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AMODEO… AMODEO… di Moreno Pasquinelli

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Nei tempi andati, quando in una comunità politica scappava fuori il megalomane, il vanaglorioso, o questo abbassava la cresta, o veniva cacciato a pedate. Erano quei tempi in cui per diventare capi politici occorreva avere dimostrato nella pratica di possedere il talento e le qualità necessarie per fungere da leader e dirigenti. Non è più così. Nella società dello spettacolo, svanito il confine tra realtà e finzione, tra cultura e marketing, la fanno da padrona prestigiatori, esibizionisti e funamboli.  L’avvento dei “social” — click e like, influencer e influenzati —, se è stato esiziale per tacitare le persone serie e raziocinanti, è stata una manna per i palloni gonfiati e finti condottieri. Andazzo che, se vale nel campo dei dominanti, è diventato patologico in quello delle classi subalterne. Le diverse comunità politiche d’opposizione sono letteralmente flagellate da questa piaga, in balia di capi megalomani e dei loro capricci.

Lo storico Eric J. Hobsbawm scrisse una celebre trilogia: I banditi, I ribelli, I rivoluzionari. Uno studio sull’evoluzione delle rivolte sociali, dalle forme più primitive a quelle più ardite e complesse della storia contemporanea. Ogni epoca, sosteneva Hobsbawm, è segnata dalla speranza di emancipazione di chi sta sotto; ogni periodo produce i suoi profeti e le sue utopie; ogni guerra sociale sforna i suoi eroi. Un’epoca sventurata quella nostra. Le classi subalterne non solo sembrano aver perso ogni speranza, disdegnano le utopie, rinnegano profeti, disprezzano gli eroi. Al contrario quelle dominanti sono fanaticamente convinte della propria missione rivoluzionaria, sventolano l’utopia di un progresso aureo grazie ai miracoli della tecno-scienza, considerano eroi gli scienziati di corte e profeti gli stregoni transumanisti.

A fronte della egemonia ideologica dei dominanti c’è l’impotenza dei dominati, la quale spiega come mai mezze tacche riescano a farsi largo e, quel che è peggio, ad apparire come giganti.

Il caso di Francesco Amodeo è da manuale. Boria e superbia zampillano da ogni sua esternazione e da ogni suo gesto. La globalizzazione? La Ue? L’euro? Egli ha capito tutto, egli è stato il primo ad indicare al popolo come stanno le cose, egli è l’unico che abbia indicato la strada da seguire. A sentire come da bravo piazzista promuove la sua modesta inchiesta La matrix europea, questa sembra essere una pietra miliare del calibro de La ricchezza delle nazioni di A. Smith, de Il capitale di K. Marx o della Teoria generale di J. M. Kyenes.

Sia chiaro, tra i tanti negromanti che ammorbano il mercato degli “influencer” e seducono i “follower” con le loro meraviglie, Amodeo non è affatto il peggiore, solo che negli anni di fregnacce ne ha fatte diverse — a pié pagina l’elenco.

Segnaliamo l’ultima in ordine di tempo (31 ottobre scorso), in cui annuncia la sua strabiliante  mossa, o la “Bilderberg dei popoli”:

«Sto agendo in maniera carbonara. Come fanno i nostri nemici.

Sto selezionando le menti migliori e le persone di cui mi fido di più tra quelle che hanno molti consensi.

Come fanno i nostri nemici.

Sto organizzando tutto a porte chiuse.

Come fanno i nostri nemici.

Ho sempre pensato che le loro strategie fossero quelle vincenti e che ci fosse bisogno di una reazione da parte del popolo, uguale e contraria.

Loro vogliono stracciare le costituzioni e sottomettere i popoli.

Noi lavoreremo per creare la risposta dei popoli all’arroganza delle élite.

Le prime convocazione iniziano domani.

Chiamatela pure la “Bilderberg” dei popoli».

Avete capito bene! Il nostro ci comunica in modo chiaro ed esplicito … che in totale segreto (sic!) avrebbe raccapezzato le “menti migliori”, le “persone di cui si fida”, beninteso, solo coloro “che hanno molti consensi” (leggi click, like e follower). E, sempre “a porte chiuse”, li convocherebbe in assise. Per fare cosa? Per elaborare un piano strategico, anch’esso ovviamente segreto.

Viene anzitutto confermata la dimensione smisurata dell’egocentrismo del nostro. Alcuni hanno capito che voglia federare le piazze. Hanno capito male. Egli si auto designa commissario tecnico e selezionatore della nazionale degli “influencer”, quindi convoca a stretto giro quelli di sua fiducia … per giocare i mondiali delle élite degli illuminati.

