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NON ANDRA’ TUTTO BENE Comitato Centrale di Programma 101

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Comunicato n. 3/2020 del Comitato centrale di P101

Salvare l’Italia, ITALEXIT

Siamo nel cuore di una vera catastrofe. La Caporetto della sanità italiana è sotto gli occhi di tutti. Forse non sapremo mai quante persone sono morte per non aver trovato un posto di terapia intensiva negli ospedali della Lombardia, ma sappiamo già adesso che ciò è accaduto. Questo fatto, unito alla mancanza delle mascherine, alla carenza del personale, alla strutturale insufficienza dei posti letto e dei laboratori di analisi, ci parla degli effetti disastrosi delle politiche degli ultimi decenni. L’esito di un mix mortale fatto di liberismo ed austerità.

Ma c’è un’altra catastrofe in corso, quella prodotta dal blocco dell’intero Paese. E’ una catastrofe economica e sociale senza precedenti nel dopoguerra. Milioni di posti di lavoro a rischio, milioni di persone con il proprio reddito già oggi azzerato, mentre lo spettro dell’impoverimento aleggia su tante famiglie italiane. Si aggiunga il rischio di perdere parti significative dell’apparato produttivo, con la chiusura di un numero oggi incalcolabile di aziende, ed il quadro è fatto.

Di fronte a tutto ciò il governo, mentre da una parte è ricorso ad una serie scriteriata di draconiani decreti di chiusura totale, dall’altro non ha dato risposte minimamente adeguate ai problemi che quella scelta ha portato con sé.

Siamo così precipitati in uno stato d’eccezione dalle conseguenze gravissime. Mentre l’attività del parlamento è sospesa sine die, tutto è accentrato nelle mani del governo, per certi aspetti in quelle del presidente del consiglio. I diritti costituzionali sono di fatto sospesi e non si sa fino a quando. Che questo sia il prodotto di un governo debole non deve ingannarci, perché spesso sono proprio gli esecutivi di questo tipo a ricorrere all’emergenzialismo per farsi forti.

Nessuna delega va dunque data al governo Conte. Non solo per ragioni di principio, ma anche per l’inefficacia della sua azione, per il suo modo pasticciato di procedere, per l’assenza di una linea chiara su come affrontare l’emergenza in tutti i suoi aspetti (sanitari, economici e sociali). Ma c’è una ragione ancora più importante per chiedere le dimissioni immediate dell’attuale governo: la sua sudditanza alle oligarchie europee.

Mentre un piano d’emergenza nazionale è sempre più necessario, mentre è chiaro che esso potrà funzionare solo mettendo in campo uno sforzo finanziario eccezionale (quantificabile in almeno 500 miliardi), i governanti italiani sono ancora a piatire misere elemosine dal bilancio UE o, peggio, un prestito del Mes che, benché comunque del tutto insufficiente, pagheremmo a caro prezzo.

E’ necessario uscire da questo vicolo cieco. La momentanea sospensione del patto di stabilità, dunque la temporanea possibilità di spendere in deficit, non devono illuderci. Si tratta appunto di una sospensione, finita la quale i padroni del nord Europa tornerebbero a spennare l’Italia con ogni mezzo.

Non è dunque il momento delle mezze di misure. L’atteso shock finanziario è arrivato viaggiando sulle ali di un virus venuto dall’Asia. Di fronte ad esso l’UE traballa, strutturalmente incapace di dare risposte all’emergenza che sta colpendo vari paesi, ma in primo luogo ed in maniera più pesante proprio l’Italia. Non è dai palazzi del potere eurocratico che potranno venire risposte positive per il nostro popolo, anzi da lì potranno arrivare solo nuove imposizioni e nuove sofferenze.

E’ dunque il momento di prepararsi all’Italexit, adottando tutte le misure necessarie a tale scopo. E’ su questo obiettivo che bisogna convogliare tutte le forze migliori del Paese.  

Presto l’Italia si troverà davanti ad un bivio: o la riconquista della sovranità nazionale, a partire da quella monetaria, o la disfatta totale di fronte alle pretese dell’euro-Germania. O un percorso di liberazione nazionale, per quanto difficile; o la certezza di finire schiavi (in una situazione alla greca, se non peggio) per lungo tempo.

E’ difficile mobilitarsi nella situazione attuale, perché mentre lorsignori possono muoversi in tutte le direzioni, noi siamo attualmente reclusi in casa. Ma non durerà a lungo, come anche gli scioperi nelle fabbriche stanno a dimostrarci.

– Fuori dall’euro e dall’Unione europea

– Per un piano di ricostruzione che assicuri a tutti reddito e lavoro

– Per difendere la democrazia e la Costituzione del 1948

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7 pensieri su “NON ANDRA’ TUTTO BENE Comitato Centrale di Programma 101”

  1. Cittadino dice:

    Ce lo dicono a chiare lettere: no troika, no soldi.

    Stavolta senza italexit non ci salviamo.

