che avviene soprattutto a livello sociale e culturale. Tu invece vedi un processo opposto come se ce ne stessimo ineluttabilmente liberando. Purtroppo quei pochi dati che conosco (parlo di casa nostra) mi mostrano un’altra realtà che ovviamente non descrivo per compiacermene ma al contrario per invitare a non sottovalutare e soprattutto riconoscere la natura del male che ci opprime e ci minaccia che sono le condizioni essenziali per poterlo combattere. Tutto qua.
    Ciao.

  7. A.V. dice:

    Caro Roberto,
    i vertici del Pentagono la vedono in modo assai differente da te. E’ uscito sabato un nuovo rapporto che inquadra una nuova guerra di civiltà (calda) contro la Cina. E’ fallita quindi l’azione da Guerra Ibrida denominata Covid 19, non solo è fallita ma ha significato la nuova offensiva della rivoluzione globale del Nazionalismo Imperiale han di Xi Jinping.
    Non penso che siamo più in un’era americana, soprattutto in Asia. Merkel e il nuovo Premier Giapponese hanno apertamente rifiutato la “Lega delle democrazie” di Biden al G7 di pochi gg fa. Ormai troppi dati empirici smentiscono quanto pensi. L’Europa sarà di certo campa di battaglia e non può rimanere fuori dalla competizione calda. La Serbia è completamente cinese. L’Italia tu la vedi completamente americana? la classe dirigente politica direi di sì, ma i vertici economici e finanziari direi di no.
    Ciao

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