Strabiliante il metodo: senza pudore viene detto che è il medesimo di quello delle sette massoniche ed esoteriche dominanti, si sottolinea anzi che agire nell’ombra è l’unico modo vincente. Al popolino di fantocci che si svenano nelle piazze per resistere all’offensiva dei potenti, si chiede di tenersi pronti per ubbidire alla confraternita dei pupari, gli unici che evidentemente sappiano quale sia “la strategia”.

Colpisce l’idiozia: la “mossa segreta” è comunicata via facebook, ovvero tutto il mondo ne è informato, col piccolo particolare che mentre i comuni mortali non sanno chi farà parte della setta, quando e dove questa si riunisca e cosa deciderà, tutto sapranno invece, grazie ai dispostivi di sorveglianza elettronici, proprio coloro che dovrebbero restare all’oscuro, ovvero i servizi segreti di mezzo mondo (ammesso e non concesso che siano davvero allarmati).

Pare chiaro, infine, al di là del suo grottesco aspetto, quale sia la recondita ragione della manovra: provare a metter su, in vista delle elezioni, un veicolo elettorale per accalappiare i voti di chi in questi mesi ha dato vita ai movimenti no lockdown e no green pass, per quindi agganciarlo al centro destra a trazione salviniana-meloniana.

Mi dicono che questa supercazzola amodeica stia riscuotendo, ovviamente in rete, il plauso e l’approvazione di diversi “navigatori”. Confesso il mio stupore. Delle due l’una: o il nostro è un genio (che poveri noi non comprendiamo) oppure chi gli va dietro è un fesso. Propendo per la seconda ipotesi. Col che, visto che Amodeo non è un genio e posto che solo dei fessi possono andargli dietro, è facile intuire quale sarà l’esito della sua “Bilderberg” dei popoli”.

IL 12 OTTOBRE E LA SAGA DEGLI IMBECILLI (9 ottobre 2019)

LA FESSERIA DI FRANCESCO AMODEO (6 novembre 2019)

QUANTE VOX CI SONO IN VOX (9 dicembre 2019)

AMODÈ, TU VUO FA L’AMERIKANO (4 gennaio 2020)

AMODEO: LA TERZA FESSERIA (17 aprile 2020)

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4 pensieri su “AMODEO… AMODEO… di Moreno Pasquinelli”

  1. Francesco dice:

    Questa e’ la riprova che se non ci si muovera’ per tempo, creando un VERO soggetto politico ALTERNATIVO, l’IMMENSO patrimonio di energie rivoluzionarie che si e’ “accumulato” in questi mesi con il movimento antigreenpass, andra’ perduto: una parte di quelle energie andra’ verso l’astensionismo e una parte verso soluzioni FALSAMENTE alternative (…soluzioni proposte dallo stesso SISTEMA DI POTERE… e presentate da quest’ultimo come “alternative”).

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

  2. Aldo+Zanchetta dice:

    Leggo, e non solo qui, frasi det tipo “se non ci si muoverà per tempo” … Ma il tempo per muoversi è già scaduto da tempo. E ancora ci si pongono queste domande? Aldo Zanchetta

    1. Francesco dice:

      TEORICAMENTE il tempo ci sarebbe ancora. A patto di muoversi concretamente, e cercando di fare tutti un passo indietro. Per il bene della Causa.
      Beninteso: SEMPRE AMMESSO che poi le elezioni si svolgano realmente nel 2023… Perche’ di questo passo non mi meraviglierei se la cupola al potere decidesse di rinviarle a data da destinarsi… OVVIAMENTE con la motivazione di “tutelare la salute pubblica”… Mica per altro…

      Francesco F.
      Manduria (Ta)

  3. paolo dice:

    Concordo con francesco e aldo e aggiungo…
    Mi vien da ridere se penso che si fanno manifestazioni da 10.000 persone
    in tutta Italia e non si riesce a mettere assieme 1.000 persone per fare
    un partito con un presidente un segretario e un tesoriere. Dov’è il problema ?
    Il momento è propizio. Il 50% non va più a votare. Nei forum si parla di LEGA
    e M5S come di traditori. E allora cosa si sta aspettando ancora ? E’ vero che
    ci sono già dei partitini sovranisti come ancoraitalia, italexit, voxitalia,
    riconquistarelitalia… ma questi non penseranno mica di andare da soli
    divisi e senza un minimo di pubblicità alle politiche 2023 ? Allora siamo
    proprio dei coglioni.

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