    Giovanni

  2. Francesco dice:

    La cosa che io trovo SCONCERTANTE e’ proprio la mancanza di mascherine. Lasciamo perdere per un attimo le sofisticate e costose apparecchiature per la terapia intensiva… Ma le mascherine??? Possibile che non ci fossero (e ancora non ci siano) sufficienti mascherine per tutto il personale sanitario? Stiamo parlando di fornire le mascherine solo al personale sanitario… Non a tutta la popolazione… Mascherine del costo di pochi centesimi… Eh gia’ dimenticavo… I soldi dovevano servire per finanziare le missioni militari all’estero… Le “missioni di pace” (Sic!)

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

  3. curzio dice:

    Cosa dirà Gualtieri alle 16? Mes?

  4. ombra dice:

    maledetta globalizzazione . Spero che dopo questa piaga , si riveda tutto e si facciano i conti con chi l’ha predicata e voluta .
    Visto il sole 24 di oggi ? L’Olanda vuol vederci morti a noi e la Spagna . Ma si puo’ ancora essere umiliati e offesi da questa ……fate vobis

  5. alessandro dice:

    Dunque, secondo il responsabile della Protezione civile, Borrelli, i contagiati reali sono probabilmente 10 volte quelli effettivi. Quindi il tasso di mortalità del coronavirus, non sarebbe del 9,5% che si desume dai dati ufficiali attuali, ma dello 0,95%. Secondo l’ex primario del Niguarda e pneumologo Enzo Soresi, i contagiati potrebbero essere 100 volte quelli dei dati ufficiali, il che porterebbe il dato della mortalità a meno dell’1 per mille. Se ipotizziamo una media fra questi due valori, che sarebbe 31,6 volte (chi sa qualcosa di matematica sa perché ho usato la media geometrica) la mortalità scenderebbe allo 0,3%.

    Ma combiniamo questi dati con quelli dell’ Istituto Superiore di Sanità, che ci dice che lo 0,8% dei morti deriva dal solo coronavirus, otteniamo una stima che, nell’ipotesi Borrelli, è di 0,76 su 10.000, nell’ipotesi Soresi di 0,76 su 100.000 e nell’ipotesi mediana di 0,24 su 10.000.

    Naturalmente, il fatto che il coronavirus non sia l’unica causa di morte non implica che non sia determinante. Prendiamo allora un’altra stima: quella di chi ha nessuna o almeno una malattia concomitante (il 26%) come approssimazione dei morti realmente causati da coronavirus.

    La mortalità così stimata per il coronavirus diverrebbe lo 0,247% nell’ipotesi Borrelli, lo 0,247 per mille nell’ipotesi Soresi e lo 0,748 per mille nell’ipotesi mediana.

    Naturalmente questo dato è influenzato dalla condizione della sanità italiana, dalla carenza di respiratori e da tutte quelle carenze nella cura che conosciamo.

    Di fronte a questo, la scelta del governo è di praticare un blocco così rilevante dell’attività economica (senza parlare delle restrizioni alla vita e alla libertà dei cittadini) che causerà il blocco totale dell’attività economica, per il sistema di interrelazioni che la caratterizza. Intanto, domani, al 14esimo giorno di blocco, iniziano le chiusure dei distributori di carburante. La cosa potrà essere risolta da provvigioni governative, ma siamo solo al 14esimo giorno, mentre la bozza di decreto in discussione prevede la possibilità di estensione fino al 31 di luglio, cioè 140 giorni. Auguri.

  6. gian dice:

    Quando vi leggo mi sembrate la brutta copia di “scenari economici.it “.
    All’inizio eravate comunisti poi comunisti-sovranisti adesso solo sovranisti.
    Siete monotematici. Insistete nel dire che siamo in una dittatura debole
    prona all’europa che limita le libertà individuali e distrugge l’economia.
    L’India oggi ha bloccato tutto; c’è la dittatura anche in India ? Se l’economia
    va in malora la colpa è dei limiti del capitalismo che non può rinunciare
    ai consumi e fermarsi qualche mese di fronte ad una pandemia. il lavoro
    dovrebbe essere pubblico e i posti di lavoro non legati ai consumi. Questo
    vorrei sentirmi dire da dei veri comunisti, ma voi siete comunisti ??? No, perchè
    a sentirvi parlare mi sembrate tanto gli amici del Rinaldi o del Bagnai.

    1. Mario dice:

      Beh, lei sta affermando che vuole il blocco di tutto come dice Salvini, ergo, lei è un leghista?
      Sicuramente di fronte a questo virus delle misure servono.
      Ma quelle adottate dal governo sono deleterie e prime responsabili di una catastrofe economica senza precedenti.
      Lei si preoccupa per la salute dei lavoratori, ma non si preoccupa di quello che mangeranno e di quello che faranno se il blocco continua.
      Questo non le importa, da comunista quale dice di essere?

      Un comunista che che combatte il governo

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