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IL SOGNO DI VENDOLA, L’INCUBO DEI POPOLI… e le balle spaziali de il manifesto di Emmezeta

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[ 12 luglio ]
Non c’è cosa peggiore che scambiare un incubo per un sogno. 
Ma lui si chiama Nichi e la cosa è normale. Meno normale è la situazione al quale il “sogno” si riferisce. Mentre in Europa va in scena l’ennesima riunione dell’Eurogruppo, con la Germania che non si accontenta della capitolazione di Tsipras — evidentemente al carnefice l’appetito vien mangiando—, in Italia ci tocca ancora sentir parlare del «sogno dell’Europa federale».
Eh sì, Sinistra ecologia e libertà (Sel) si scioglie (scene di sgomento nel Paese), solo per tentare di costruire una “grande Sel” (scene di giubilo anche oltre frontiera). Fin qui nulla di male: se a qualcuno gli va di andare sottobraccio all’amichetto di Archinà mica possiamo farci niente. Quanto poi alla “grandezza” del progetto illustrato ieri parleranno i fatti. Quel che è grave, e certamente indicativo, è la riproposizione dell’idea di riformare quel che riformabile non è. Di scambiare, appunto, un incubo per un sogno.


Leggiamo dal resoconto della Repubblica quel che ha detto Nichi Vendola:

«Poi la ricetta per salvare l’Europa: “Vogliamo sentire parole di rilancio del sogno dell’Europa federale. E’ necessario conferire più poteri alla Bce”, affinché questo soggetto diventi “prestatore di ultima istanza, impedendo che il sistema creditizio internazionale si comporti come un usuraio nei confronti dei popoli del sud dell’Europa”». 

Qui non si tratta di far polemica, anche perché con Vendola sarebbe uno sport fin troppo facile. Qui si tratta di mettere a fuoco come andrà a posizionarsi, rispetto alla questione europea, il nuovo soggetto politico che, si dice, nascerà ad ottobre. Perché una cosa è certa: solo chi saprà trarre le giuste lezioni dalla vicenda greca potrà essere credibile, chi invece continuerà a vendere balle – pardon, “sogni” – potrà al massimo ritagliarsi un piccolo ed innocuo spazio parlamentare, che in fondo anche l’Italicum gli lascia. 

VEDETE DIFFERENZE?
Scrive oggi, 12 luglio, Eugenio Scalfari su la Repubblica:
«Il tema è la creazione degli Stati Uniti d’Europa oppure, se non si arriverà a questo risultato, la fine dell’Unione e quella della sua moneta comune.Personalmente predico questa soluzione da mesi, preceduto da una prestigiosa schiera di personalità italiane e straniere e da altre che si sono unite a noi dopo il referendum greco: Giorgio Napolitano, Romano Prodi, Laura Boldrini, Emma Bonino, Massimo Cacciari, Paolo Gentiloni, Sergio Cofferati, Gaetano Quagliariello. Ma fuori d’Italia Obama, Hollande, Habermas».

L‘Europa, più esattamente l’Unione Europea, esiste già da un bel po’. E non è fatta di modellabile pongo, bensì di puro acciaio tedesco. La sua politica non è modificabile nella sostanza, dato che è semplicemente figlia della natura del mostro chiamato UE. Questo mostro si è dato uno strumento per schiacciare i popoli. Si chiama euro, e non è soltanto una monetina, in qualche caso graziosamente bimetallica, come certamente pensa il sognatore.

E’ qualcosa di più. E’ la chiave di volta di un sistema di dominio. L’euro ha le sue regole, che spesso vengono criticate dai sognatori. Ma sono cattive le regole, o è cattiva (e per certi aspetti folle) l’esistenza di una moneta unica per 19 paesi diversissimi fra loro, e non soltanto dal punto di vista economico? La seconda che hai detto: quelle regole servono a tenerla in piedi l’amata (certo non da noi) moneta.

E‘ questo un piccolo dettaglio di cui si sta accorgendo anche Tsipras. Non può esistere l’euro senza austerità. Almeno fintantoché alla moneta non corrisponderà uno Stato. Ecco allora la straordinaria pensata del sognatore: facciamo l’Europa federale! Viva gli Stati Uniti d’Europa! Viva la grande Bce di Mario Draghi!…

Piccola parentesi sulla Bce. Non ci era ancora capitato di sentire un autorevole (si fa per dire) esponente della sinistra invocare più potere alla Banca Centrale. Ma così va il mondo. Peccato che in Grecia, giusto in questi giorni, sia proprio la Bce a comportarsi da strozzina, esattamente come una qualsiasi banca privata. Ma, certo, questa non è mica la Bce sognata da Vendola. E vai coi sogni… Eppure al telefono con l’addetto ai lavori sporchi dell’Ilva sembrava più realista…

Ma il sogno si fa davvero incubo con la proposta dell’Europa federale. L’Unione Europea è un mostro oligarchico già oggi, non osiamo neppure immaginarci cosa diventerebbe facendosi Stato a tutti gli effetti. Ma non arriveremo a tanto. Forse a quelli come Svendola sfugge, ma gli stessi dirigenti europei che immaginarono l’euro come mezzo per arrivare all’unione politica hanno capito da tempo l’assoluta irrealizzabilità di quel progetto. E l’hanno abbandonato.

Certo, in astratto nulla è impossibile. Sognando si può immaginare la riforma democratica della Cia, la conversione pacifista del Pentagono, quella del Klu Klux Klan all’antirazzismo, la laicizzazione dell’Isis e la propaganda per i matrimoni gay da parte dei sostenitori di monsignor Lefebvre. Così, sforzandosi ancora un po’ nel sogno, si potrebbe forse arrivare alla riforma dell’Unione Europea.

Per il sogno di una sinistra italiana che ricominci a fare l’analisi concreta della situazione concreta non c’è invece sforzo che tenga. Perlomeno non dalle parti di Vendola.

 


PS – Naturalmente, l’ex governatore pugliese non è il solo a vendere balle.
L’assenza di ogni briciolo di onestà intellettuale è assai diffusa nella sinistra italiana. 
Vediamo un recentissimo esempio.

Il governo Tsipras ha fatto approvare dal parlamento, col voto convinto di chi aveva votato SI’ al referendum, una manovra recessiva da 12 miliardi, quasi il 7% del Pil. Per capirci, è come se in Italia Renzi facesse una manovra fiscale da 100 miliardi di euro. Cosa scriverebbe in quel caso il Manifesto tutti possono immaginarlo. Come ha titolato invece ieri mattina? [vedi foto sopra] Leggere per credere: «12 miliardi per la crescita». Che Mario Monti sia diventato il nuovo direttore del “quotidiano comunista”?
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